Ragazzi fragili ma non cretini

Non chiamateli gay perché di gaio questi ragazzini non hanno nulla, patiscono più degli altri le asprezze della vita perché di solito hanno una sensibilità più acuta

Via Arpie, lasciate in pace il ragazzino che si è suicidato. Non dilaniate le sue spoglie per alimentare la legge sull'omofobia. I ragazzi oggi hanno piume di cristallo, sono fragili, in guerra con la loro vita. Molti soffrono, alcuni si uccidono per un rimprovero o un brutto voto, perché si sentono inadeguati agli standard e alle performance, perché si sentono diversi (ipodotati, ipertimidi, troppo bassi, troppo grassi, omosex, brutti, difettati) o perché respinti da ragazze o ragazzi. Ciascuna storia è diversa dall'altra. I ragazzi deridono ogni diversità, è il loro modo bastardo e puerile per sentirsi integrati nel gruppo. E invece subito montano le arpie per rubare l'anima a un ragazzo e affiggerla nella bacheca dell'omofobia (e le famiglie si scaricano d'ogni cosa). L'omosessualità è stata messa in vetrina, è tema primario ogni santo giorno.

E questo scatena gli eccessi, l'omolatria e l'omofobia e la guerra assurda sulla sessualità di un ragazzino. I ragazzi fragili meritano più tenerezza, supplemento di affetto, prove di amicizia in più. Non leggi, isterie contro la Reazione in Agguato, campagne per la promozione omosex. Non chiamateli gay perché di gaio questi ragazzini non hanno nulla, patiscono più degli altri le asprezze della vita perché di solito hanno una sensibilità più acuta. L'omosessualità per loro è soprattutto un dramma interiore, non un mero fatto sociale; non ci si uccide per una battuta o un sms ma per un conflitto tra desideri e realtà. Quei ragazzi sono fragili, mica cretini.

Commenti

Nadia Vouch

Mar, 13/08/2013 - 16:18

Ho capito. Ma se ragioniamo così, allora tutto può essere strumentalizzabile. Per esempio, perché distinguiamo tra delitto colposo e doloso? Potremmo parlare di delitto e stop. Qui conta o no l'animus di chi infierisce sulla vittima? C'è dolo, si o no? E se si quanto? Non è semplice qualificare un reato.

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Mar, 13/08/2013 - 16:32

Marcello, condivido tutto; ma quella chiusa è involontariamente afflittiva. “Quei ragazzi...” Questa realtà ci trova ancora impreparati, anche quando siamo animati dalle migliori intenzioni e rispetto. Campo di mine disseminate e nascoste che ci colpiscono facilmente malgrado ogni attenzione. Insidie lessicali che ci colpiscono alle spalle anche quando vogliamo tendere una mano e condividere tutto e alleviare. Quanti drammi si consumano a fianco dell' uomo che ha scelto o che è stato scelto con regole differenti da quelle che viviamo ogni giorno. E spesso facciamo più danni noi che le lobby invadenti. La vita è di tutti, e per quella che ci è toccata in sorte - condivido la tua emozione – è tempo che maturi l' idea dell' uguale rispetto. Una legge come quella che si pretende di cucinare porterà indigestioni e nausee, persino rigetto. Non ci vuole molto a capirlo, solo un po' di esercitazione alla reciproca considerazione ed un rifiuto totale, assoluto alle categorizzazioni, alle enfatizzazioni, alle classificazioni: queste potrebbero essere una tutela di una maturazione pienamente accettata, ma anche diventare il valore aggiunto di una disperazione. La fragilità di chiunque merita attenzione e non editti demagogici che crei fattispecie artificiose.

benny.manocchia

Mar, 13/08/2013 - 17:04

cAMBIANO I TEMPI E I GIOVANI DIVENTANO DEBOLI MENTALMENTE E FISICAMENTE.lA LIBERTA' SESSUALE,I FILMINI E TUTTO IL MODERNO APPARATO SESSUALE HANNO STRAVOLTO SOPRATTUTTO I PIU' GIOVANI. SE VENITE IN aMERICA APRITE DA UN QUALSIASI COMPUTER LE "FREE CHAT ROOMS" E...NON FATELO SE NON SIETE DI STOMACO FORTE. uN ITALIANO IN USA

RSK

Mar, 13/08/2013 - 17:06

Caro Veneziani con tutto il rispetto ma cosa ne sa? è forse frocio, ricchione e/o finocchio? io lo sono, e ogni volta che sento notizie del genere è come se mi rivedessi alcuni anni fa, una di quelle tante volte in cui fortunatamente non ho avuto il coraggio di compiere un gesto di tale drammaticità, bensì ho trovato dentro di me e nell'affetto dei miei amici, che capivamo meglio di me quale fosse la mia natura, il coraggio di combattere. Natura, e non scelta, malattia o devianza come qualche ignorante continua a vomitare in troppi commenti. Non sopporto le strumentalizzazioni su questa legge, né da parte di chi ne è a favore, tanto meno da parte di chi ne è contro. Decine e decine di articoli di entrambe le opinioni, con finalità esclusivamente politiche e metodi da ultras calcistici al bar dello sport. Nessuno che dica chiaramente che la nostra società, o meglio il nostro paese, non è ancora pronto a far si che un ragazzino di 14 anni possa non sentirsi privato di un futuro "normale". Per cui, per favore, se proprio ve ne frega qualcosa, smettetela di fare i tifosi, la frociaggine non è né di destra né di sinistra, e vediamo di costruire una società in cui avvenimenti non accadano più. Iniziamo ad accettare che ci sia qualcuno che non è come noi. Ma qual è il problema se sono frocio? Dio mi ha fatto così. Così è se vi pare, altrimenti sono fatti vostri, non miei. RSK

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Mar, 13/08/2013 - 18:36

RSK, ce l'ha raccontata. Ora, resta da vedere le percentuali della sua frociaggine. Perché è tutto lì. Non escludo che ci sia una certa 'tipizzazione' del problema. Ma è pur vero che moltissimi giovani sono risucchiati da certe esperienze soltanto casualmente, e non per predisposizione innata. Il palliativo consolatorio di quanti scambiano il 'trasporto sensuale' procurato da un 'esperto in materia' (come il Card. TONINI, amatissimo, ebbe ad istruirci), spesso è scambiato dal ricevente come un inconfutabile segno di appartenenza. Quando non lo è. Il 90% della popolazione così detta omosessuale, in realtà non lo è. Ho trattato in passato questo tema della omo e bisessualità. Per tagliarla corta. E' il sistema scolastico che fa acqua. Dipendesse da me, istruirei una sessione specifica in tutte le scuole per insegnare che non si deve coltivare un senso di invidia verso compagni di vita che apparentemente sembrano provvisti di maggiori risorse (status sociale e dotazione psico-fisica naturale). Avvertirei sulla pericolosità di non saper gestire le virtù insite in tutti. Insegnerei a saper distinguere gli 'effetti speciali' che prendono sempre il sopravvento sulla qualità profonda della natura dell'uomo. E' sofferto dirlo in due parole. Ma questo è il più accattivante approdo al quale la società tutta deve ambire. Molti giovanissimi, non capiscono la verità di ciò che li circonda, se non attraverso sensazioni errate. Come ho detto, occorre un insegnamento capillare fin dalle elementari con strumenti adeguati. Utopia!

RSK

Mar, 13/08/2013 - 19:02

Caro Dario, ma le sue statistiche da dove provengono, mi scusi? Qunti froci ha conosciuto? Li ha intervistati e nove su dieci Le hanno detto che in realtà non lo sono? Guardi, Le assicuro che conosco molto bene questa realtà, e non conosco nessuno che non abbia sofferto, o che ancora soffra, nell'accettare una condizione per loro naturale, ma avversa e discriminata in molti ambienti della nostra società. Le assicuro inoltre che, piuttosto, sono molti di più i gay nascosti, sposati e con prole, che conducono una doppia vita, tradendo la propria natura e la loro famiglia. RSK

un saluto romano

Mar, 13/08/2013 - 19:05

Precisiamo, qui non si sta parlando dei problemi delle diversità ma delle iene che dalla morte di un ragazzo fragile ne fanno una vittima che si è sacrificata sull'altare della loro ipocrita causa. E' questo il punto che va fatto capire a tutti. Non siamo noi i razzisti, a me non interessa se uno è omosex, nero, giallo etcc... a me interessa che qualche canaglia ci sta marciando sopra per i suoi interessi e imverte le realtà delle cose facendo apparire chi cerca di contrastarli come loro in relatà sono.

RSK

Mar, 13/08/2013 - 19:08

Caro Dario, dimenticavo. Sono frocio al 100 per 100. Anche se mio cugino dice che secondo lui al 30 per cento la f..a mi piace. Per mia mamma invece è ancora una fase...

Ritratto di StefOmega

StefOmega

Mar, 13/08/2013 - 19:39

Caro Veneziani, se è stato indetto un concorso per il maggior cumulo di fesserie concentrate in un unico articolo, si tranquillizzi, lei è dannatamente di gran lunga il favorito.

Ritratto di diego.zoia

diego.zoia

Mar, 13/08/2013 - 20:44

Bravo Veneziani. Quel che manca, oggi, non è il rispetto per i gay, per le donne, per gli uomini, per i normalmente abili, per i diversamente abili. Manca il rispetto per le persone, belle, brutte, sane, malate o quel che siano. Manca il rispetto per gli esseri umani. E da qui manca la capacità di accettare prima noi stessi, poi gli altri. Così come si è...

Acerbio

Mar, 13/08/2013 - 22:24

C'è chi nasce storpio, eppure non sta sui giornali. Avessero l'umiltà di riconoscersi deviati, non se ne parlerebbe tanto. In natura esiste maschio e femmina, il resto è fuffa di chi si vuole arrogare il diritto di cambiare l'ordine naturale delle cose.

penna55

Mar, 13/08/2013 - 23:07

come sempre immenso Marcello Veneziani. In poche righe scava nella psiche umana e combatte la strumentalizzazione meschina di una sofferenza psichica. Non è la morte di un gay, è la morte di un ragazzino che aveva il male di viver

Ritratto di Luca Scialò

Luca Scialò

Mar, 13/08/2013 - 23:11

Purtroppo ai palcoscenici tradizionali degli sfottò, quali la strada e la scuola, si sono aggiunti quelli moderni: i social network. Su Facebook tramite link, immagini o Pagine si mette in croce il malcapitato di turno. Alle superiori c'erano dei bulli che mi stavano spingendo a ritirarmi da scuola, ma poi pensai che dovevo essere più forte di loro e che tanto io sarei stato promosso e loro bocciati. Per fortuna fu così, me li tolsi tutti dalle balle. Bisogna farsi forza, anche se a quell'età tutto ti sembra insormontabile

Ritratto di Zagovian

Zagovian

Mer, 14/08/2013 - 10:05

@Acerbio,commentando il suo post,che condivido,ciò che infastidisce,negli omosessuali,è l'insistere sulla "normalità" della loro condizione,laddove di "normalità" non c'è niente.Se in natura,certi animali(come sostengono,per avvalorare la loro tesi),hanno atteggiamenti "omosessuali",significa,che IN NATURA,per quella specie,le cose vanno bene anche così,e la continuità,non ne viene compromessa.Noi siamo uomini,ed il fatto che il 95%,sia "eterosessuale",rigettando l'idea di un rapporto "omo",cosa significa?Che la "omosessualità" per la nostra specie,è una deviazione dalla norma,che va curata,compresa,non derisa,ma anche,evitare che diventi un'"orgoglio",laddove di orgoglioso non c'è proprio niente.

dare 54

Mer, 14/08/2013 - 11:07

Per favore non mischiamo la fragilità con le tendenze sessuali! Ci sono ragazzi che si suicidano per un brutto voto, ragazze che si suicidano perchè dileggiate su internet e così via. Gli omosessuali, a parte le loro preferenze sessuali, non sono diversi dagli eterosessuali.

Efesto

Mer, 14/08/2013 - 11:47

La sensibilità di Veneziani manca solo del riscontro con la natura con la sua legge di vita che è tagliente e feroce. La vita ha come unica regola il mantenere se stessa e la devianza a questa regola in un modo o nell'altro viene pagata, a volte pesantemente. Un diverso è sempre un diverso ed è la cecità o la stupidità, quando non l'ipocrisia, che che ci non ci permette di accorgersene. Tacciano gli idioti che affermano l'omosessualità come prodotto naturale. NON È VERO! Gli individui omosex vengono istintitvamente emarginati come tutti gli esseri nati deformi e/o privi della conformità utile al proseguimento della specie. È una terribile regola ed ignorarla è solo stupido. Ma l'uomo ha la capacità di distinguere il bene dal male, ha la compassione, ha il sentimento, il senso della morale (maieutica di Platone). È su queste capacità che dobbiamo porre il criterio dei nostri rapporti sociali. Il diverso è sempre ed altrettanto uomo libero con diritto all'esistenza con i medesimi diritti e doveri di tutti. È la sua umanità che deve convincerci della sua totale eguaglianza sociale, non una stupida legge che ne rimarca le differenze!

RSK

Mer, 14/08/2013 - 13:22

Caro @Efesto. Mi dispiace ma io non taccio, e sono frocio ma non idiota (non così tanto almeno). Sono naturalmente frocio, ovvero frocio per natura. E, scusi se cedo all'arroganza, solo chi è frocio può dire se è così per natura o per qualche altro assurdo motivo (devianza, vizio, scelta, moda o malattia... ahahah che assurdità). Per cui taccia lei, ed eviti di esprimere così naturalmente la sua ignoranza in materia. Vede, ci sono vari motivi per commentare un articolo o leggere i commenti degli altri. Io normalmente commento solo quando conosco bene la tematica, e leggo i commenti, senza commentare, quando ne ignoro le dinamiche, sperando sempre di apprendere qualcosa di nuovo sentendo varie opinioni. Poi magari vado ad approfondire il tutto se ritengo il tema interessante. Le consiglio prima di informarsi un po', direttamente magari; noi froci non siamo una specie da vedere su qualche documentario scientifico, né una razza aborigena. Ci incontra spesso, a volte senza neanche accorgersene, non è necessario quindi farsi dei ragionamenti mentali assurdi privi di qualsivoglia base, basta fare domande. Tante care cose. RSK

Nadia Vouch

Mer, 14/08/2013 - 14:12

Per #Efesto. Non tutto ciò che è codificato è umano e non tutto ciò che è umano è codificato. Esiste anche una terza via.