Carissima monnezza Un terzo della Tares regalata agli stranieri

Quasi 350 milioni incassati dalla nuova tassa saranno spesi oer pagare chi, all'estero, smaltisce la nostra immondizia

Bambini giocano a pallone vicino ad una montagna di rifiuti a Palermo

Roma - Immaginate un muro largo un metro, alto due e lungo da Roma a Parigi. Per realizzarlo sarebbe sufficiente mettere in fila i metri cubi prodotti dall'immondizia che ogni anno l'Italia esporta verso il Nord Europa: 3,2 milioni di tonnellate. Un muro lungo mille chilometri all'anno.
Con un particolare. L'Italia benché la esporti, non vende l'immondizia all'estero; paga chi se la prende. Ed ogni anno spende una cifra compresa fra i 300 ed i 350 milioni di euro.
In media, per convincere un Paese straniero a comprarsi i nostri rifiuti dobbiamo pagare intorno ai 109 euro a tonnellata. Le cifre possono, però, oscillare (in alto) anche del 50% ed oltre. Per esempio, Trieste per accettare rifiuti prodotti in altre province chiede 162 euro a tonnellata. Padova arriva a 175 euro.
Quando entrerà in vigore, la Tares (la nuova imposta sui servizi pubblici) assicurerà allo Stato un gettito di un miliardo di euro; oltre a quello che dovrà garantire agli enti locali chiamati ad applicarla. In altre parole, vuol dire che un terzo delle nuove tasse sull'immondizia, destinato allo Stato centrale, verrà speso per finanziare i Paesi che ci comprano i nostri rifiuti.
Ed ancora. Un euro ogni tre pagati dai cittadini per la Tares finiranno nelle tasche di olandesi, svedesi, austriaci sottoforma di minor costo dell'energia e di alcune materie prime; come il cemento, per esempio. Per l'energia, il risparmio della bolletta elettrica è di circa il 20%. Ma il risparmio per questi Paesi del nord Europa è doppio. Gli impianti energetici usano grandi quantità di rifiuti per produrre servizi; in tal modo, però, risparmiano petrolio e guadagnano con le importazioni di immondizia italiana. In Italia la situazione è opposta: paghiamo per esportare i rifiuti, e negli impianti bruciamo combustibili cari.
Il paradosso della situazione è che, oltre a tassare i cittadini italiani per recuperare le risorse necessarie per pagare la vendita d'immondizia all'estero, chi la riceve ha un vantaggio competitivo. In termini di minore costo dell'energia, sia per le imprese sia per i contribuenti.
Tanto per fare un esempio, per esportare i propri rifiuti - segnala Athos De Luca, consigliere comunale del Pd - Roma spende circa 15 milioni all'anno. L'intera Campania, quasi 51 milioni. E di recente il Comune di Napoli ha stipulato un accordo per vendere 250 mila tonnellate in due anni a 109 euro a tonnellata.
Eppure basterebbe poco per risparmiare queste risorse. Sarebbero sufficienti pochi accorgimenti ambientali, e questi 350 milioni di euro rimarrebbero in Italia. Anche perché l'impegno ambientale del Nord Europa non è certo secondo a quello italiano; anzi, la sensibilità è decisamente più alta. Nonostante questo, basta fare un giro nelle principali città: da Roma a Napoli, a Palermo per rendersi conto del sistema di smaltimento dei rifiuti. Con discariche colme oltre ogni limite e con rivolte delle popolazioni, contrarie all'individuazione di ogni nuovo sito.
Forse, nella revisione complessiva della fiscalità sugli immobili, il governo farebbe bene ad individuare soluzioni in grado di evitare ulteriori sprechi di denaro pubblico.

Commenti
Ritratto di stufo

stufo

Lun, 03/06/2013 - 09:25

Sentito dire che la tares/tiaecc. gli stranieri nostrani (si può dire ?) non la pagano. E' una balla o corrisponde, almeno in parte, a verità ?

ghibli10

Lun, 03/06/2013 - 09:50

il problema vero che noi abbiamo dei politici che non hanno le palle costruire i termovalorizzatori, con controlli antinquinamento per evitare diossine ed altre sostanze nocive è oggi possibile purtroppo appena si parla di termovalorizzatori, che producono sia energia termica che elettrica, sorgono decine di comitati contro la loro costruzione polici con le palle andrebbero avanti con il progetto, dando in mano a questi comiati la gestione dei controlli antiinquinamento oppure facciano pagare a loro le spese di smaltimento o forse c'è una lobby degli inceneritori che li sobillano, in quanto non si capisce come in Emilia Romagna ne abbiamo uno almeno per provincia e in altre regioni nessuno, per mandare i rifiuti fuori da dove vengono prodotti

BlackMen

Lun, 03/06/2013 - 09:52

tra l'altro all'estero con la nostra spazzatura producono energia...

giosafat

Lun, 03/06/2013 - 09:54

Bene. Dalle mie parti si fa la raccolta differenziata integrale, porta a porta, in base alla quale si paga la tassa sui rifiuti e guai a chi sgarra. Il sindaco ha fatto sapere che la nuova Tares comporterà un consistente aumento della tassa e che il maggior introito andrà interamente allo stato. La domanda è: perchè fare il virtuoso mi costerà tanto quanto fare il menefreghista? Ovvio che si tornerà a buttare l'immondizia dove farà più comodo...e con buona pace di tutti.

killkoms

Lun, 03/06/2013 - 10:05

la mmonneza come il nucleare!quello che per noi"fa male",per gli altri è ricchezza!

guidode.zolt

Lun, 03/06/2013 - 10:30

Mi ricorda uno sckech dei F.lli Marx...suonano alla porta e uno va a vedere...torna e dice all'altro "c'è quello dell'immondizia" ....risposta: "Digli che ne abbiamo già...!"

guidode.zolt

Lun, 03/06/2013 - 10:33

Ma non è che "la monnezza" esportata da Napoli incide sulla bilancia dei pagamenti, vero...? perchè qui c'è da aspettarsi di tutto...a pensar male si fa peccato ma....

gneo58

Lun, 03/06/2013 - 10:36

perché nessuno e dico NESSUNO guarda il problema a monte ? a quando una legge che obblighera' le aziende a commercializzare i prodotti con involucri ed imballaggi meno "sfarzosi" ? e soprattutto per cortesia che le confezioni siano commisurate al contenuto 9 volte su 10 in una confezione esagerata una volta aperta prima di vedere il prodotto trovi come minimo un terzo dello spazio occupato dall'aria......... gia' questo aiuterebbe e non di poco !

Ritratto di IVO

IVO

Lun, 03/06/2013 - 10:36

Facciamo pure i furbi, mentre noi sperperiamo soldi x smaltire i nostri rifiuti e altri ne fanno un beneficio ( chissà il perchè ), non ci rendiamo conto che le nostre aziende continuano a chiudere . Le aziende individuali ora debbono fare un mutuo x pagare le tasse IN ANTICIPO SU DI UN EVENTUALE INTROITO CHE PROBABILMENTE NON CI SARà , pensate che questo andazzo possa andare avanti in questo modo ? io non lo penso , mi domando dove stanno i cervelloni che paghiamo saporitamente al fine di aggiustare il nostro povero paese , dove andremo a finire solo DIO LO SA . Attenti nel baratro ci cadremo tutti non solamente i ricchi , stiamo attenti siamo lo zimbello del mondo intero !!! c. iv.

Ritratto di Dragon_Lord

Dragon_Lord

Lun, 03/06/2013 - 10:59

BABBEOPOLI

linoalo1

Lun, 03/06/2013 - 11:00

perché non fare pagare lo smaltimento agli Ignorantoni che non vogliono gli inceneritori?Mi spieghino,questi Ignorantoni,dove gettare l'immondizia che,anche loro,producono!Mangiarla non si può!Con un po' di logica,dote che a loro manca,si arriva a capire che l'unica soluzione è,distruggere i rifiuti!Come?Non certo per opera dello Spirito Santo!E nemmeno facendoli distruggere all'estero,visto che anche noi ne saremmo capaci ed anche a costi minori!Ma,siccome la logica è una dote di pochi,bisogna aspettare prossime generazioni,più intelligenti,che capiscano quale sia la soluzione più logica e meno dispendiosa!Lino.

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Lun, 03/06/2013 - 11:50

Pare che all'estero gli inceneritori non producano cancro. Nel pricipato di Monaco ed a Vienna essi sono sistemati al centro della città.Ma ,stranamente la patologia neoplastica si sviluppa solo alle latitudini nostrane...

guidode.zolt

Lun, 03/06/2013 - 12:46

In Romania stanno ancora ridendo della Jervolino, quando andò lì a vendere la sua monnezza e ne ricevette un cortese rifiuto (nu multumesc, n'avem mai mult)...e le facevano il verso...!

killkoms

Lun, 03/06/2013 - 13:15

@gneo58,sarebbe molto semplice!basta far pagare all'utente il contenitore(imballaggio o bottiglia di plastica,o lattina di bibita)con nla clausola di rendergli quanto speso alla riconsegna del vuoto!negli USA capita spesso di vedere gente di srtada,(ma anche associazioni)che raccattano le lattine di alluminio per ricavarne soldi vendendoli alle industrie del riciclaggio!

cgf

Lun, 03/06/2013 - 14:34

Perché il gigino napule non se la paga lui la monnezza che manda all'estero, non vuole gl'inceneritori e poi pretende che siano altri a pagare?

franco@Trier -DE

Lun, 03/06/2013 - 15:20

Da questo si vede come siete furbi in Europa, fate bene a far guadagnare soldi alla Germania e alla Merkel sperando che non vi abbia obbligati lei a vendergliela.

franco@Trier -DE

Lun, 03/06/2013 - 17:39

killkoms lascia perdere il nucleare quella non è merda da trascurare.Non avete ancora capito che certi politici italiani speculano guadagnano con questo commercio?A Napoli Kazzolino chi era?