Intercettazioni, l'Onu: "L'Italia riveda il ddl" Frattini: "Sconcertato"

Il relatore dell'Onu sulla libertà di espressione: &quot;abolire o modificare&quot; il disegno di legge sulle intercettazioni perché &quot;se adottato nella sua forma attuale può minare la libertà d'espressione&quot;. Frattini: &quot;Sono sconcertato, il parlamento è sovrano e decide&quot;. La sinistra <strong><a href="/interni/macche_cuba_lonu_male_e_litalia/14-07-2010/articolo-id=460636-page=0-comments=1">sogna i caschi blu</a></strong> / di V. Macioce

Ginevra - Il governo italiano deve "abolire o modificare" il progetto di legge sulle intercettazioni perchè "se adottato nella sua forma attuale può minare il godimento del diritto alla libertà di espressione in Italia". Lo ha detto il relatore speciale dell’Onu sulla libertà di espressione, Frank La Rue in un comunicato.

"Consapevole delle preoccupazioni per la privacy" La Rue si è detto "consapevole" del fatto che il disegno di legge vuole rispondere alle preoccupazioni relative "alle implicazioni della pubblicazione delle informazioni intercettate per il processo giuridico e il diritto alla privacy". Ma ha precisato che "il disegno di legge nella sua forma attuale non costituisce una risposta adeguata a tali preoccupazioni e pone minacce per il diritto alla libertà di espressione". Ricordando le manifestazioni contro il progetto di legge del 9 luglio scorso, l’esperto ha quindi raccomandato al governo di non "adottarlo nella sua forma attuale, e di impegnarsi in un dialogo significativo con tutte le parti interessate, in particolare giornalisti e organizzazioni della stampa, per garantire che le loro preoccupazioni siano prese in considerazione". E si è detto pronto "a fornire assistenza tecnica per garantire" che il ddl "rispetti gli standard internazionali dei diritti umani sul diritto alla libertà di espressione".  

Ostacolo al lavoro dei giornalisti Secondo il progetto di legge 1415, ricorda la nota, chi non è accreditato come giornalista professionista può essere condannato alla reclusione fino a quattro anni per la registrazione di qualsiasi comunicazione o conversazione senza il consenso della persona coinvolta e la diffusione di tali informazioni. "Una sanzione così severa -ha sottolineato l’esperto - minerebbe seriamente il diritto di tutti gli individui a cercare e comunicare informazioni, in violazione della Convenzione internazionale sui diritti civili e politici, di cui l’Italia è parte". La Rue, incaricato dal Consiglio dei diritti umani dell’Onu di monitorare la situazione del diritto alla libertà di opinione ed espressione nel mondo, ha inoltre espresso preoccupazione per la prevista introduzione di una sanzione per i giornalisti e gli editori che pubblicano materiale intercettato prima dell’inizio di un processo. "Una tale punizione, che include fino a 30 giorni di carcere ed una sanzione fino a 10.000 euro per i giornalisti e 450.000 euro per gli editori, è sproporzionata rispetto al reato", ha affermato. Inoltre, "queste disposizioni possono ostacolare il lavoro dei giornalisti di intraprendere giornalismo investigativo su questioni di interesse pubblico, quali la corruzione, data l’eccessiva durata dei procedimenti giudiziari in Italia, sottolineata a più riprese dal Consiglio d’Europa", ha osservato La Rue.  

Frattini: "Sono sconcertato" "Sono fortemente sconcertato e sorpreso per la posizione del rappresentante dell’Onu sul ddl intercettazioni". Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini, spiegando che in "tutti i paesi democratici il parlamento è sovrano e decide. Io credo che si dovrebbero leggere le proposte legislative prima di fare interventi del genere" ha osservato il ministro degli Esteri. In tutti i Paesi liberali e democratici del mondo - ha aggiunto il titolare della Farnesina - non è consentito alla pubblica accusa di divulgare, prima della sentenza definitiva, elementi di indagine che devono restare segreti. Questo - ha spiegato - per la semplice ragione che, in democrazia, si tutelano anche i diritti degli indagati: il processo mediatico è una barbarie, non un principio di diritto".

Pdl: "L'Onu si occupi delle dittature non dei ddl" "Da antico e convinto militante dei diritti umani e civili, della libertà e della democrazia nel mondo, troverei utile che i funzionari dell’Onu, guatemaltechi e non, dedicassero il loro tempo a contrastare le dittature, che troppo spesso dettano legge, o trovano compunque sostegno e copertura, anche nei comportamenti del Palazzo di Vetro. Lo sanno bene gli oppressi di tanti regimi, che in troppe occasioni hanno dovuto fare i conti con i comportamenti e le scelte di questo o quell’organo, di questo o quell’ufficio, di questo o quel funzionario delle Nazioni Unite". Lo dichiara Daniele Capezzone, portavoce Pdl. "È invece paradossale che si entri nei processi legislativi di uno Stato libero e democratico. Ed è ancora più paradossale - aggiunge -, proprio in tema di stampa ed espressione, che si faccia finta di non vedere che in nessun Paese dell’Occidente avanzato esiste un malvezzo di pubblicare lenzuolate di intercettazioni, in spregio della legge, in clamorosa violazione del segreto istruttorio, travolgendo i diritti dei cittadini, come invece continua ad accadere in Italia. Mi auguro - conclude Capezzone - che la politica italiana tutta, maggioranza e opposizione, abbia dignità sufficiente per respingere accuse inverosimili".

Bongiorno: "Emendamenti apprezzabili" Giulia Bongiorno definisce "apprezzabili le proposte sugli emendamenti della maggioranza, nelle parti relative ai presupposti e alle limitazioni temporali delle intercettazioni". La presidente della commissione Giustizia della Camera aggiunge: "Cercherò di contribuire a questi innegabili miglioramenti con alcuni emendamenti in tema di responsabilità giuridica dell’editore, intercettazioni ambientali, intercettazioni dei parlamentari e intercettazioni dei reati che riguardano ignoti". No a "luogo privato" generico, si reintroduca nel codice il concetto di "privata dimora". È questo l’obiettivo che si prefigge uno degli emendamenti presentati al ddl intercettazioni dalla Bongiorno. A palazzo Madama, infatti, il testo era stato modificato sostituendo il concetto di "privata dimora" con il più generico "luogo privato".

Meno sanzioni per gli editori Gli editori saranno responsabili solo per la pubblicazione delle intercettazioni di cui era stata ordinata la distruzione e cioè quelle estranee alle indagini o che riguardano terze persone. È quanto prevede uno degli emendamenti presentati al ddl intercettazioni dal presidente della Commissione Giustizia della Camera, Giulia Bongiorno. Per questo tipo di responsabilità gli editori dovranno pagare "da cento a trecento quote", cioè, una sanzione massima di circa 450 mila euro. 

Il Pd sugli emendamenti: "Molto rumore per nulla" "Molto rumore per nulla, gli emendamenti del relatore non modificano il nostro giudizio di fondo su un testo sbagliato che mette in discussione molte indagini e limita la libertà di stampa". Così la capogruppo del Pd nella commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti commenta i 5 emendamenti presentati dal presidente Bongiorno.