All'esercito dei 766 eurodeputati paghiamo noi viaggi e assistenti

Ognuno di loro percepisce 8.000 euro di retribuzione, più 4.299 di spese generali, più un'indennità di 304 euro per ogni giorno di lavoro. In totale si arriva all'incirca a 18-19.000 euro lordi al mese

Gli europarlamentari, fra l'altro, non sono mai stati così tanti: 766. Fino a qualche tempo fa erano 736, poi nel 2013, per non farci mancare nulla, ne abbiamo aggiunti una trentina, 18 in base al trattato di Lisbona, 12 per l'adesione della Croazia. Nel Parlamento del 2014 saranno 751, 15 in meno. Comunque un bel numero. Ognuno di loro percepisce 8.000 euro di retribuzione, più 4.299 di spese generali, più un'indennità di 304 euro per ogni giorno di lavoro. In totale si arriva all'incirca a 18-19.000 euro lordi al mese. Non è poco, anche perché a questa somma si aggiungono 19.000 euro lordi al mese per pagare gli assistenti (l'aumento mensile di 1.500 euro è stato deciso due anni fa, in piena crisi economica). In totale, gli assistenti pagati dall'Unione europea sono 3.130 e nel 2013 sono costati alle nostre tasche 186 milioni di euro, 16 in più di quanto erano costati nel 2011. L'allarme finanziario evidentemente è un argomento forte per tagliare gli stipendi degli impiegati e le pensioni degli anziani: non certo per ridurre i portaborse di Bruxelles. Del resto, si sa, gli europarlamentari devono essere aiutati perché amano la vita comoda. Non a caso gli inglesi, come dicevamo, li hanno ribattezzati «gatti grassi». Oltre a tutto quello che abbiamo elencato finora, questi felini ben nutriti godono anche di altri benefit e rimborsi, a cominciare naturalmente dall'indennità viaggi. Una volta si trattava di una somma forfettaria, e per questo gli onorevoli (si fa per dire) andavano tutti a Bruxelles con voli low cost. Ricorderete il filmato della televisione tedesca Rtl che nel 2004 incalzava Giorgio Napolitano, a quel tempo eurodeputato: era sceso da un volo da 90 euro, l'Ue gliene rimborsava 800. Lo accusavano di farci su una cresta di 710 euro. Ecco, da allora il sistema è cambiato: ora gli eurodeputati ricevono il rimborso a piè di lista, per le spese realmente sostenute. E così, voilà, guarda un po' che caso: addio low cost, viaggiano tutti in prima classe. Alcuni addirittura sui jet luxe privati, come ha rivelato nel 2010 l'Espresso: andata e ritorno, Ciampino-Strasburgo, su un comodissimo Embraer 120.

Commenti

Giorgio5819

Mar, 11/03/2014 - 20:36

Sporchi della solita melma, tutti da bastonare, per primo quello della cresta da 710 euro a biglietto.

valentinazilioc...

Mer, 12/03/2014 - 16:55

Gentilissimo Direttore, Mi permetta di fare solo alcune precisazioni. Se vogliamo essere pignoli, lo stipendio mensile di un eurodeputato e di 6.197,14 euro, non 8.000. Per quanto riguarda i 19.000 euro mensili che il deputato ha a disposizione per pagare i collaboratori, questi soldi non passano attraverso il parlamentare. E il Parlamento europeo che paga mensilmente i collaboratori del mep. Se, per esempio, un deputato ha un solo assistente e lo paga 2000 euro al mese, i 17.000 euro non utilizzati non vanno al deputato ne a nessun altro, non sono in alcun modo utilizzabili dal deputato. Per quanto concerne le spese di viaggio, i deputati devono rientrare entro i tetti massimi imposti dal parlamento Europeo, diversi in base al punto di partenza ( un deputato francese avrà tetti molto più bassi di un maltese, ovviamente) e se il deputato sfora da quel tetto massimo, la differenza la paga di tasca propria. Alcuni deputati scelgono di volare in charter di gruppo a Strasburgo perché paradossalmente viene a costare meno di un volo di linea, in quanto le nostre compagnie aeree non prevedono voli diretti su Strasburgo. Cosa ne dice di fare la stessa analisi sul Parlamento italiano? Un caro saluto e buon lavoro