Al volante c'è la Zerocrazia

Se vuoi governare il nostro Paese, se vuoi una linea condivisa, devi optare per lo Zero. Segni particolari: nessuno. Personalità: assente. Provenienza: il nulla

Chi comanda in Italia? La Zerocrazia. Se vuoi governare il nostro Paese, se vuoi una linea condivisa, devi optare per lo Zero. Segni particolari: nessuno. Personalità: assente. Provenienza: il nulla.

È l'effetto combinato di più spinte: l'auspicato azzeramento, l'avvento del Grillino Qualunque, l'antipolitica, l'odio per le identità spiccate, la nausea per le appartenenze, il deserto dei valori, la deculturazione generale, il potere schiacciante delle Entità Impersonali, la Finanza, la Tecnica, il chip. Non senti il respiro di un Organismo ma il sordo cigolio di una Macchina. La formula vincente di governo è lo Zero, l'unica alleanza possibile è a somma zero, con disarmo bilaterale.

Non ho nulla contro il governo Letta, contro lui e i suoi ministri, anzi, ne penso bene e per ragioni di sopravvivenza nazionale tifo per loro. Ma di tanti non riuscirei a dire una sola cosa in loro favore. Sono giovani, donne, neri, bipedi. Punto.

Il giudizio prevalente nell'Opinione Pubblica è: boh. In zerocrazia i migliori curriculum sono quelli più vuoti; meno sei, sai e fai, meglio è. Niente spigoli, l'unico requisito è la rotondità dello zero. Pure l'attentatore di Palazzo Chigi non ce l'aveva con nessuno in particolare, voleva colpire il politico in generale.

Continuo a sforzarmi di vedere non dico il bicchiere mezzo pieno, ma un bicchiere così vuoto che prima o poi sarà riempito, di che liquido poi non so. E poi lo Zero è di più rispetto al negativo. Questa stagione di decantazione ci farà ripartire da zero? Intanto viviamo in Zerocrazia.

Commenti

COSIMODEBARI

Mar, 30/04/2013 - 15:58

Alla Zerograzia non ero ancora arrivato, anche se dalle mie parti, ancora si usa dire, e forse in modo più veemente, di qualche politico o uomo "saputo": "non sa fare nemmeno la O col bicchiere".

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Mar, 30/04/2013 - 16:17

Ecco uno degli effetti di una nuova forma di razzismo al quale pare condannata ciclicamente la società umana, forse per una sorta di legge naturale le cui regole ancora ci sfuggono. E' l' ora del razzismo contro gli anziani, specialmente quelli che hanno visto, udito, fatto, pensato, studiato. Anzianità abbassata di livello ad onta di una vita media allungata. Si dà per scontato che i giovani siano assiomaticamente più accreditabili rispetto a tutti gli altri; senza prove, senza esami gli basta il titolo: giovane. Questo accade nel pubblico, nel sociale, palestra di ipocrisia furbastra che non impegna, non mette in discussione né a rischio la nostra presentabilità. Il curriculum per l' anziano è, invece, una fedina penale ostativa a prescindere. Nel privato, pretendiamo esperienza e siamo disposti a pagarla, ambiamo alla sicurezza di mani e menti altamente allenate da lunga pratica. Siamo dr. Jekyll e mr. Hyde, vili manutengoli di questa ondata mirata a spazzare via chi si è impegnato perché in genere dà fastidio, inceppa gli ingranaggi delle nullità ed evidenzia gli zeri omologati per anagrafe. E dimentichiamo che i giovani e gli anziani non sono due categorie sociali, e che considerarle tali è una distorsione, una idiozia supponente o deponente.

Ritratto di balonid

balonid

Mar, 30/04/2013 - 17:22

Mi chiedo se Marcello, durante la stesura di questo Cucù dedicato alla zerocrazia,stesse per caso pensando a Letta. Tuttavia,la contrapposizione giovane-anziano, esistente dai tempi di Cicerone, nei tempi moderni si caratterizza per il fatto che i giovani sono più vecchi ed i vecchi sono più giovani rispetto al passato. Letta vs Napolitano, per intenderci.

lunisolare

Mar, 30/04/2013 - 17:48

La zerocrazia è la forma politica che vige a zerolandia, dove Renato Zero è il vate indiscusso da decenni.La giovine età è sinonimo di novità? L'esperienza si forma con il tempo e come affermava Edoardo "gli esami non finiscono mai".Questo governo tra i tanti aggettivi che si sono sprecati per definirlo è per antonomasia il governo dell'equilibrio instabile,ognuno pretende che si attui il provvedimento della campagna elettorale, se continua così non andiamo da nessuna parte, bisogna collaborare e risolvere i problemi, noi ci aspettiamo semplicemente questo.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Mar, 30/04/2013 - 19:22

La zerocrazia non dovrebbe suscitare stupore,nella vita pubblica domina la volgarità intellettuale perché l'uomo mediocre,nel suo ermetismo intellettuale, vuole che coloro che lo governano siano mediocri come lui.

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Mar, 30/04/2013 - 19:35

Solo che tutti quegli zeri che albergano nella politica, quando aprono la busta paga dietro agli zeri della stessa, ci trovano dei bei numerini che vanno da uno a nove come ricompensa per la fatica di fare il “bene” della Nazione e per tutte le “attenzioni” che hanno per le tasche del popolo sovrano.

edoardo55

Mar, 30/04/2013 - 19:56

Triste, forse troppo. Quello che mi demoralizza è l'appiattimento di questo governo sulle posizioni europee che ci hanno messo nella situazione attuale. Mi sarei aspettato un colpo di reni, uno scatto di orgoglio, anche a costo di creare qualche terremoto.E' questo conformismo che mi fa paura e intristisce.

Ghinotto di Tacco

Mar, 30/04/2013 - 21:08

“Un'altra volta io gli stendea la coppa. Tre volte io la gli stesi; ed ei ne vide nella stoltezza sua tre volte il fondo. Quando m'accorsi che saliti al capo del possente licor gli erano i fumi, voci blande io drizzavagli: "Il mio nome Ciclope, vuoi? L'avrai: ma non frodarmi tu del promesso a me dono ospitale. Nessuno è il nome; me la madre e il padre chiaman Nessuno, e tutti gli altri amici". Ed ei con fiero cor: "L'ultimo ch'io divorerò, sarà Nessuno. Questo riceverai da me dono ospitale".” (Omero – L'Odissea – libro 9, vv. 468-480) Ho riportato l'epigrafe di una tesina, perchè tratta del concetto dello Zero, una domensione che mi affasacina, filosoficamente, e sconforta quotidianamente. Lo zero cambia completamente i parametri di riferimento, trasfomando il poco in tanto, riprogrammando un codice e trasformando una società, ma forse in questo caso è solo la metafora del vuoto.

ugsirio

Mer, 01/05/2013 - 13:03

A volte gli zeri conoscono i problemi reali della vita che non sono quelli di cui hanno discusso per anni i soloni politicamente corretti. Chissà che questa volta zero moltiplicato per il numero dei governanti non dia più zero sconfessando la matematica pura. Me lo auguro per il bene dell'Italia anche se resto molto perplesso sulla durata e l'efficacia di questo governo.

Ritratto di fritz1996

Anonimo (non verificato)

Ritratto di uccellino44

uccellino44

Gio, 02/05/2013 - 15:02

Zerocrazia? Grazie Veneziani! Non ci avevo mai pensato, ma in effetti è proprio così!!

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Gio, 02/05/2013 - 18:59

E' proprio vero, Dr. Veneziani: oggi vige un comportamento di appiattimento, di "attendismo". Un comportamento che non è discrezione, non è "basso profilo", non è la sobrietà così "a la pàge" (ma si dice ancora?). E' un desiderio di non avere problemi, ma che non genera serenità. Se la vogliamo mettere "a tono alto" citerei T.S.Eliot (Assassinio nella Cattedrale) dove il Coro dice: "lasciaci vivere nella nostra umile e offuscata cornice d'esistenza". Ma purtroppo è qualcosa di simile al celebre e più prosaico "non voglio noie nel mio locale". Se ne vedono segni avvilenti in un Servizio Pubblico senza guizzi e succube delle noie giudiziarie. E in certe esibizioni di "valori sociali", laddove si fa passare per buon senso, per "saggezza di vita", espressioni di totale cinismo; troppo spesso, anzi quasi sempre, le moralistiche prediche p. es. a sostegno dell'immigrazione e degli "inevitabili" cambiamenti della società, che bisogna accettare "facendosene una ragione", non sono altro che segni di indifferenza e di vera e propria "strafottenza". In verità non ce ne frega niente di quello che sarà il futuro del nostro Paese; i buonisti compiacimenti della Boldrini e i moralismi alla Riccardi hanno un pubblico pagante e osservante per il semplice motivo che del futuro dell'Italia non frega niente a nessuno. Ma guai a chi non fa mostra di ottimismo! Anche perché è vigente il famoso "spirito della comitiva" (come Lei disse in un indimenticabile intervento). Ottimismo d'accatto, che viene spacciato e imposto, alla latitudine di Roma, con quella frase insopportabile, volgare (e rivelatrice della cialtroneria di chi hai davanti), che è: "e fattela 'na risata!"

laura bianchi

Gio, 02/05/2013 - 19:25

MR Veneziani:questo è un Paese senza speranza;duole dirlo ma bisogna prenderne atto e farsene una ragione.Con osservanza, Laura.

Bianchetti Andreino

Gio, 02/05/2013 - 19:58

Dipende sempre quale parolina mettiamo davanti allo "zero". Si può arrivare "allo" zero, come partire "dallo" zero. Certo non si può vivere "di" e "per" lo zero, come non si può nuotare "nello" zero. In aritmetica lo zero virgola diventa già minima speranza per far conoscere allo stesso l'amico "Con". Le virgole, però, non stanno mai ferme, tranne qualche volta, sognano i successi, vogliono trasformarsi in punti, vogliono contare numeri grossi. Volano le unità, le decine, le centinaia e le migliaia affidandosi alle preposizioni "fra" e "tra". Quanti amici e nemici ha lo zero? Nessuno lo sa! E' il numero dello spartiacque, tra quelli che stanno "sotto" e quelli che stanno "sopra". Lo zero ci contiene tutti e tutti sono parte di esso, quasi come l'alfa e l'omega.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Gio, 02/05/2013 - 23:05

Signor Francalanza,siamo un popolo vecchio,stanco,senza vitalità.Anche i giovani sono tali solo anagraficamente.Nessuno crede più in una palingenesi:cinismo della cattiva coscienza,saggezza?Resta un interrogativo irrisolto.

Ghinotto di Tacco

Ven, 03/05/2013 - 12:15

Sono così orgoglioso che si voglia, e si possa, mettere "in tono alto". Perbacco: palingenesi... Dio lo volesse.