Anche la casa nel nuovo riccometro anti furbetti

RomaLa casa, sempre la casa, nel mirino. C'è un «effetto Imu» anche sul nuovo riccometro, l'indicatore della situazione economica delle famiglie che serve per accedere alle prestazioni sociali agevolate: dagli asili nido agli assegni di maternità, dal bonus sulle bollette di luce e telefono agli sconti sulle tasse universitarie, alle mense scolastiche. Il nuovo Isee è stato approvato dalla Conferenza unificata governo-regioni-comuni, e oggi dovrebbe arrivare al Consiglio dei ministri.
Si stringono così le maglie per ottenere prestazioni sociali gratuite o agevolate, anche a causa delle false dichiarazioni - davvero molto numerose - fin qui presentate. Il «sì» alle prestazioni agevolate sarà concesso non più in base alla sola autocertificazione, ma attraverso un incrocio fra l'autocertificazione e i dati contenuti nelle banche dati fiscali e contributive.
Il «peso» della casa all'interno del patrimonio familiare rappresenta la maggiore novità del nuovo indicatore. Il punto di partenza è il valore dell'immobile ai fini Imu (finora il parametro di riferimento era l'Ici), che dunque aumenta automaticamente del 60%, con un effetto regressivo che colpisce di più le abitazioni di minor valore. Diminuisce la franchigia per i valori immobiliari, pur restando lo sconto dell'eventuale mutuo. Nel reddito familiare si conteranno anche le entrate soggette a tassazione separata, come la cedolare secca del 21% sugli affitti, e ovviamente anche le case detenute all'estero (il cui valore sarà determinato attraverso l'Ivie). Ma non è finita qui, perché il valore della casa ai fini del riccometro sarà modificato una volta approvata la riforma della tassazione immobiliare che il governo intende presentare entro la fine di luglio.
Incidono di più nel nuovo riccometro anche i conti correnti bancari e postali, le attività finanziarie - dai titoli di Stato (Bot, Cct, Btp) alle azioni dalle obbligazioni alle quote di fondi d'investimento, dai certificati di deposito ai buoni fruttiferi - detenute dai componenti del nucleo familiare, ed anche i redditi esenti da tassazione. La vecchia franchigia sui conti correnti (15.493 euro corrispondenti a 30 milioni di lire) lascia il posto a uno sconto base da 6 mila euro, che aumenta in proporzione al numero dei componenti del nucleo familiare.
La «stretta» sull'Isee è tuttavia giustificata dai numerosissimi abusi compiuti dai cittadini. Le agevolazioni sociali vengono ottenute grazie ad una autocertificazione del reddito familiare, che viene presentata da circa il 30% dei nuclei familiari. Le veridicità delle informazioni sarà sottoposta a controlli più stringenti grazie ai database dell'amministrazione (fisco, Inps, e così via). Dovrebbero così ridursi i moltissimi casi di persone dallo stile di vita costoso che chiedono, e purtroppo ottengono, le agevolazioni sulle prestazioni sociali. Togliendo determinati servizi a chi non ne ha diritto, dovrebbero avanzare maggiori risorse da destinare a chi davvero ha bisogno di prestazioni sociali agevolate.
In compenso, l'Isee sarà flessibile, adattandosi ai mutamenti molto rapidi della situazione economica familiare a causa della crisi. A far fede della situazione reddituale di un nucleo familiare non sarà più soltanto l'ultima dichiarazione dei redditi. Si potrà infatti calcolare una sorta di «Isee corrente», che corrisponde alla realtà economica del dichiarante in un determinato momento. Inoltre vengono ritoccati i parametri che riguardano la composizione del nucleo familiare. La presenza di più figli, in particolare dal terzo in poi, avrà una rilavanza maggiore rispetto all'attuale sistema.