La letteratura seppellita da un peluche

Padre e figlia vagavano tra i banchi della Feltrinelli, a Roma...

Padre e figlia vagavano tra i banchi della Feltrinelli, a Roma. Lui avrà suggerito a sua figlia di comprare al suo ragazzo o a suo fratello un libro per Capodanno e lei gli ha risposto: Ciccio non legge, mò je faccio un peluche. Oddio che pugnalata alle spalle per chi vive di libri e giornali. Ciccio, Ciccio, perché non leggi? Sei la disperazione mia e di quella razza libridinosa che, presa dalla lettura, non si riproduce più e rischia l'estinzione. Dai, uno sforzo, nemmeno in vacanza puoi smettere un po' di smanettare sullo smartphone, sul pc, sull'iPad? È come fumare sigarette elettroniche, ma vuoi mettere quelle vere, di carta? Non ti rendi conto che qui sta finendo una civiltà millenaria col tuo peluche al posto dei libri? Nessuno ti dice di diventare come noi, malati terminali di lettura, etnia cartivora in via di scomparsa. Gioca, digita, chatta, fai tutto il resto, ma perché non includi nel tuo programma di vita anche un'ora al giorno, pure spezzettata in quattro miseri quarti d'ora, di lettura, libri o giornali? Leggere è ginnastica della mente come gli esercizi fisici servono per il corpo, mica li puoi sostituire col tablet... È come il sesso, lo fai col peluche e il touch screen? Ma non ti senti umiliato da lei che frequenta quella casa di perdizione, la libreria, e a te compra il peluche? I diritti umani, la dignità della specie, quella modesta centralina chiamata cervello, non si ribellano a sentirti trattato come un bamboccio da spupazzare? Dai, Ciccio, leggi, se non vuoi diventare un peluche.

Commenti

Nadia Vouch

Ven, 27/12/2013 - 16:36

La carta ha un odore e ogni carta, più moderna o più antica, ha il proprio. I pastelli, gli acquarelli, le matite, tutti, hanno un odore oltre che un aspetto. Che poi, talvolta, diviene aspetto modificato dalla creatività di chi ne fa uso, dal momento, dallo stato di umore, da mille cose e da infinite persone. Tutto è e tutto può divenire: non c'è limite umano. Invece, con i sistemi moderni, tutto è e non si sa che sarà. Tutto è già dato e se non è dato ciò non dipende dalla tua creatività, bensì e solo dalla tua ignoranza tecnica e informatica: non c'è limite tecnico.

Ritratto di Michele Corno

Michele Corno

Ven, 27/12/2013 - 16:54

Ciccio non è per forza irrecuperabile...lavoriamo per lui,facciamogli capire cosa perde e perderà e se poi,ancora,proprio rifiuterà di comprendere,mandiamolo gentilmente all'inferno:per ogni 100 Cicci di tal risma ve ne sarà certo un altro in grado di soddisfarci,e col tempo i primi si estingue anno e l'altro,coltivato bene,se Dio vuole,si moltiplicherà.

Ritratto di michele lamacchia

michele lamacchia

Ven, 27/12/2013 - 17:04

Il peluche da Feltrinelli: comprarlo da parte di lei per un lui, immagino partner funzionante, è il presagio di una resa incondizionata di una lei che non riuscirà mai ad essere coppia. Lei già lo ha trovato in lui il suo peluche, tempo e tempo in palestra, innanzi allo specchio, magari sopracciglia depilata ad arte. Ma le piace così; non si capisce sino a quando, però. Non si procede a colpi di peluche; magari lui un libro ce l' ha già, lei lo sa e non vuole regalargli un inutile doppione. A letto, magari, sono una sintonia perfetta; adesso. Poi, anche il gap culturale farà la sua parte. E' fatale. E sarà la cretina a rimetterci. Non so se il padre abbia diritto di parola; ma è molto probabile che, al momento, non potrà fare a meno di borbottare: te l' avevo detto io. Ma lui le piace “a pelle” come si dice; poi, sarà questione di palle. Sopra; perché sarà lui a mollarla, dopo averla livellata in basso, assieme ai peluche, totem portatile, frammento vicariante di una quasi idea; perché, questa, per intero rischia di cadere nel vuoto. Auguri anche a loro. E non ditemi che sono pessimista: ho trattato una compilation del genere.

Zizzigo

Ven, 27/12/2013 - 17:24

Quella "lei" troverà, prima o poi, chi ha letto tanti libri, la circuirà e nel suo talamo la condurrà. Così "lei" regalerà al suo "lui" un bel palco di corna... se non volete diventare becchi, vi conviene leggere! E comunque, in qualsisi circostanza, la lettrua aiuta moltissimo.

jakc67

Ven, 27/12/2013 - 17:33

penso che pure ripristinare in Italia un editoria ed una cultura degna di tal nome sarebbe utile a stimolare ciccio... leggere continue sinistre tirate pro resistenza, pro gay, pro migranti alla fine scazza (locuzione comprensibile a ciccio)... hanno sinistramente demonizzato tutto ciò che non propaganda stupide idee sinistre, alcune delle quali addirittura fandonie galattiche, senza essere in alcun modo ostacolati, ora di cosa ci si lamenta?

Nadia Vouch

Ven, 27/12/2013 - 17:33

Comunque, il peluche, ricorda un rifugio da bambini. Rappresenta un rifugio da frustrazioni e da pericoli attuali. Ora: se sono una ragazza e ho un ragazzo (non è il mio caso e parlo in astratto), perché sento il bisogno di rifugiarmi nella immagine di un peluche? Cosa hanno questi giovani che non riescono a vivere su un piano reale i loro rapporti emotivo-sessuali? I ragazzi (maschi) sono spesso effeminati. Le ragazze (femmine) sono spesso fagocitanti. Quale il futuro per i loro figli?

steacanessa

Ven, 27/12/2013 - 17:49

Ma la feltrinelli non era la libreria dei padri intelligenti? Quante belinate ci han:no propinato i sessantottini! Ed il tragico é che i trinariciuti sinistri di merenda le hanno fatte proprie. Hanno i figli che meritano.

sphinx

Ven, 27/12/2013 - 18:14

Caro Veneziani, la civiltà millenaria è già finita: l'invasione degli smartphone, dei pc, degli iPod si è rivelata più micidiale di quella degli Unni. Ormai ci aspetta un secondo medioevo ancora più duro e avvilente del primo. Che fare? Ci chiudiamo nelle cantine con i nostri amati libri, sperando di salvarli dall'estinzione? Non so, ma la sensazione di assistere agli ultimi bagliori di un crepuscolo è molto forte.

tzilighelta

Ven, 27/12/2013 - 20:18

Meglio così, viva l'ignoranza, Ciccio è vivo e lotta insieme a noi per la conquista del peluche! Comunque a giudicare da certi commenti qualcuno avrebbe fatto meglio a leggere meno libri e dedicarsi di più al pelo, ah la tauromachia!

Ritratto di tempus_fugit_888

tempus_fugit_888

Sab, 28/12/2013 - 02:26

Certamente neanche la ragazza ha l’abitudine di leggere; presumibilmente era entrata in libreria perché fuori faceva freddo o, peggio, per tendenza snob, ma lo escluderei. In ogni caso la lettura non basta: è come pensare con la testa altrui. MV scrive che “leggere è la ginnastica della mente” ed è vero, ma è ginnastica passiva. Ciò che davvero serve è scrivere, ma noi tutti lo sappiamo bene. Aiuta a organizzare le idee ed esporle in modo corretto: per convincere o per dissuadere, per chiarire o per confondere. Qualche volta anche per narcisismo. Insomma, per esercitare un’influenza su chi ci sta intorno. In ogni modo non rammarichiamoci dell’imbarbarimento, al contrario rallegriamocene. A chi voglia sapere perché dovremmo, suggerisco molto vivamente la lettura della “preghiera per gli imbecilli” di Giovanni Papini.

Ritratto di mariosirio

mariosirio

Sab, 28/12/2013 - 08:18

sì ma magari lei legge fabio volo e banana yoshimoto e te fa passà la voglia, ciccio non cascarci! l'unico bookshop buono vende le tre scimmiette verde e rosa fluo. ma poi te puoi leggere quel che vuoi quanto vuoi ma senza discernimento a che serve? c'è chi gongola d'ugola appena può farti capire che ha letto gomorra e la storia della magliana! io sono per le ricette su youtube la pubblicità del pattex...

Ritratto di balonid

balonid

Sab, 28/12/2013 - 09:11

Il problema vero è che Feltrinelli vende non solo libri, anche peluche ed altri accessori che potremmo definire "cazzatelle" o, se preferite "widgets". Il settore più diffuso ormai è quello della musica e dei giochi elettronici. Una vera montagna di riviste che nessuno leggera mai, figuriamoci Ciccio, (Italiani- Europei, Rivoluzione Comunista, Hasta la vista, Ateismo militante, Materialismo cosmico, ecc.ecc) giacciono in un angolo del bar e fanno da spalliera a chi si siede per prendere un tea.

Ritratto di franco.biolcati

franco.biolcati

Sab, 28/12/2013 - 09:51

Io leggo. In particolare chi scrive e pensa bene. Tra questi un certo Marcello Veneziani.

Ritratto di Michele Corno

Michele Corno

Sab, 28/12/2013 - 10:47

Caro tzilighelta, non sia troppo severo, leggere è sempre utile, sempre, a volte anche per trovare la via più rapida per raggiungere gli obbiettivi che lei suggeriva.P.S. come vanno le cose dalle sue parti?Mi auguro che vi stiate risollevando.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Sab, 28/12/2013 - 11:09

Credo, purtroppo, che la ‘dematerializzazione’ dei libri sia un fatto congenito all’evoluzione delle informazioni in esso contenute. Ormai la dimensione autenticamente ‘libresca’, la ‘consistenza’, l’odore’, il ‘colore’ di un libro sta solo nelle edizioni, cosiddette ‘rare, esaurite e fuori commercio', piuttosto che nei libri attuali sia per l’ormai diversa ‘impaginatura’ e multimedialità, inevitabile derivazione delle presentazioni stile ‘power point’ e sia, ovviamente, per l'economia di spazio. Naturalmente fanno eccezione i libri-strenna p. es. di Sgarbi o Daverio. Tuttavia, anche nella loro forma classica, un Dan Brown o un Faletti valgono indifferentemente, sia nel cartaceo che nel digitale. Ma alcuni libri ‘romanistici’ di Silvio Negro (un grande giornalista poco ricordato), come, p. es. ‘Seconda Roma’ non possono che essere goduti solo ed esclusivamente nella forma cartacea, con quella loro deliziosa commistione fra pagine ingiallite e ‘tavole fuori testo’ in carta patinata (a voler essere pedanti e specializzati, quella che ho io è la ‘mera’ ristampa anastatica dell’edizione del ’66, perché favoleggio l’odore’ di quella del ’43, assolutamente introvabile!). Mi permettete una parentesi? Non comprate le litografie e le stampe palesemente ricavate ‘ritagliando’ e strappando certi libri-capolavoro o riviste, realizzati tra ‘700 e primi del ‘900, che alternavano il testo a meravigliose stampe, protette da carta velina, p. es. su Roma, eventi storici o tavole scientifiche; non arricchite quei malfattori che distruggono quelle meraviglie dell’editoria, solo per guadagnarci e dare lo sterile piacere di incorniciarle nell’ingresso o nelle sale d’aspetto di superficiali professionisti! Per tornare al Suo intervento, dr. Veneziani, credo che il piacere ‘tattile’ di un libro non appartenga più alle giovani generazioni; così come la musica è del tutto ‘virtuale’, mercè anche la scomparsa delle mitiche copertine dei dischi a vinile. Naturalmente un libro non lo si legge per il piacere ‘materiale’; però è un fatto che la disaffezione alla lettura approfondita sembra viaggiare parallelamente alla perdita della matericità della cultura ormai fatta di pixel. Che recuperiamo, in modo istintuale e privo di problemi, con un peluche. Anche le librerie, vendendoli, ne prendono atto! Scusate, non è nel mio standard, farla così lunga!

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Sab, 28/12/2013 - 11:28

Caro Ciccio, ti dedico queste immortali parole di Totò: "Lei è ignorante? Bravo! Viva l'ignoranza! Tutti come lei dovrebbero essere, e se ha dei figliuoli non li mandi a scuola! Per carità, li faccia sguazzare nell'ignoranza!". Mi raccomando, a costo di sembrare il Grillo parlante, non seguirle e non seguire che ti invita a seguirle!

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Sab, 28/12/2013 - 12:33

Il tema è dei più importanti che si possano affrontare. Libro, come cultura. Libro, come strumento primo per accedere al mondo dei grandi. Il bambino alla sua nascita piange perché viene strappato al mondo fino allora da lui conosciuto, certo. Il ventre della mamma, che con la placenta ed il cordone ombelicale gli assicurano garanzia di esistenza. Il suo universo è tutto lì. Una volta estratto al vuoto dell'esterno, subisce una indiscussa violenza venendosi a trovare privo di un àmbito protetto. E, presto, annusando l'aria e percependo la nuova dimensione, si quieta e si mette a dormire, soporosamente, scoprendo per prima cosa che almeno questo gli è garantito. In attesa di... Insorgono quindi le regole. Il bagnetto, la pappa, la comunicazione, l'ora del riposo, e via così. Presto è conscio di far parte di un sistema con precise scansioni. Quindi l'asilo, con le matitine colorate e le aste da fare sul quaderno. Un giuoco insomma, nella sua mente, senza capire dove si sarebbe andati a parare. Senza lontanamente immaginare che in fondo al tunnel avrebbe scoperto l'esistenza di Equitalia. Ecco, detta così ho preso la scorciatoia per arrivare al punto. Il percorso formativo prevede un altro strappo, dal mondo dei giuochi a quello costrittivo dell'apprendimento. In quella età dell'innocenza nella quale si acquisiscono certezze di autonomia di mobilità, di libere padronanze ambientali, di autocompiacimento per la gradevolmente ritmica crescita. Fra capo e collo l'obbligo di tenere in memoria i Goti, i Visigoti, e gli Ostrogoti, ricordandosi dei loro re, i famosi Ottone 1° 2° e vattelapesca. Quindi l'ablativo assoluto, la radice quadrata, Elena di Troia, i Sette re di Roma. Li odiavo. Ma, più che questi, i professori. Entità con cui mi correlavo con una fiscalità impostami non meno persecutoria di Equitalia. I professori erano dei meccani, dei robot privi di anima, incapaci di intelligere con la mia natura intima, privata. Loro parlavano rivolgendosi al vuoto aereo dell'aula scolastica. Poi, abbassavano gli occhi sul registro dove a caso leggevano un nome e cognome, che era quello di uno di noi, che doveva rigorosamente andare alla lavagna. Non c'era verso di evitarlo. Altro che lo strappo del bambino dall'utero materno! Il professore era il Molock che divorava ogni nostra libertà. Una sorta di terminator che ti giustiziava all'istante. Come potevo amare l'apprendimento, il sapere scolastico, con la santa inquisizione pronta a metterti sul rogo? Come potevo a casa dedicarmi allo studio, sapendo di avere nello sfondo i professori? Se lo avessi fatto sarei stato un perverso, tradendo i nobili impulsi della prima età cosciente. Questo incipit per raccontare l'Uomo partendo dalla prima delle stagioni della sua vita, affinché si debba fare molta attenzione quando si attribuisce il distacco di interesse verso il libro. I miei primissimi che mi attrassero furono la Sacra Bibbia, poi Miguel de Molinos 'guida spirituale'. Verso i tredici, quattordici anni. Ma verso i nove anni, rammento d'estate in giardino, pancino per terra e gambine sollevate ad incrocio, una pila di fumetti del Cavaliere Solitario. Ch'io avevo assunto come mio modello umano ideale. Sognavo per il mio futuro di attraversare estesissimi territori tra monti e fiumi, a cavallo, con le attrezzature per setacciare i fiumi alla ricerca dell'oro. Da adulto, i libri toccavano moltissimo la mia sensibilità. Racchiudevano senza possibilità di fuga conoscenze d'incanto. Mi son trovato così, presto, ad essere circondato da libri, che acquisivo disinvoltamente, copiosamente, anche se non li leggevo subito, per via del tempo e del giusto raccoglimento che non me lo consentivano. Ma sfiorandoli, ne sentivo la magnetica influenza psichica, come fossero una giacenza aurea. E, presto, uno per volta, si impossessarono di me. Diventarono così un'alternativa al vuoto sotto i piedi che mi si apriva con il transito opprimente della tragica realtà socio istituzionale. Accedere alla mia biblioteca significa trascorrere più settimane per sapere soltanto, libro per libro, qual'è il contenuto di ognuno. I miei figli vivono in Inghilterra (terra di Satana, Gandhi) e non parlano l'Italiano, la più nobile delle lingue. Chi erediterà i miei libri? --- Non ho ancora detto cosa mi prefiggevo di dire sul libro. Ma sento che rischio di farvi addormentare. Interrompo subito, rimandando la cosa. Buone Feste. -riproduzione riservata- 18,40 - 27.12.2013

Ritratto di Michele Corno

Michele Corno

Sab, 28/12/2013 - 12:59

Bravo Maggiulli.Peccato per quel "qual'è" scritto con l'apostrofo.Errore da matita blu.

tzilighelta

Sab, 28/12/2013 - 13:05

Michele Corno carissimo, naturalmente la mia era una provocazione, una battutaccia in favore del povero Ciccio qui trattato malissimo e invece io ritengo utile alla società, se non altro per le opportunità che crea grazie alle differenze! E poi chi lo sa, conosco persone con la quinta elementare che sono più sagge e intelligenti di certi intellettuali che si fingono filosofi, la relatività ha il suo peso anche in un contesto virtuale o convenzionale che sia! Comunque la ringrazio per il suo interessamento, qui le cose si stanno ristabilizzando anche se in tanti non sono rientrati nelle rispettive case perché inagibili, ora però prevale la rabbia per la cattiva gestione e soprattutto perché tecnici e politici (con laurea) non hanno saputo prevenire e gestire quello che i vecchi (con la terza elementare) avevano già capito da anni! Saluti

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Sab, 28/12/2013 - 15:16

ti avrei fatto a pezzettini, così, d'impulso. (vienimi a dire che di impulso non vuole l'apostrofo!). Ma poi mi son detto 'perdonalo', altrimenti a cosa è servito leggere la Bibbia e De Molinos?

Ritratto di Michele Corno

Michele Corno

Sab, 28/12/2013 - 15:34

Perdonarmi? e per quale peccato?

Ritratto di Michele Corno

Michele Corno

Sab, 28/12/2013 - 15:51

tzilighelta, il suo ennesimo, simpatico e giustamente intriso di rabbia, ultimo messaggio mi ha fatto tornare in mente un episodio de "I mostri" di Dino Risi, in cui un gruppo di turisti, in un autobus che vaga per le strade di Roma è costretto a passare su un ponte di età romana antica, itinerario alternativo, e non sul ponte di recente costruito e, già in fase di restauro per un avvenuto crollo...

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Sab, 28/12/2013 - 17:19

per lesa maestà - E poi, un gruppo di turisti può vagare, ma non un autobus (tutto il brano è difettoso) oltre al fatto che questa volta tzilighelta non era affatto intriso di rabbia (sembrava un lord inglese). Matita rossa. --- riproduzione riservata- 17,20 - 28.12.2013

Ritratto di Michele Corno

Michele Corno

Sab, 28/12/2013 - 17:51

Caro Maggiulli, anche il Ciccio dell'articolo probabilmente sa che "qual è" si scrive senza apostrofo. Se ne faccia una ragione, capita anche a lei di sbagliare,sa?Il suo problema maggiore è che ha difficoltà ad ammetterlo, tipico delle persone piccine.

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Sab, 28/12/2013 - 18:51

sarò piccino ma non un ectoplasma quale sei tu, appostato per interloquire erratamente soltanto per denigrare su aspetti irrilevanti, più che per partecipare ad un incontro su contenuti sapidi. Un ectoplasma di recente intrusione senza arte né parte. -riproduzione riservata- 18,51 - 28.12.2013

Ritratto di tempus_fugit_888

tempus_fugit_888

Dom, 29/12/2013 - 02:39

X Michele Corno, il Torquemada dell'apostrofo. Argomento fondamentale. Comunque trovo avvincente questa disputa su un argomento così fondamentale, un vero e proprio scontro fra titani, per dirimere il quale auspico lintervento (senza apostrofo) di illuminati professorini e professoressine.

Anita-

Dom, 29/12/2013 - 07:19

Mettiamoci al loro livello. -ogni 100 kg di carta/cartone raccolti un libro elettronico gratis. -ogni 10 libri letti, 1 punto recuperato sulla patente. -raccolta punti, ogni 500 euro spesi in libreria un gioco video. etc... e per finire : ogni smartphone buttato, 100 libri gratis!

Ritratto di Michele Corno

Michele Corno

Dom, 29/12/2013 - 09:55

Non "sarò":SEI piccino, e ti picchi di fare il professore strafalcionado i tuoi post figli dell'uso di funghi allucinogeni. Te lo dissi un'altra volta, la tua isteria è sintomatica di un disturbo psicotico e le medicine devi prenderle tutti i giorni.Un' ultima cosa, per affermare che in fondo non ti voglio male: tra i tuoi mille tomi,per queste feste te ne consiglio uno di cui certamente avrai sentito parlare ma che non hai mai letto, LA GRAMMATICA DELLA LINGUA ITALIA.Alla tua ex moglie i sensi della mia solidarietà. Come direbbe Totò: "Siamo uomini, o Maggiulli?"

Ritratto di Michele Corno

Michele Corno

Dom, 29/12/2013 - 09:58

tempus_fugit_888, a differenza del piccino di cui sopra, io accetto ben volentieri le critiche e le garantisco che in nessun post mi sono mai permesso di criticare alcuno se non chi, dal basso di una lingua strafalcionata e violentata da sgrammaticature puntuali e degne di miglior causa, si permette di correggere gli altri atteggiandosi a maestro (del nulla).La saluto.

Ritratto di Michele Corno

Michele Corno

Dom, 29/12/2013 - 10:00

Anita-, purtroppo temo che il destino del cartaceo sia segnato. Ci vorrà certo ancora un secolo, il tempo che svaniscano i nostri figli, ma purtroppo,ripeto, sarà così.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Dom, 29/12/2013 - 10:39

Scusa @Dario, se mi intrometto ("Cu sparte ave la megghiu parte" dicono in Sicilia: mi farò entrambi nemici, ma è un rischio che voglio correre). Ma ti sei 'impelagato' in una discussione facilmente 'evitabile'. La puntualizzazione di @Michele Corno, era giusta pur se, effettivamente 'perfiduccia' e sottilmente provocatoria. Però, visto che tu hai citato la Bibbia, secondo me (ripeto: scusa se mi permetto) te la potevi cavare brillantemente e saggiamente citando, con 'aria filosofica', proprio l'Ecclesiaste: "Una mosca morta manda a male tutto un vasetto di unguento, un po' di stoltezza ha più peso della sapienza e della gloria" (quest'ultima parte recante la giusta dose di ambiguità). Cordialità e auguri ad entrambi!

Joe Larius

Dom, 29/12/2013 - 11:07

Partendo dagli eccelsi sermoni che ci piovono addosso dall'olimpo intellettuale "in" scendendo fino alla cultura popolare del nostro tempo, grazie a Lei, signor Veneziani, ci siamo resi finalmente conto da dove trae origine tanta sapienza: dai "peluche".

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Dom, 29/12/2013 - 11:25

Il batterio patogeno è duro a morire. Rigurgita affezioni perniciose, più che verso me, verso gli amici del forum, in quanto, nel fetore del demenziale cespuglio di micro attacchi, diffonde devianze di apprendimento. Carissimi altri, non cadete nella sottocultura nella quale incorre Wikipedia. Sappiate che qual'è, va scritto con l'apostrofo. Intanto, cercando sul Grande Dizionario della lingua Italiana di Salvatore Battaglia - UTET, in 20 giganteschi volumi più 4 di aggiornamento, 'QUAL' non esiste come lemma autonomo, se non come, in parentesi, aggiuntivo a quale, nell'espressione -qual che, quale che, qualeche- Ed è pur precisato che è frequente l'uso della forma tronca 'qual'. Che, in verità, (lo dico io dm)scorrendo il repertorio copiosissimo di citazioni letterarie, si può riscontrare che il 'qual è', senza apostrofo, è diffusissimo nella prosa dantesca, boccacciana, machiavelliana, del Novellino, dell'Alfieri, eccetera. Praticamente nei tempi dell'antico dolce stil novo e dintorni. Generalmente nelle forme poetiche della comunicazione. La forma senza apostrofo deve essere rigorosamente abolita nel parlare non poetico, anche se non si trova una esegesi emancipata sul tema, escludente dalla vostra acquisizione ogni diverso orientamento che non sia quello fornitovi da Dario Maggiulli. Non esprimetevi mai dicendo 'qual è', senza apostrofo(castratissimo, da intoppo) è orrendo. Dite 'qual'è', (labialmente simpatico, di armoniosa sonorità). Stupendo. Diffidate dei canuti 'pannoloni' dell'Accademia della Crusca, che 'al momento' comunque sono assenti essendo nelle braccia di Morfeo. Usate, in questi casi, il fai da te, seguendo le istruzioni d'uso che vi ho testè depositato. Scacciate poi, drasticamente gli squallidi imbonitori senza clemenza alcuna, particolarmente durante le Feste Natalizie, area prelibata per i borseggiatori. -riproduzione riservata- 11,13 - 29.12.2013

Ritratto di Michele Corno

Michele Corno

Dom, 29/12/2013 - 12:15

rosario.francalanza, le stringo la mano.Buona domenica.

Ritratto di Michele Corno

Michele Corno

Dom, 29/12/2013 - 13:05

Bastano, a volte, pochi passi per scoprire un paesaggio, pochi versi per sbeffeggiare un pagliaccio: Inferno, Canto Primo, verso 55. Dante, povero Dante, non sapeva che qual è si scrivesse con apostrofo...pazzesco.

nonviinvidianessuno

Dom, 29/12/2013 - 14:20

Caro Veneziani, non per deluderti, ma guarda che i lettori de "Ilgiornale" si chiamano quasi tutti ciccio.

nonviinvidianessuno

Dom, 29/12/2013 - 14:27

steacanessa: "Ma la feltrinelli non era la libreria dei padri intelligenti? Quante belinate ci han:no propinato i sessantottini! Ed il tragico é che i trinariciuti sinistri di merenda le hanno fatte proprie. Hanno i figli che meritano." vedi Veneziani, questo è un ciccio da almeno 7 generazioni. uno che farnetica sullo schieramento poltiico di una libreria e di chi la frequenta.

Bianchetti Andreino

Dom, 29/12/2013 - 15:33

Se uno ama istruirsi non aspetta che ci sia qualcuno alla spalle che lo spinga a studiare, anche perché la "scuola" non termina con gli esami o con il master. Lo studio o il ripasso di ciò che si è imparato non possono fermarsi perché sono gli alimenti della mente, la quale come la tecnica non ha limiti. Più cose nuove si imparano più si vive meglio di prima, più si comunica, più c'è possibilità di lavoro, d'indipendenza e di libertà.

Nadia Vouch

Dom, 29/12/2013 - 16:15

@Bianchetti Andreino: "più si comunica". Trovo, in queste Sue parole, qualcosa che rappresenta davvero, come Lei conclude, "indipendenza e libertà". Bellissimo intervento. Grazie. Cari Auguri.

avvfabiolazari

Dom, 29/12/2013 - 16:45

Scusate, soprassedendo sull'apostrofo di

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Dom, 29/12/2013 - 21:01

@Tempus_fugit_888 - "Se i saggi sono il sale della terra voi siete ciò che ha bisogno di esser salato e il sale perderebbe ogni valore senza la vostra sciocchezza." Dovrei ringraziarla per avermi fatto conoscere lo scritto di Papini.Molte sono le riflessioni che esso suscita,ma ciò che emerge è il narcisismo,comunque lo si chiami,che costituisce il nocciolo,la spinta primaria di ogni azione umana.

Agev

Lun, 30/12/2013 - 01:05

Signori miei .. che ognuno superi se stesso e diventi Principe e Signore .. il mondo farà altrettanto .. è una legge cosmica .. la stessa fisica quantica ne è espressione . E' necessario unire le nostre intelligenze per costruire realtà/mondi più evoluti e non per dividerci in sterili elucubrazioni da salotto . E' questo che ci chiedono e comandano le nuove e potentissime vibrazioni già in essere ed alle quali è già nata la nostra meravigliosa terra . Unità di pensiero/intenti/azioni .. creerà necessariamente un collegamento potentissimo che scioglierà anche le menti/corpi più irrigiditi ed impotenti .. Non vedete/sentite che i vecchi pensieri i vecchi modi del essere non sono più adatti ed in armonia con le nuove vibrazioni/realtà .. Vecchie/nuove chiese .. Vecchi/nuovi sacerdoti con i loro pensieri/mondi di miseria sanno ormai solo creare realtà di ulteriore miseria .. non sono più in armonia con il potentissimo flusso vitale che presuppone nuovi pensieri e modi del essere .. La realtà piò essere trasmutata in un attimo .. è un legge cosmica universamente valida . Un Unità di pensiero/volontà/intenti può trasmutare in un attimo tutta la realtà/mondo . Questa è la legge del Uno .. Nuove consapevolezze per nuove conoscenze .. Tutta la storia/pensiero dell'uomo fino ad oggi non è più utile ne utilizzabile .. E' nel Qui ed Ora che dobbiamo trasmutare tutta la Realtà .. costruire/creare la nuova civiltà superiore .. la nuova Età/Era dell' oro .. infinite possibilità di vita e di ricchezza che ci attendono . Questo dobbiamo fare . Buon anno a tutti . Gaetano

carlo5

Lun, 30/12/2013 - 03:55

Il cambiare e' duro a morire. Non e' vero che non si legge piu', e' solo cambiato il modo di farlo. Le librerie chiuderanno ma i libri continueranno ad essere letti. Solo il mezzo sara' diverso ed oggi molte persone, di tutte le eta', le vediamo con il loro libro elettronico. Centinaia di libri racchiusi in un palmo di mano. Grande, grande rivoluzione. Anche le enciclopedie sono morte e nessuno piu' le compra ma tutti le sfogliano agevolmente ed ovunque attraverso gli iPad. E' il modo che e' diverso, come nei libri appunto. Questa e' la nuova realta', il resto e' retorica, come quando apri' il fast food a piazza di spagna. Tutti in lutto per la storica piazza profanata, poi tutti dentro ad abbuffarsi di hamburgher. Il mondo cambia ed i giovani hanno una nuova realta' del leggere. Basta accettarla o continuare a vivere, (leggere), come prima. Nessuno ne e' impedito. Buona lettura a tutti.

Ritratto di lucianaza

lucianaza

Lun, 30/12/2013 - 11:22

ma si legge anche sul pc, è un modo diverso di leggere; oggi tutti vogliono scrivere, ma se ci guardiamo indietro non è solo con la lettura che siamo arrivati agli anni 2000, ci siamo arrivati anche lavorando con le mani, magari lui che non legge è un bravo idraulico e allora? non ci lamentiamo forse che non ci sono più idraulici? e basta con questo fanatismo della lettura e di idolatrare chi legge, passiamo ad idolatrare chi lavora. se poi uno oltre a lavorare legge anche bene, ma insomma non pretendiamo che uno sia un superman o una wonderwoman

lorenzo464

Lun, 30/12/2013 - 12:50

Immagino invece che quando non c'era internet, smartphone e quant'altro nella Bisceglie del giovane Venezioani si comprassero e si leggessero migliaia e migliaia di libri...

avvfabiolazari

Mar, 31/12/2013 - 06:06

Scusate, dicevo, soprassedendo alle dispute sull'accentazione di ʹqual-èʹ, non può il nostro caro Ciccio ricevere in dono sia il libro che il pelouche?

avvfabiolazari

Mar, 31/12/2013 - 06:06

Scusate, dicevo, soprassedendo alle dispute sull'accentazione di ʹqual-èʹ, non può il nostro caro Ciccio ricevere in dono sia il libro che il pelouche?

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Mar, 31/12/2013 - 10:16

Da 'architetto' non posso che essere d'accordo, cara @lucianaza! Effettivamente cosa ce ne frega se gli operai (altro che operai: veri 'mastri') che hanno tirato su la cupola di S. Pietro o le cattedrali gotiche, erano 'acculturati' o no? Non erano certo stupidi! Capaci senza fatica di 'memorizzare' un disegno o una disposizione dettata direttamente da Borromini o Giacomo della Porta (mica c'erano le fotocopie, i 'file' stampati da plotter o i sindacati che dicevano quello che era di competenza o no!). La cultura è 'saper comunicare'. Una cosa è certa: i grandi architetti erano uomini di cultura che avevano letto e approfondito i temi della conoscenza e della filosofia. Che sapevano, magicamente, trasmettere alle maestranze. Anche ai semplici manovali. Ma, a quel tempo, non si stava nei cantieri solo per sbarcare il lunario: non si faceva squallida 'edilizia'! Ogni cantiere era una necessità, un avvenimento, un'esperienza, e ogni manovale "aveva nello zaino il bastone da Maresciallo"!