Gli insospettabili Terroristi fatti in casa (nostra)

«Per fortuna in Italia non abbiamo elementi come Anwar al-Awlaki, ma guai ad abbassare la guardia» spiega Stefano Dambruoso, che da pm ha dato la caccia ai terroristi islamici ed ora dirige l'ufficio internazionale del ministero della Giustizia. «Si stanno monitorando i giovani musulmani della seconda generazione, nati nel nostro Paese, figli di chi ha avuto a che fare con il terrorismo internazionale. Ragazzi di 17-18 anni che possono venir irretiti dall'estremismo. Sono in numero sufficiente da considerarli una possibile preoccupazione» rivela Dambruoso. Il pericolo è quello della serpe in seno, un connazionale, nato e cresciuto nel tuo mondo, come al-Awlaki negli Stati Uniti, che diventa il terrorista più insidioso per l'Occidente.
Il terrorista eliminato ieri nello Yemen era un imam di Al Qaida a stelle e strisce. Nato nel New Mexico, la carriera di predicatore l'ha sviluppata negli Usa. Nel 2000 Awaf al-Hazmi e Khalid al Mihdhar, due dirottatori kamikaze dell'11 settembre, frequentavano la moschea di al-Awlaki a San Diego. Non a caso uno dei suoi colpi più micidiali è aver irretito un altro cittadino americano, il maggiore dell'esercito Usa Nidal Hassan, che ha compiuto una strage fra i suoi commilitoni in partenza per l'Afghanistan.
Dai tempi del talebano Johnny, il giovane che dagli Stati Uniti è andato a combattere in Afghanistan, sono decine le serpi in seno scoperte dall'Fbi. David Headley, padre pachistano e madre americana, era in combutta con Lashkar i Taiba, i terroristi dell'11 settembre indiano a Mumbai nel 2008. A Filadelfia è finita in manette Colleen La Rose. Americana di 46 anni, occhi verdi e capelli biondi, si era trasformata, grazie ad internet, in Jihad Jane. Il suo obiettivo era uccidere il disegnatore delle vignette di Maometto. L'Fbi ha scoperto che una ventina di giovani di Minneapolis, con origini somale, sono partiti per il Corno d'Africa per arruolarsi con gli Shabab, i talebani locali. Due giorni fa Rezwan Ferdaus, 26 anni, è stato arrestato a Boston: terrorista fai da te, voleva lanciare degli aeromodellini minati contro il Pentagono.
«Dal nostro vecchio continente circa una cinquantina di cittadini europei vengono sorvegliati perché sono andati in Pakistan entrando in contatto con gruppi estremisti» sostiene Dambruoso. I vacanzieri del Jihad sono soprattutto tedeschi ed inglesi. Uno dei più famosi era il convertito britannico Richard Reid, che voleva far esplodere un aereo in volo con dell'esplosivo nascosto nel tacco delle scarpe, ma venne sopraffatto dai passeggeri. Il "talebano" tedesco Fritz Gelowicz, finito in manette, abbracciò la nuova fede in Allah ancora minorenne. Il più noto jihadista con il passaporto di Berlino, ucciso da un bombardamento mirato della Cia, si chiamava Bekkay Harrach, alias Abu Talha al-Almani. Dal 2007 era un catalizzatore dei volontari "occidentali" di Al Qaida in Pakistan.
«Nel nostro Paese esiste il pericolo del jihadismo fai da te, di chi non si è integrato, come il caso del libico Game» osserva Dambruoso. Mohammed Game si è fatto saltare in aria nel 2009, all'ingresso di una caserma di Milano, ferendo solo se stesso. Dambruoso ha da poco dato alle stampe «Un istante prima», libro Mondadori che prende spunto dalla storia di Game per analizzare la minaccia del terrore nell'ultimo decennio. Pochi mesi prima dell'11 settembre dall'Italia partirono sei immigrati nord africani verso l'Afghanistan allora in mano ai talebani. Tutti sono finiti a Guantanamo e da oltre un anno tre si trovano nelle galere del nostro Paese: Adel Ben Mabrouk, Nasri Riadh e Moez Abdel Qader Fezzani.
«C'è un controllo adeguato sui sospetti che partono dall'Italia verso il Pakistan - spiega Dambruoso - ma si tratta di pochi elementi all'anno, che si contano sulle dita di una mano».
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