"Denunciare i pedofili non è un obbligo"

I vescovi non devono avvisare le autorità in caso di preti che abusano. I prelati hanno deciso di non piegarsi ai diktat della commissione Onu

In Italia, il vescovo - al pari di ogni altro cittadino - «non ha l'obbligo giuridico» di denunciare eventuali casi di pedofilia commessi da un sacerdote e di cui sia a conoscenza. Nelle Linee guida per i casi di abuso sessuale nei confronti di minori da parte di chierici messe a punto dalla Cei si sceglie di rispettare l'ordinamento dello Stato senza vincolare i Pastori alla denuncia senza piegarsi ai diktat della Commissione Onu che aveva criticato l'impostazione giuridica del Vaticano. Rimane dunque fermo, anche in epoca Bergoglio, il principio che da sempre è un po' la «pietra dello scandalo».
Tuttavia ci pensa il segretario generale, fresco di nomina, monsignor Nunzio Galantino, a fare i distinguo, sottolineando che comunque il vescovo ha «il dovere morale di favorire la giustizia che persegue i reati» e «deve agire di conseguenza, cioè prendere decisioni concrete». Tant'è che - si legge nel testo - in caso di indagini o di procedimento penale da parte dello Stato, «risulterà importante la cooperazione del vescovo con le autorità civili, nell'ambito delle rispettive competenze» e «nel rispetto della normativa concordataria e civile». Qui sta il nodo, che per molti rimane irrisolto. Ovvero in quel «segreto confessionale» che deve essere salvaguardato e che i detrattori della Chiesa vorrebbero cancellare. Infatti, i vescovi «sono esonerati dall'obbligo di deporre o di esibire documenti in merito a quanto conosciuto o detenuto per ragione del proprio ministero».
Il testo contiene comunque un forte richiamo all'attenzione alle vittime, punto che in passato non è sempre stato così chiaro. Un segnale importante, che segue a stretto giro la nomina, nella commissione anti-pedofilia istituita da Francesco appena una settimana fa, di Marie Collins, vittima di abusi da parte di una sacerdote quando era bambina. Non si tratta solo - sebbene messo nero su bianco - dell'ascolto sempre e comunque della vittima e dei suoi familiari, ma di «assicurare ogni cura nel trattare il caso secondo giustizia» e anche «impegnandosi a offrire sostegno spirituale e psicologico, nel rispetto della libertà della vittima di intraprendere le iniziative giudiziarie che riterrà più opportune».
Attenzione dovrà essere posta anche nella selezione dei candidati al sacerdozio, attraverso una maggiore collaborazione tra diocesi, seminari e ordini religiosi. E di altrettanta cura dovrà essere oggetto il sacerdote accusato di pedofilia, cui si deve garantire sostegno e riservatezza «ferma restando la presunzione di innocenza fino a prova contraria». Tra l'altro si corregge in modo chiaro una distorsione che in passato ha recato non poco dolore: in caso di accuse verso un sacerdote «il semplice trasferimento del chierico risulta generalmente inadeguato, ove non comporti anche una sostanziale modifica del tipo di incarico».
Il vescovo «non è un pubblico ufficiale né incaricato di pubblico servizio» dice la Cei sottolineando che il processo canonico «è autonomo» da quello civile. Tuttavia, e proprio per questo, il vescovo è sempre tenuto a istruire una indagine canonica. Anzi, anche quando non ci sia notizia di un processo civile «dovrà ugualmente procedere senza ritardo a l giudizio di verosimiglianza e, se necessario, all'indagine previa e all'adozione degli opportuni provvedimenti cautelari». Come dimostra l'esistenza - anche in Italia - di dismissioni dallo stato clericale anche laddove non esisteva traccia di processi civili.

Commenti

africano

Sab, 29/03/2014 - 09:59

Hanno fatto bene, sarebbe bella se un prete denunciasse un omicida o un ladro o un omosessuale. Sarebbe la fine della chiesa. Il sacerdote deve indurre le anime al pentimento ed all'autodenuncia e mantenere il segreto dei peccati, soprattutto in confessione. Il sacerdote non è una spia al servizio dell'ONU e delle Procure, ma un consacrato al servizio di Dio

buri

Sab, 29/03/2014 - 10:23

I prelati della CEI dovrebbero ricordarsi che l'immunità del clero è roba da medioevo e che un delitto va perseguito, indipendentemente del fatto che a commetterlo sia un laico o un consacrato, se poi si tratta di pedofilia è ancora peggio, come può la chiese dare lezioni di morale sul sesso, il divorzio, l'omosessualità, l'adulterio, se copre i pedofili?

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Memphis35

Sab, 29/03/2014 - 10:50

#africano La conoscenza di reati, gravissimi, di cui si macchiano quotidianamente questi lupi travestiti da pastori non avviene, generalmente, attraverso il sacramento della confessione. Ed, al di fuori di quello, al clero competono gli stessi obblighi dell'onesto cittadino. Quella esposta dalla CEI è morale da "sepolcri imporporati".

Giorgio5819

Sab, 29/03/2014 - 11:01

Dovrebbe essere un obbligo morale, cosa della quale loro non conoscono il significato, nascosti allineati e coperti dietro la cortina di fumo che li circonda da più di 2000 anni. Niente di nuovo

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Zagovian

Sab, 29/03/2014 - 11:52

@africano,il "sacramento" della "confessione"(con lo spauracchio del "peccato mortale"),fu istituito da Papa Innocenzo III,nel 1215,per carpire "segreti" all'interno della Società,a suo uso e consumo,per controllare il territorio,lavandosene le mani,quando certe "confessioni",non erano "interessanti" per la CHIESA,e/o,peggio,se il loro uso/divulgazione,sarebbe andato a svantaggio,della CHIESA stessa.Tutto il resto sono,arzigogoli mentali,e scuse da sagrestia!!

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Ludovicus

Sab, 29/03/2014 - 11:54

In questo caso secondo me hanno fato bene. Episodi di pedofilia nel clero ce ne sono stati ma NON tanti quanto le campagne di stampa mondialiste sovvenzionate dai soliti padroni hanno voluto far credere. Anzi, e' venuto fuori che in altre istituzioni di pedofilia ce n'e' uguale se non peggio. Tutti i bambini che conosco, figli miei e di amici che sono andati da sempre all'oratorio tranquillamente no hanno mai avuto nessun problema. Al contrario di quello che dovrebbero avere avuto stando a certe ridicole "statistiche" offerte da ONU, UNICEF e organizzazioni prezzolatevarie. Le organizzazioni mondialiste, massoniche protestanti e altro, della pedofilia se ne fregano. Il loro obiettivo non e' eliminare la pedofilia ma sputtanare la Chiesa cattolica. La Chiesa invece, soprattutto con il Santo Padre Benedetto XVI, ha fatto quello che doveva fare per ripulirsi al suo interno. Il resto sono tentativi di distruggerla da parte dei suoi nemici. Si mettano il cuore in pace, non ce la faranno. Non praevalebunt.

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frank60

Dom, 30/03/2014 - 20:24

Il sacerdote deve indurre le anime al pentimento...