«Per infettare basta il sudore o uno starnuto»

Manila Alfano

In Inghilterra è il panico. Le autorità sanitarie e le compagnie aeree cercano di tranquillizzare i cittadini mettendo a disposizione numeri di telefono utili. Tutti hanno una sola fobia: la contaminazione. Il professor Corrado Patimo, chimico nucleare dell’Enea, responsabile del Dipartimento ambiente dell’Associazione Giuseppe Dossetti, spiega i misteri del polonio e gli effetti della sostanza radioattiva sul corpo.
Che cos’è il polonio 210?
«Il polonio 210 è un elemento naturale estremamente raro. Lo si ottiene artificialmente bombardando con neutroni il bismuto naturale 209 ottenendo bismuto 210 che decade successivamente in polonio 210 in reattori nucleari ad alto flusso.»
Insomma non è un elemento facile da trovare?
«Direi proprio di no. È un elemento praticamente impossibile da reperire in natura. È contenuto nei minerali dell’uranio che, a loro volta, rappresentano una piccolissima quantità per tonnellata di materiale».
Chi può avere il polonio?
«Solo ed esclusivamente chi si occupa di riprocessamento degli elementi combustibili esausti dei reattori nucleari. E cioè i giapponesi, i francesi, gli americani, i tedeschi, che hanno ancora un piccolo impianto, gli inglesi e i russi».
Come può aver fatto l’ex spia Litvinenko a contagiare Scaramella?
«Attraverso l’inalazione. Con uno starnuto, attraverso il sudore, con una stretta di mano ad esempio. Lo si può capire subito con un esame delle urine».
In che misura il polonio si può definire pericoloso?
«Basti pensare che questa sostanza è cinquemila volte più potente del radio, e un milligrammo di polonio 210 equivale a 5 grammi di radio. Il polonio ha 138 giorni di vita media radioattiva. Dopo questo periodo cambia natura. Perde peso e riduce della metà il suo potenziale radioattivo».
Quali sono gli effetti della radioattività sul corpo umano?
«Gli effetti per chi lo ingerisce sono immediati, e la gravità del danno nei tessuti è legata alla quantità che si è assunta.
Una volta ingerita, la sostanza continua a emettere radioattività. L’effetto, come si può immaginare, è devastante. Si innesca un meccanismo per cui le cellule cominciano a morire bruciate. Si ha cioè un effetto massivo che l’organismo non è in grado di fronteggiare, perché non è capace di rimpiazzare in tempi brevi la grande quantità di cellule bruciate».
Che cosa rende il polonio così temibile?
«L’aspetto che rende il polonio così pericoloso è la sua versatilità: pur essendo una sostanza solida infatti ha anche una certa volatilità. Ciò significa che entra in circolo molto facilmente».
In caso di contatto che cosa succede?
«È altamente pericoloso da manipolare. Il contatto diretto ovviamente è sconsigliato. Noi in laboratorio usiamo tutte le protezioni possibili, tute e guanti, proprio per evitare un contatto diretto. È una sostanza calda ed emette altissime quantità di radiazioni che bruciano i tessuti. L’esposizione esterna però non è letale: le particelle radioattive possono trapassare la pelle. I vestiti costituiscono uno scudo, anche se minimo, contro la sostanza».