Gli inglesi hanno colonizzato pure il vocabolario genovese

Curiose somiglianze tra molti termini del dialetto ligure e della lingua più diffusa al mondo

Carla Valentino

Genova, si sa, è considerata la «città più inglese d'Italia». Non dovrebbe allora sorprenderci troppo l'intrigante somiglianza di molte parole inglesi e genovesi. Divertiamoci con qualche esempio tra i più immediati (seguendo l'ortografia tradizionale del dizionario genovese di Gaetano Frisoni, pubblicato per la prima volta nel 1910).
English: Tomato (pronuncia temàtou). Zeneize: Tomata (pron. tumata). Italiano: Pomodoro. L'etimologia ci riporta alla civiltà degli Aztechi, che conoscevano bene la pianta e il frutto, di origine americana e oggi diffusi in tutto il mondo. Secondo diversi studiosi, il nome indigeno azteco «tomatl» è infatti entrato nello spagnolo come «tomata», per poi passare intatto al genovese e trasformarsi invece nel francese «tomate» e nell'inglese tomato. Altri sostengono che il genovese tomata provenga direttamente dall'azteco: ipotesi plausibile, data l'abitudine dei Genovesi di navigare per il mondo, riportando a casa le novità scoperte durante i viaggi. L'italiano «pomodoro» era invece inizialmente «pomo d'oro», dal colore dorato della buccia (Zingarelli).
Alcune parole presentano ortografia identica in inglese e in genovese. Come Lion (leone): pronunciato làion è inglese, pronunciato liùn diventa genovese. Così abbiamo Question, Gallon, Sultan, Mission, Latin, Italian. E potremmo continuare. Ma torniamo all'etimologia con un'altra somiglianza tra parole. English: Paper (pronuncia péipar). Zeneize: Pappê (pron. papé). Italiano: Carta. Paper e pappê discendono dal latino «papyrus», a sua volta dal greco «pápyros», parola che in origine indicava sia la pianta da cui gli Egiziani ottenevano fogli per scrivere sia il foglio stesso: «papiro» in italiano. Anche in francese troviamo «papier» (carta). Quanto all'italiano «carta», completamente diverso, è giunto fino a noi dal latino «charta», dal greco «chártes».
Esistono poi gustose assonanze. Come quella tra alcune parole inglesi che terminano in -ssion e le loro parenti genovesi che terminano in -scion. English: Compassion (pron. kempèscen). Zeneize: Compascion (pron. cumpasciùn). Italiano: Compassione. English: Impression (pron. imprèscen). Zeneise: Imprescion (pron. impresciùn). Italiano: Impressione. In altri casi la somiglianza è accentuata dalla presenza della vocale u, pronunciata «iu» in inglese e «û francese» in genovese. English: Cure (pr. kiùar). Zeneize: Cûa. Italiano: Cura. English: Excuse (pron. ixkiùs). Zeneize: Scûsa. Italiano: Scusa. Così l'inglese Excuse me (pron. ikskiùzmi) suona più vicino al genovese Scûsime che all'italiano «Scusami».
Anche quando si parla di «chattare» in rete, neologismo dall'inglese, emerge la somiglianza col genovese. English: To chat (pronuncia cèt), Zeneize: Ciattéllâ (pron. ciatelà), Italiano: chiacchierare. E l'inglese chat, pron. cèt (chiacchierata) richiama da vicino il genovese ciæto (pron. cètu), pettegolezzo. Si tratta, per l'inglese chat e l'italiano «chiacchierare», di parole onomatopeiche, il cui suono cioè richiama il significato. Il termine genovese ciæto deriverebbe invece dal latino placitum (Petracco Sicardi).
Come nella commedia resa celebre da Gilberto Govi, non mancano i manezzi. In italiano «maneggio» può voler dire amministrazione, cura, ma anche intrigo e raggiro. Manezzo e maneggio derivano dal latino «manus», mano, come i verbi manezzâ e maneggiare. «Maneggione» significa intrigante, faccendone. La prestigiosa parola inglese manager, di uso internazionale, ha la stessa origine dell'ambiguo manezzi, proprio come il verbo to manage e il derivato management: l'inglese ha infatti preso in prestito questi termini dall'italiano «maneggiare». To manage significa amministrare, gestire, dirigere. Manager viene definito dallo Zingarelli come il dirigente che nell'impresa moderna assume le funzioni dell'imprenditore, con potere decisionale nella conduzione dell'impresa. Per management si intendono l'amministrazione, la direzione e la gestione di un'azienda, ma anche l'insieme dei suoi dirigenti.
Passiamo ad una pianta. English: Artichoke (pron. àrticiouk). Zeneize: Articiocca. Italiano: Carciofo. Gli esperti concordano: l'inglese artichoke deriva da «articiocco», voce diffusa nell'Italia settentrionale come deformazione dell'italiano «carciofo», proveniente a sua volta dallo spagnolo «alcarchofa», deformazione dell'arabo «al-karshuf». Sempre dall'italiano settentrionale «articiocco» derivano il francese «artichaut» e il tedesco «Artischocke» (Klein's). Secondo lo studioso Fiorenzo Toso è stato proprio il termine genovese articiocca - disceso dall'arabo attraverso lo spagnolo antico - a diffondersi nell'Italia settentrionale, poi nei paesi di lingua germanica e forse anche in Francia. Ed eccoci al nome di un insetto infestante. English: Bug (pron. bag). Zeneize: Bagon (pron. bagùn). Nell'inglese britannico, bug corrisponde all'italiano «cimice», mentre nell'inglese americano significa «insetto» in genere. Il genovese bagon è in italiano «scarafaggio». Nell'inglese moderno bug significa «cimice» anche nel senso di «microspia»; nel linguaggio dei computer significa «errore di programma». L'italiano «cimice» viene dal latino «cimex», mentre «scarafaggio» si è formato dal latino «scarafaium», variante di «scarabaeus», a sua volta proveniente dal greco «kárabos» (Etimologico Zanichelli). In questo girotondo di cimici, scarafaggi e scarabei, l'origine dell'inglese bug e del genovese bagon resta misteriosa, lasciandoci senza risposta sul perché della loro somiglianza. E allora, via libera all'intuito: che il bagon genovese sia semplicemente un grosso bug inglese?