Marino, imperatore di caput mundi

Lo chiamano già Marine perché sbarca dappertutto. Ignazio Marino è sindaco da pochi mesi ma quanto viaggia

Lo chiamano già Marine perché sbarca dappertutto. Ignazio Marino è un sindaco d'asporto che ha preso alla lettera la missione di Roma Caput Mundi. È sindaco da pochi mesi ma quanto viaggia.

Ieri, per esempio, era a New York ad accompagnare la statua Galata Morente (non grattatevi) mentre Roma bruciava per gli scontri. Il neosindaco italoamericano Bill de Blasio però non l'ha voluto ricevere. Poche settimane prima, mentre si approvava il bilancio della Capitale, era in Turchia per un convegno medico, durante gli scontri con gli antagonisti era in Polonia, frequenta i campi di sterminio. Ha in programma visite in Azerbajan, Emirati e Arabia Saudita; partirà appena a Roma succede qualcosa.

Viaggia più del Papa anche se non deve benedire Urbi et Orbi. Ripenso ai massacri mediatici di Alemanno: eppure quando a Roma nevicava lui non fuggiva in Brasile ma si faceva vedere a spalare (poi passava Fiorito col suv della Regione e gli rovinava il pupazzo). Marino non si limita come i sindaci romani caserecci all'endoscopia locale ma segue la via dei Cesari e va alla conquista del mondo. È la missione imperiale di Roma. Tutte le strade portano via da Roma. Ora ha trovato in America un mecenate di estrema destra per restaurare i monumenti; pecunia non olet, diceva un suo collega imperatore. Ma mentre lui è in tour tra le Cleopatre e le Gallie d'oggi, qualcuno a Roma, a sinistra, cerca di commissariarlo. Pompeo Crasso Zingaretto, per esempio. Marino rischia di finire ai Castelli romani suoi omonimi. Anvedi ecco Marinooo...

Commenti

Aristofane etneo

Sab, 14/12/2013 - 16:33

E sì, embé, che c'è? Marino avrà sentito la grande Gabriella Ferri cantare "è meglio er vino de li castelli che questa zozza società!" e s'adegua. Porca miseria quanto mi manca Gabriella Ferri.

Ritratto di tempus_fugit_888

tempus_fugit_888

Sab, 14/12/2013 - 17:58

X Aristofane etneo (Sab, 14/12/2013 - 16:33) La canzone poi continua così: "a noi ce piace de magnà e bbeve e non ce piace de lavorà". E ancora: "portace nantro litro che non te lo pagamo..." A guardarci bene attorno si ha l'impressione che in questo inno si condensino le aspirazioni di molti itaGliani.

Ritratto di tempus_fugit_888

tempus_fugit_888

Sab, 14/12/2013 - 18:05

X Aristofane etneo (Sab, 14/12/2013 - 16:33) Continua da precedente. Il titolo dell'inno dovrebbe essere La società dei magnaccioni. Nessun commento appare necessraio.

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Sab, 14/12/2013 - 18:10

Lasciamolo lavorare!!! C'è di peggio in giro. Non amo il linciaggio tout court. -riproduzione riservata- 18,10 - 14.12.2013

Zizzigo

Sab, 14/12/2013 - 18:22

Speriamo che rimanga "caput mundi" e non diventi "alles kaput"!

Nadia Vouch

Sab, 14/12/2013 - 19:54

Ci sono molti modi per instaurare una guerra. si vada, per esempio, a leggere l'articolo di Veneziani su Mandela, e potrebbe essere chiarissimo. Qui lo dico tranquillamente: ognuno di noi, se qualcuno ce lo chiedesse, come immagina un nemico? Moltissimi risonderebbero brutto e cattivo, giusto? Invece, adesso, proprio adesso, amici del blog (e non di questo blog soltanto), immaginatevi il nemico, ma proprio quello peggiore, travestito da finto amico. Immaginatelo tutto sorrisi, abbracci, baci.. Sono i peggiori. Se non volete avere incubi, fuggite via, molto distante, da questi mistificatori, che tacciano altri di essere falsi. Che c'entra con Veneziani? c'entra, tantissimo. E' in atto, non so quanti se ne siano qui accorti, una sorta di contaminazione, di infezione virale e virtuale, per la quale un certo numero di soggetti, mascherati da sigle, vanno a contaminare, a disturbare, a insultare, fino al punto da annientare un blog o un semplice seguito di commenti ad articoli. Non ve ne siete accorti? Si approfitta della cortesia e della disponibilità del girnalista o scrittore di turno e si parte, attaccando a prescindere, chiunque, ma soprattutto si attacca sul nulla chi è , come me, più carburato sul piano del linguaggio e del confronto. Non è tutto ciò, straordinario (ne senso che è fuori da ogni possibile e decente pensare ordinario, comune, normale)? Di sicuro "Il Giornale" se ne è accorto. Ma, il problema, sono i singoli giornalisti e commentatori i quali, a questo punto, non sanno, da persone civili e colte, come comportarsi. Il pubblico, per la maggiore, 'sta cosa l'ha capita. A chi, questi fissati e frustrati, fanno queste cose, può andare solo un sentimento di pietà. L'importante è che dei deficienti non vengano presi sul serio. Tutto qua. Un abbraccio a tutti i sinceri amici di Veneziani.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Sab, 14/12/2013 - 20:04

Mi dispiace di stare in una posizione per la quale pronunciarsi su Marino "non expedit"! Ma, in altri tempi, sai che 'pasquinate' gli avrei attaccato dietro Palazzo Braschi (o al cortile di Marforio, più 'di casa')! Altro che i miseri foglietti zeppi di banalità demenziali che oggi avviliscono la statua di Pasquino: anche questo è segno di un'epoca TRISTE! Morto Pio XII, neanche più la consolazione di dire: "viva il papa re"! Dr. Veneziani, lei che ne ha, indiscutibilmente, la stoffa, perchè non 'resuscita', intrufolandosi su vari siti, tra cui quello di Roma Capitale, delle belle 'pasquinate' on-line?

Ritratto di gianpaolo.barsi

gianpaolo.barsi

Dom, 15/12/2013 - 01:34

@Aristofane etneo - Quanto manca, Gabriella Ferri, a noi tutti. E tanti, tanti altri! sembra davvero che " i mejo" se ne siano andati e ci lascino sempre più soli con i nostri bei ricordi....almeno quelli!

Silvio B Parodi

Dom, 15/12/2013 - 04:40

e noi paghiamo per Marino e per la Brodini w la sinistra, ma che vadono all'inferno.

Ritratto di max2006

max2006

Dom, 15/12/2013 - 09:33

E' la rivoluzione arancione no? De Magistris a Napoli, Pisapia a Milano e Marino a Roma. Aridatece Er Puzzone! Almeno li sapevamo di che porte si doveva morire.

Aristofane etneo

Dom, 15/12/2013 - 15:59

@gianpaolo.barsi: In effetti non ci sono i cantanti di una volta né le mezze stagioni né c’è più religione. Dio Patria e famiglia, si diceva una volta per chiamare a raccolta i propri simili e sentirsi legati da comuni valori. Scrivo queste considerazioni in tono faceto, ma con un pizzico di malinconia per come eravamo e come gli stramaledetti papponi della partitocrazia ci hanno ridotti, senza che noi si riesca a capire come reagire. Democraticamente. Ci rimarrei male se Marino Ignazio, sindaco di Roma, assieme ai suoi assessori si recassero in un’osteria dei Castelli romani “e dopo aver mangiato mangiato e ben bevuto” si mettessero a cantare a squarciagola “la società dei magnaccioni”. Per fortuna mi viene in soccorso Rino Gaetano con la sua indimenticabile canzone “nun te regghe chiù” per non parlare di Antonello Venditti con “In questo mondo di ladri” o di Franco Battiato “Povera Italia” @ tempus_fugit_88: Lei che è un esperto: sa dirmi cosa significhi “Itaglia o Itagliani”. Lo intuisco ma, sinceramente, non lo so. Così come anche “binariciuto”. “Trinariciuto” lo so grazie a Wekepedia. Le faccio notare, per quel che può servire, che pur essendo nato in Sicilia a 3 km dalla punta (minacciosa?) di uno stivale di nome Italia, sono orgoglioso di appartenere alle Genti d’Italia, siano esse del Canton Ticino facenti adesso parte della Confederazione svizzera, o dell’Alto Adige altezzose ma un po’ meno quando intascano i soldi degli Italiani. Non mi dilungo sugli Istriani e Dalmati Italiani “non appartenenti all’Italia” ma orgogliosi di sentirsi Italiani e che hanno pagando con atroci sofferenze, espropri e con la morte questo loro orgoglio. Un cordiale saluto a tutti. A Dario Magiulli un augurio protetto da riproduzione riservata che egli soltanto può utilizzare a fini letterari, di pura ricerca e perché no? di cospicui guadagni.