Basta con i potenti che fanno i pezzenti

Facile tuonare contro i privilegi e accodarsi coi grillini a inveire. Ma a chi guida una Chiesa, uno Stato, una Res Publica, un Esercito, bisogna chiedere di essere all'altezza del proprio compito

Il Papa che aspetta l'autobus, il 64, per andare in Vaticano. Il Presidente che va a piedi al Quirinale. Il Premier che fa l'autostop per arrivare a Palazzo Chigi. Il ministro che prende il treno dei pendolari per andare al consiglio dei Ministri. Il capo di Stato maggiore che pedalando fa la sua parata militare a costo zero. Eccolo, il potere scalzo e disarmato. Niente più caste, privilegi, eccellenze. Tutti uguali, tutti appiedati.

È questo il sogno di un mondo migliore che coltiva la gente? Sono davvero questi i segni che vi aspettate per una società più giusta e democratica? Sono quelle le prove che il potere è sceso dal piedistallo, vive come noi e perciò ci si può fidare? Scusate ma a me sembra un incubo. Sarebbe facile tuonare contro i privilegi e accodarsi coi grillini a inveire. Ma a chi guida una Chiesa, uno Stato, una Res Publica, un Esercito, io non chiedo questo. Chiedo piuttosto di essere all'altezza del proprio compito, della propria missione. Non voglio che abbiano meno potere, vorrei che avessero più autorità. Sì, autorità. Non spaventatevi, autorità è una responsabilità, mica un lusso. È una superiorità riconosciuta sul campo, finalizzata al bene comune. Vorrei che meritassero di vivere al disopra degli altri.

Vorrei che fossero davvero classe dirigente. Sono pronto ad accettare le loro prerogative, i loro segreti, perfino qualche splendore, se sono poi in grado di guidare un Paese difficile in un momento difficile. E se la finissero con questa gara a chi fa più il pezzente?

Commenti
Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Dom, 19/05/2013 - 17:27

É scontato che molti fanno della demagogia d'accatto, esercitano il populismo esibendosi in diretta e offrendo a favore di telecamera la loro morigeratezza. Ma, è anche vero che ho conosciuto regnanti che vanno normalmente in bicicletta e primi ministri che escono dal portoncino di casa senza fanfara. Un' altra mentalità, quella, non un copione. Anche io auspicherei una classe dirigente che si accrediti per competenza e impegno, e non con certe comparsite per gli allocchi: avrebbe certamente autorevolezza, come stima che suscita rispetto, considerazione. E non autoritarismo, sparando querele e mandano a casa di chi li critica lo spauracchio di poliziotti a prima mattina. Per il Papa, caro Marcello, considerato come capo spirituale, un vescovo che si umanizzi abitualmente suscita considerazioni ed emozioni comunque positive, e, nella sua unicità, eviterei di annoverarlo con gli altri.

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Dom, 19/05/2013 - 17:28

É scontato che molti fanno della demagogia d'accatto, esercitano il populismo esibendosi in diretta e offrendo a favore di telecamera la loro morigeratezza. Ma, è anche vero che ho conosciuto regnanti che vanno normalmente in bicicletta e primi ministri che escono dal portoncino di casa senza fanfara. Un' altra mentalità, quella, non un copione. Anche io auspicherei una classe dirigente che si accrediti per competenza e impegno, e non con certe comparsite per gli allocchi: avrebbe certamente autorevolezza, come stima che suscita rispetto, considerazione. E non autoritarismo, sparando querele e mandano a casa di chi li critica lo spauracchio di poliziotti a prima mattina. Per il Papa, caro Marcello, considerato come capo spirituale, un vescovo che si umanizzi abitualmente suscita considerazioni ed emozioni comunque positive, e, nella sua unicità, eviterei di annoverarlo con gli altri.

Ritratto di barbara.2000

barbara.2000

Dom, 19/05/2013 - 17:40

quello che lei racconta , sa molto di presa per il deretano . un paese che dice e fa quelle cose , è un paese inesistente . i privilegi non sono solo le auto blu , ma tutti i soldi che prendono in nero , che rubano allegramente dalle casse dello stato . inutile urlare che fra 3 mesi non ci sono più soldi per pagare gli stipendi alla polizia municipale , ai carabinieri , alla polizia , i soldi ci sono eccome . li hanno regalati alla merkel , al monte dei paschi , alla bce , se li facciano restituire , ma scusi da uno stato governato da impresentabili , legga sel , da un esercito inesistente , da una magistratura arrogante ed ignorante , cosa vogliono ancora da noi ? incomincino a restare loro senza stipendio , la corte dei conti abbia il coraggio di non pagare le varie caste , e mandino a dare via i piedi la germania , la francia , e ci restituscano la nostra sovranità .vede caro veneziani io manderei in galera tutta la sinistra , cominciando da prodi che ha venduto l'italia alla germania , il presidente della repubblica che allegramente ha messo al potere un personaggio ignorante come una capra . non vado oltre . buona fine domenica

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Euterpe

Dom, 19/05/2013 - 17:44

Dottor Veneziani,cosa le sta succedendo?Ha cominciato con le statue e oggi continua con la storia dei potenti appiedati.L'autorità non deve manifestarsi attraverso appannaggi faraonici,scenografie hollywoodiane,,schiere di servitori,infiniti privilegi e orpelli vari,che quasi sempre servono a coprire la pochezza degli uomini che ne usufruiscono.Non siamo più i selvaggi che devono rimanere incantati di fronte al potere che con lo splendore glorifica se stesso.Ci sono professioni mille volte più utili e delicate che non godono di tanta considerazione.Allora ci sfuggono i motivi del suo stupore di fronte a manifestazioni di 'understatement' da parte di certi personaggi,anzi gradiremmo che esse si diffondessero,anche per fare da contraltare agli inaccettabili sprechi di cui sinora siamo stati testimoni e vittime.

Ritratto di genovasempre

genovasempre

Dom, 19/05/2013 - 17:53

Non vale la pena di commentare

acam

Dom, 19/05/2013 - 18:04

caro marcello e che ne diresti di ricompense al merito? si predica tanto che i lavoratori debbanoguadagnare secondo il loro rendimento e perchè i politici no? Facciamo un esempio 4000 per la famiglia esclusi i contributi, 250 euro mangiare e dormire al giorno bastano. Poi il tetto premiale per ogni legge presentata e uno per ogni legge approvata. 100 europe ogni giorno in camera o senato. non mi sembra mica poco... i quattro morti di fame di grillo stando dando uno spettacolo indegno per pochi euro ma si vergognino

acam

Dom, 19/05/2013 - 18:17

oi marcello non é piciuta la mia idea?

effe61

Dom, 19/05/2013 - 18:20

Caro Marcello, Come hai ragione! Il leader di un paese non si giudica se usa o meno l'autobus ma se nei momenti difficile e' capace di guidare il paese con autorità, con motivazione, con l'esempio e con le idee. Ecco questo e' il nostro vero problema, non abbiamo leader ma solo gregari e la differenza non è poca...

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oneiros

Dom, 19/05/2013 - 18:38

Di primo acchito verrebbe da concordare senza riserve con la tesi di Veneziani. Poi viene il dubbio che questo modo di concepire il Potere e i Potenti, tipico della Destra, rappresenti proprio il tallone d’Achille di questa visione del mondo: si comincia con il concepire l’Autorità e il Potere come “derivati” quasi automatici di una superiorità “riconosciuta” ed “accettata”. Poi si prosegue ammettendo e perfino pretendendo che questo Potere si presenti vestito di forme esteriori che lo evidenzino e lo rafforzino anche dal lato estetico. Poiché però la carne è debole e la superiorità è difficile da conservare o da dimostrare, si finisce per ritrovarsi governati da vuoti simulacri che però conservano e magari accrescono addirittura la pretesa di VIVERE AL DI SOPRA DEGLI ALTRI. Il nodo da sciogliere della Destra è questo. E dovrebbe essere sciolto prima ancora di tentare di riunirne le sparse membra politiche intese in senso stretto. In romanesco: “M’hai detto un prospero!” :-)

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Dom, 19/05/2013 - 18:58

@Barbara2000 - Una breve nota che spero mi sia permessa anche se non strettamente attinente al tema dell'articolo.Considerando le conseguenze nefaste dei provvedimenti montiani,prevedibili anche dai non esperti,abbiamo pensato che fossero frutto di incapacità,invece bisogna ritenere che Monti li abbia scientemente adottati,essendo semplicemente il mandante di poteri stranieri che miravano e mirano all'impoverimento del nostro Paese.Pensi a come tutto è stato orchestrato,a quali armi si è ricorsi(ricorda il famigerato spread usato come clava destabilizzante?),alla grancassa suonata dai media,e...diciamolo pure,alla persecuzione giudiziaria nei confronti di un personaggio ben noto,che bisognava eliminare con ogni mezzo.

Ritratto di oneiros

oneiros

Dom, 19/05/2013 - 18:59

Di primo acchito verrebbe da concordare senza riserve con la tesi di Veneziani. Poi viene il dubbio che questo modo di concepire il Potere e i Potenti, tipico della Destra, rappresenti proprio il tallone d’Achille di questa visione del mondo: si comincia con il concepire l’Autorità e il Potere come “derivati” quasi automatici di una superiorità “riconosciuta” ed “accettata”. Poi si prosegue ammettendo e perfino pretendendo che questo Potere si presenti vestito di forme esteriori che lo evidenzino e lo rafforzino anche dal lato estetico. Poiché però la carne è debole e la superiorità è difficile da conservare o da dimostrare, si finisce per ritrovarsi governati da vuoti simulacri che però conservano e magari accrescono addirittura la pretesa di VIVERE AL DI SOPRA DEGLI ALTRI. Il nodo da sciogliere della Destra è questo. E dovrebbe essere sciolto prima ancora di tentare di riunirne le sparse membra politiche da intendere in senso stretto. In romanesco: “M’hai detto un prospero!” 

tiro

Dom, 19/05/2013 - 19:29

Bravissimo Marcello, sono d’accordo, finalmente riascolto parole che le mie orecchie hanno udito tanti anni fa quando a narrarle, nella nostra amata Regione, era il mio povero babbo. Con questo perbenismo da botteghe abbiamo perso il vero senso delle cose che contano. I requisiti che hanno valenza nei luoghi istituzionali sono il merito e le capacità e questo immenso patrimonio deve svettare nelle persone che ricoprono ruoli di potere e cariche decisionali. Rivogliamo quegli uomini che all’occorrenza devono saper prendere le decisioni che costano dolore. Purtroppo quelle decisioni che costano dolore le hanno saputo prendere quegli uomini di Stato che appartengono oramai ad un passato remoto, anche in dittatura, purtroppo! Mentre adesso dobbiamo sopportare le mortificanti performance di guru dell’intellighenzia rossa che nelle passerelle di rassegne e saloni culturali ci dicono, con grave demenza, che è giunto il momento di presentare in politica uomini di Stato umili, poveri, appiedati,senza scorta e con il rosario. Non importa se incapaci, l’importante che con le umili gesta facciano felice un comico o meglio menestrello da strapazzo e tutti i suoi sottomessi adepti. Che miseria! Purtroppo evinco sempre di più che gli stolti che credono in queste baggianate a basso livello culturale sono proprio coloro che vantano di avere crediti da eruditi, forse perché stimolati e incoraggiati miserevolmente da quella élite dell'intellighenzia liberal-chic, (loro si definiscono presentabili) presentabili, a mio avviso, nelle cloache dell’infima saggezza. Cari signori smettiamola di perseguire queste immani nefandezze riappropriamoci delle qualità che contano e pretendiamo semmai da coloro che intendono ricoprire ruoli istituzionali, sacrosanta saggezza e soprattutto capacità e meriti; requisiti che obiettivamente ad oggi un solo uomo ha saputo esternare e dimostrare fattivamente negli ultimi venti anni da politico, e molti di più da imprenditore, Silvio Berlusconi.

Ritratto di Rosella Meneghini

Rosella Meneghini

Dom, 19/05/2013 - 19:55

Egregio Dottor Veneziani, mi scusi la franchezza ma mi viene il dubbio che ultimamente, stia frequentando persone con forti poteri ipnotici. Dov’é andata a finire la sua ironia al peperoncino? Personalmente dei mezzi che prendono per recarsi al lavoro, mi interessa solo che non siano pagati da noi ma che, come tutti noi, li paghino con quello che guadagnano che é già fin troppo e che andrebbe tagliato. Tagliato almeno di due terzi, senza buona uscita, senza benefit vari, senza pensioni d’oro (anzi da fissare con un tetto massimo, indipendentemente dai cumuli di cariche e dalle legislature) e da elargire solo al compimento dell’età pensionabile come tutti noi. Certe pensioni, oltre che essere un insulto al Paese, che giorno dopo giorno si deprime sempre più per la disperata povertà che avanza, gridano vendetta al cospetto di Dio. Dovremmo ricordare più spesso a questa sinistra gentaglia e non, con la puzza sotto il naso, che NOI SIAMO IL POPOLO SOVRANO e non si é mai visto un sovrano, costretto a chiedere l’elemosina ai suoi servitori. Inoltre, come dice il Signor Michele Lamacchia, non accostiamo Papa Francesco a questi opportunisti che, nella maggior parte dei casi, mettono in mostra virtù, che non hanno, solo per fini elettorali. Inoltre, autorevolezza e non autorità, é per loro parola sconosciuta. Francesco, con la sua spontanea e gioiosa umiltà, la possiede e con la stessa, non fa altro che seguire, convinto e sicuro, le orme del suo Maestro, che andava a piedi o a dorso d’asino, quando era fortunato. Pregustando un suo ritorno alle origini, la saluto con cordialità. Rosella

forbot

Dom, 19/05/2013 - 23:15

Lei dice:... E se la finissero con questa gara a chi fa più il pezzente? Di grazia; chi sarebbe, fra tutti quelli che sono in parlamento, che fà di questi scherzi? A me pare piuttosto, è facile sentirsi dire, appena ricorre il caso, " Lei non sà chi sono io ". Ma se sono tutti serviti, riveriti, scortati, super-pagati, spesati e magari molti di loro non conoscono neanche molti degli articoli della Costituzione che, obsoleti, dovrebbero essere aggiornati.

skarabokkio

Dom, 19/05/2013 - 23:50

non riesco a capire come si fa a contestare questo capolavoro scritto da veneziani e posso immaginare anche come lui possa essere mortificato a tal punto da sentirsi come un predicatore nel deserto, ma ovviamente ci sarà abituato, così come le poche menti illuminate di questo desolante paese: veneziani, sgarbi e pochi altri..

Ritratto di Massimo Scalfati

Massimo Scalfati

Lun, 20/05/2013 - 00:02

Potenti che fanno i pezzenti? E' la tipica ipocrisia del regime democratico. La democrazia è la forma di governo più falsa ed ipocrita che ci sia. Essa finge che il popolo scelga, mentre non sceglie un tubo ed anzi gli vengono calate dall'alto (dai poteri forti della finanza) tutte le decisioni più importanti, anche quelle che riguardano il destino della nazione. Noi italiani abbiamo mai votato: immigrazione si, immigrazione no? L'immigrazione ed i clandestini ci sono stati imposti dagli "illuministi", neogiacobini, massoni, finanzieri internazionali. Gli italiani ne subiscono le conseguenze senza avere scelto. E' ora di dire la verità: la democrazia è una menzogna. Ipocrisia e memzogna.

Ritratto di gian td5

gian td5

Lun, 20/05/2013 - 00:18

Più che giusto, Sig. Veneziani, coloro che hanno gravi e grandi responsabilità devono essere portati alle stelle, se però risultano incapaci deve essere applicato l'antico adagio: dalle stelle alle stalle.

rino biricchino

Lun, 20/05/2013 - 08:54

Caro Veneziani, se oltre a prendere il mezzo pubblico avessere anche uno stipendio meno faraonico sarebbe perfetto. Si tratta di funzionari pubbluci, altro che a"autorita" e " vivere al di sopra" !

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Lun, 20/05/2013 - 11:29

SKARABOKKIO, temo che Lei non riesce a capire nemmeno - almeno per quanto concerne le mie osservazioni - il significato di quanto ho scritto e non contestato come Lei afferma. Lasci perdere le mortificazioni: una mente del calibro culturale e di pensiero come quella di Veneziani non può che prendere atto con soddisfazione delle argomentazioni che gli vengono proposte ad integrazione o in segno diverso dalle sue, civilmente, costruttivamente. E' riuscito, comunque, a farci pensare sollecitando la nostra capacità di analisi e di sintesi: non è poco, mi creda. Un onesto e non artificioso confronto delle idee spesso giova molto più di un' abituale condivisione. Rilegga con attenzione, se vuole, l'articolo e i commenti: forse troverà motivi che prima Le sono sfuggiti e conclusioni diverse da quelle cui è pervenuto. Il discuterne con aperture mentali è sempre proficuo per tutti. Se, poi, qualcuno resterà ancorato soltanto alla propria idea, questo non potrà essere motivo di disistima o di inimicizia, o considerato un affronto tribale. Absit iniuria verbis.

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Lun, 20/05/2013 - 11:35

Concordo sostanzialmente con l'articolo di Veneziani, compresa l'equiparazione del Papa agli altri potenti. Il potere spirituale del Papa conta pure molto, insieme all'organizzazione della Chiesa che riguarda anche gli aspetti materiali: va bene quindi dare l'esempio, ma mi aspetto una riforma globale della Chiesa anche sotto alcuni aspetti della dottrina (per es. durante i primi secoli della Chiesa i preti si potevano sposare e i cristiani si potevano ri-sposare se il fallimento del matrimonio era imputabile al coniuge, in linea col Vangelo: Matteo 19:9). Concordo poi con Massimo Scalfati, la sovranità popolare è una fictio iuris (come sanno bene gli studiosi di diritto costituzionale) e la democrazia è un regime come gli altri (basta studiare la teoria delle élités di Gaetano Mosca e la voce "democrazia" del dizionario di politica della Treccani del 1940, non più in commercio), ma come diceva Churchill, la peggior democrazia è preferibile alla migliore delle dittature (magari nella sostanza non è sempre così, però bisogna “crederci”, aggiungo io).

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Lun, 20/05/2013 - 12:16

LIBEROPENSIERO, si riferisce a studiosi di diritto costituzionale in genere o solo a quello italiano? Bene precisarlo, giusto per circoscrivere l' argomento. In ogni caso potrei esserLe d'aiuto. Ci rifletta un attimo: tutti gli istituti e le istituzioni del cosiddetto “diritto positivo” sono creazioni della mente correlate ai contesti; così, per esempio, tutti i diritti di libertà di cui alla nostra Carta e quanto attuato nei vari codici. Lo stesso metodo democratico fondato sulla uguaglianza (di fronte alla legge) è solo un espediente che, se mal gestito, produce effetti perversi gestiti soltanto dalle quantità e non dalle qualità. Immagini che, per essere sicuro di curarsi bene, Lei consulti tre medici a caso (senza conoscerne le abilità) e non uno o due, dalle note capacità. Nel diritto naturale non esiste democrazia, le uguaglianze non esistono in natura, nemmeno tra due gocce d'acqua. E poi, facciamo attenzione alla piazza, come quella che assolse Barabba e condannò Gesù, alla oclocrazia: e abbiamone una saggia paura.

benny.manocchia

Lun, 20/05/2013 - 12:58

L'iTALIA NON E' UN PAESE CAPITALISTA.GLI usa LO SONO.QUI NON SI PREOCCUPANO MOLTO SE I "CAPOCCIA" VANNO IN LIMO,AEREO PRIVATO ECC.SEMMAI SOGNANO DI AVERE - UN GIORNO - GLI STESSI PRIVILEGI.QUINDI CAPITALISMO AL CENTRO DELLE ATTENZIONI DELLA GENTE (GRAN PARTE DELLA GENTE). IN iTALIA NON C'E' CAPITALISMO,C'E' UN GRUPPO (PESANTE) DI PERSONE CHE SONO AL POTERE E FANNO TUTTO QUANTO IL POTERE GLI PERMETTE DI FARE.POI CI SONO I "MOMENTI".OGGI E' IL MOMENTO DI FAR VEDERE CHE ANCH'IO (RICCO SFONDATO) VADO IN BICICLETTA,PRENDO IL TRENO,MANGIO CON I POVERI.PASSERA',COME PASSA TUTTO (RAPIDAMENTE) IN iTALIA. UN ITALIANO IN usa

Ritratto di Luca Scialò

Luca Scialò

Lun, 20/05/2013 - 14:45

Concordo. Basta con questa ostentazione di umiltà. Lo siano nelle decisioni pratiche, ormai siamo nauseati da tempo

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Lun, 20/05/2013 - 15:15

michele lamacchia (1). Se si vogliono capire certi concetti non bisogna solo rivolgersi ai costituzionalisti, che sono un po' come i preti: difficilmente criticano in pubblico i dogmi di cui sono depositari. Comunque in Italia c'è stato un costituzionalista che ha affrontato la questione: Lelio Basso (Il principe senza scettro: democrazia e sovranità popolare nella Costituzione e nella realtà italiana, 1958). Un altro valido critico della retorica e della ideologia democratica è Luciano Canfora. Storicamente sono stati critici radicali della sovranità popolare Joseph de Maistre (Etude sur la souveraineté, 1796 ) e Carl Ludwig von Haller (La restaurazione della scienza politica, 1816): erano dei conservatori legittimisti, cioè miravano alla restaurazione dell'anciént règime antecedente alla rivoluzione francese, tuttavia le critiche coglievano nel segno.

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Lun, 20/05/2013 - 15:40

LIBEROPENSIERO, scusi, ma è stato Lei ad evocare i costituzionalisti; io mi sono limitato a chiederLe di specificare. Conosco bene gli autori cui Ella fa riferimento; speravo, tuttavia, che Lei argomentasse di Suo, che suggerisse qualche Sua idea o quelle che ritiene più condivisibili. Potrei anche io elencarLe una serie di pensatori di pregio, ma risulterebbe solo una noiosa bibliografia o, peggio, uno sterile sfoggio di riferimenti. D'altro canto, la suddivisione del Diritto in settori è solo questione di metodo e di studio. Credo, come ipotizzava il Carnelutti, nella unicità del sistema Diritto. Quello che mi preme è che non ci mettano le mani gli incompetenti Summ cuique. Non crede?

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Lun, 20/05/2013 - 15:56

michele lamacchia (2). Del resto, basta ragionare sulla Costituzione con la propria testa per capire che la teoria della sovranità popolare fa acqua da tutte le parti. Si afferma che la sovranità appartiene al popolo, ma che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione (art. 1). Infatti il “popolo” esercita la sovranità direttamente solo in pochi casi (referendum, proposte di legge, petizioni), per la maggior parte dei casi si affida ai propri rappresentanti che, guarda caso, esercitano le loro funzioni “senza vincolo di mandato” (art. 67). Quindi, in buona sostanza, i politici governano anche senza riferirsi a quanto promesso in campagna elettorale. La rappresentanza dei Parlamenti moderni insomma non ha niente a che fare con la rappresentanza del diritto privato: nel privato infatti il mandato è vincolante, nel pubblico semplicemente non esiste il vincolo. Paradossalmente erano più rappresentati i francesi prima della rivoluzione del 1789, perché i loro rappresentanti riportavano le loro richieste agli Stati generali, che dopo la rivoluzione. Se poi consideriamo che i politici, in buona sostanza, NON vengono scelti dagli elettori, ma si fanno scegliere dagli elettori (cfr. Gaetano Mosca), allora il gioco è fatto, la democrazia moderna non è poi così diversa dallo Stato assolutista, cambia la forma ma in realtà è sempre l’élités che governa, traendo da una società plurale un potere singolare (Georges Bourdieau ).

Silvio B Parodi

Lun, 20/05/2013 - 15:56

liberopensiero hai citato due personaggi un costituzionalista ed uno storico tutti e due comunisti, perche'? non parliamo poi di Carl Ludwig che non era comunista, perche' il comunismo allora non esisteva, ma e' stato uno di quelli di cui I comunisti hanno pescato a piene mani

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liberopensiero77

Lun, 20/05/2013 - 17:02

X Silvio B Parodi. Egregio, in generale non ho l'abitudine di non considerare il pensiero di eminenti studiosi soltanto perchè si possono qualificare, per la militanza politica, di destra, di centro o di sinistra. Lelio Basso è stato un grande studioso, deputato all'Assemblea costituente (militante socialista ma non marxista, nè tantomeno filosovietico), un protagonista del '900 al quale è stata dedicata una Fondazione di studi. Luciano Canfora è un eminente filologo classico, storico e saggista, non ha bisogno di presentazioni, come pure gli studiosi (considerati reazionari di estrema destra) Joseph de Maistre e Carl Ludwig von Haller. Non posso farci niente se i critici della democrazia non si annoverano tra le fila dei democratici, è normale che sia così. Un po' come per la religione: difficile trovare fra i preti critici radicali della religione (anche se qualcuno c'è stato ...), non le sembra? L'oste dice sempre che il vino è buono ...

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Lun, 20/05/2013 - 17:14

LIBERO PENSIERO. Interessante. Se posso, vorrei solo aggiungere che occorre prima concordare esattamente il concetto di sovranità e di sovranità popolare, e poi, osservare se questa sia attuata o attuabile in concreto. Penso che ogni potere e libertà, affinché non siano arbitrio, debbano essere definiti e circoscritti, anche se riferibili al popolo il quale, peraltro, non è soggetto di diritto ma entità fattuale, anche se una sua parte dinamica assume valenza particolare di organo (para)costituzionale quando si pone come elettorato attivo o passivo. La democrazia rappresentativa si è imposta come necessaria da quando lo Stato ha assunto dimensioni territoriali più vaste di quella della polis originaria. La rappresentanza, sappiamo, può essere e può non essere con mandato; solo la presenza del mandato vincola giuridicamente, la sua assenza vincola solo politicamente. Da qualche tempo, vado auspicando il vincolo del mandato, considerate le deformazioni non previste da una Carta costituzionale scritta per uomini di altra consistenza. Il vincolo del mandato fu escluso, infatti, affinché il parlamentare rappresentasse tutti e non solo gli interessi dei loro elettori o, peggio, del partito troppo spesso anteposto ad ogni altro interesse. Altri tempi, altre culture, altri ideali.

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Lun, 20/05/2013 - 17:38

LIBERO PENSIERO. Interessante. Se posso, vorrei solo aggiungere che occorre prima concordare esattamente il concetto di sovranità e di sovranità popolare, e poi, osservare se questa sia attuata o attuabile in concreto. Penso che ogni potere e libertà, affinché non siano arbitrio, debbano essere definiti e circoscritti, anche se riferibili al popolo il quale, peraltro, non è soggetto di diritto ma entità fattuale, anche se una sua parte dinamica assume valenza particolare di organo (para)costituzionale quando si pone come elettorato attivo o passivo. La democrazia rappresentativa si è imposta come necessaria da quando lo Stato ha assunto dimensioni territoriali più vaste di quella della polis originaria. La rappresentanza, sappiamo, può essere e può non essere con mandato; solo la presenza del mandato vincola giuridicamente, la sua assenza vincola solo politicamente. Da qualche tempo, vado auspicando il vincolo del mandato, considerate le deformazioni non previste da una Carta costituzionale scritta per uomini di altra consistenza. Il vincolo del mandato fu escluso, infatti, affinché il parlamentare rappresentasse tutti e non solo gli interessi dei loro elettori o, peggio, del partito troppo spesso anteposto ad ogni altro interesse. Altri tempi, altre culture, altri ideali.

Ritratto di liberopensiero77

liberopensiero77

Lun, 20/05/2013 - 18:50

michele lamacchia. Io ci andrei molto cauto ad invocare l'introduzione del mandato imperativo nella Costituzione italiana, e non solo perchè il principio del libero mandato si trova praticamente in tutte le Costituzioni moderne ed è raccomandata (imposta?) dal Consiglio d'Europa. Il problema è che storicamente il mandato imperativo è stato un cardine della teoria del contratto sociale e della sovranità popolare di Rousseau: esso fu sperimentato nella Comune di Parigi del 1871 (e molto esaltato da Marx) e poi adottato in tutte le Costituzioni dei Paesi socialisti. Insomma, ci sono fondate ragioni per ritenere che l'esercizio effettivo della sovranità popolare conduca alla dittatura del proletariato, e quindi al socialismo (guardi la voce "mandato imperativo" su wikipedia). Tutto sommato preferisco la teoria di Sieyès della sovranità della nazione, anche se svuota di contenuti la sovranità popolare. Per me non si sfugge alla regola della teoria delle élite di Mosca, nella società c'è chi comanda e chi è comandato, persino nelle società primitive ci sono i capi ...

Nadia Vouch

Lun, 20/05/2013 - 23:09

Ma che significa essere umili? Se facessi questa domanda in giro, ognuno mi darebbe la sua personale definizione di "umiltà". Direi invece che, riguardo ai politici, effettivamente ci si sta marciando sul discorso del "vintage" e del apparire (e sottolineo apparire), sottotono. Se sono, nulla devo dimostrare: sono e basta. Le altre persone, con la loro sensibilità ed intelligenza, dovrebbero accorgersene. Sensibilità? Intelligenza? Gli Altri? Ma quanti termini superati!

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Mar, 21/05/2013 - 11:07

LIBEROPENSIERO. In effetti il vincolo del mandato si porrebbe solo come rimedio (male minore ) allo sconcio dell' arbitrarietà di gran parte dei parlamentari che volitano, transitano, cambiano, rubano, approfittano e vengono meno alla fiducia accordata dall' elettorato, usufruendo dell' inamovibilità che, di questi tempi, ha dato grosse grane alla vita dello Stato anche per beghe personalissime. Essi, attualmente, sono rappresentanti e non mandatari:facoltà, quindi (derivanti da atto unilaterale: delega, procura, la legge) e non obblighi e relative responsabilità da inadempimento; gli obblighi ci sarebbero se ci fosse un mandato (contratto con obbligo di prestazioni bilaterali, sinallagma). Oggi non vedo uomini idonei a ricevere la mia fiducia in bianco, cui delegare alla cieca gli interessi miei e della società, ad ricevere da me il potere di rappresentarmi come vuole lui anche discostandosi dalle promesse di cui in programma. Un mandato, invece, sia pure parziale, oggi si imporrebbe per porre qualche limite alla arbitrarietà e alle sorprese di una semplice rappresentanza. In questo senso, intendevo. Per il resto, non soccorrono teorie di sorta, si sfondano porte aperte: il potere-funzione di governare si pone come necessaria e unica alternativa possibile all' anarchia e alla oclocrazia. Val bene conoscere i riferimenti storici: ma il diritto è sistema oltremodo dinamico, come la legalità. Prendiamone atto e facciamo sì che l' ordinamento giuridico si correli effettivamente alla realtà, traduca sì i valori percepiti dal popolo ma appresti strutture per garantire il funzionamento vitale e ordinato della società. Sarà difficile: è improbabile che un organo (Parlamento, Magistratura, etc.) approvi o non ostacoli riforme che gli riducano i poteri gli aumentino responsabilità. NADIA: Ho studiato e lavorato per non essere umile; comportarmi con umiltà, invece, lo ritengo mio dovere, purché non diventi ipocrisia o atteggiamento ingannevole o autolesivo. Ci sono occasioni in cui è altrettanto doveroso mostrare le proprie capacità per dare sicurezza, quando occorre.

ale76

Mar, 21/05/2013 - 11:43

Hai ragione, perfettamente ragione. C'è però un piccolo particolare. In Italia, i potenti, e specialmente i politici sono incompetenti, impreparati e molti anche ignoranti. Queste persone, che sono in parlamento solo perchè abbiamo una legge elettorale che fa pena, oppure perchè hanno fatto "piaceri" a B., hanno troppi privilegi per la lore reale preparazione. Una società privata, non da benefit a persone incompetenti anzi, le licenzia. Nel pubblico questo non succedde quindi via tutti i soldi!

Chicken-wing

Mar, 21/05/2013 - 12:58

Mi sembra che sono troppo pochi quelli che fanno vedere "che Cristo e' morto de freddo" ed invece ancora troppi che abusano del potere, delle clientele, ricevuto non per il merito collettivo: autorevolezza. La mancanza di etica della responsabilità' delle decisioni per la politica nazionale porta alle decisioni dei propri orticelli. Inoltre, ci sono burocrati inamovibili.

maxvinella

Mar, 21/05/2013 - 14:21

Io no. Se potessi chiederei competenza e sobrietà.

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Mar, 21/05/2013 - 15:32

Tanto per rientrare in argomento. Ritengo che l' ostentazione del proprio potere (sia economico o giuridicopolitico) sia peculiarità del parvenu, impreparato a vivere la sua nuova condizione sociale. Militano volentieri in questa categoria pacchiani e cafoni che difficilmente sanno contenersi nei limiti della sobrietà mossi come sono dalla spinta di recuperi e revanchismi. Pochi trovano nella morigeratezza una propria collocazione naturale, vestono strettamente firmati e viaggiano, anche in città, preferendo il suv vistoso da richiamo o la supercilindrata da invidia. La mostra di sé è questione essenziale per l' arrivato che deve farlo sapere a tutti, pena la infelicità malgrado tutto. Una volta, in certi ambienti, bastava esibire una macchia di sugo sulla camicia. Oggi lo status simbol è l'auto blindata e la scorta: e sei VIP. Tollerabile dal privato e deprecabile dal funzionario pubblico. E poi - metto i pensieri a folle - quel furbetto Bagnasco, e quella sua condanna urbi et orbi del populismo; forse una maliziosa frecciata, forse una gaffe, quando finalmente c' è un Papa carnalmente presente tra la gente comune. Il populismo - nella sua più comune accezione dispregiativa - è un espediente traverso, a volte losco, a volte ipocrita, sempre strumentale per fini non davvero nobili o altruisti. Non so come possa giovare a Francesco che proviene da una realtà particolare e non nuovo a certi comportamenti che ispirano fiducia; alla Chiesa sì, ed è auspicabile che giovi anche alla nobiltà ecclesiale, tanto bisognosa di impulsi ed esempi del genere. Perché no, allora?