Il Viminale: alle 23 affluenza al 53,84%

Il dato si riferisce a 1252 Comuni su 8057. Si profila un calo di quasi dieci punti rispetto al 2009

Dalle 23, quando sono state le urne, sono disponibili i primi dati sull'affluenza. Il Viminale comunica che, quando sono stati scrutinati 1252 Comuni su 8057, il dato nazionale sull'affluenza si attesta al 53,84%.

Alle 19 il dato nazionale si attestava al 43%, in crollo rispetto al 52,9% delle precedenti consultazioni. Le ultime rilevazioni prima della chiusura dei seggi, però, sembravano smentire le previsioni più pessimistiche dei sondaggisti, che prospettavano un'affluenza inferiore al 60%.

Nel pomeriggio, i sondaggisti Nicola Piepoli dell'omonimo istituto e Alessandro Amadori di Coesis Research avevano commentato con soddisfazione i dati sull'affluenza, parlando di una "normalizzazione" dell'affluenza.

Una previsione condivisa anche dalle stime dell'Europarlamento, secondo cui l'Italia, con un'affluenza prevista del 60%, si collocherebbe tra i Paesi con i dati più alti tra i 28 dell'Unione.

Alle 19, tra le Regioni che registravano una maggiore percentuale di votanti vi erano l'Umbria, con il 51,46%, l'Emilia Romagna, con il 52,35% e la Toscana, con il 49,23%. Più alta l'affluenza alle amministrative, quasi ovunque disertate da meno della metà degli aventi diritto.

Silvio Berlusconi ha trascorso la giornata in famiglia ad Arcore pranzando con i figli, tra cui la primogenita Marina. Tra gli altri big, Beppe Grillo è dato in partenza per Milano, dove dovrebbe seguire l'esito delle elezioni in compagnia di Gianroberto Casaleggio. Per la giornata di domani, invece della più tradizionale conferenza stampa, si attende un video di commento che verrà pubblicato sul blog del comico genovese. Matteo Renzi invece ha trascorso la giornata in famiglia dopo essersi recato al voto e aver ascoltato la Santa Messa.

Commenti

LAC

Lun, 26/05/2014 - 08:48

La grande anomalia dell'Italia e dei sistemi elettorali "democratici" (sic) dell'Occidente: con il 53,84% dei votanti e il 40% di quel 53,84% a 1 partito, se l'Italia fosse un maxi Condominio non potrebbe dare o rinnovare l'incarico all'amministratore. Perchè occorre il 50% dei voti e dei millesimi (doppia maggiornaza) degli aventi diritto al voto non dei 'votanti'. Con anche la non trascurabile differenza che un amministratrore di condominio resta in carica 1 anno, prorogabile eventualmente a 2, mentre un parlamentare, nazionale o europeo, ma anche un Governatore di Regione o Consigliere o Sindaco, con meno del 50% dei voti di fiducia, restano in carica 5 anni. Cosa comporterebbe se lo stesso concetto venisse esteso ed applicato anche in politica? Che la si sarebbe obbligati a tener conto e la si smetterebbe di "fregarsene" di chi non va a a votare o vota scheda bianca o nulla. Una differenza non da poco.