Coltiva le tue origini dentro di te

Sfreccio in treno davanti al mio paese natale e mi appare, come i santi, dentro una campana di vetro chiamata finestrino

Sfreccio in treno davanti al mio paese natale e mi appare, come i santi, dentro una campana di vetro chiamata finestrino. In quella scatola trasparente e sfuggente c'è tutto il mio mondo d'origine, le persone, i luoghi, gli anni più cari, compresi in rapido riassunto tra due torri di guardia sul mare. Stento a riconoscere nella velocità del passaggio sagome di case, strade, campagne, strisce di mare all'orizzonte, abbozzi di vita e ombre di campanili. Intravedo al passaggio due figure umane fra gli ulivi e, improvvisato sciamano, entro nei loro panni e mi situo nel loro paesaggio.

Tramite loro respiro quell'aria, tocco quei tronchi, entro nella loro inerzia. Il tuo paese natale non è il luogo dove resti pietrificato una vita e nemmeno il luogo che abbandoni e cancelli; ma ti resta per sempre, irraggiungibile ma sempre vicino nella sua lontananza. Quella cartolina che scorre al passaggio è la cassaforte dove sono depositati i tuoi tesori, viventi o sepolti. La cassetta di sicurezza dei tuoi gioielli immateriali, ma non privi di corpo. Coltiva un paese dentro di te, un posto che ami, dov'è la tua origine e che devi lasciare. Un paese ci vuole per andarsene via, dice Pavese.

Ma quel paese poi torna, nei sogni, nelle pause, nei lampi del viaggiatore che sfreccia veloce davanti ai suoi primi vent'anni; risale ai secoli addietro da cui proviene e risale ai secoli postumi in cui tornerà in quel posto, in mezzo ai suoi cari, e sarà terra tra i suoi conterranei. Alla fine del viaggio si prega restituirmi al mittente.

Commenti

rino biricchino

Mer, 31/07/2013 - 16:11

Anche un semplice passato, non necessariamente un luogo, lascia un ricordo indelebile che ognuno custodisce gelosamente ma nostalgicame. Per esempio io sono nato e cresciuto e tutt'ora vivo in un quartiere di roma che urbanisticame e' rimasto immutato. Si, qualche edificio ristrutturato ma tutto sommato e' sempre lo stesso. Non ho visto alberi sparire, ne paesaggi cementificare perché sono nato e cresciuto nel cemento eppure anche io ho il ricordo bello e nostalgico del mio passato, di quello che ero ed eravamo ed ora non siamo più. Suoni, rumori,odori,semplici sensazioni,abitudini forse, che oggi sono inevitabilmente cambiate.

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Mer, 31/07/2013 - 16:21

Magnifico, Veneziani. Indimenticabili, per chi le ha provate, e affascinanti per chi riesce ad immaginarle; emozioni in fotogrammi veloci che lasciano senza fiato. E il finale che draga nel fondo dell' anima una preghiera antica “Straniere genti, l' ossa mie rendete allora al petto della madre mesta!” TERRA//// Non mi è mancato il tempo///terra mia di cantarti e pure/// il desiderio che forte in seno/// e segreto ognora mi premeva. /// Ma io greve di ansie diverse,/// lontano per le strade acclivi/// e di tempi sfalsato, in cuore /// ti tenevo sempre più vaga ///immagine, figlio che amore /// trovò mai tra la tua gente. /// Così ogni volta dichinava /// ogni mio impulso al ritorno /// ed estruso sì a lungo restai /// dai siti che a mente portavo./// Anch’ io per quel che fosti e sei, /// non amarti non seppi né amarti ed il riserbo prevalse pudico /// dei miei sentire a contrasto, /// senza certezze. Oggi non più /// chè se col petto ancora dissidia /// l’ amore negato, all’ ingiuria /// spoglia ed inerme ora ti vedo /// e d’ istinto io ti soccorro /// terra mia, col mio canto puro /// che di arte non ha sostanza /// né di perdono, né di retratto, /// ma soltanto di pulsione invita /// che ogni mia ragione dileggia./// Io so che è tempo di tornare. (SILENZI, POESIE 1995-98)

Giacinto49

Mer, 31/07/2013 - 17:02

Grazie al Dott. Veneziani per questo poetico inno alla....giovinezza.

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Mer, 31/07/2013 - 17:30

Un venticello di latente senilità. Niente di più. Io, al di là della comprensibile 'nostalghia', rigetto l'imperfezione che caratterizzava il mio lontano passato. Imperfezione, esterna a me crescente. Che, ora, con il mio avanzato giudizio, dilata immiserendo molto le 'cose'. Mi muovo ripudiando 'la memoria', alla ricerca del nuovo, innovatore, purificatore, alimentatore di vita virile. Ecco, domani, a quest'ora, si saprà???

volp

Mer, 31/07/2013 - 19:38

Grande Veneziani quando non parla di politica. Ha reso mirabilmente sensazioni, umori, passioni, sensibilità'. Tutti siamo andati ai da qualcosa è il ricordo e' ancora più' struggente sapendo he i uo luoghi sono i miei.

Agev

Mer, 31/07/2013 - 20:09

Meraviglia delle meraviglie .. Vicino a Lodi , città dove sono nato e vissuto per diciotto anni , c'è un paese ai piedi della collina di nome S. Colombano. Qui dove a inizio la collina c'è un castello con una meravigliosa piazzetta ed un ballatoio dove godi un panorama stupendo . Meraviglia delle meraviglie .. è proprio qui anche se tutt' intorno è nuvolo o c'è nebbia . il cielo è sempre terso e di un colore indaco meraviglioso . Qui un energia speciale ( etere .. luce .. energia intelligente) si fa sentire con tutta la sua potenza benefica e vagotomica . Qui sembra non esistere più lo spazio/tempo ... si entra in sintonia con realtà più alte e profonde , qui si sta proprio bene . Se capitate da quelle parti .. andateci .. sono certo che vi piacerà . Devo però informarvi che le mie reali origini ... come per milioni di persone che vivono su questo meraviglioso pianeta chiamato terra ... risalgono a più di un milione di anni fa ... questa però è un'altra storia . Buona serata . Gaetano

Bianchetti Andreino

Mer, 31/07/2013 - 23:36

Dipende se all'interno di quel "paese", agli albori, qualcuno ti ha riservato una culla o un cassonetto di accoglienza. La partenza, l'inizio sono sempre stati i punti chiave di ogni successo nella vita. L'infanzia è lo stadio principe della persona in cui tutti i ricordi giudicano quel primo tempo vissuto al paese natio. "Quella cartolina che scorre al passaggio è la cassaforte..." si, ma anche no!

barretta gennaro

Gio, 01/08/2013 - 09:00

Caro Marcello, dal passato dobbiamo tornare al presente. Una classe intellettuale di ispirazione liberale e nazional popolare di cui tu appartiene , ha la necessita di far sentire la sua voce con piu' vigore e con maggiore presenza nei dibattiti televisi e culturale.

Ritratto di brunodoimo

brunodoimo

Gio, 01/08/2013 - 09:24

Forse solo coloro che hanno "una certa età" apprezzeranno il pensiero di Veneziani. Le radici sono un valore e un concetto un pò obsoleto forse, ma per molti sono fondamentali in quanto facenti parte della crescita dell'educazione ricevuta, qualunque essa sia stata.

clod46

Gio, 01/08/2013 - 11:45

Grazie Marcello per risvegliare in me una commozione così forte, per chi come me è nato in un paesello, e al solo pensiero di rivedere quei luoghi e di ripercorrere quelle strade con quello che resta dei vecchi amici, mi procura un'emozione indicibile. Grazie Marcello.

Rossana Rossi

Gio, 01/08/2013 - 12:07

Caro Veneziani le tue perfette osservazioni che riguardano emozioni che bene o male tutti noi viviamo mi fanno pensare che NON dovremmo permettere che qualcosa o qualcuno ce le debba mortificare, altro che globalizzazione, clandestini, rom e roba varia, noi dovremmo tutelare con fermezza e orgoglio le nostre origini e radici, le nostre unicità e non svendere il nostro patrimonio culturale e sentimentale a chi lo rovina o non sa che farsene. Ci deve essere qualcosa che è nostro e non soltanto dentro di noi........

umberto52

Gio, 01/08/2013 - 13:14

Caro Marcello, grazie per quello che hai scritto, per come l'hai scritto... Non so se ci sia qualcosa di sbagliato nel mitizzare i luoghi della propria adolescenza da cui forze indipendenti dalla tua volontà ti strappano...I miei 15 anni trascorsi all'ombra "du cambanal" e figurandomi spettatore del matrimonio di Manfredi con la sfortunata Elena, sono racchiusi in una turris eburnea insieme a tanti, cari ricordi ed immagini di un posto che via via è assurto a mito. Non ne parlo volentieri con chi so non essere in sintonia con i miei stessi pensieri. Perciò, caro Marcello, ancora grzie.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Gio, 01/08/2013 - 13:57

@Rossana Rossi - Lei ha saputo dare anche una dimensione di difesa della civiltà collettiva ad un fatto privato,personalissimo,allargando la valenza di quest'ultimo e rendendolo uno stimolo per un'azione adulta,razionale.