Saviano gran sacerdote delle bufale di Stato

Dalla "trattativa" al caso Moro, quanti imbonitori del banale venerati come oracoli. Il dramma di un Paese senza verità condivise

Già il fatto che questa creaturina artificiale dei media, questo profeta del banale di nome Roberto Saviano, abbia ricevuto, senz'arte né parte, la cittadinanza onoraria di Firenze, manco fosse un La Pira o figlio d'altra schiatta di santi, la dice lunga; ma che poi l'abbia «dedicata a tutti coloro che non possono averla», è uno sberleffo all'intelligenza, all'ironia, al senso della realtà. Una massa di diseredati che si vedono sottratto il diritto alla cittadinanza onoraria di Firenze, ma che idea di tronfia stupidità. Si agghindano di onorificenze monologhi sul crimine che fanno venire voglia di diventare criminali.

Avendolo conosciuto fin troppo, i lettori hanno abbandonato Saviano, gli preferiscono perfino Dan Brown (figuriamoci!), si sono dimezzati gli acquirenti delle sue maniacali rassegne estasiate del male sociale (e Gomorra e la Cocaina, e arriverà spero presto la tratta degli schiavi). A Saviano è andata con le copie come è avvenuto con il dimezzamento delle rendite elettorali destinate a Grillo, fenomeno parallelo e quasi altrettanto banale nello star system dei derelitti di successo, quelli che non hanno niente da dire ma lo dicono con gratificante assiduità e raccogliendo consenso. Offrono al gentile pubblico la possibilità di essere o di pensarsi buono, educato, umanitario, molto impegnato nella lotta al crimine, ma alla fine raccolgono dolenti sbadigli come tutti gli impostori e gli imbonitori.

L'ultimo ritrovato dei ciarlatani è in fatto di mafia il dire perentorio che il governo, e quale governo non importa, «è immensamente assente dalla lotta alla mafia». Così parlò lo Zaratustra di Casal di Principe. Immensamente, capite? Assente, capite? Ora è noto che Falcone fottè la cupola con un processone reso possibile dai soldi del governo appositamente stanziati con decreti legge e dalle leggi sui pentiti e sulle procedure sommarie di dibattimento definite dal Parlamento e dalla sua maggioranza governativa all'esclusivo scopo di stroncare con ogni mezzo la cupola di Cosa nostra; è noto che Mori, un carabiniere agli ordini del governo, arrestò Salvatore Riina; è stranoto che in seguito, non importa quale fosse il governo o il ministro dell'Interno, Napolitano o Maroni o Pisanu o altri, un incredibile numero di mafiosi residui, tra i quali Binnu Provenzano detto U Tratturi, sono stati arrestati, processati e condannati; si sa che le finanze mafiose sono state in parte cospicua confiscate e affidate al volontariato antimafioso; non è ignoto che un numero grande di consigli comunali è stato amministrativamente sciolto dal governo, quale che fosse il suo colore politico; abbiamo visto tutti che la retorica dell'antimafia, anche con tutti i suoi pigri e fanatici risvolti savianei, percorre indefessa le onde radio e quelle televisive, tanto che un calunniatore e pataccaro come Massimo Ciancimino è stato usato da Antonio Ingroia, manco fosse un educatore «icona dell'antimafia», prima per istruire con l'aiuto dei talk show un processo ad alta intensità emozionale contro uno Stato colluso che palesemente non esiste, infine per imbastire una candidatura sfortunata alle elezioni politiche in nome della rivoluzione civile e della grottesca agenda rossa. Falcone morì ammazzato dalla mafia che era il primo funzionario di un ministero della Giustizia gestito nientemeno che da Claudio Martelli, sotto il segno di Giulio Andreotti presidente del Consiglio, e i suoi assassini sono stati processati, condannati tutti, mentre lo Stato è così tollerante da lasciare che si dica e ridica, magari perfino nelle procure, che ogni volta che un crimine è sanzionato manca sempre qualcosa, c'è un mandante che è sempre esterno, sempre politico, così tanto per fare la nostra parte alla Ferdinando Imposimato, il Dan Brown de' noantri.

Detto tutto questo, uno va a Firenze, e vede un giovane scrittore vestito di nero come Juliette Greco che fa un monologo sulla immensa distanza del governo dalla lotta alla mafia, manovrato come un burattino e rovinato dai pupari editoriali e politici che tirano i suoi fili. Ma che spettacolo abnorme, che gusto horror della scena pubblica, che mancanza di spirito e di senso comune. Da Saviano si passa appunto, via radio, Radiouno, alla predicazione di un Imposimato. Ho appreso venerdì scorso, in un tranquillo pomeriggio di interviste da cani, che uno studente sovietico ha seguito e pedinato per mesi Aldo Moro, alla vigilia del suo rapimento, che a fare fuori lo statista democristiano è stato il Kgb e non le Brigate rosse come credevamo noi (ma non erano gli amerikani? Non era Kissinger il grande sospettato fino a ieri?), e dulcis in fundo che il Papa sbaglia quando dice al fratello di Emanuela Orlandi che lei è «in cielo», manco per idea, lei è viva e vegeta e ha avuto una storia d'amore con il suo rapitore, dice sicuro Imposimato, chissà dove consuma il suo matrimonio, del quale naturalmente è responsabile di nuovo il Kgb, l'orco delle favole che non prevedeva il lieto fine. Ma via, si può tenere insieme un Paese così immensamente lontano da un criterio minimo, elementare di verità, come dicono i pigri, condivisa?

Commenti
Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Dom, 09/06/2013 - 17:39

Evviva, finalmente il sipario omertoso del tabù Saviano è stato strappato. Un silenzio assordante mi ha perseguitato prima di questo affondo (contenuto) di Giuliano. Credo che Fazio non sia direttamente responsabile di fargli da paggetto sorridente che gli porge il braccio, quanto, piuttosto, agisce quale emissario del Dottor No di V.le Mazzini. Una sanguigna devozione della RAI alle fiction d'esportazione che esaltano il patrimonio degli immorali costumi italici, capintesta il trio Camilleri-Montalbano-Zingaretti (dal 1999), per confluire in uno scortatissimo Roberto Saviano, gregario attivissimo della cordata. Opprimenti. E, la stampa tedesca ci sguazza, con le sue testate a colpi di pistole mafiose nei succulenti piatti di spaghetti. --- Altro sassolino nella scarpa è il silenzio che 'protegge' l'attuale Capo del Governo, nelle vesti di ospite compiaciuto del 'tavolo' gruberiano, dove, questi si riconosce nella temporalità intera della legislatura, salvo uscir di scena se lo fanno arrabbiare. Ma bravo il 'gentil signore', dai sondaggi a sostegno ! Com'è facile stare in sella con i suoi avversari che gli remano a favore ! Quale sorte invece, quella del Cavaliere, perseguitato peggio del Cristo nella Passione di Mel Gibson, dalla storica accozzaglia armata di fendenti e gatti a nove code. bindidipietrolettabersanifranceschini. Andiamo a riprendere le interviste TG dei mesi scorsi che sventagliavano gragnuole di proiettili sul - Corpo Nobile - di Silvio Berlusconi. Lo stesso Silvio Berlusconi che protegge, senza recriminare il passato, l'attuale 'GOVERNANTE'! Facile, ora, Mister President Enrico Letta, stare al timone, e godere delle carezze di Gianna sorridente al ritorno dal lavoro. Non trovi, Giuliano carissimo, che occorre puntare i riflettori anche su questo stage? Action

guidode.zolt

Dom, 09/06/2013 - 17:56

Ma come mai la Mafia non considera "scomodo" Saviano...? come mai non vive blindato...? che sia considerato dalla stessa un fregnone nemmeno degno di considerazione?

odifrep

Dom, 09/06/2013 - 18:04

""dedicata a tutti coloro che non possono averla"". Caro FERRARA, non per dissentire, ma credo che non è uno sberleffo all'intelligenza (che Saviano non ha), ne all'ironia (che non gli s'intravede), ne tanto meno al senso della realtà (cosa per lui, astratta). Forse, trattasi -a mio avviso- di doverosa restituzione a persone che, pur meritevoli di una tale onorificenza, restano in lunga attesa (per motivazioni "oscure") di riceverla. Se poi, Renzi, è convinto che, aver riconosciuto a Saviano la cittadinanza onoraria di Firenze, possa conquistarsi parte della direzione dell'ei fu PD, si sbaglia di grosso. Il pseudo-scrittore, s'improvvisa anche "ministro degli esteri" di qualche governo occulto. Infatti, asserisce che Obama: sostiene che la circolazione di capitali riconducibili al narcotraffico è la prima causa di rischio per gli Stati Uniti. Orbene, chiederei ad Obama:"durante i sei mesi del primo mandato, avendo avuto una tale preoccupazione, perché non ha provveduto in merito, anziché andare a ballare in giro, con la moglie e le figlie?". Poi, il presunto-giornalista, guardando anche a qualche problemuccio italiano, s'immedesima "ministro dell'interno" e cita tali profezie:"In Italia accade invece che aziende in odor di camorra comprino aziende anche al Nord o importanti aree da riqualificare senza che si dica niente". Capito Giuliano, che personaggio "sprecato" abbiamo in Italia, senza che gli venga neanche riconosciuto, la cittadinanza nazionale?. Cordialità.

canaletto

Dom, 09/06/2013 - 18:21

QUELLO LI MI FA SCHIFO. E' UN GRAN CONTA BALLE E CREDUTO DA TUTTI E INTANTO GIRA CON LA SCORETA PAGATA DA NOI PERCHE HA PAURA DI CHI??????? DEI MAFIOSI????????? NO DELLA GENTE PER BENE CHE NON VEDE L'ORA DI MENARLO PER LE STRONZATE CHE SCRIVE, ALTRO CHE ONORI

angelomaria

Dom, 09/06/2013 - 18:41

RENZI ALLA FRUTTA SENZA ACCORGERSI CHE CERTE FRUTTE/I HANNO SCADENZE NATURALI E GUARDACASO QUELLE/I CHE ARRIVANO ALLA SUA TAVOLA SONO MARCI!!!

AleVen

Dom, 09/06/2013 - 20:11

Mamma mia che guazzabuglio di informazioni e - ahime' - omissioni che e' questo articolo. Io non ho nessuna simpatia per Saviano, che con la sua aria da madonnina infilzata per forza di cose non mi va. Ma in questo articolo ce ne e' da mettersi le mani nei capelli. Nessuna delle prove della lotta alla mafia qui riportate e' in contraddizione con l'idea che Stato e Mafia abbiano trattato. L'errore sel sillogismo di Ferrara e' nel dire che TUTTO lo Stato abbia trattato. Nessuno pensa che tutto lo Stato abbia trattato, Ferrara. Ma che una parte si', e' molto plausibile. Come mai lei ci ricorda l'appartenenza di Falcone (uomo di questo Stato) a un gabinetto "Andreotti" e NON che Andreotti si era precipitato al funerale sel suo amico Salvo Lima? (invece non ando' a quello di Dalla Chiesa, perche' - disse - "preferiva i battesimi ai funerali"). Come mai non ricorda che Salvo Lima - riconosciuto mafioso da Falcone - era nei gabinetti Andreotti da lunga data? Come mai non nomina Borsellino (Uomo di questo Stato)? Forse perche' di quella trattativa fu vittima oltre che avversario? Come mai non nomina Agnese Borsellino, morta ancora incaz...ata nera con Mancino? E come mai non ricorda che quel famoso Bernardo Provenzano nella strutture carcerarie di questo Stato e' stato ridotto in condizioni di non poter collaborare? Ferrara, l'ho sentita spesso fare battaglie filo-cattoliche, che ho anche condiviso. Come si ricordera', il Confiteor recita "Confesso di aver perccato in pensieri, parole, opere e OMISSIONI".

Ritratto di frank.

frank.

Dom, 09/06/2013 - 22:34

Canaletto...e quale sarebbero le balle che conta?? Tipo quelle che la lega al Nord faceva affare con la camorra, che tanto scandalo creò e poi si riverò tutto verissimo con tanto di indagini, arresti il tutto condito da personaggini alla Belsito, uno dei vostri modelli di vita? O forse quelle sui casalesi, di cui tutti ignoravano l'esistenza fino a quando non ne parlò Saviano? E visto che hanno arrestato i vari Sandokan Schiavone, Cicciotto Mezzanotte e sequestrato svariati milioni di euro di proprietà, forse così balle non erano? O forse tu sei uno di questi simpaticoni sopra nominati e allora tutto si spiega?? Ah, io sono una persona perbene, con famiglia, un lavoro onesto, una sola moglie da anni e nssun divorzio, un figlio, non ho amanti, non sono mai andato a troie, non evado pur essendo un libero professionista...tu non so!

Ritratto di nestore55

nestore55

Lun, 10/06/2013 - 06:42

Al presunto scritture, in realtà re del copia-incolla, ben si addice un adagio di Luc de Clapiers de Vauvenargues: Non c'è scrittore che, per quanto ridicolo, non sia stato giudicato eccellente da qualcuno....Ogni ulteriore commento contro questo parvenue è superfluo....Con tutto il disprezzo di cui sono capace...E.A.

odifrep

Lun, 10/06/2013 - 12:56

AleVen - nella previsione che FERRARA "omette" anche di darLe una risposta, mentre continua :"per mia colpa, mia grandissima colpa......" credo di poter arrecare qualche apporto, in questi termini. Forse, il capo dell'allora governo, Andreotti, avrebbe preferito che, il dott. Falcone, dopo tutto quanto, assieme, al collega Borsellino, aveva portato al grande processo di mafia, restasse a Palermo e non di accettare il trasferimento per un ufficio del Dipartimento del Ministero di Grazia e Giustizia. (Qualche riflessione). Che Andreotti, non vada ai funerali del Generale-Prefetto Dalla Chiesa (così come a tanti altri) forse, perché quest'ultimo, come tutti sanno, aveva rifiutato la scorta (e, personalmente ho visto) quando circolava per tutta la città a bordo della sua auto, con la moglie Setti Carrara. Se il "de-cuius" si reca ai funerali del suo capo-corrente della D.C., Salvo Lima, forse, perché fa parte dei rapporti "personali" e non istituzionali. Altro -OMISSIS- Cordialità.

precisino54

Lun, 10/06/2013 - 17:17

Se il grande Giulianone mi consente concetti quali: "... quelli che non hanno niente da dire ma lo dicono con gratificante assiduità ..." mi somigliano troppo al mio "quelli che non sanno fare ma lo fanno meglio" per cui fuori gli sghei per le royalties! Va beh per questa volta passi, ma non si ripeta più. Saviano è lo scrittore dell'ovvio, della banalità e dei luoghi comuni diventati verità propalate magari attingendo a piene mani da illustri sconosciuti che effettivamente rischiano per quanto scrivono. Ma perché dannarsi a ripetere quanto il buon Sciascia andava dicendo sui professionisti dell'antimafia: oggi chi fa più clamore non è chi realmente fa, ma è solo quello che dice di fare! Come non capire che l'attività dello sfaticato barbuto partigiano ha fatto solo confusione e creato dubbi. Come non riconoscere la volontà dello STATO che ha colpito e martellato. Certo qualcuno ha sbagliato ma sono sicuro che tra questi ci starebbe bene anche chi oggi plaude alle vacuità di certi oratori del nulla e delle verità assolute, di chi ha la pretesa di dire di qua il bene di la il male! Andate a rileggere quanto è avvenuto, magari dall'azione dei due eroi della lotta alla mafia, quelli che non parlavano nei media ma agivano seriamente e non prevenuti. Oggi si fa un gran parlare di quanto non sarebbe stato fatto, ma mai a parlare di quanto è stato fatto dalle stesse persone. Si arriva all'illogico che è più colpevole chi ha fatto, magari mancando nel farlo benissimo, anche se su questo ci sarebbe da dire, che quelli che sono rimasti alla finestra a guardare gli altri, magari per poi assumersene i meriti. Andreotti, Martelli, Berlusconi, FORSE potevano fare di più, ma hanno fronteggiato il malaffare, venendo però additati come colpevoli, ed il giudizio su loro spazia da quello dal bianco crine a quello del presidente del Senato. Per il primo Andreotti è stato il diavolo nonostante leggi ed azioni, per il secondo B è da insignire con medaglia per i meriti nel campo. Ecco il punto critico, entrambi hanno lavorato a Palermo, ma stranamente tanta distanza nelle parole e nella misura. X Dario Maggiulli Dom, 09/06/2013 – 17:39; non pretendere l'impossibile, c'è un vecchio modo di dire che recita: "chi nasce tondo non muore quadrato"! Quelli sono nati con una avversione per la nazione, e per chi la vede diversamente, e non si pongono limiti nel realizzare i loro propositi. A tutti vorrei ripetere una domanda che spesso faccio: "come mai tolti di mezzo Falcone e Borsellino, ma anche Scopelliti e Livatino, non abbiamo avuto più attentati nei confronti dei giudici? Cambio di strategia stragista? O verifica di una azione non rischiosa per i propri interessi? Qualcuno pensa proprio che Falcone con tre auto blindate non fosse sufficientemente protetto? Forse era contrastato più dai suoi colleghi che dallo stato. Sono spiacente per me la risposta è unica: sanno di non dovere temere troppo! Le procure sono ancora ferme a Capaci ed in via D'Amelio per cercare di capirci qualcosa facendosi prendere per il naso da pentiti come jukebox!

angelomaria

Mar, 02/07/2013 - 11:45

ed ora dinuov ocol suo unico COPIAINCOLLAe il"nuovo"LIBRObuongiorno e buontutto carilettoti