In un Paese così non ci vorrei vivere

In un Paese così, dove milioni di reati restano impuniti, dove migliaia di ceffi da galera vanno in giro, e dove il direttore di un giornale va in carcere per un articolo pubblicato sul suo giornale, io non ci vorrei vivere

In un Paese così, dove milioni di reati restano impuniti, dove migliaia di ceffi da galera vanno in giro, e dove il direttore di un giornale va in carcere per un articolo pubblicato sul suo giornale, io non ci vorrei vivere.

In un Paese così, dove l'onore ferito va a tassametro e se tu paghi smettono di sentirsi offesi, io non ci vorrei vivere.

In un Paese così, dove i magistrati danno ragione ai magistrati, dove un cittadino perde sempre contro un magistrato, dove passano anni e anni per un giudizio definitivo, io non ci vorrei vivere. In un Paese così, dove la politica è incapace perfino di rimediare alle storture e al reato d'opinione, e sa solo reagire quando le toccano gli affari propri, io non ci vorrei vivere.

E poi, da un Paese così, dove la verità vale meno dell'appartenenza, la qualità conta meno della collocazione, dove quel che sei, quel che vali, quel che pensi non conta rispetto a da che parte stai o peggio come ti hanno incasellato, e dove una vita intera, un'opera o un'impresa viene giudicata solo da una frase o da una supposizione, te ne vorresti andare. Ma quel Paese tu ce l'hai nel sangue, nell'anima, sulla tua lingua.

Qui hai costruito, anche se nessuno te ne rende merito, qui hai generato, hai vissuto, hai amato, nonostante tutto. Allora pensi a come andartene restando, ti costruisci rifugi e lontananze per un'emigrazione interiore.

Ma il Paese viene a riprenderti e ti ricaccia dentro il suo vomito.

E se vuoi sopravvivere alla Disgrazia, devi chiedere la grazia.

Che schifo vivere in un Paese così.

Commenti

lunisolare

Ven, 28/09/2012 - 17:20

"...non conta rispetto a da che parte stai o peggio come ti hanno incasellato....o da una supposizione". Queste poche righe sono la fotografia reale del comportamento che è assunto oggi da chiunque abbia un minimo di potere in qualsiasi sttore professionale o lavorativo vogliamo considerare. Hai evidenziato il male culturale che attanaglia la nostra società e ci costringe ad un livellamento verso il basso e quindi all'emergere di persone mediocri che abusano del loro potere. Prima di procedere a qualsiasi riforma è necessario ristabilire il concetto di capacità e merito altrimenti tutto si rivela inutile e noi continueremo ad assistere all'azione dei prevaricatori senza scrupoli.

Rossana Rossi

Ven, 28/09/2012 - 17:20

Bravo Veneziani è proprio così (purtroppo.....)

Nadia Vouch

Ven, 28/09/2012 - 17:48

Non solo, caro Veneziani. Da un Paese così si finisce, avendone opportunità, per andare via, così da aggiungere condanna alla condanna: la Nostalgia. E' come una dannazione quella di essere nati in un luogo forse troppo (potenzialmente) splendido per essere possibile su questa terra. Troppo bella l'Italia per essere vera. Da lontano, vivendo altrove, di Essa sogno e realtà si congiungono. Dal dentro, vivendoci, resta solo il malessere.

Dinmau

Ven, 28/09/2012 - 18:27

In un paese così, non ci vorrei vivere..ma perché devo andar via io che sono onesta, che pago le tasse, che ho una pensione misera ma ci vivo senza rubare niente a nessuno? Perché non vanno via i disonesti? Lasciamo a loro campo libero? Eh no! Diamo loro filo da torcere! Soli però, quelli come me, possono fare ben poco; allora ci aiutino i politici, i giudici, i giornalisti...ci saranno pur tra loro gli onesti! Si facciano sentire, non si lascino coinvolgere da tutto questo SUDICIUME! Se qualcuno di loro facesse sentire la sua voce, si facesse vedere, agisse NON per il proprio tornaconto, allora ci scrolleremmo tutti i PIDOCCHI che ci stanno succhiando il sangue!

robiking

Ven, 28/09/2012 - 18:30

Complimenti! Veneziani... ha scritto una poesia, triste, angosciante, ma vera. Mi sento ogni giorno piu' mortificato come "ITALANO", non pensavo che alla mia eta', gia'avanzata, di soffrire ogni giorno sempre di piu', vedendo come il nostro Paese si sia ridotto, purtroppo per demerito di tanti, che dovrebbero essere la guida per una vita dignitosa di tutti noi.

Ritratto di rigoletto2

rigoletto2

Ven, 28/09/2012 - 18:41

Santissime parole.Concordo in tutto.

IlCapitalista

Ven, 28/09/2012 - 19:09

E' vero, che schifo un paese dove chi pubblica notizie false e diffamatorie pensa di passarla liscia, provo da voltastomaco. E' proprio come dice lei Veneziani "un Paese così, dove la verità vale meno dell'appartenenza", cioè un paese dove giornalisti, forti del potere politico ed economico che li protegge, possono diffamare attraverso notizie false e fare anche la vittima, per poi trovare gente come lei Veneziani, pronta a darle manforte solo per convenienza. Ha ragione è proprio uno schifo.

Ritratto di marystip

marystip

Ven, 28/09/2012 - 19:12

In un paese di incivili non ci sta bene nessuno; meglio andarsene. Personalmente sto seriamente pensando, infatti, di richiedere asilo politico ad altro paese europeo; si asilo politico, perché in Italia la libertà non c'è più.

dbeilis

Ven, 28/09/2012 - 19:21

Ho anni sufficenti per ricordare il fascista credere, obbedire,combattere.Visti i tempi che corrono, bisogna modificare cosi' il motto : NON CREDERE , NON OBBEDIRE , MA COMBATTERE . Grazie , Veneziani !!

guidode.zolt

Ven, 28/09/2012 - 19:49

Grande Veneziani..ed e' un po' che ci penso...tornare in Romania ... dove i fatti accadono alla luce del sole, senza ammantarli di un'aura legale facendo i geki.. dove ho visto pagare un Giudice nell'atrio del Tribunale, davanti a tutti... dove, se ti ferma la polizia, sai sempre che te la caverai pagando il 50% in nero... li' trovero' certezze...! non sara' la Patria del Diritto, ma perche' l'Italia lo e' forse...?

moschettiere

Ven, 28/09/2012 - 19:52

Ma caro Veneziani, io non ci scriverei su un giornale che usa il "metodo Boffo" per colpire gli avversari, un giornale dove il principale editorialista (e ex-direttore) insultava, a cadavere ancora caldo, un collega ucciso dai talebani, solo perché di diverso orientamento politico, un giornale dove si pubblicano surrettiziamente gli articoli di un ex-giornalista radiato dall'ordine. Ecco, in un giornale così io non ci scriverei.

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Ven, 28/09/2012 - 20:21

Caro Marcello, quanto scoramento davanti alla realtà delle sue parole! Quanta amara nostalgia nelle parole di una vecchia canzone napoletana « Chist' è 'o paese d' 'o sole, /chist' è 'o paese d' 'o mare, /chist' è 'o paese addó tutt' 'e pparole, /so' doce o so' amare, /so' sempe parole d'ammore! » Chi ha spogliato il mio Paese da tanto amore? In un mio commento di poco tempo fa scrivevo: “L’amore oggi ha un solo nome: IO. Ha un solo cognome: IO. Abita in un solo luogo: IO. Appartiene solo ad una persona: IO. Il NOI è stato bandito dalla società ed IO, che si circonda di ogni cosa che possa lenire la sua solitudine, non è mai stato tanto infelice. E tanto stupido!” Le firme del nostro abbigliamento coprono il vuoto del nostro essere. La cura esasperata del nostro corpo da esibire, offende ogni pudore. La nostra parlata conosce solo il vocabolario delle volgarità e delle oscenità sciorinate per dimostrare di essere disinibiti, La libertà è una parola strombazzata ai quattro venti nel cui vortice viene frullata ogni liberalità e libertinaggio. E in tanta licenza il Paese ha perso la gioia di vivere: ha perso il suo cuore. Per ritrovarci facciamo nostre le parole di Johon Forbes Nash: “E soltanto nelle misteriose equazioni dell’amore, che si potrà trovare ogni ragione logica”. Sono sicura che l’amore cova sotto la cenere dei nostri fallimenti. L’amore è paziente, aspetta solo che troviamo il coraggio di guardarli in faccia i nostri fallimenti per affrontarli con raziocinio e volontà. Solo cosi potrà riprendere il vigore che le è proprio e farci riassaporare la gioia di appartenere a questa terra meravigliosa che è il nostro Paese d’ ‘o sole, Paese d’ammore!

pietrom

Ven, 28/09/2012 - 20:41

Fatto. Gia' fatto...

cicikov

Ven, 28/09/2012 - 20:51

detto ciò, domani è un altro giorno.

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Ven, 28/09/2012 - 21:08

Questa volta nessun complimento da parte mia. La 'Tragedia Greca' è viva in te. Forse. O forse ti sei lasciato prendere da un retorico stato d'animo, che è comune a 'tutti', ma che spesso ha cause diverse dal tema urlato. Una dieta sbagliata, contrasti in famiglia, un obiettivo non raggiunto. Difendiamoci dalle avversità, tutte, come meglio possiamo, e guardiamo sempre dove mettiamo i piedi. Questo, il mondo! E' meglio farselo amico, finchè pensiamo di starci. Giacchè il suicidio è impensabile, per il motivo esternato così da Alexander Pope -: Non c'è niente di più ridicolo dell'infelicità :- Concetto forte per difendersi da situazioni forti, con efficacia. E tu che sei 'contiguo' a Seneca, saprai che Seneca si svenò nel bagno dettando massime morali. E poi, ci siamo noi quì. Anche se tu replicheresti -----Eran trecento, eran giovani e forti e sono morti----- Tocchiamo ferro.

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Ven, 28/09/2012 - 21:26

ERRATA CORRIGE--- Samuel Beckett è l'autore dell'aforisma da me attribuito erroneamente ad Alexander Pope, che comunque ne ha dette pure tante.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Ven, 28/09/2012 - 22:59

"Un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori, di trasmigratori"; la celebre scritta sul "Colosseo quadrato" all'Eur rappresenta retoricamente, ma anche semplicemente, i tipi fondamentali della cultura italiana. Però avete fatto caso che quelli riportati sulla scritta sono, in gran parte, dei "fuggitivi"? Tanto per limitarsi solo ai poeti, Dante fu cacciato da Firenze, Foscolo morì a Londra ("Un dì s'io non andrò sempre fuggendo"), Leopardi fuggitivo idealmente al di là dell"ermo colle", Pascoli fuggitivo nel ricordo e nel "nido" familiare. Per non parlare del Tasso al quale non rimase che impazzire. I poeti (specie quelli italiani)sono per definizione artisti che consolano, che corteggiano la fuga. Ma anche il cinema italiano è un cinema di fughe forsennate (il sorpasso), di fughe dalla responsabilità (La dolce vita), di indipendenza castrata (la disperata ricerca della bicicletta su "Ladri di biciclette"), di desiderio di oblio (Mediterraneo o Il gattopardo) o di autodistruzione (Accattone). Il discorso si fa lungo; meditate sulle altre figure citate dall'iscrizione di cui sopra. L'Italia finge di ridere o piangere con te, ma non perdona l'indipendenza e l'autonomia di giudizio: Ti seduce, ma è dispotica e mafiosa fin nel midollo. Ha perfettamente ragione, Dr. Veneziani. Grazie!

valerio s.

Ven, 28/09/2012 - 23:08

QUINDI.......????

Ritratto di rapax

rapax

Sab, 29/09/2012 - 03:23

aggiungo vivere in un paese dove gia' devi campare arrancando guadagnadoti il pane ogni giorno enessuno ti regala nulla e non hai certezze devi vivere pure con la paura del fisco..che se sbagli o nonhai da colmare ti prendono quel poco che sei riuscito a costruirti, mentre frotte di immigrati arrivano e vengono fatti arrivare per attingere tranquillamente alle "lacrime e sangue" nostre..dove anziani mangiano bricciole e gli "ultimi arrivati" hanno piu' diritti...che schifo di paese..non ci sono altre parole..

flashpaul

Sab, 29/09/2012 - 03:39

Io mo sto già preparando ad andarmene: con la notizia di oggi dell'ipotesi dei pagamenti da farsi nel futuro con i telefonini l'Italia sta andando sulla strada della dittatura totalitaria in chiave ipertecnologica. Il Medioevo prossimo venturo è già alle porte.

Bocca della Verità

Sab, 29/09/2012 - 05:42

Carissimo Veneziani: ha colto nel segno. Ed infatti da decenni in quel Paese ... non ci ho più voluto vivere !

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Sab, 29/09/2012 - 08:43

Bravo Veneziani!Io in un paese così,ci sono ritornato da pochi anni,per problemi famigliari,dopo aver vissuto per 25 anni nel Far East(Hong Kong,Singapore e dintorni...). Che differenza!!!Che pena l'Italia!!Che peccato!!

Ritratto di GABRIELE FOGLIETTA

GABRIELE FOGLIETTA

Sab, 29/09/2012 - 09:33

E' da quando Napolitano, cedendo o sfruttando le campagne di fango mediatico rimestate da chi non aveva idee da proporre, ha favorito il colpo di stato con cui è stato sostituito il governo, che cammino idealmente con le mani alzate. E' da allora che da ogni parte mi arrivano: pugni, cazzotti, colpi bassi lanciati da tentativi di salvaguardia della casta, corruzione dilagante, politici disonesti, magistratura prepotente. Sentire ancora i responsabili di tutto questo pontificare dagli schermi televisivi fa rivoltare lo stomaco. Uno si domanda: perchè Casini punta tutte le sue carte su Monti? Perchè si vergogna a metterci la sua di faccia. E poi si domanda: e se la gente finisse le guance da porgere agli schiaffi della politica? Dire mettiamo i giovani e poi leggere che Fiorito ha 41 anni.........

Ritratto di Coralie

Coralie

Sab, 29/09/2012 - 09:34

Signor Veneziani, le riporto il racconto di un carissimo amico che " non voleva piu' vivere in un paese cosi'! " " 18 anni orsono ho dovuto chiudere un'azienda commerciale con a bilancio 330.000 milioni ( delle vecchie lire ) di crediti esigibili. Decreti ingiuntivi ed azioni legali verso i clienti debitori, non sono state sufficienti ad evitare " l'operato delle toghe rosse " che hanno voluto salvare quesi debitori che, come unico vantaggio avevano operai alle loro dipendenze. " La mia era una ditta commerciale formata dal sottoscritto e dalla segretaria che era anche la contabile. In poco piu' di un mese " le toghe rosse " per salvaguardare il posto di lavoro degli " operai rossi ", hanno annullato ( con provvedimenti d'urgenza ) tutti i decreti ingiuntivi al pagamento dovuto dai miei clienti debitori, con conseguente fallimento della mia ditta per mancato pagamento dei fornitori! Perdere la casa, la famiglia, la liberta' di avere credito e " la faccia ", e' stato un tutt'uno! Cosi', me ne sono andato dal paese Italia, un paese che e dove si vive nei modi che lei ha perfettamente descritto. Attualmente vivo all'estero. Un paese non privo di difetti, ma che paragonati a quelli italiani, rappresentano la centesima parte! Gli stipendi non sono alti, nemmeno quelli dei funzionari publici, dei politici e dei magistrati. La retribuzione media e' di 4.000 euro mensili. Il costo della vita' e bassissimo, ed i prodotti petroliferi variano: salgono e scendono con il variare del mercato ( cio' che in una vita spesa in " un paese cosi' " come l'Italia non e' mai successo! ) L'economia e' forte, la moneta pure, cosi come e' forte l'esportazione, grazie al basso costo del lavoro. I cittadini di questo paese, molti ancora sotto il livello di poverta', ma molti, i piu', che vivono una vita decente con casa ed auto ( spesso piu' di una ) di proprieta'. Un paese dove non esiste lo sciopero, sebbene di tratti di un paese a regime democratico, in nessun settore ed a nessun livello! Un paese dove non esistono i sindacati: il rapporto ed il " contratto " di lavoro vengono stipulati singolarmente fra datore di lavoro e lavoratore, sulla base di quello che il lavoratore sa fare: una chiara politica che privilegia il merito e non il nepotismo o la raccomabdazione! La lista delle positivita' sarebbe lunga, ma basti quanto sopra per dichiarare che per essere un paese migliore dell'Italia, basta poco! " Grazie dell'ospitatlita'

Ritratto di abj14

abj14

Sab, 29/09/2012 - 09:41

Risiedo in Africa da una trentina d'anni. Quando parto per andare in Italia e trascorrervi un po' di tempo (nell'Italia ostaggio di troppi arrivisti, gaglioffi e pendagli da forca), sono felice . . . perché so che poi ritorno in Africa, pur con tutte le sue carenze e difficoltà.

Ritratto di Luca Scialò

Luca Scialò

Sab, 29/09/2012 - 10:43

L'Italia fa schifo e ciò è noto. Ma la cosa ancor più grave è che sempre meno persone si impegnano affinché cambi. La rassegnazione è ciò che ci sta uccidendo definitivamente.

roberto.morici

Sab, 29/09/2012 - 11:29

Caro Veneziani, ho sempre pensato, con convinzione e confortato da una non breve esperienza di vita, che "solo chi ha visto poco si meraviglia molto". Gli ultimi avvenimenti (e le Tue "lamentazioni") cominciano a sgretolare qualche mia certezza. Solo l'essere giunto sulla soglia degli 80 anni mi salverà dalla condanna di assistere allo spettacolo del prossimo inevitabile sfacelo ed al rimorso di non essere riuscito a contribuire alla creazione di un'Italia non così indecente per i nostri figli.

barretta gennaro

Sab, 29/09/2012 - 11:35

Veneziani , siamo in una Italia dove ogni cittadino è attanagliato nella sua solitudine , dove gli altri sono visti e giudicati per la convenienza "ideologica" e materiale del momento . E' svanito ogni minima forma di partecipazione altruistica , quella partecipazione che un grande Giorgio Gaber la chiamava Libertà. Ormai siamo nella cenere e nella polvere di detriti e reliquie di una Italia agonizzante in cui cultura , lavoro, educazione e rispetto che sono il sale dei valori fondanti di una democrazia si sono incrostati e putrefatti . Siamo all'anno 476 d.c. , in attesa dell'invasione dei barberi . Anch'io vorrei fare il biglietto di sola andata , ma devo resistere ancora , purtroppo. ciao

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Sab, 29/09/2012 - 11:41

#rosario.francalanza# Caro Signore, il suo lucido commento ha evidenziato un aspetto del tema proposto da Veneziani che ha aumentato il mio scoramento per la sua cruda realtà. Ma ci sarà una via d’uscita? Davvero pochi gaglioffi avrebbero reso vano il sacrificio di milioni di giovani vite morte per la Libertà e la Giustizia? Se tutto ciò sembra sia la realtà, è con cuore straziato che lascio spegnere la mia candelina e cancello le parole piene di speranza del mio precedente post. Questo Paese, reso grande da grandi uomini, fino a ieri, oggi è un paese reso infimo da infimi mediocri, che lo hanno plagiato abbassandolo alla loro miserabile mediocrità. Un paese che non merita più il sacrificio di nessuno. Non lo merita perché il vuoto del cuore che ha perso, lo ha riempito, come dice lei, di dispotismo e comportamenti mafiosi mai sopiti. Per cui, ognuno per sé e Dio con tutti. A proposito di Dio. Anche per questi gaglioffi verrà il giorno del giudizio e mi auguro che dove la giustizia umana e piena di metastasi di questo paese li ha salvati e li salva, la Giustizia divina si dimentichi della Misericordia per un bel pezzo. Da qualche parte credo di avere ancora qualche candelina di scorta, ma spero che i miei figli e nipoti riescano a realizzarsi altrove, dove il merito e la persona contano ancora qualcosa anche se, di conseguenza, il distacco sarà molto doloroso. Con stima, la saluto cordialmente -Rosella-

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Sab, 29/09/2012 - 12:19

L'argomento è straordinariamente interessante (lo riprenda più spesso, Dr. Veneziani). Farei decine di interventi; ma concedetemi di aggiungere qualcosa all'intervento di Rosella Meneghini. L'amore è importante, ma è fonte di divisione. Perchè se parliamo dell'amore (A mainuscola) come l'infatuazione, l'innamoramento, la tifoseria, la partigianeria, la comitiva, il "core", o anche aspetti di gran lunga più alti come la solidarietà o la ricerca della pace; ebbene tutti questi provocano comunque lacerazioni, contrasti, ricatti, persino paura. L'unico Amore (A maiuscola) che vive da sè è quello senza motivo, quello, che so, di Salvo D'Acquisto (tema di qualche giorno fa, eroe che, in qualche modo, è "fuggito" anche lui) che somiglia molto a quello di Cristo. L'Amore è quindi dovere, è rispetto degli affetti, è rinuncia. Non ne troveremo facilmente!

cgf

Sab, 29/09/2012 - 13:53

e sarà sempre peggio fintantoché ci sarà chi si sente più uguale di altri, antropoligicamente migliore di altri, autoreferenziati da un vangelo che da loro stessi è stato scritto, adattato, rinnegato, riesumato, cambiato titolo, albero e colore più volte, ma sono sempre loro. La storia insegna che dove sono passati coloro che la pensano come loro è sempre rimasta solo miseria, cmq molti di quelli che sono "passati" sono "andati" contro la loro volontà...con i piedi in avanti, occorre mettere insieme una "gioiosa macchina da guerra"? Non vedo altra strada, d'altra parte la rivoluzione e la sollevazione delle masse è sempre stato un loro cavallo di battaglia.

Fausto17

Sab, 29/09/2012 - 14:58

Verissimo, ci hanno tolto tutte le speranze, i sogni, il nostro orgoglio. Camminiamo ormai rasenti al muro, con la speranza che il vaso di fiori cadendo non ci colpisca, ma continuano ad arrivarci in testa. Io ormai sono, purtroppo, rassegnato, mi piacerebbe andarmene in un paese "normale", ma non ne ho le possibilità. Ho un figlio che, con immenso dolore, sono riuscito a buttare fuori dall'Italia perchè non c'è futuro per loro se non si fa parte di una certa area o casta.

cesaresg

Sab, 29/09/2012 - 15:26

Mi rifaccio al post di DINMAU perché devo andare via io che ho lavorato per 40 anni e adesso sono in pensione che per colpa di un euro mi è difficile arrivare a fine mese, mandiamo via invece i malfattori che ci derubano irridendoci come se niente fosse. Io sono stato per 10 anni all'estero a lavorare e posso dirvi che non ci tornerei più.

Ritratto di tempus_fugit_888

tempus_fugit_888

Sab, 29/09/2012 - 15:48

Nemmeno io mi sento parte di questa ItaGlietta, assurda, ridicola e tragica, preda di delinquenti che operano sotto l'usbergo della rispettabilità politica e/o della funzione pubblica. Sono itaGliano soltanto per ordinarie ragioni anagrafiche, certamente non per ragioni sentimentali o per identificazione con questa inesistente Nazione. Ciò che mi lega e mi trattiene in questa m€rd@ di Paese sono solamente gli affetti: per la mia famiglia e per i miei scarsissimi amici. Per il resto ho schifo dell’itaGlia, ma non per la storia di Sallusti. Il mio schifo è cominciato molto prima del tuo, caro Veneziani.

conenna

Sab, 29/09/2012 - 15:55

Coraggio Veneziani, se se ne andrà (nella Sua coscienza) cercheremo di farcene una ragione. La seguivo volentieri, tempo fa, per la Sua quasi indipendenza di giudizio, ora che non faccia un minimo di distinguo tra i reati di opinione e la menzogna mi sembra francamente deludente. Non penso assolutamente che Sallusti o Farina debbano andare in prigione ma, non so perché, chi mente e continua a farlo trincerandosi dietro il paravento delle opinioni non riesco proprio a digerirlo. ciononostante rimarrò in questo Paese, con tutti i tristi limiti che condivido con Lei.

Ritratto di MARINA58

MARINA58

Sab, 29/09/2012 - 17:48

Egregio E Carissimo Dottor Veneziani: come al solito...totalmente d'accordo col suo scritto!! da quel dì...avrei abbandonato, la mia Amatissima Terra, e a tal proposito...desidero citarle, le parole di uno dei cantautori da me profondamente amato, un POETA..."La vita in Sardegna è forse la migliore che un uomo possa augurarsi ventiquattromila chilometri di foresta, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al Buon Dio di regalarci come Paradiso" Fabrizio de Andrè...so perfettamente, che tutto ciò, non me lo metto, dentro il pane, ma a me basta!! desidererei...altresì che i politici tutti...nessuno escluso, ascoltassero con l'Anima, se ne possiedono davvero una...il brano del Grande...Pierangelo Bertoli: A MUSO DURO!!! e non aggiungo altro...con affetto e stima, Marina. GRAZIE!!