Il tempo della frittata rovesciata

Il Paese affoga, centomila disoccupati in più al mese, tante imprese in via di chiusura, pressione fiscale al 52%. E i partiti non s'accordano nemmeno sulla legge elettorale

Sono finite le parole per denunciare lo stallo in cui versiamo e i paradossi che genera. Voto anticipato d'inverno e poi niente governo in primavera, dopo quasi due mesi. Monti perde ma resta in sella. La sinistra non vince ma prende tutte le cariche istituzionali. Il centrodestra si divide tra tifosi al Quirinale di Bersani e tifosi di Violante, di D'Alema o della Finocchiaro. Sul Monte dei Paschi regna uno strano silenzio. Siamo ridotti così male che la massima delle aspirazioni in questo momento è un governo Bersani col sostegno di Berlusconi e Monti. Frullato di tecnici e politici, gli stessi che hanno governato finora o impedito che si governasse. Gli stessi che si reputavano a vicenda il Male Assoluto. A raccontarla a uno spettatore esterno, questa assurda frittata rovesciata, non ci crederebbe. Ma tutto questo appare sui media come normale, inevitabile, da prendere sul serio.

A chi dobbiamo rivolgerci, cosa possiamo fare noi singoli cittadini, noi che scriviamo, noi popolo italiano? Il Paese affoga, centomila disoccupati in più al mese, tante imprese in via di chiusura, la pressione fiscale salita al 52%, interi settori devastati: casa, auto, barche. E i partiti non s'accordano nemmeno sulla legge elettorale; per ingannare l'attesa del secondo tempo e congedarsi, il Quirinale offre confezioni di saggi come popcorn, i media offrono spot di Renzi e i grillini offrono giochini scemi sul web. Ma ora fermi tutti, si va alla stazione a salutare un presidente che va e uno che arriva.
Però il Paese sta sotto un treno.

Commenti
Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Dom, 14/04/2013 - 17:30

Marcello, a volte mi preoccupo per certe tue emissioni. Non pubblicarlo questo mio post. Ma dici cose che dicono pure i sassi. Sei stato settimane fa a Prima Pagina RadioRaiTre, e hai toccato con mano che questa è la lagnanza delle lagnanze, a tutti i livelli culturali, sociali. Lo ripetono oggi come ieri come domani su tutti i network, fiumi di persone di ogni risma. I giornalisti non ne fanno più menzione per via della banalità del male. Ed eccoti il 14 Aprile 2013, affacciarti dal cucù... Non volermene, ma me lo ha proprio strappato dalle mani.

Ritratto di Luca Scialò

Luca Scialò

Dom, 14/04/2013 - 18:11

Fotografia triste quanto vera. Ma d'altronde, con quella legge elettorale siamo condannati all'ingovernabilità. Berlusconi nel 2008 aveva una grande maggioranza eppure è deragliata dopo 2 anni.

gi.lit

Lun, 15/04/2013 - 07:17

Tutto vero ma, caro Veneziani, lei avrebbe dovuto aggiungere che il massimo responsabile dello sfascio del centrodestra è il Cav che con i suoi inetti governi ha stancato il proprio elettorato al punto da indurlo in parte ad astenersi e in parte a votare per quei pazzi del M5S. E ancora va blaterando riproponendosi addirittura come prossimo candidato premier anziché pensare a ricompattare il partito, costituendo un nuovo gruppo dirigente. Ovviamente, nel dir questo, non dimentico le responsabilità di Fini e di Casini nonché dei tanti incapaci che ancora non si decidono a uscire di scena.

idleproc

Lun, 15/04/2013 - 09:21

Penso che Veneziani faccia bene a ricordarlo. Stanno giocando col fuoco. Mai si è visto in Italia un distacco simile tra Istituzioni, rappresentanza politica e popolo italiano. Il mare di commentatori, manco da partita di calcio che si sbrodolano addosso con distinguo meramente sovrastrutturali sperano che la faccenda sia risolvibile con qualche alchimia istituzionale e con nomi che sono stati i protagonisti della snazionalizzazione e della demolizione del sistema produttivo e socio economico italiano. I processi in certe situazioni storiche sono dinamici e uomini e idee riciclate vengono bruciati rapidamente. Gl auguro sinceramente per la loro salute che la dinamica non acceleri qui e negli altri paesi della finta europa.

Rainulfo

Lun, 15/04/2013 - 10:18

Si potrebbe teorizzare la morte della politica provocata, dopo la scomparsa dell'"IDEA", dalla distruzione dei principi minimi del bene comune, dettati se non da una legge morale almeno dal buon senso. E non abbiamo neanche la speranza della scienza al potere; basti considerare cosa hanno combinato i cosiddetti tecnici. Quindi il progresso non ci aiuta, indietro c'è la dittatura oppure la monarchia, se rimaniamo fermi moriamo di chiacchiere. Sun Tzu avrebbe suggerito di considerarsi morti come unica via d'uscita. Mah!

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Lun, 15/04/2013 - 10:41

E’ ora di lasciarci alle spalle il passato!!! Basta con accuse reciproche più o meno veritiere. Dobbiamo buttare il cuore oltre l’ostacolo e partire da basi solide e la base regina é una sola: LA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE DALLA QUALE DIPENDONO TUTTE LE ALTRE!!! Altrimenti, qualunque governo venga istituito, attraverso i veti incrociati che l’attuale Costituzione non solo NON argina, ma addirittura dilata a dismisura con la complicità di un CSM politicizzato, l’Italia, é destinata ad un ben amaro e triste declino. Un declino già annunciato dalla sua perdita di sovranità che sfocerà, o in una feroce dittatura, o in un’altra ennesima dominazione straniera. Abbiamo solo l’imbarazzo della scelta, ma penso che la più quotata sia la dominazione tedesca. Il sogno di Hitler per i tedeschi é a portata di mano. Questo dovremmo chiedere noi moderati anche dalle pagine di questa testata, Anzi questa testata che ci rappresenta, dovrebbe, sopra il titolo della stessa e con caratteri ben visibili, stampare la seguente frase: URGE RIFORMA DELLA COSTITUZIONE!!! TUTTO IL RESTO E’ FUFFA!!!

masbalde

Mar, 16/04/2013 - 22:25

A chi dobbiamo rivolgerci, cosa possiamo fare noi singoli cittadini, noi che scriviamo, noi popolo italiano? Risposta: la rivoluzione si fa nelle piazze e con le armi, i morti ed i feriti: il popolo dovrà farla per liberarsi da certi politici: quasi tutti.

Ritratto di ermetere

ermetere

Mer, 17/04/2013 - 12:21

LA CRISI SPIEGATA IN MODO SEMPLICE... Helga è la proprietaria di un bar, di quelli dove si beve forte. Rendendosi conto che quasi tutti i suoi clienti sono disoccupati e che quindi dovranno ridurre le consumazioni e frequentazioni, escogita un geniale piano di marketing, consentendo loro di bere subito e pagare in seguito. Segna quindi le bevute su un libro che diventa il libro dei crediti (cioè dei debiti dei clienti). La formula “bevi ora, paga dopo” è un successone: la voce si sparge, gli affari aumentano e il bar di Helga diventa il più importante della città. Lei ogni tanto rialza i prezzi delle bevande e naturalmente nessuno protesta, visto che nessuno paga: è un rialzo virtuale. Così il volume delle vendite aumenta ancora. La banca di Helga, rassicurata dal giro d’affari, le aumenta il fido. In fondo, dicono i risk manager, il fido è garantito da tutti i crediti che il bar vanta verso i clienti: il collaterale a garanzia. Intanto l’Ufficio Investimenti & Alchimie Finanziarie della banca ha una pensata geniale. Prendono i crediti del bar di Helga e li usano come garanzia per emettere un’obbligazione nuova fiammante e collocarla sui mercati internazionali: gli Sbornia Bond. I bond ottengono subito un rating di AA+ come quello della banca che li emette, e gli investitori non si accorgono che i titoli sono di fatto garantiti da debiti di ubriaconi disoccupati. Così, dato che rendono bene, tutti li comprano. Conseguentemente il prezzo sale, quindi arrivano anche i gestori dei Fondi pensione a comprare, attirati dall’irresistibile combinazione di un bond con alto rating, che rende tanto e il cui prezzo sale sempre. E i portafogli, in giro per il mondo, si riempiono di Sbornia Bond. Un giorno però, alla banca di Helga arriva un nuovo direttore che, visto che in giro c’è aria di crisi, tanto per non rischiare le riduce il fido e le chiede di rientrare per la parte in eccesso al nuovo limite. A questo punto Helga, per trovare i soldi, comincia a chiedere ai clienti di pagare i loro debiti. Il che è ovviamente impossibile essendo loro dei disoccupati che si sono anche bevuti tutti i risparmi. Helga non è quindi in grado di ripagare il fido e la banca le taglia i fondi. Il bar fallisce e tutti gli impiegati si trovano per strada. Il prezzo degli Sbornia Bond crolla del 90%. La banca che li ha emessi entra in crisi di liquidità e congela immediatamente l’attività: niente più prestiti alle aziende. L’attività economica locale si paralizza. Intanto i fornitori di Helga, che in virtù del suo successo, le avevano fornito gli alcolici con grandi dilazioni di pagamento, si ritrovano ora pieni di crediti inesigibili visto che lei non può più pagare. Purtroppo avevano anche investito negli Sbornia Bond, sui quali ora perdono il 90%. Il fornitore di birra inizia prima a licenziare e poi fallisce. Il fornitore di vino viene invece acquisito da un’azienda concorrente che chiude subito lo stabilimento locale, manda a casa gli impiegati e delocalizza a 6.000 chilometri di distanza. Per fortuna la banca viene invece salvata da un mega prestito governativo senza richiesta di garanzie e a tasso zero. Per reperire i fondi necessari il governo ha semplicemente tassato tutti quelli che non erano mai stati al bar di Helga perché astemi o troppo impegnati a lavorare. Bene, ora potete dilettarvi ad applicare la dinamica degli Sbornia Bond alle cronache di questi giorni, giusto per aver chiaro chi è ubriaco e chi sobrio.

COSIMODEBARI

Mer, 17/04/2013 - 14:27

Il paese, una parte sta sotto il treno, un'altra parte sta nel sottopasso della stazione. Al pari di minatori dentro una miniera che ha perso pezzi e che non permette neppura una sola misera via d'uscita.

robytopy

Mer, 17/04/2013 - 14:42

grandissimo Ermetere ! Sono in attesa del tuo prossimo post ma che sia interessante e originale come questo.

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Mer, 17/04/2013 - 15:54

#Ermetere# Tragicamente bello e reale. Complimenti!!! Lo copio e lo farò leggere alle tante persone che non hanno ancora capito chi siano gli ubriachi e chi i sobri. Andrebbe appeso nelle piazze, specie quando sono piene di bandiere rosse e inciso sulla futura lapide del "tassator cortese" che ha dato il colpo di grazia, ignorando ogni patto concordato con chi é stato "golpato". Rosella.