Insicuri i passaporti digitali: «Sono a rischio clonazione»

L’inchiesta della Bbc: è troppo facile copiare i dati dei nuovi documenti con il microchip

da Milano

Il nuovo passaporto elettronico nasconde delle insidie: è ad alto rischio clonazione. La denuncia viene dall’emittente britannica Bbc che, attraverso un test, è riuscita a catturare con una certa facilità le informazioni contenute nel microchip del documento di identificazione personale introdotto in Europa dopo l'11 settembre.
Il passaporto messo alla prova pratica anti-frode dal network televisivo è quello britannico, ma la Bbc allarga i rischi anche ai documenti di identificazione degli altri Paesi dell’Unione europea citando la denuncia di un gruppo di ricercatori che ha già sottoposto il problema alle istituzioni di Bruxelles. Per clonare il passaporto, Bbc ha impiegato appena cinque minuti. Il chip contenuto nel documento digitale, infatti, è una sorta di codice a barra che può essere letto attraverso frequenze radio a breve distanza. Una caratteristica che ha dei vantaggi, ma anche dei difetti. E questi difetti sono gravi, secondo la Bbc. Perché il codice permette di scaricare i dati personali contenuti nel passaporto, grazie a un lettore che si acquista su eBay con una spesa di appena 200 euro. Una volta trasferiti i dati su un chip vergine è facile avere a disposizione un passaporto digitale clonato.
Nonostante il ministero dell'Interno, interpellato dalla Bbc, neghi che clonare un passaporto digitale sia così semplice e alla portata di tutti (in quanto il microchip contiene solo una parte delle informazioni che rendono unico il singolo documento), la rete tv insiste nella sua denuncia. Spiegando che sono molti gli esperti che hanno sollevato il problema della sicurezza dei dati sostenendo che non è troppo tardi per correggere il difetto.
Il passaporto elettronico è arrivato anche in Italia: viene rilasciato dal 26 ottobre e costa 45 euro. Il nuovo passaporto consente di continuare a beneficiare del Visa Waiver Program, il programma cioè, che permette di andare in America senza visto per soggiorni fino a 90 giorni per turismo o affari oppure di transitare, sempre senza visto, negli aeroporti statunitensi. Il costo, non comprensivo della tassa annuale di concessione governativa che rimane invariata (40,29 euro), è stato fissato da un decreto emanato, in data 9 maggio 2006, dal ministero dell'Economia e delle Finanze. Le domande vanno presentate negli uffici passaporti dei vari commissariati o delle questure presenti sul territorio. Portando con sé: 2 foto formato tessera identiche e recenti di cui una autenticata; una 1 marca per concessioni governative di 40,29 euro per passaporto e il versamento di 44,66 o 45,62 euro.