Inflazione al top: +1,4% Spesa sempre più salata Rincari anche su vacanze

I nuovi dati Istat: inflazione ai massimi dal febbraio dello scorso anno. i consumatori: "Mai visto in presenza di una
fortissima contrazione dei consumi, una crescita del genere". La spesa costerà 420 euro in più

Bruxelles - Il tasso di inflazione annuale nella zona euro è salito in marzo all’1,4%, rispetto allo 0,9% di febbraio. Secondo i dati resi pubblici dall'Eurostat, nell’intera Unione europea l’indice dei prezzi al consumo è balzato all’1,9% contro l’1,5% di febbraio. Il dato dell’Italia è in linea con la media di Eurolandia: 1,4% a marzo dopo l’1,1% del mese precedente. A marzo l’inflazione ha colpito il carrello della spesa registrando un aumento del 2,2% su base annua. Un tasso "gravissimo" secondo Adusbef e Federconsumatori che, in una nota commentano i dati diffusi oggi dall’Istat.

L'inflazione in Italia Nel mese di marzo 2010 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività comprensivo dei tabacchi è stato pari a 139, registrando una variazione di più 0,3% rispetto al mese di febbraio e di più 1,4% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. L’Istat sottolinea che al netto dei tabacchi, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, pari a 138,2, ha presentato nel mese di marzo 2010 una variazione congiunturale di più 0,2% e una variazione tendenziale pari a più 1,3%. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, comprensivo dei tabacchi, nel mese di marzo 2010, prosegue l’Istat, è stato pari a 137,7 con una variazione di più 0,2% rispetto a febbraio e una variazione di più 1,5% rispetto a marzo 2009; le corrispondenti variazioni registrate dall’indice calcolato al netto dei tabacchi sono state, rispettivamente, più 0,2 e più 1,5%, mentre il livello dell’indice è stato pari a 136,5.

Gli aumenti congiunturali Nel mese di marzo gli aumenti congiunturali più significativi sono stati rilevati per i capitoli Trasporti (più 1,1%), Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (più 0,4%) e Servizi ricettivi e di ristorazione (più 0,3%); variazioni nulle si sono registrate nei capitoli Prodotti alimentari e bevande analcoliche, Bevande alcoliche e tabacchi e Istruzione; variazioni congiunturali negative si sono verificate nei capitoli Servizi sanitari e spese per la salute (meno 0,3%) e Comunicazioni (meno 0,1%). Gli incrementi tendenziali più elevati si sono registrati nei capitoli Trasporti (più 5,1%), Altri beni e servizi (più 2,9%) e Istruzione (più 2,5%); variazioni nulle si sono registrate nei capitoli Prodotti alimentari e bevande analcoliche e Servizi sanitari e spese per la salute; variazioni tendenziali negative si sono verificate nei capitoli Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (meno 0,9%) e Comunicazioni (meno 0,3%).

Gli aumenti più significativi Gli aumenti congiunturali più significativi si sono verificati nei capitoli Abbigliamento e calzature (più 13,6%), Trasporti (più 1,1%) e Altri beni e servizi (più 0,9%); variazioni nulle si sono registrate nei capitoli Prodotti alimentari e bevande analcoliche, Bevande alcoliche e tabacchi e Servizi sanitari e spese per la salute; una variazione congiunturale negativa si è verificata nel capitolo Comunicazioni (meno 0,1%). Gli incrementi tendenziali più elevati, prosegue l’Istituto di statistica, si sono registrati nei capitoli Trasporti (più 5,1%), Altri beni e servizi (più 2,9%) e Bevande alcoliche e tabacchi (più 2,2%); una variazione nulla si è registrata nel capitolo Prodotti alimentari e bevande analcoliche; variazioni tendenziali negative si sono verificate nei capitoli Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (meno 0,8%), Comunicazioni (meno 0,4%) e Abbigliamento e calzature (meno 0,3%). Nell’ambito delle 20 città capoluogo di regione, gli aumenti tendenziali più elevati dell’indice Nic si sono verificati nelle città di Aosta (più 2,9%), Trieste (più 2,5%) e Napoli (più 2,3%); le variazioni più moderate hanno riguardato le città di Bari (più 0,4%), Potenza (più 0,7%) e Bologna (più 0,9%).

La denuncia dei consumatori "Non si è mai visto in presenza di una fortissima contrazione dei consumi, quale quella a cui stiamo assistendo (-2,5% a -3% solo nell’ultimo anno), dovuta alla caduta del potere di acquisto delle famiglie, un tasso di inflazione in continua crescita che, su base annua, comporterà una nuova batosta di ben 420 euro annui a famiglie". Secondo Adusbef e Federconsumatori, a "incidere fortemente sulla crescita dei prezzi  è stata anche la continua corsa al rialzo dei prezzi dei carburanti, spesso ingiustificata, come denunciamo da tempo. È evidente e palese, ormai, che vi sono delle gravi ed intollerabili speculazioni in atto, non solo nel settore dei carburanti" . Alla luce di "tale evidenza", secondo Adusbef e Federconsumatori, è "indispensabile un intervento deciso del governo" con quattro finalità: "combattere le speculazioni"; avviare "una ripresa dei consumi e dell’economia, resa possibile da un’anticipazione della riforma fiscale che preveda una immediata detassazione per il reddito fisso, da lavoro e da pensione, di almeno 1200 euro annui"; bloccare "le tariffe, come già promesso da diversi mesi"; individuare "una soluzione urgente che consenta di frenare gli aumenti dei carburanti, ad esempio, come proponiamo da tempo, con la realizzazione di un’accisa mobile".

Vacanze più salate Vacanze salate per gli italiani. I dati Istat preannunciano un caro-estate per i cittadini. "In base alle nostre stime, queste percentuali si tradurranno in una maggiore spesa fino a +120 euro a cittadino rispetto al 2009", dice il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, commentando i dati che vedono l’intero comparto dei trasporti aumentare a marzo del 5,1% rispetto ad un anno prima, con punte del 15,1% per le tariffe ferroviarie e dell’8% per gli aerei. I rincari "si riverseranno soprattutto nel settore dei pacchetti vacanze con mete estere, che potrebbero addirittura essere più pesanti qualora la corsa dei carburanti non dovesse arrestarsi", aggiunge il Codacons. "La conseguenza di tali aumenti - conclude Rienzi - sarà la rinuncia alle vacanze da parte di molte famiglie, una riduzione significativa dei giorni di villeggiatura e la scelta di mete più vicine onde contenere i costi di trasporto".