Non usate i gay per distruggere la famiglia

Mentre un minorenne gay invoca su La Repubblica il diritto di esistere, un ennesimo film di lesbiche trionfa a Cannes

Mentre un minorenne gay invoca su La Repubblica il diritto di esistere, un ennesimo film di lesbiche trionfa a Cannes. Ci dev'essere qualcosa che non funziona con la realtà se un ragazzo si sente respinto dal mondo mentre il mondo, ogni giorno, non solo accoglie ma celebra l'omosessualità a norma di legge, d'arte e di vita. Qualcuno dirà che un conto è la fiction, un altro è la realtà. Nella vita quotidiana non c'è questa omofilia di Stato e di potere, di cultura e di spettacolo. Però si potrebbe dire pure l'inverso, che il ragazzo vive di riflesso le campagne contro l'omofobia e si convince di essere disprezzato dal mondo, perdendo di vista la realtà.

Merita rispetto, se autentico, il racconto del travaglio di un minorenne; fragilità di vario tipo angosciano i suoi coetanei. Bisogna dire a lui e a tutti che nessun uomo civile si sogna di negargli il diritto di esistere come gay, anzi se vive male questa sua propensione (parola ammessa nel codice penale gay o no?) ha tutto il nostro affetto. Nessuna persona di buon senso si sognerebbe mai di sindacare nella vita privata e sessuale di nessuno se non nuoce ad altri. Ma la discussione pubblica verte su un'altra cosa, la differenza radicale, spirituale e corporale, tra la famiglia e le unioni gay. E la tutela civile e morale della famiglia, fondamento naturale e culturale di ogni civiltà e della sua continuità.
Non usate l'animo delicato di un ragazzo gay per degradare la famiglia a una srl o unione come tante. E per premiare tutto ciò che è gay solo perché gay.

Commenti

Rossana Rossi

Mar, 28/05/2013 - 15:45

Come in tutte le cose si sta andando da un estremo all'altro. Oggi se non sei gay non sei trendy........

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Mar, 28/05/2013 - 17:52

Condivido Il convincimento di Sgarbi a non credere che realmente esista questo giovane, tale Davide Tancredi, incompreso gay, di diciassette anni, ad aver scritto l'accorata lettera con la quale implora la 'sociale pietas' per la 'sfortuna' di non essere etero. Come Vittorio dice, trattasi di un'invenzione giornalistica per alimentare la querelle. In effetti, è impossibile supporre sussista tanto ardire, tanta certezza di esternazione, in un giovane di diciassette anni, che andrebbe così a sfidare il mondo. Però, questa fantasìa di Repubblica dovrebbe severamente essere condannata, perché, alla pari della foto pubblicata sul Corsera in prima pagina, ieri, delle due giovani attrici lesbiche, in tal modo si vanno ad alimentare certi deleteri orientamenti che colpiscono lo spirito sano delle famiglie. Come ho già scritto nei miei precedenti sul tema, va spiegato invece a chiare lettere che il giovane non deve confondere la sua sensibilità 'alle carezze', la sua sensualità (cosa questa normalissima, guai se non ci fosse), con l'essere omosessuale. Nessuno ne parla. E, tanto silenzio, è causa di convincimenti errati che facilitano frequentazioni abominevoli. Questo, lo zoccolo duro di tutta la questio.

Silvio B Parodi

Mar, 28/05/2013 - 18:30

se esiste questo davide tancredi esca dall'anonimato altrimenti e' un'ennesima bufala di Repubblica.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Mar, 28/05/2013 - 23:44

Ascoltate le parole pronunciate da Marlon Brando, che, su "Ultimo tango a Parigi", preludono alla famigerata scena del "burro" (senza farvi distrarre dalle immagini, peraltro piuttosto insignificanti): "voglio farti un discorso sulla famiglia, quella santa istituzione inventata per educare i selvaggi alla virtù; santa famiglia; sacrario dei buoni cittadini", e poi altre parole incomprensibili vista la situazione in cui vengono dette (situazione che, essendo celeberrima, non ha bisogno di spiegazioni). E, in base a tale scena, ancora ci meravigliamo che la Sinistra intelligente (?) propugni, con immensa mala fede, i diritti dei gay come pretesto e arma contro la famiglia? Sono quindi almeno quarant'anni che la famiglia (meno quella loro) è attaccata in un modo infame e deprimente!

rino biricchino

Mer, 29/05/2013 - 09:07

Qui, se ce qualcuno che contrappone l'omosessualita alla famiglia, e' proprio la destra reazionaria e bigotta! Non e' possibile continuare a vedere l'omosessualita come una minaccia per la famiglia tradizionale! Qualcuno mi deve spiegare perche riconoscere diritti civili e dignita esistenziale agli omosessuali significhi mettere in dubbio, minare la famiglia.Dove e' la correlazione! Poi vorrei dire a Maggiulli che cres distinzione platonica tra sensualita e sessualita: ma che minchia stai dicendo?

Totonno58

Mer, 29/05/2013 - 10:09

Veneziani...non mi dica che un intellettuale come lei si mette a fare il giochino "riconosciamo qualche diritto alle coppie di fatto (non solo gay)= distruzione della famiglia"!!!!..persino Giovanardi, sorprendentemente, con arguzia ha allargato il concetto al binomio parroco-perpetua, fratelli/sorelle anziani che vivono sotto lo stesso tetto ed altre categorie che stanno tanto a cuore a noi cattolici...QUI SI TRATTA DI CREARE IN 5 MINUTI UNA SPECIE DI CERTIFICATO DI RESIDENZA E SONO 30 ANNI CHE FACCIAMO SALOTTO!!

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Mer, 29/05/2013 - 10:20

"Non usate i gay..."sarebbe utile ed interessante conoscere l'identità del soggetto,o dei soggetti,di tale proposizione,chi sono coloro che dettano su questo argomento la linea editoriale dei media che si fanno paladini della campagna pro gay,non facendosi scrupolo neanche di ricorrere a trucchi smaccati come il raccontino strappalacrime.Quali interessi,quali fini si celano dietro questa spinta ad emergere per l'omosessualità,a farla considerare come fattore normale della dinamica sociale, a propugnare l'uguaglianza' per i suoi membri.Se tutti sono uguali,l'idea stessa di uguaglianza non può sussistere.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Mer, 29/05/2013 - 10:42

@rino biricchino - Lei non vede minacce per la famiglia tradizionale,della quale si vorrebbe eliminare la sua peculiarità,cioè l'essere costituita da un uomo e una donna,con la possibilità di procreare.I gay come persone godono già di tutti i diritti civili,la dignità esistenziale è una conquista personale,ma il fatto che altre categorie di uomini,ad esempio i barboni,ne siano in gran parte privi,a lei non desta nessuna preoccupazione.

cecco61

Mer, 29/05/2013 - 11:05

Commenti vuoti e astratti. Qualcuno afferma che senza matrimonio i gay non hanno "dignità esistenziale": ossia non ce l'hanno neppure le coppie di fatto etero, o i singles? Tutti ne parlano senza essere gay tanto per riempirsi la bocca con concetti tanto cari al buonismo imperante: il problema, reale, è solo la detraibilità per i familiari a carico, la franchigia sulla legittima ereditaria e l'eventuale pensione di reversibilità. Solo vile pecunia, null'altro; diritti riconosciuti solo alle coppie etero legalmente sposate: quindi non è certo solo un problema dei gay ma solo questi (o chi ama riempirsi la bocca di vuotezza e pochezza) fanno casino. Forse conosco solo gente malata ma, tra i miei amici gay, donne e uomini, circa una trentina, con età compresa tra i 25 e i 75 anni, solo uno vorrebbe sposare il suo Toy Boy di 30 anni più giovane ma, afferma anche, che non ne vuole sapere di alimenti o quant'altro in caso di futura separazione. Quindi questa è solo l'ennesima querelle inutile fatta per ottenere consensi e visibilità. Punto.

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Mer, 29/05/2013 - 11:32

O.K. parliamo pure di diritti, ma non travisiamo i concetti del linguaggio consolidato che non può essere leggitimamente asservito al legislatore o a movimenti. Se chiamiamo “matrimonio” e ‘famiglia’ una unione di fatto o tra gay, rechiamo pregiudizio ai concetti consolidati e tradizionali cui ci si rapporta, senza ambiguità, ogni volta che utilizziamo o che leggiamo o che scriviamo questi termini. I quali, nel lessico, hanno diritto di significare e identificare solo le realtà uomo-donna che tutti ben conosciamo e intendiamo, trasparentemente. Così come non possiamo chiamare “vendita” una donazione, o mortadella uno stinco i porco. Ognuno ha diritto di sapere, senza ambiguità, che il matrimonio e la famiglia sono quelle che si intende ab immemorabili, senza messaggi ingannevoli che spaccino alius pro alio. Estendere questi termini per decreto di legge è una violazione di diritti acquisiti e consolidati. E questo non è consentito a nessuno. Costringerebbe, altrimenti, le vecchie famiglie a specificare di che tipo si tratta e nessuno potrebbe vietarglielo. Così come nessuno potrà vietare di chiamarsi madre o di chiamarsi padre, marito o moglie. Con la conseguenza che famiglie e matrimoni omo verrebbero comunque distinti dalle altre. Allora, prima di pasticciare con le fughe in avanti metagiuridiche, ci pensino bene. Basta mettere dei nomi distinti a realtà distinte: non è peccato. Anzi è logico e onesto in linea col principio dell’ affidamento dei terzi.

angelomaria

Mer, 29/05/2013 - 12:55

non voglio essere volgare mi limito ha dire sono "fatti"SUOI

nicola1963

Mer, 29/05/2013 - 12:56

Marcello Veneziani, l'ennesima intelligenza sacrificata all'altare della nullità. Oggi se non parli di gay, razzismo o diversità non hai diritto a uno spazio bianco. Lasciamo il legislatore libero di eliminare quelle assurde distinzioni di genere e di razza che mortificano la coscienza dei liberali (si può dire ancora?). Più che di nuove leggi c'è bisogno di abrogare le vecchie.

rino biricchino

Mer, 29/05/2013 - 13:11

@Euterpe. Lei confonde la peculiarita di una famiglia etero, che io non metto in dubbio, con l'esclusivita della famiglia etero. Io non ho nessun preconcetto e nessun limite culturale ad estendere il concetto di famiglia anche a coppie omosex(sia uomini che donne). Ripeto; ritengo un convincimento poco evoluto il credere che concedere diritti e riconoscimenti alle coppie omosex sia deleterio e minaccioso per le coppie etero. E' un po come credere che cosi facendo gli omosessuali potrebbero crescere cosi tanto numericamente da far estinguere il genere umano... Poi riguardo il resto, i barboni e poverta varie, non capisco cosa centri con il dibattito su questo articolo.

framont

Mer, 29/05/2013 - 13:33

TOTONNO58 IL TUO è LO STESSO RAGIONAMENTO PER CUI HANNO CONVINTO GLI ITALIANI A VOTARE PER L'ABORTO PERCHè C'ERA QUELLO CLANDESTINO; IN RREALTA' ERA IL PARAVENTO ( OGGI PARACULO) PER INTRODURRE: ABORTO COME CONTRACCEZIONE, PILLOLA DEL GIORNO DOPO ETC. ETC. FALSI E BUGIARDI E IPOCRITI...SI VUOLE DISTRUGGERE LA FAMIGLIA NATURALE.

Totonno58

Mer, 29/05/2013 - 13:50

FRAMONT...intanto un saluto..poi dico nuovamente quello che ho detto ieri...vedo che ti piace giocare a fare il bastian contrario...divertiti!P.S.La pillola del giorno dopo è un contraccettivo,non un aborto...almeno questo mi piace pensare che lo accetti, altrimenti 2+2 fa veramente 5!

marco m

Mer, 29/05/2013 - 14:09

"Si convince di essere disprezzato dal mondo..." dal mondo magari no, ma e' un FATTO che gli atti di violenza contro persone omosessuali in quanto tali e' in aumento. E' un fatto che vengono mandate all'ospedale, come a Roma, persone che hanno avuto la gravissima colpa di tenersi per mano. E' un fatto che non ricordo di aver sentito simili aggressioni contro coppie eterosessuali. Quindi magari non sono solo le campagne contro l'omofobia che fanno venire sti pensieri al ragazzo. Fatico poi a comprendere quale "attacco" o quale "danno" venga ad una famiglia tradizionale se vengono riconosciute le unioni omosessuali. L'unico caso che mi viene in mente, sarebbe quello in cui uno dei componenti della famiglia fosse un omosessuale che vive una relazione di comodo, e francamente non vedo questo gran danno in quel caso.

Totonno58

Mer, 29/05/2013 - 14:12

RINO BIRICCHINO:certe forme di povertà possono essere risolte con una leggina sulle coppie di fatto...ad es.una persona sola, ricoverata in ospedale, può avere come riferimento per parlare con i medici e quant'altro, da chiunque conviva con lui....sono altre le priorità per un paese?certo ma...è la somma che fa il totale!

Ritratto di Farusman

Farusman

Mer, 29/05/2013 - 14:26

Si scivola sempre sulla stessa buccia di banana. Gay non gay- leggittimità o meno - banalità di questo genere. Mi pare che tutti siamo d'accordo e Veneziani in primis che uno può fare della sua sessualità ciò che gli pare e che quindi appare assurda, in una società come l'attuale, la lettera del pseudo -ragazzeto. Se, come pare, questa lettera non è che un'esrcitazione giornalistica è assolutamente giusto e normale chiedersi: cui prodest? A me la risposta pare evidentissima. Chi non la vede è perché non la vuole vedere.

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Mer, 29/05/2013 - 14:36

Per la precisione, era: legittimamente. Scusate il lapsus calami.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Mer, 29/05/2013 - 19:43

@ rino biricchino - Io non ho confuso proprio niente.Poiché qui esprimiamo opinioni personali,senza pretesa di dare ad esse valore universale,io ritengo che i fondamenti giuridici ed etici della famiglia diciamo tradizionale la rendano esclusiva.Si trovino poi forme e modi diversi per tutelare altre forme di unione,tra cui,e non esclusivamente,quelle omosessuali,non basandosi solo sul fatto sessuale,perché,se si prende in considerazione solo quest'elemento,si potrebbe giungere a richiedere riconoscimenti e diritti,passando per la pedofilia, anche per coloro che praticassero la zooerastia Il riferimento ai barboni non è peregrino, era solo un esempio onnicomprensivo per indicare tante altre minoranze di emarginati,non protetti socialmente, a difesa dei quali non si mette in moto la grancassa madiatica,perché è stato lei a citare la 'dignità esistenziale' o a lei interessa solo quella degli omosessuali,degni di maggiore interesse ed attenzione per il solo fatto che si accoppiano con individui dello stesso sesso?

cornacchia46

Gio, 30/05/2013 - 09:30

Da un punto di vista astratto, il problema dei diritti gay non esiste, nel senso che l'omosessualità, a qualunque livello si esprima (mero affetto, sensualità, sessualit, perversione...), rientra pienamente nelle libertà - non già degli omosessuali, ma - della persona. Poi, è stata la società, ed in particolare CERTA destra, a creare il mito secondo cui la libertà di vivere apertamente le relazioni omosessuali sarebbe diseducativo (se non illecito) perché allontanerebbe i bambini dalla tendenza a formare famiglia. Conseguentemente, i gay, per liberarsi da tale oppressione, hanno iniziato a richiedere che la loro unione fosse assimilata al matrimonio. Ma, in realtà, se si toglie l'omofobia e la coppia omosessuale viene socialmente rispettata come quella eterosessuale, il problema dell'omofobia, ovviamente, sparisce. Gradirei opinioni al riguardo.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Gio, 30/05/2013 - 11:40

@ cornacchia46 - Il suo post mi ha fatto benevolmente sorridere,poiché lei si muove sulla stessa linea di quella scuola di pensiero per cui,eliminando i manicomi e le case chiuse,sarebbero scomparsi i pazzi e le prostitute.Nessuno impedisce a nessuno di vivere liberamente la propria sessualità ,né vi è l'obbligo di sposarsi e procreare,quindi non mi sembra valida la motivazione che lei adduce per cui la richiesta di riconoscimento della coppia gay sarebbe finalizzata all'eliminazione di forme di 'oppressione'.

cornacchia46

Gio, 30/05/2013 - 13:58

@ Euterpe. Infatti, è sbagliata l'idea secondo cui la malattia mentale si risolva negando che esista. Semplicemente bisogna affermare con chiarezza che il malato mentale ha la stessa dignità del sano e che eventuali trattamenti sanitari possono essere realizzati soltanto nel suo esclusivo interesse. Lo stesso vale per l'omosessualità. Va ribadito che l'omosessuale può vivere come vuole e, se per pura ipotesi, tale tendenza avesse un qualcosa di distorto andrebbe comunque rispettata, salva la libertà della persona di cambiarla volontariamente. Intendevo dire questo.

marco m

Gio, 30/05/2013 - 18:23

@ Euterpe: "Nessuno impedisce a nessuno di vivere liberamente la propria sessualità". Come scritto sopra, a me risulta che gli atti di violenza e discriminazione nei confronti di omosessuali in quanto tali siano in preoccupante aumento, come pure suicidi e denunce di discriminazioni. A me risulta che se in una coppia omosessuale uno dei due e' in ospedale, al partner puo' essere negato l'ingresso in quanto non parte della famiglia. A me risulta che se in una coppia omosessuale uno dei due muore, l'altro puo' essere cacciato dalla casa dove vivevano anche se la relazione durava da decenni. Vedo molto poca liberta' in tutto questo, magari mi sbaglio.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Ven, 31/05/2013 - 09:11

@ cornacchia46-sono d'accordo con lei,ma rispettare la dignità del malato non significa equipararlo ad una persona che malata non è.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Ven, 31/05/2013 - 10:00

@ marco m - E' costume diffuso enfatizzare episodi negativi che riguardino i gay,allora cosa dovrebbero dire le donne?Per l'esempio dell'ospedale o della casa che lei ha citato,le dirò che anche gli etero regolarmente sposati sono sottoposti,ad esempio,al cumulo dei redditi per quanto riguarda la tassazione,cosa che non avviene per chi,pur convivendo,sposato non è.

marco m

Sab, 01/06/2013 - 17:07

@Euterpe: non mi risulta aver parlato di episodi. Io ho parlato di legislazione, perche' e' di quella che si dovrebbe occupare lo stato, e le ho fatto esempi, piuttosto chiari, di diritti negati che lei ha completamente ignorato. Fatico a capire, parlando di diritti, cosa c'entri il cumulo dei redditi, soprattutto visto che e' una delle cose che anche le coppie gay avrebbero in caso di unioni civili.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Lun, 03/06/2013 - 11:43

@ Marco m - Lei è disponibile solo a cogliere,a torto o a ragione,le presunte incongruenze degli altri; è stato lei a citare episodi "pro domo sua" per invocare una normazione che dovrebbe sancire e tutelare i 'diritti' degli omosessuali in quanto tali,limitando o vietando agli altri che per 'sfortuna' non sono gay,di esercitare i loro.Inoltre nella sua ottica rientrano solo i diritti ed esulano completamente i doveri.

cornacchia46

Lun, 03/06/2013 - 19:11

@ Euterpe Lasciamo alla medicina il compito di distinguere la malattia dalla salute. La politica, invece, deve proteggere le libertà e, in questo senso, l'omosessualità è pari alla eterosessualità, a maggior ragione se fosse malata, allo stesso modo in cui uno zoppo è più libero di camminare di un sano.

angelomaria

Lun, 03/06/2013 - 19:17

loro ed i loro mille privilegi non sarebbe ora d'avere il coraggio di dire BASTA!!??

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Mar, 04/06/2013 - 13:36

@cornacchia46 - Abbiamo già detto che gli omosessuali godono di diritti civili come tutti gli altri cittadini e sappiamo che la libertà deve avere dei limiti per essere tale.Affermare che la politica deve proteggere la libertà in senso indeterminato è un'assurdità,un puro esercizio retorico.

cornacchia46

Mar, 04/06/2013 - 19:39

@ Euterpe. Certo, ma la libertà (ed i correlati limiti) è uguale per tutti. Se il matrimonio gay sbagliato, allo stesso modo è ingiusto ritenere che le relazioni omosessuali non possano essere vissute apertamente. Al pari di quelle eterosessuali. Tanto più - ma non è questo il caso - se si trattasse di una malattia.

marco m

Mar, 04/06/2013 - 21:42

@Euterpe, io non ho citato alcun episodio, io ho parlato e parlo tuttora di norme. Un unione civle, dovunque e' stata adottata ed anche nelle proposte viste in Italia comporta sia diritti che doveri, quindi non capisco il senso del suo sproloquio a riguardo. Non capisco nemmeno quali diritti verrebbero "limitati" o "vietati" alle coppie eterosessuali: tutti quelli che ho elencato e che son previsti dalle unioni civili le coppie tradizionali li hanno gia', le unioni civili si limitano ad estenderli a quelle omosessuali. In che modo verrebbero "limitati" o "vietati", come Lei scrive, da questa estensione?

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Mer, 05/06/2013 - 14:28

@ Marco M- Si rilegga con maggiore attenzione il post del signor Michele Lamacchia.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Mer, 05/06/2013 - 14:32

@ cornacchia 46- Ma chi impedisce alle coppie omosessuali di vivere apertamente il loro rapporto? Mi dispiace che non considerando lei l'essere gay una malattia,gli omosessuali non possano fregiarsi anche di questo titolo di merito.

cornacchia46

Mer, 05/06/2013 - 16:56

@ Euterpe. Scusi, ma perché mi risponde in maniera provocatoria, io non ho offeso nessuno. La malattia non è un titolo di merito, ma un motivo di sostegno. Se la tendenza omosessuale fosse malata, l'omosessuale andrebbe supportato come uno zoppo, fermo restando la libertà per chicchessia di tenere questi atteggiamenti, senza temere insulti o, addirittura, aggressioni fisiche, da parte del branco. Questo intendevo: è d'accordo?

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Mer, 05/06/2013 - 22:28

Cornacchia46-Sono d'accordo con lei in quanto aborro ogni forma di violenza,ma supportare uno zoppo non significa condividere ,ad esempio,una sua eventuale pretesa di fare il primo ballerino alla Scala.I casi di aggressione ad omosessuali sono rari,sembra piuttosto che l'essere gay ai giorni nostri sia quasi una forma di privilegio,una condizione di cui andare fieri.Se le ho dato l'impressione di essere provocatoria le chiedo scusa,un po'ironica sì,lo ammetto,e spero che non me ne vorrà per questo.

cornacchia46

Gio, 06/06/2013 - 12:10

@ Euterpe Si figuri, è sempre bello discutere con persone oneste e ragionevoli. Quello che deve essere chiaro che tutte le persone hanno il diritto di vivere apertamente le proprie relazioni, anche e specialmente ove fossero anormali e malate, in quanto tali caratteristiche rendono il soggetto semplicemente un debole da difendere. Come, del resto, avviene in ogni altro ambito della vita umana.

marco m

Lun, 10/06/2013 - 20:20

@Euterpe : forse e' lei che dovrebbe rileggere meglio i miei post, in quanto io ho sempre e solo parlato di unioni civili, non di matrimonio; oppure e' semplicemente la mancanza di argomentazioni che la spinge ad ignorare completamente i problemi che sollevo, riferendomi ad un post che non parla di unioni civili ma di matrimonio? Tra l'altro, anche nel post del signor lamacchia, a parte un'interessante digressione filologica sul termine matrimonio, non viene indicato alcun diritto che verrebbe tolto, leso o vietato ad una coppia eterosessuale a seguito dell'introduzione di un unione civile tra persone omosessuali. E' in grado di rispondere a questa semplice domanda: quali sarebbero i diritti lesi o vietati ad una coppia eterosessuale?