Tremonti: "Quella lettera della Bce fu un golpe"

L'ex superministro rivela i retroscena dell'estate 2011: "Il diktat sul pareggio di bilancio ebbe un impatto drammatico"

Siamo vicini al secondo anniversario della lettera Bce. Quella che il 5 agosto 2011, chiedendo al governo Berlusconi un rigore finanziario mai visto prima, ne innescò la caduta. Il Giornale ha pensato di celebrarla parlandone con Giulio Tremonti, allora ministro dell'Economia. Che ha solo chiesto di anticipare «perché il 5 sarà in Usa per un ciclo di seminari».

Professore, Lorenzo Bini Smaghi, ex membro della Bce, ha precisato al «Corriere» che la lettera chiedeva riforme, non gli aggiustamenti di bilancio che hanno poi messo in ginocchio il Paese. Come la mettiamo?
«Bini Smaghi va assolto per 2 ragioni. Perché non ha commesso il fatto: come noto non era “centrale” ma marginale nell'economia politica della Banca centrale europea; poi per non avere compreso il fatto: la prova sta che nel suo recente intervento parla di tutto tranne che dell'essenziale: il diktat sul debito pubblico».

Diktat?
«Veda lei: la Bce non solo imponeva l'anticipo del pareggio di bilancio dal 2014 al '13, ma anche l'obiettivo di “un fabbisogno netto dell'1% nel 2012”. La Troika in confronto si è poi rivelata flessibile e lungimirante. Una doppia e contemporanea richiesta di questo tipo non è mai stata avanzata, né realizzata nella storia finanziaria europea. Ed è curioso che questa classe di banchieri centrali, ferocemente restrittiva con il proprio Paese in agosto, sia poi stata illimitatamente espansiva con le sue amate banche in dicembre, con il lancio dei piani di liquidità (Ltro, ndr), piani che garantivano alle banche quantità di denaro quasi illimitato, a un costo simbolico, con facoltà di gestirli in proprio senza darli alle imprese».

Il governo poteva «sdrammatizzare» la lettera e girarla sulle riforme.
«L'impatto fu subito pubblico. Il 5 agosto era venerdì e già tutti sapevano che c'era la lettera, tanto che il premier Berlusconi fu costretto a una conferenza stampa drammatica in cui assumeva nuovi impegni».

Tutti sapevano?
«In Europa si sapeva. Il mercato lo sapeva. Nei sommi palazzi si sapeva. Pensare che una lettera di quel tipo restasse segreta rivela una distorta cultura democratica. Se davvero hai la mentalità degli arcana imperii devi almeno evitare che si sappia in giro che c'è una lettera senza precedenti nei rapporti europei. Una volta che l'hai fatto sapere, pensare che il testo resti segreto era per lo meno puerile. Specie per come era stata scritta, chiedendo che le azioni dettagliate ed elencate fossero prese alla lettera, “per decreto legge, seguito da ratifica parlamentare entro settembre 2011”. Molto democratico!».

È stata scritta in Italia?
«No comment. Certo che vi si dimostrano una vissuta conoscenza della realtà italiana e molto amor patrio».

Resta il fatto che la lettera chiede anche una «radicale strategia di riforme».
«Le riforme sono tanto importanti quanto difficili, come si è visto con il governo Monti. Ma con la strategia delle riforme non si fa un immediato pareggio di bilancio! Come puoi fare riforme e sviluppo se parallelamente devi condurre una selvaggia manovra di bilancio».

E i tagli di spesa?
«Ma la strategia del governo era già sui tagli. Avevamo previsto due deleghe, una previdenziale (sugli eccessi del welfare) e una fiscale (per le troppe agevolazioni). A un certo punto tutto precipita nel caos politico e la lettera della Bce è il “colpo di manovella” di un colpo di Stato. Ovviamente non quello di Curzio Malaparte, ma un golpe nella forma dolce della governance “post democratica” e “post moderna”».

Il regista?
«È presto per fare il catalogo degli interessi e interessati esterni e delle quinte colonne interne. Serve ancora tempo».

Intanto come se ne esce? Cambiando le regole europee o tornando alla lira?
«L'accusa che viene mossa all'Europa è di impedire la crescita con i vincoli sul deficit, sul debito e sulla Bce. Fuori dalla propaganda, in realtà sono falsi argomenti e falsi bersagli. Su deficit e debito prendersela con la Commissione Ue e con la Germania è come arrabbiarsi con il termometro quando si ha la febbre. I limiti al deficit spending, virtuoso o meno, vengono dal mercato: oltre una certa soglia non ti comprano più i titoli. E sul fatto che la Bce non stampa moneta, come fa invece la Fed, noto che il bilancio Bce è uguale a quello della Fed, e che ha fatto la stessa cosa: non poteva prestare ai governi, ha prestato alle banche che poi hanno prestato ai governi. Quanto all'euro, quando Berlusconi sosteneva che il cambio con la lira ci aveva penalizzato diceva una cosa giusta. Ma forse l'Italia scontava quello che si sapeva, e cioè che per entrare nell'euro aveva fatto i derivati. Comunque anche ora esportiamo bene e importiamo pagando in moneta forte. Uscire non conviene, avrebbe costi enormi. E poi servirebbe uno Stato forte!».

Smontato ogni falso antieuropeismo, qual è la ricetta?
«In Europa se c'è un problema non è l'eccesso “fiscale” di responsabilità, ma il deficit di solidarietà: servono gli Eurobond. Era la linea del governo Berlusconi. Già dal semestre di presidenza italiana del 2003. Allora in forma diversa perché non c'era la crisi. Poi nel 2008-2010. Era un disegno politico lungimirante. Oggi siamo all'opposto. Abbiamo austerità senza solidarietà. È difficile capirlo. E votarlo».

E il governo Letta. Lo abbiamo lasciato per ultimo. Ma cosa può fare?
«Non so, chieda a Letta. L'ambiente che lo circonda ricorda quello del Tiranno di Siracusa, Dionisio. Tutti pregavano per la sua morte tranne una vecchia. Che faceva il contrario. Interrogata, disse che pregava per lui non perché fosse buono, ma perché quello dopo poteva essere ancora più cattivo. Mitemente parlando, si intende».

Commenti

Alberto Gammi

Mar, 30/07/2013 - 15:27

E chi c'era al governo... ? Faceva comodo a tutti la frase "ce lo chiede l'Europa" dopo averla ignorata per anni quando chiedeva la banda larga, piu' trasparenza, leggi serie sulla corruzione e l'evasione. Ma a noi piace sentirci obbligati solo quando "ci chiedeva" (da parte di altri a quanto pare) di aumentare le tasse. COME CITTADINO MI SENTO OGNI GIORNO PIU' PRESO PER IL SEDERE

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Goldglimmer

Mar, 30/07/2013 - 15:52

Un ministro che dichiara che di cultura non si mangia per mé è già morto e sepolto.

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mortimermouse

Mar, 30/07/2013 - 15:55

chi ha occhi per capire, capisca! qui dentro ci sono tutti i segnali....

marco lambiase

Mar, 30/07/2013 - 16:17

x il giornalista Marcello Zacchè. Potrebbe chiedere a Tremonti chi c'era dietro alla SCIP 1 ( società di cartolarizzazione immobili pubblici ) società nata il 23 novembre 2001. Società a responsabilità limitata, capitale sociale € 10.000- minimo-Sede legale a via Eleonora Duse 53, Roma, insieme ad un'altra quarantina si società olandesi, presidente Sig. Gordon Burrow , cittadino scozzese, settantenne ?- Scip 1 che insieme alla Scip 2 hanno portato un danno ai conti pubblici di circa € 3.000.000.000 - La ragione della mia curiosità è che non sappiamo bene chi ringraziare. Attendo fiducioso. Grazie.

Han Solo

Mar, 30/07/2013 - 16:37

Fuori dall'euro subito. Tremonti, molto fumo e niente arrosto. Prepariamo il piano B, tanto ancora un anno e l'euro crolla da solo, a meno che non ci sia un radicale cambio di impostazione.

linoalo1

Mar, 30/07/2013 - 16:40

Per noi Italiani,resta sempre il dilemma:abbiamo o no,fatto bene ad entrare in Europa?I risultati,finora,sembrano dare ragione ai contrari,me compreso!Perchè,chi è contrario all'Europa,sbaglia?Qualcuno,ci spieghi,quali vantaggi abbiamo avuto finora!Lino.

canaletto

Mar, 30/07/2013 - 17:15

TROPPA UE/MERKEL HA FATTO/FA/FARA' SEMPRE PIU MALE ALL'ITALIA. USCIRE SUBITO E BASTA E FUORI D'ITALIA LA MERKEL CULONA CRUKKA

Libertà75

Mar, 30/07/2013 - 17:20

Tremonti ignora alcuni passaggi o forse sbaglia volutamente. E' vero che il mercato non ti compra più titoli se innondi in quantità, ma è vero che nessuno ti obbliga a restare nei patti del Sistema Monetario Internazionale e puoi fare come l'Argentina. Ci si fa la propria politica monetaria. I soldi non te li prestano? allora li stampa la Banca centrale a tasso 1% come fa la Banca del Giappone, ne più ne meno. Poi il mercato è costretto a sostenere la tua moneta per non avere effetti di concorrenza sleale legata alla continua svalutazione. Uscendo dall'euro si può portare in un decennio il debito pubblico sotto l'80%. E non si faccia un discorso sulle materie prime visto che ormai chiudono quasi tutti i produttori, ma restano servizi (i quali divengono convenienti proprio grazie alla leva monetaria). Sull'energia, basta continuare ad investire nel solare e pagare i pannelli con moneta sempre più svalutata (il prezzo oggi concordato verrebbe abbattuto grazie alla svalutazione). Potremmo avere un sistema energetico competitivo basato sul solare proprio grazie ad una svalutazione della moneta (questo tema dovrebbe essere più caro ai verdi che ai berluscones però).

nalegior63

Mar, 30/07/2013 - 17:25

dice giusto...prima via clandestini rom sinistri poi con uno stato forte senza i MAFIOSI KOMUNISTI possiamo uscire dall euro a caro prezzo ma con forti guadagni dopo appena un paio d anni e x molti a seguire

pagano2010

Mar, 30/07/2013 - 17:26

linoalo1.. il pricipale vantaggio dall'entrata nell'euro sono stati tassi di interesse sui titoli di stato che dal 2002 al 2008 (7 anni, ma anche nel 2000 e 2001 beneficiavamo già del tutto) sono stati sempre sotto l'1%. questo per noi ha significato un risparmio in conto interessi di circa 700 Miliardi (stime bankitalia). Soldi si sarebbe dovuto impiegare per riacquistare il debito pubblico e di conseguenza si sarebbe ridotto il deficit stesso per minori interessi e quindi riduzione delle tasse di conseguenza e liberazione di risorse economiche nel sistema. Questo, se accompagnato a riforme strutturali è stato fatto in alcuni paesi ma non in Italia... nell'ultimo decennio ahimè il ministro dell'economia è stato un noto esperto di paradisi fiscale (messo li perché faceva comodo al suo capo) e non un economista e i risultati li abbiamo visiti: disastrosi per noi e bellissimi per loro. Solo per ricordale che le vere riforme passate sotto il governo Berlusconi sono stati le varie leggi Tremonti (che hanno di fatto portato in default il settore immobiliare) e lo scudo fiscale che ha permesso di lavare un'immane quantità di soldi (scuso rifatto nel 2009 con esiti ridicoli per le casse dello stato). Ora ogni ugno la può pensare come vuole ma 3Monti è un cialtrone nato!

idleproc

Mar, 30/07/2013 - 17:29

Tremonti è stato l'unico in area governativa a comprendere la dinamica della crisi, suo compito era anche preparare un piano B d'uscita dall'eurozona. Lo era già da prima visto che il fallimento della zona euro come sistema economico finanziario era una certezza e che saremmo entrati in un meccanismo di colonialismo interno e globale. Il compito principale lo aveva Berlusconi. Dire la verità al popolo italiano e spiegare cosa era l'eurotruffa guidata dagli oligopoli finanziari. Essendo un liberale "astratto" non lo aveva forse capito o forse non gli conveniva capirlo. Del resto la vicenda libica aveva già segnato la totale dipendenza di Berlusconi da chi dettava la strategia priva di leggittimità costituzionale e democratica oltre ad essere contro gli interessi italiani. La fine di un leader che avrebbe potuto essere ricordato come uno statista ma che invece, almeno questo, verrà ricordato per aver tenuto alto il prestigio brillante di luce propria dell'attrezzo maschile italiano.

Zizzigo

Mar, 30/07/2013 - 17:37

C'è gente che vola nella stratosfera ed uccide le formichine sparando a casaccio le proprie deiezioni... sembra un racconto di fantaeconomia, ma non si capisce che cosa ci faranno i banchieri con tutta quella carta straccia che stanno accumulando! Ci porteranno via tutti i nostri beni, e poi? provino a nutrirsi di mattoni e di metalli, visto lo stomaco che hanno! Comunque la manovra di calarsi le brache è stata veramente il massimo dell'autolesionismo...

Ritratto di centocinque

centocinque

Mar, 30/07/2013 - 17:57

Ancora si fa vedere in giro questo che ha preparato tutte le leggi e i regolamenti con cui quell'altro bellimbusto di monti ha assassinato l'economia italiana? Vuole dare lezioni di etica questo che dopo avere messo fuori legge i pagamenti in contanti superiori a 3500 euro se ne faceva dare quasi il doppio in banconote dal suo manutengolo! ma vada a scopare il mare.

doris39

Mar, 30/07/2013 - 17:58

Ecco la famosa lettera. Basta digitare «C'è l'esigenza di misure significative per accrescere il potenziale di crescita» E' una lettera estremamente interessante