Iniziativa di Banca d’Italia Studenti liguri a scuola di risparmio e credito

Come si apre un conto corrente? La carta di credito è un tesserino magico che si usa al posto dei soldi? Cosa devo fare se la signorina al di là dello sportello mi dice di girare l'assegno? Lo capovolgo? Alzi la mano chi sa rispondere. Mai frase fu più adatta, visto che quesiti del genere sono già bell'e pronti per gli studenti di tutte le età, che dalla scuola primaria agli istituti superiori si cimenteranno con le nozioni di base del gergo e della realtà finanziaria. Con tanto di test, prima e dopo la sessione formativa, per la misurazione e la valutazione dell'efficacia dell'iniziativa. Tutto questo grazie alla Banca d'Italia, che sulla base di un protocollo d'intesa siglato con il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca (MIUR), ha attivato già dallo scorso anno scolastico un progetto di formazione economica e finanziaria per le scuole a livello nazionale, che in Liguria ha già coinvolto 12 istituzioni per un totale di 25 classi. Un percorso articolato in due anni, il primo dedicato agli elementi base, il secondo alla stabilità dei prezzi; insomma, l'ABC - anzi l'1-2-3 - della finanza, potremmo definirlo, che mira a fornire i rudimenti tecnici della materia uniti ai suoi principi etici. "Ognuno di noi si muove in un contesto economico - ha sottolineato Letizia Radoni, direttore della sede genovese di Banca d'Italia - fare in modo che i ragazzi diventino cittadini responsabili e attenti alle proprie risorse è un obiettivo prioritario in una società evoluta". Insomma, pillole di saggezza per "risparmiatori" in erba. E che, diciamolo, gioverebbero anche ai meno giovani, se è vero che uno su quattro ignora le nozioni finanziarie di base e che il 30% dei cittadini nemmeno conosce la differenza tra azioni e obbligazioni. "La nuova generazione deve confrontarsi con questo tema - ha aggiunto Giuliana Pupazzoni, direttore generale dell'ufficio scolastico regionale - perché il mondo cambia velocemente ed è indispensabile saper fare scelte finanziarie consapevoli; perciò miriamo ad introdurre stabilmente nel curriculum scolastico i contenuti economici". E già, anche solo per conoscere i rischi dei pagamenti on line, tanto per dirne una, ed evitare di trovarsi all'improvviso il conto in banca prosciugato. E tenendo conto che nella prossima rilevazione PISA 2012 (indagine internazionale sulle competenze cross- curriculari dei 15enni) si valuteranno, oltre alle tre competenze tradizionali (lettura, matematica e scienze) anche quelle finanziarie. Insomma, mai scordare la sintassi, ma, ora più che mai, tenete bene a mente anche il vostro codice IBAN.