La nuova malattia della famiglia

Un tempo si chiamavano scapoli, nubili, zitelle, vacantine, ora fanno famiglia da soli

La famiglia mononucleare. Ma che vuol dire? Spiegano seri sociologi, economisti, statistici e antropologi che sta per famiglia con un solo elemento. Ma siete scemi? La famiglia-tipo era in quattro, poi fu coppia, ora uno solo. È come dire: i quattro moschettieri erano tre ma ne ricordo solo due: d'Artagnan... Oppure c'è la famiglia tiraemolla per tutti i gusti: allargata, allungata, trasversale, incrociata, infrociata, a pallini eccetera. Due persone insieme sono famiglia, anche se ci stanno per un solo giorno o di un solo sesso. Un uomo e un cane sono una famiglia? Ma certo, se è già famiglia quella composta da un single. Un tempo si chiamavano scapoli, nubili, zitelle, vacantine, ora fanno famiglia da soli. Io che sono misantropo faccio comitiva da solo? Nella città-guida d'Europa - la città-führer - Berlino, le famiglie mononucleari hanno superato quelle tradizionali e le unioni d'ogni tipo. Dall'unione all'unità, dalla razza al singolo.

L'individualismo dei romantici degrada a epidemia di massa. Anche noi però non scherziamo, un terzo d'italiani vive in una famiglia a una piazza. Le metropoli, diceva preveggente Montale, sono affollate da milioni di eremiti. La famiglia mononucleare evoca la mononucleosi, la malattia del bacio: il guaio è che baciamo troppo noi stessi e ci contagiamo il morbo. Se ci adorassimo meno, e comunque non sopra ogni cosa... Lo dice uno che vive ormai da solo, in disparte, ma che non vuole contagiare con la sua mononucleosi solitaria il magnifico ricordo di cos'era una famiglia...

Commenti

EL AMOR BRUJO

Mar, 16/07/2013 - 15:11

Buona famiglia a tutti!

Nadia Vouch

Mar, 16/07/2013 - 15:35

Invece io credo che il concetto di nucleo, inteso come fondamentale costituente di una cellula, sia fondamentale. Poi, se più cellule si uniscono, ne esce un organismo più o meno articolato. Ma, ogni cellula di quell'insieme saprà avere il suo compito. Che voglio dire? Che dovremmo imparare a considerare di più noi stessi, a trattarci bene e con cura. Il concetto del "mi devo sacrificare per" è qualcosa che nel tempo deteriora. Stare insieme per: i parenti, i conoscenti, i figli, la società? Mah! La famiglia è tale solo se c'è accordo. Altrimenti, meglio niente. Solo chi sa trattare bene se stesso sa stare bene con altri. Quindi, non bisogna troppo interrogarsi se volersi bene, e nemmeno se starsene da soli sia meglio rispetto a qualcosa d'altro. Infine, il rischio, è quello di cercare di riprodurre non una famiglia, ma un ideale di famiglia, che magari abbiamo sperimentato, che è nei nostri ricordi. Difficile. Iniziamo col non trascurare noi stessi. In fondo, quando nasciamo non apparteniamo a nessuno, se non a noi stessi e al mondo intero. Tutto il resto sono spesso imposizioni.

mnemone44

Mar, 16/07/2013 - 17:00

In questa società in cui tutto si trasforma(ai posteri il giudizio sul meglio o peggio),ignoriamo le strategie della Natura per la conservazione della specie.Nella savana il possente bufalo isolato dal branco è una facile preda.Forse ha vissuto libero,autonomo e senza condizionamenti.Ma non ha molto tempo per vantarsene.Il branco invece...si,certo...ogni tanto un calcio o una cornata...qualche filo d'erba in meno...ma brontolerà fino alla morte per vecchiaia e con la prole al seguito.E se viene il predatore la formazione a testuggine, con le corna in fuori, scoraggia anche l'assalitore più audace e vorace.Ah...già : ma noi abbiamo il libero arbitrio!

Zizzigo

Mar, 16/07/2013 - 17:06

Il concetto di "famiglia" è irrimediabilmente degradato... colpa di idee povere e di ragionamenti degenerati...

Ritratto di Reinhard

Reinhard

Mar, 16/07/2013 - 17:17

Oggi il matrimonio è un lusso, ed il divorzio è peggio di una cartella di equitalia... Almeno di quest'ultima ce se ne libera pagando, il divorzio è per sempre...

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Mar, 16/07/2013 - 17:24

Per me la famiglia è quell'ideale insito nella mente dell'uomo, che è stato vandalizzato dallo tzunami donna. In un modo o nell'altro, o nell'altro ancora. Stupendo Marcello, l'ultimo tuo rigo. Che allude...!

giovi bl

Mar, 16/07/2013 - 18:23

Grande !!!

chiara2012

Mar, 16/07/2013 - 18:24

maggiulli,ma sù,ma dai,che donne boldrinesche ha incontrato?oppure è un mammone?spero,lo dico quasi con affetto ,sono una camerata e riconosco la misoginia,che lei sia scapolo.cari saluti.

nino47

Mar, 16/07/2013 - 18:27

Se le sembra strana la famiglia mononucleare, mi spieghi com'è quella "omo"nucleare.....

aelialaelia

Mar, 16/07/2013 - 19:56

Se è vero che un terzo delle famiglie italiane sono composte da una persona sola, magari ci sarebbe da precisare che per la maggior parte si tratta di vedove anziane con figli lontani, e non di single gaudenti che amano la vita indipendente per scelta. Anche mia nonna ha rappresentato quella categoria per più di trent'anni, essendo rimasta sola a poco più di sessant'anni ed essendo poi arrivata a superare i novanta... ma non per questo la includerei nel novero dei nuovi single metropolitani. E come lei ce ne sono a milioni, vi assicuro.

Ritratto di oneiros

oneiros

Mar, 16/07/2013 - 20:07

Il dramma dell’essere umano consiste nel suo essere capace di provare sentimenti opposti anche nei confronti di chi si ama con tutta l’anima. Perfino l’amore materno non è privo di una sua componente “avversativa” diretta verso i figli. Se nel ricordo la nostra famiglia sembra evocare soltanto sentimenti positivi, questo significa che nel bilancio totale qualche voce non è stata inserita, il più delle volte inconsapevolmente. A dimostrare la presenza dello “sporco” è paradossalmente proprio l’assenza di “macchie” apparenti. Questo modo di vedere i rapporti familiari non è dimostrabile in modo scientifico, ma risulta invariabilmente confermato dal lavoro di chi ha una certa dimestichezza con la psiche umana.

luca 1972

Mar, 16/07/2013 - 22:31

Siamo troppoconcentrati su noi stessi sul nostrio io, sul lavoro a volte, ma che senso ha tornare a casa e non trovare qualcuno con cui condividere successi e insuccessi? La famiglia e' una cosa difficile ma meravigliosa e sempre attuale. I soli vivono anche meno, hanno meno difesa biologica. E' cosi. Ex single.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Mar, 16/07/2013 - 23:05

In una società votata (almeno sino ad ora) all'individualismo edonistico come non collocare anche una famiglia 'degradata',una tendenza ad accostarsi al matrimonio nella possibilità della separazione e del divorzio?Ma anche per coloro che sono mossi da serietà d'intenti si pongono ostacoli di natura economica che allontanano e rendono impossibile la formazione di una famiglia.

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Mer, 17/07/2013 - 10:53

#chiara2012# ma lei, piuttosto, quali uomini ha frequentato? La mia è una posizione superiore. Gli eroi non hanno moglie.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Mer, 17/07/2013 - 11:21

@ Luca72 -I soli vivono meno? Mi dispiace dover contraddire la tua affermazione,ma i single generalmente sono longevi,perché non subiscono il logorio fisico,spirituale,emotivo che una famiglia comporta,anche se uno stuolo di camerieri potrebbe aiutare i coniugati.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Mer, 17/07/2013 - 11:28

Dario, niente moglie, solo tanti 'riposi' del guerriero?Ma tu ti sei scoperto,perché hai detto di avere tre figli, meravigliosi e legittimi.

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Mer, 17/07/2013 - 12:28

ficcanaso, uno lo puoi vedere al mio nome, chiamandosi come me, solicitor in GB. Gli eroi non si riposano. Gli eroi emergono dopo le 'battaglie'.

Antonio43

Mer, 17/07/2013 - 15:18

Che vento improvviso....chiudete quella porta....non è la porta?... Cosa?.... Chi? Un eroe sta emergendo?...Non fa niente, non ti preoccupare... è lui, è Dario.

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Mer, 17/07/2013 - 17:15

E questo da dove esce? Non si è nemmeno presentato. Che fosse un vento corporeo?!

Seroma

Mer, 17/07/2013 - 17:24

Gentile Vouch, che bello essere acculturati, sprizzare cultura da tutti i pori, conoscenza, progressisti a tutto tondo, dimostrare a tutti di aver raggiunto il massimo dell’emancipazione, del concetto di libero pensiero, valorizzare la persona come centro dell’universo, non dover riconoscenza a nessuno, non permettere ad alcuno di dettarci quello che dobbiamo fare, non essere imbrigliati in costrizioni sociali e tanto meno da leggi che siano terrene o divine, siamo il centro dell’universo ed apparteniamo e rispondiamo solo a noi stessi. Peccato! Purtroppo appartengo per tradizione, per cultura e per un’infinità di altre componenti, ad un altro mondo; sì, ad un mondo diverso, un mondo che vede il singolo come una cellula che ha un compito preciso, ma insieme ad altre cellule ha l’obbligo, la finalità, lo scopo superiore di essere utile all’Umanità. Tutto questo non possiamo farlo da soli, anche per la stessa natura di ognuno di noi, siamo esseri sociali, viviamo in un concetto di concentricità che non è fine a se stessa, ci sono voluti migliaia di anni per sviluppare la nostra Società, nel bene o nel male (concetto personale), migliaia di anni dove ordinamenti e leggi, sconvolgimenti sociali, lotte, rivoluzioni, percorsi complessi di democrazie e di governi, hanno costruito questa nostra società; il percorso non è sicuramente finito, la struttura culturale si è consolidata, le conoscenze tecniche sono arrivate ad elevazione straordinaria, ma sicuramente ancora agli albori di nuove scoperte, per un futuro che soddisfi le nostre esigenze più pregnanti. Ma non va dimenticato che tutto questo è stato il frutto di un lavoro d’insieme, partito dalla Famiglia, dal gruppo, per poi arrivare alla Polis ed all’attuale struttura delle più moderne democrazie. Sicuramente il concetto dell’Uomo al centro dell’universo è sempre latente, ma tutte le conoscenze sono dovute al contributo di questa umanità che sperimentatele le ha poi riversate sulla società. Quindi noi siamo esseri sociali, il nostro posto è all’interno di questa società, ma il nucleo fondamentale di tutto ciò è la Famiglia, per poi ripartire ed arrivare ai massimi risultati. Seroma

Seroma

Mer, 17/07/2013 - 17:26

Gentile Vouch, che bello essere acculturati, sprizzare cultura da tutti i pori, conoscenza, progressisti a tutto tondo, dimostrare a tutti di aver raggiunto il massimo dell’emancipazione, del concetto di libero pensiero, valorizzare la persona come centro dell’universo, non dover riconoscenza a nessuno, non permettere ad alcuno di dettarci quello che dobbiamo fare, non essere imbrigliati in costrizioni sociali e tanto meno da leggi che siano terrene o divine, siamo il centro dell’universo ed apparteniamo e rispondiamo solo a noi stessi. Peccato! Purtroppo appartengo per tradizione, per cultura e per un’infinità di altre componenti, ad un altro mondo; sì, ad un mondo diverso, un mondo che vede il singolo come una cellula che ha un compito preciso, ma insieme ad altre cellule ha l’obbligo, la finalità, lo scopo superiore di essere utile all’Umanità. Tutto questo non possiamo farlo da soli, anche per la stessa natura di ognuno di noi, siamo esseri sociali, viviamo in un concetto di concentricità che non è fine a se stessa, ci sono voluti migliaia di anni per sviluppare la nostra Società, nel bene o nel male (concetto personale), migliaia di anni dove ordinamenti e leggi, sconvolgimenti sociali, lotte, rivoluzioni, percorsi complessi di democrazie e di governi, hanno costruito questa nostra società; il percorso non è sicuramente finito, la struttura culturale si è consolidata, le conoscenze tecniche sono arrivate ad elevazione straordinaria, ma sicuramente ancora agli albori di nuove scoperte, per un futuro che soddisfi le nostre esigenze più pregnanti. Ma non va dimenticato che tutto questo è stato il frutto di un lavoro d’insieme, partito dalla Famiglia, dal gruppo, per poi arrivare alla Polis ed all’attuale struttura delle più moderne democrazie. Sicuramente il concetto dell’Uomo al centro dell’universo è sempre latente, ma tutte le conoscenze sono dovute al contributo di questa umanità che sperimentatele le ha poi riversate sulla società. Quindi noi siamo esseri sociali, il nostro posto è all’interno di questa società, ma il nucleo fondamentale di tutto ciò è la Famiglia, per poi ripartire ed arrivare ai massimi risultati. Seroma

Nadia Vouch

Mer, 17/07/2013 - 18:43

Per #Seroma. La ringrazio per la Sua riflessione, che altre me ne suggerisce. Per esempio, io non credo che ciascuno di noi debba essere utile all'Umanità. Stiamo attenti, in altre parole, quando parliamo di utilità dell'individuo. Provi a pensarci. Poi, altra considerazione: non in tutte le società evolute esiste la famiglia come da Lei intesa, mentre strutture rigidamente familiari si trovano in società arcaiche, sia passate che attuali. Cordiali saluti.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Gio, 18/07/2013 - 12:17

@ Seroma - Lei ci ha fatto dono di un'immagine della famiglia disegnata in termini laudativi,direi scolpita a tutto tondo,e in larga misura potremmo dirci d'accordo .Ma una considerazione andrebbe fatta.Pur non volendo concedere molto spazio all'individualismo che caratterizza i nostri giorni,io mi domando se sia giusto che al totem familiare e al suo ruolo storico l'individuo debba sacrificare completamente se stesso o trovare gratificazione solo nell'alta missione di civiltà che gli grava sulle spalle,facendo di ognuno un Atlante in miniatura.Nella sua disamina l'uomo e la sua complessa psicologia,la sua ricerca della 'felicità',il senso della vita, non trovano nessuna considerazione,non è una persona,ma solo un pezzo di quel motore familiare che deve marciare verso il progresso.La famiglia nei termini un po' trionfalistici in cui lei la intende non esiste più,non possiamo essere antistorici;essa senz'altro ha significato la continuità che vince il tempo,nella nostra memoria la storia è anche la famiglia,ma non possiamo ignorare che ormai viviamo nel mondo dell'eterno presente,che le grandi trasformazioni della società, a partire dall'industrializzazione,le guerre mondiali,la globalizzazione ne hanno eroso le basi e l'hanno portata al collasso.Un ritorno al passato è improponibile e allora? Noi non possiamo che sentire il peso di non avere suggerimenti né soluzioni.

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Gio, 18/07/2013 - 12:41

Da un estremo all'altro. In medio stat virtus.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Gio, 18/07/2013 - 13:42

@ Dario Maggiulli- Attendiamo ansiosi il tuo 'medium'.

Seroma

Ven, 19/07/2013 - 17:43

Gentile Euterpe, l’intento era dupplice, tenere conto dei valori e del vissuto e non stravolgere completamente il tutto, perché il nuovo avanza inesorabile. Già Platone aveva dato un’immagine di quello che poteva e doveva capitare a chi ebbro di novità le inalava e parafrasando i latini “obtorto collo” restava a guardare, inerte, in attesa degli eventi. Oggidì, sembra che tutto debba essere cambiato perché così vanno le cose e così vuole il progresso, l’avvenire, l’emancipazione e via dicendo e chi non segue la scia è fuori della realtà. (un utopista convinto potrebbe far resistenza adducendo migliaia di esempi in contrapposizione). La lotta per la salvaguardia delle minoranze non prevede forse che ogni realtà sociale possa avere un’autonomia decisionale anche sui costumi? Rammento a taluno, che questa è la nostra civiltà, e per nostra intendo una nicchia; su circa 7 miliardi di abitanti del Globo terraqueo appena 1 miliardo e cinquecentomila ( e sono ottimista ) vive con i nostri standard e con le nostre convinzioni sul progresso, (ed anche all’interno di questi, esistono delle sacche di resistenza che usano i diritti come freni inibitori dei propri desiderata). Ora mi domando: se molto spesso ci si lamenta che l’Occidente vuole colonizzare le altre realtà, proprio per spirito di democrazia di diritto, come mai siamo così vogliosi di propendere verso nuovi orizzonti in una scommessa che allo stato attuale è impossibile? Come pretendere che gli altri standar di civilizzazione stiano inerti a guardare, non pensate che, proprio con questa corsa, questi stati possano reagire in malo modo e non accettare, se non addirittura combattere le nostre velleità? Quando parliamo dei diritti e del progresso, non può essere una convinzione di parte pronamente accettata dagli altri (Oso dire: non si può permettere che, come nella Comunità Europea, siano seguiti i desiderata di una minoranza, perché attualmente più forte di rappresentanza e di economia); nel globo le realtà sono completamente diverse, con esigenze e valori talmente diversificati, che noi occidentali siamo convinti che queste non esistano, perché le nostre forme di democrazia sono ritenute migliori. Orbene, ritornando all’origine della vexata quaestio, non ritengo che l’esperienza Famigliare sia superata ed obsoleta, ritengo che i valori che si porta in dote, siano da tenere in massima considerazione e che nella fattispecie le modifiche avvengano lento pede, gli esprimenti richiedono un tempo molto lungo per valutarne tutti gli eventuali effetti, e qui non si tratta della sperimentazione di un caso, su un gruppo, ma del caso che potrà avere enormi effetti sulla società. Seroma

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Ven, 19/07/2013 - 21:46

Gentile Seroma ,la ringrazio per la sua risposta e vorrei condividere il suo ottimismo per il futuro nei riguardi della famiglia e del suo ruolo,soprattutto perché non si intravede all'orizzonte nulla che possa sostituirla, e ciò suscita forti timori,ma questi ultimi non devono impedirci di analizzare e prendere atto del fatto che la famiglia era possibile in un mondo stabile,non nel nostro,condannato al progresso,per cui la modernità,che non è reversibile, ha lacerato la staffetta rassicurante fra le generazioni.Analizzare il cambiamento storico,sociologico,psicologico che ha usurato la famiglia è impossibile in questa sede,ma sono sicura che esso non può non essere preso in considerazione da persona seria e preparata quale lei si è mostrato in questi necessariamente brevi commenti.Cordialità.

Stivaletto

Sab, 03/08/2013 - 14:25

Nessun contesto storico o sociologico determina il nascere di una famiglia.Una famiglia nasce dall'amore per il propio partner e i propi figli se mai ve ne saranno a meno che non si vada al super mercato di moglie marito e figli.