Tanta voglia d'indipendenza

Dal Veneto alle Fiandre, dalla Scozia alla Catalogna. In tutta Europa gli Stati nazionali sono in crisi. E il 2014 potrebbe essere l'anno della svolta

C'è uno spettro che si aggira per l'Europa, ma non è più quello del comunismo, che un secolo e mezzo fa veniva evocato da Marx ed Engels. Lo spettro è quello dell'indipendenza, ossia della crisi degli Stati nazionali.

Non è sorprendente che la Lega abbia raccolto le firme per chiedere che i veneti possano esprimersi sull'ipotesi di un Veneto indipendente. Al di là del carattere elettoralistico della cosa, e al di là del fatto che la Lega da tempo si occupa assai più di immigrati ed euro che dei temi indipendentistici, è un fatto che la «questione veneta» ormai esiste, dato che in Consiglio regionale da mesi è stato depositato (primo firmatario Stefano Valdegamberi, eletto nelle liste Udc) un progetto di referendum consultivo per l'indipendenza e che ovunque c'è un ribollire di iniziative volte a rivendicare il «diritto di votare».

Al di là delle vicende di casa nostra, un dato comunque è chiaro: sotto vari punti di vista il 2014 si annuncia come un anno che vedrà messa in discussione la tenuta di vari Stati del Vecchio Continente, dove la presenza di movimenti politici indipendentisti affidabili sta producendo risultati significativi. Le istituzioni che caratterizzano l'Europa sono figlie di un'epoca e una cultura scomparse da tempo. Nessuno è oggi in grado di trarre qualcosa di interessante dagli scritti di Giuseppe Mazzini, né è difendibile l'idea che esista una Nazione che trascende tutti noi, quasi fosse «oggettivamente riconoscibile». I miti ottocenteschi hanno fatto il loro tempo, senza considerare che gli Stati si trovano dinanzi a gravi difficoltà finanziarie. La delegittimazione delle retoriche nazionaliste coincide dunque con la crisi di bilanci pubblici dissestati.

Va aggiunto che si tratta ormai di un processo consolidato, se si considera che dei 49 Stati esistenti oggi in Europa ben 27 si sono definiti nel corso del Novecento, e quasi sempre a seguito di un processo di progressiva separazione. Nel 1901 non esistevano la Finlandia, l'Irlanda e la Norvegia, e neppure la Croazia, la Slovacchia o l'Estonia. La nascita di realtà istituzionali più piccole è ormai la norma, e non solo in Europa, anche in ragione del fatto che le entità istituzionali di minuscole dimensioni sono in linea di massima meglio amministrate, godendo di redditi più alti e una migliore qualità della vita.

Se la seconda metà del Novecento ha visto disgregarsi soprattutto le istituzioni socialiste, dall'Urss alla Jugoslavia, oggi stanno entrando in crisi gli Stati nazionali di stampo liberaldemocratico, che non possono facilmente negare alle varie popolazioni che li compongono la facoltà di votare, esprimendosi sul diritto a mantenere la bandiera attuale o averne un'altra.

Spinte centrifughe sono presenti un po' ovunque. In Baviera qualche fermento indipendentista c'è da tempo e d'altra parte la Csu è un partito del tutto distinto dalla Cdu della signora Merkel. Un desiderio di autogoverno e indipendenza si trova in regioni francesi come la Corsica, la Savoia o la Bretagna, e in numerose aree italiane.

Le ultime elezioni sarde, ad esempio, hanno visto un importante risultato dei gruppi indipendentisti e solo il sistema elettorale adottato ha potuto oscurare tutto ciò. Spinte autenticamente indipendentiste sono poi sempre più visibili nel Tirolo meridionale, a Trieste e in altre aree: Sud incluso. Pieno di fermenti è pure il Veneto, come si è detto, ma qualcosa inizia a muoversi perfino in Lombardia: l'area più penalizzata al mondo a seguito della redistribuzione delle risorse, se si considera che una famiglia di quattro persone che lavora in questa regione perde più di 20 mila euro all'anno per il fatto di essere in Italia. Questo è il costo dell'unità e sempre più cittadini lombardi se ne stanno rendendo conto.
In Europa sono però soprattutto tre le aree veramente calde e da tanti punti di vista il 2014 potrebbe essere un anno cruciale. Si tratta di Fiandre, Scozia e Catalogna, e in ognuna di tali realtà vi sarà un passaggio politico cruciale. Le tre date da segnarsi sono il 25 maggio per quello che riguarda le Fiandre, il 18 settembre per quello che concerne la Scozia e il 9 novembre per la Catalogna.

FIANDRE: ELEZIONI PER DIRSI ADDIO

In Belgio, la scadenza politica è di carattere tradizionale, ed è anche possibile che nel suo insieme l'Europa poco si accorga di quello che succederà nella piccola monarchia posta al centro del continente. Non si tratta infatti di un referendum, ma semplicemente di un rinnovo degli organismi rappresentativi che per giunta avverrà in coincidenza con le elezioni europee. In quel giorno, infatti, i cittadini del Belgio non dovranno eleggere soltanto gli europarlamentari, ma anche rinnovare tutti gli organi del loro complesso (e assai barocco) sistema federale.

I sondaggi preannunciano un clamoroso successo del principale partito indipendentista fiammingo, l'N-VA (Nuova Alleanza Fiamminga), il cui progetto - nei fatti - porterebbe a dissolvere l'unità belga. Questo partito negli ultimi anni ha conosciuto un incremento elettorale sorprendente, conquistando anche la città di Anversa e diventando la prima formazione dell'intero Paese. Al posto dell'ordinamento attuale, si avrebbe una blanda confederazione composta da Fiandre e Vallonia: primo passo verso una dissoluzione del Belgio all'interno del quadro istituzionale europeo.

La situazione è insomma chiara. In qualche modo, ci si trova su un piano inclinato e anche se non si sa quale potrà essere la velocità del processo, pochi dubitano sull'esito. Tradizionalmente egemonizzato dalla parte francofona (fin dalla sua nascita, nel 1830), il Belgio è oggi caratterizzato da una forte maggioranza fiamminga e, soprattutto, da uno squilibrio economico che vede quanti parlano neerlandese economicamente penalizzati dal sistema redistributivo. Non può sorprendere il fatto che nel Belgio attuale la comunità vallona riceva più soldi di quanti non ne dia e che la comunità fiamminga malsopporti tutto ciò.

Di indipendenza nelle Fiandre si parla da molto tempo, ma mentre le formazioni che avevano mischiato al tema separatista varie questioni populiste (a partire dalla lotta all'immigrazione) non erano mai riuscite a valicare una certa soglia di consenso, con la fondazione di un movimento fiammingo su posizioni moderate, la N-VA, di centro-destra, gli esiti elettorali sono stati sempre più significativi.

Oggi il Belgio si appresta ad avere, dopo decenni di un sistema politico spaccato in due (con un partito socialista vallone e uno fiammingo, un partito liberale vallone e uno fiammingo, e via dicendo), il più forte partito della comunità maggioritaria ben determinato ad andarsene. È impossibile che questo non produca conseguenze.

SCOZIA: AUTONOMISTI DI SINISTRA

Assai diverso è il caso scozzese, dato che all'interno del quadro britannico la Scozia è una piccola realtà: molto meno importante, sul piano numerico e su quello economico, rispetto all'Inghilterra. Per giunta, l'attore principale del processo indipendentista in questo caso non si colloca sul centro-destra, ma sul centro-sinistra. Lo Scottish National Party di Alex Salmond è infatti un partito che vuole la separazione da Londra e che in larga misura interpreta tesi economiche latamente laburiste.

Un dato, però, rende straordinario il caso scozzese. Quale che possa essere l'esito, è formidabile che a Glasgow e a Edimburgo il prossimo 18 settembre si possa assistere a un pacifico recarsi alle urne di una popolazione chiamata a decidere se restare nel Regno Unito oppure dare vita a una Scozia indipendente. Come già per due volte avvenne in Québec, un tradizionale e anglosassone rispetto per la libertà ha indotto Londra a sottoscrivere un accordo con il governo scozzese affinché la questione separatista sia decisa con un semplice voto.

L'esito non è scontato. Sul piano economico, mentre nel caso belga non c'è dubbio in merito al fatto che l'unità penalizzi i fiamminghi, qui le cose sono diverse. Nonostante la guerra sui numeri e nonostante la questione del petrolio, estratto al largo delle coste della Scozia, è ragionevole pensare che quest'area - più povera di quella inglese - sia più beneficiata che penalizzata dal gioco redistributivo. Il che non è certo un buon motivo per non trarre beneficio dall'autogoverno e dalla competizione istituzionale: dal fatto, cioè, che una Scozia indipendente potrebbe darsi regole (in primis fiscali, sul modello dell'Irlanda) tali da permetterle un grande sviluppo, oltre che la tutela della propria identità storica e culturale.

CATALOGNA: VERSO LA SVOLTA

Il caso più interessante e per tanti aspetti cruciale, però, è quello catalano. Per più di una ragione. La Spagna è uno dei modelli storici dello Stato moderno e pure dello Stato nazionale. La rivendicazione catalana per giunta unisce ragioni economiche e culturali, ma deve fare i conti con il nazionalismo di Madrid.

Se l'indipendentismo fiammingo è più di destra e quello scozzese è più di sinistra, a Barcellona la richiesta dell'indipendenza abbraccia per intero lo spettro politico. La formazione forse più determinata è l'Esquerra Republicana de Catalunya (di sinistra), ma una posizione più centrale occupa Convergencia i Unió du Artur Mas (di centro-destra), tradizionalmente autonomista e tuttavia ora decisa a fare della Catalogna uno Stato indipendente all'interno dell'Europa.

Il guaio è che tra Madrid e Barcellona è in atto un braccio di ferro. Mentre David Cameron e Alex Salmond non hanno avuto difficoltà a sottoscrivere un accordo che fissasse la data e il contenuto del referendum, non esiste un'analoga intesa tra Mas, che è a capo del governo catalano, e il premier spagnolo Mariano Rajoy. In gioco non c'è solo la Catalogna, d'altra parte, ma la tenuta spagnola nel suo insieme. Se i catalani se ne vanno, immediatamente dopo sono pronti ad andarsene i baschi, ma altre spinte centrifughe ci sono nel resto del Paese. Sarebbe lo stesso Stato nazionale a entrare in crisi. Questo significa che potenzialmente a essere in discussione è larga parte d'Europa: a partire dall'Italia.

La determinazione catalana è comunque ammirevole. In maniera unilaterale, la Generalitat - il parlamento dei catalani - ha fissato per il 9 novembre la data del referendum, che avrà due quesiti: il primo prevede la scelta tra l'appartenenza della Catalogna alla Spagna alle medesime condizioni attuali oppure l'autoproclamazione della Catalogna stessa quale «Stato»; in caso di vittoria di quest'ultima opzione, il secondo quesito prevede la scelta tra la permanenza del novello «Stato di Catalogna» all'interno di una Spagna che dovrebbe necessariamente ridefinirsi in forma confederale - qualcosa di simile a quanto progettano le Fiandre, come abbiamo visto in precedenza - oppure la piena indipendenza. I sondaggi sono piuttosto allineati nel prospettare una vittoria per entrambi i quesiti e, quale conseguenza, il distacco di Barcellona da Madrid. Ma dai palazzi madrileni faranno di tutto perché i catalani non possano votare.

La scelta della data è interessante. Mas ha posto il voto catalano dopo quello scozzese, dall'esito incerto ma che sicuramente avrà luogo, e anche dopo la Diada dell'11 settembre: la grande festa popolare che nel 2012 e nel 2013 ha visto nelle strade più di un milione di persone e che nel 2014 coinciderà con il terzo centenario dell'invasione spagnola e della perdita della libertà da parte dei catalani. Il 9 novembre, data prevista per la consultazione, ricorrerà per giunta un anniversario ancora più significativo: un quarto di secolo dalla caduta del Muro di Berlino. A significare che il referendum vuole inserirsi nel percorso storico di liberazione delle comunità politiche continentali dall'oppressione degli stati nazionali ottocenteschi e delle loro degenerazioni tiranniche novecentesche.

L'UNIONE EUROPEA E LO STATUS QUO

Entro questo scenario generale, un ruolo importante lo stanno giocando le istituzioni europee. E se in linea di massima i movimenti indipendentisti sono (ed è comprensibile) tendenzialmente favorevoli all'Europa, in quanto ritengono in modo molto pragmatico che in tal modo il processo di separazione possa apparire meno traumatico, assai particolare è l'atteggiamento di Bruxelles, che sta in tutti i modi provando a impedire tale evoluzione. Nei giorni scorsi, non a caso, il presidente della Commissione Barroso ha sostenuto che nell'ipotesi di un'indipendenza scozzese non è pensabile che il nuovo Paese possa automaticamente essere già membro dell'Unione. Dovrà fare domanda e seguire la procedura ordinaria.

Come mai tutto questo? È semplice. La disgregazione degli Stati nazionali va esattamente in direzione opposta rispetto al processo di unificazione europea, ma soprattutto è chiaro che oggi l'Europa è un cartello di Stati che sono portati a sostenersi vicendevolmente. Il processo disgregativo delle nazioni ottocentesche, se dovesse avesse avere luogo, dissolverebbe gli attori stessi che hanno dato vita all'Unione. Gli euro-burocrati temono più di ogni altra cosa che il potere si localizzi e che le varie regioni e città si mettano a competere. Il loro sogno è un continente unificato sotto un unico potere tecnocratico. Faranno tutto il possibile per sbarrare la strada a fiamminghi, scozzesi e catalani, ma anche a tutti quanti si possano mettere nella loro scia. Ecco perché oggi la battaglia di libertà contro il centralismo europeo si combatte sostenendo e replicando i percorsi di decostruzione degli Stati nazionali messi in atto nelle Fiandre, in Scozia e in Catalogna. Quanti governano, ad esempio, regioni come il Veneto o la Lombardia (fortemente penalizzate dalla redistribuzione delle risorse attuata da governi centrali) dovrebbero agire di conseguenza. Non c'è tempo da perdere.

Commenti
Ritratto di WjnnEx

WjnnEx

Sab, 22/03/2014 - 08:39

Quando sarà confermata l'ottima notizia?? Mi auguro che tutti,ma proprio tutti, i veneti presenti sul territorio italiano vogliano rientrare nella beneamata terra...Auguri.

Ritratto di andrea626390

andrea626390

Sab, 22/03/2014 - 08:44

Questo giornale è il secondo giorno che pompa questa specie di sondaggio. Bene, pompiamo pure queste mire autonomistiche del veneto, poi magari della Lombardia, della Sardegna, del Trentino, della Sicilia, ecc. e cc. Dove andremo a parare????

gamma

Sab, 22/03/2014 - 08:50

A quando il Ducato di Parma e Piacenza? E il Papa che si riprende Roma e il Lazio? Infine, Il Regno delle due Sicilie. Ognuno aveva le proprie monete e per passare da uno stato ad un altro ci voleva il "salvacondotto". Spesso, poi ci facevamo delle belle guerre per questioni di capitale importanza come lo sfruttamento di un fiume o di una fonte o di un giacimento metallifero.

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Sab, 22/03/2014 - 09:11

bene, inizieremo a fare un po di guerre come nei tempi passati.

Antares46

Sab, 22/03/2014 - 09:11

x WjnnEx - Si ma ci sarà uno scambio di posti. Fuori tutti i non veneti dal Veneto. Ci guadagneremmo sicuramente!!!

Ritratto di rapax

rapax

Sab, 22/03/2014 - 09:15

A proposito di indipendenza de Veneto(comprensibilissima con uno stato pappone e canaglia come questo) e' chiaro che dovranno pero' prendere a calci in culo anche i comunisti veneti ...se no il seme del "tumore" rimane..e' infatti impensabile che effettuo una secessione..ma all'interno rimangano scorie o formazioni politiche che si rifanno all'assistenzialismo e all universalismo delle genti e del lavoro...ergo DEPORTAZIONE...eh eh, poi con i clandestini? Come la mettiamo? Ne rimangono a bizzeffe..e le politiche dell'immigrazione?? Li prenderanno finalmente a calci nel sedere? Dubito, se almeno non si completa la prima fase di cui sopra.

Antares46

Sab, 22/03/2014 - 09:15

A dire il vero sono un po' preoccupato!!! Come Svizzero potro entrare nella serenissima con la sola Carta d'Identità valida o ci vorrà il passaporto? In Veneto ci vado 3 / 4 volte all'anno in montagna (Cadore) dove ho casa e al mare (Caorle) dove tengo appartamento. Speriamo che non mi tocchi vendere tutto, anzi svendere tutto!!!

belmonte

Sab, 22/03/2014 - 09:21

Dov'è la notizia? Lo stesso referendum fatto in Basilicata otterrebbe il 100% di sì. Una domanda, dopo decenni durante i quali ci avete scassato i cosiddetti con il tormentone "Dobbiamo fare una grande Europa per rispondere alle sfide della globalizzazione", adesso ci dobbiamo entusiasmare per la riedizione del Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla? Ridicoli.

dukestir

Sab, 22/03/2014 - 09:21

AHAHAH, un sondaggio online completamente inattendibile viene spacciato per "referendum per l'indipendenza". 89% e' roba da Cuba - volete dirmi che anche i vecchietti negli ospizi hanno votato online con il loro tablet?!? Con questi criteri mi sarei aspettato il 482%. 89%, mi spiace, e' un flop.

Luigi Fassone

Sab, 22/03/2014 - 09:26

E sì,molto efficace il titolo di questo pezzo,con quella terza "P"di TROPPPE. Ma fatelo in fretta,sto referendum veneto,così,quando avrete sbattuto bene la testa contro il NO,vi metterete (forse) l'anima e il corpo in pace.

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Sab, 22/03/2014 - 09:30

L' UE, nata dal progetto americo-sionista per asservire gli stati nazionali, finirà per distruggere le nazioni facendole esplodere in mille secessionismi.

xgerico

Sab, 22/03/2014 - 09:30

Ma siiiii, ogni tanto il Giornale vi "appioppa" un articolo in cui vi tiene in allenamento il vostro sistema nervoso! a notizia

Ritratto di Blent

Blent

Sab, 22/03/2014 - 09:31

l'Italia ormai è un malato terminale , inutile raccontare fandonie il suo futuro è il fallimento . Arrivati a questo punto non ha più senso sostenere a tutti i costi l'unita del paese ma bisogna ricorrere al "si salvi chi puo'" e il Veneto si sta attrezzando , non posso biasimarli.

xgerico

Sab, 22/03/2014 - 09:32

Articolo e sondaggio di nessun valore giuridico!

peterjac

Sab, 22/03/2014 - 09:36

questa mi sembra proprio come l'imu. alla fine la cosa inutile c'è la siamo dovuti sorbire e con la tasi pure a costi raddoppiati. sempre per salvare il culo a dei politici da operetta. ma che secessioni, indipendenze, annessioni o scissioni. tutte queste cose non risolvono un bel niente. i ladri veneti si concentreranno nel veneto come farebbero quelli lombardi o campani o siciliani. ognuno nella sua regione e non risolveremmo niente. quello che ci vuole è una bella legge anticorruzione che faccia passare a tutti la voglia di allungare le manine su cose che non gli appartengono o su affarismi per creare posizioni per aziende all'ombra del politico(conflitto d'interessi?). il politico deve fare il politico e basta e lavorare per la collettività non se stesso. in caso contrario un calcio in una cella buia e sequestro dei beni suoi e della sua famiglia e buona notte.

biricc

Sab, 22/03/2014 - 09:37

Il Veneto ha avuto più di 1000 anni di storia caratterizzata da grandi successi economici e sociali. Con l'unità d'Italia è incominciato un lento ma inesorabile declino. Noi veneti siamo laboriosi e pieni di iniziativa ed è innegabile che il nordest sia il motore economico dell'Italia ma la zavorra ha raggiunto un peso insopportabile e quindi o molliamo tutto o finiamo a picco.

Ritratto di caribou

caribou

Sab, 22/03/2014 - 09:42

Mi raccomando, i muri belli alti intorno al veneto!! Dove e quando posso firmare!!

Ritratto di bobirons

bobirons

Sab, 22/03/2014 - 09:43

Sempre più necessaria un'organizzazione di tipo federativo, dove le iniziative locali siano lasciate ai poteri del luogo, mentre gli indirizzi generali sono emanati da un governo centrale. Senza essere leghisti, non si può nascondere che l'autonomia finanziaria ed amministrativa, che avrebbe dovuto essere implementata ma che è stata lasciata nel dimenticatoio, servirebbe a questo. Allora si vedrebbe se un commesso di una regione prende più di un'assessore, che poi lascia scontenta anche questa dei suoi "miseri" 5.500,00 euro/mese. Se poi qualche scriteriato volesse ritornare all'arlecchino degli staterelli pre 1900,, beh allora non si può che incolpare la scuola che ha tirato su dei somari, sia in storia che cultura civica.

belmonte

Sab, 22/03/2014 - 09:46

Ausonio, una domanda: ma le pensi le cose che scrivi o ti vengono di getto?

oasicarlos

Sab, 22/03/2014 - 09:46

2.102.000 votano si, e molti babbei qua non vogliono coglierne i significati. Continuate a leggere Novella 2000 e a guardare tutte le puntate di Beautiful. Qua c'e' gente che da 30 anni lavora al progetto, non e' nato ieri chiacchieroni.

Invisibleman

Sab, 22/03/2014 - 09:47

la festa sta'per finire, e a molti dei mangia mangia sulle spalle degli altri, non piace che tutto questo stia per finire.... l' ondata e'partita, ora rimane solo che tra meno tempo possibile si abbatta come uno tsunami su tutti quelli che ci hanno affossato rubandoci la vita ed il nostro futuro

Ritratto di alasnairgi

alasnairgi

Sab, 22/03/2014 - 09:48

Questi fatti a mio parere sono il risultato ultimo della costruzione dell'Europa "unita" senza chiedere nessun parere alle popolazioni residenti. E' stato tutto fatto dai politici quasi motu proprio. In tutte le cose di questo mondo si sa che ad ogni azione corrisponde sempre una reazione uguale e contraria. Ora dopo i guasti introdotti dall'euro,dalla tecnocrazia europea i vari movimenti indiprndentisti che serpeggiavano quasi nascosti,vengono prepotentemente alla superficie.Staremo a vedere i risultati dei referendum e le decisioni che ne scaturiranno.

untergas

Sab, 22/03/2014 - 09:50

Articolo ben strutturato e per molti versi condivisibile. Le forzature nazionaliste del XIX e di inizio XX secolo, segnano ormai il passo ed emergono tutte contraddizioni di visione sociale innaturale. L'unità d'italia fu una forzatura che ha creato molti più problemi di quanti ne abbia risolti e forse sarebbe il caso di rimarcare come la stessa fu, in realtà, imposta da interessi massoni, essenzialmente eteroguidati in funzione anti imperi centrali, con la forza delle armi sabaude. Chi richiama il sangue versato dai soldati del regno d'italia per il completamento di questa fola massonica, dovrebbe anche ricordare che fu sangue versato per una guerra di conquista e non già per una guerra di liberazione che nessuno(se non pochi esagitati nazionalisti) richiedeva. Il sangue versato da chi difese strenuamente le proprie terre non lo ricorda nessuno e la gente delle terre conquistate, mi riferisco essenzialmente all'attuale Trentino A.A-Südtirol e Trieste, si vide invasa, violentata e impossibilitata ad esprimere tramite un plebiscito come avvenne, per esempio, per l'annessione del lombardo-veneto, la propria volontà. Richiamando G.B Vico si potrebbe dire che, un poco alla volta, i conti iniziano a tornare e il fiume della storia dei popoli ritorna nel suo alveo naturale che è quello scavato dai secoli e che fu sconvolto dalla follia della guerra nazionalista

Ritratto di ottimoabbondante

ottimoabbondante

Sab, 22/03/2014 - 09:51

Ruggisci forte Leone Marciano. Ruggisci e che ti sentano ovunque. E tra un po' voleranno pure le Aquile Tirolesi ed il Grifone Dorato Aquileiese. Avanti senza timore, l'Alabarda Tergestina sará con voi.

Ritratto di albauno

albauno

Sab, 22/03/2014 - 10:00

Questo sondaggio è una pura imbecillità che serve solo ai fanatici per dire "vedi quanti ne siamo?" Ma è chiaro che è andato a votare chi voleva la secessione, quindi il dato dell'89% è altamente fasullo. Quanti sono stati gli elettori? Mi meraviglio del Giornale che ha dato tanto rialto ad un sondaggio farsa.

Nemoweiss

Sab, 22/03/2014 - 10:08

COSA ASPETTI, CARO IL GIORNALE, A LANCIARE UN REFERENDUM PER L'INDIPENDENZA DELLA LOMBARDIA, e scusa il tono ad alta voce, ma non se ne può più!

Ritratto di Soccorsi

Soccorsi

Sab, 22/03/2014 - 10:15

Come capisco i veneziani!

Ritratto di stenos

stenos

Sab, 22/03/2014 - 10:29

Se conviene agli USA e ai potentati economici internazionali, ci riusciranno. Tanti piccoli stati in europa da manipolare a piacere. Rompono le palle? Un bel colpetto di stato stile Ucraina e li riallineano. Il metodo l'abbiamo insegnato noi, divide et impera.

Antares46

Sab, 22/03/2014 - 10:30

x albauno - Allora non hai letto bene gli articoli. Si parla dell'89 % dei favorevoli alla secessione. I votanti sono stati il 73 / 74 % del corpo elettorale. Cosa vuoi di piu? Ammesso e non concesso che il rimanente che non ha votato, cioè il 25 % di aventi diritto di voto avesse ipoteticamente votato contro la secessione, i contrari non avrebbero raggiunto comunque i 2'100'000 votanti favorevoli. Se vuoi ti faccio un disegnino!!!! Poi possiamo discutere sulla legalità o meno di questo referendum. Ma l'autodeterminazione dei popoli, previsto nella costituzione europea, non ti dice niente? Cosa mandate i carri armati in Veneto se proprio si dovesse arrivare alla secessione?

Giorgio5819

Sab, 22/03/2014 - 10:31

E adesso SVEGLIA LOMBARDIA! A piccoli passi verso il grande giorno che roma si troverà sola con le sue croste da grattare.

paolomo

Sab, 22/03/2014 - 10:34

Una mattina... mi son svegliato... o bella ciao bella ciao bella ciao ciao ciao... una mattina mi son svegliato e ho trovato gl'invasor.

Antares46

Sab, 22/03/2014 - 10:36

x albauno - Certo che questa votazione non puo essere paragonata a quella del PD per le primarie dove hanno fatto votare i clandestini e gli asilanti e dove quale sinistronzo ha votato due o tre volte!!!!

bisesa dutt

Sab, 22/03/2014 - 10:38

sono colmo i gioia avete coscienza del vuoto berlusconismo e vi rifugiate nel più classico dei sentimenti inutili, sono colmo di gioia perché questo articolo è il segno della vostra definitiva fine

Ritratto di gianniverde

gianniverde

Sab, 22/03/2014 - 10:40

Spero che i veneti rientrino nella beneamata terra (Italia) eldorado dell'europa,ma come turisti !!!!!

HAKWERSIDDELEY

Sab, 22/03/2014 - 10:44

@Franco from Treviri : guarda che le ultime guerre i tuoi amici le hanno perse ... ricordati ad esempio il periodo autunno 44- inverno 45 quando in Francia e zone limitrofe i caccia bombardieri alleati ( Tempest/ Typhoon della RAF e P47 dell'USAF tiravano su tutto quello che si muoveva ( treni, camion , carri armati ecc. ) e le poche sortite della Luftwaffe servivano più che altro ad " un riposizionamento all'indietro " ( ruckzuck ) verso la Grande Germania .. LOL LOL LOL .. per cui stai defilato e coperto che hai poco da celebrare e di cui vantarti !

Klotz1960

Sab, 22/03/2014 - 10:47

I "rivoluzione polenta e osei" poi ci spiegheranno che faranno trentini e friulani.

Ritratto di bracco

bracco

Sab, 22/03/2014 - 10:54

Ieri seguendo una trasmissione su rai 3, un imbecille di politico con un marcato accento meridionale l'ha definita una "carnevalata". Facile capire il suo rancore da umo del sud, ma nello stesso tempo ignorante sottovalutando quanto accaduto, per altro l'Italia è troppo lunga, una parte si sente parte di quell'area del sud del mediterraneo, mentre un'altra si sente più a suo aggio guardando al nord.....punti di vista....

HAKWERSIDDELEY

Sab, 22/03/2014 - 10:57

@Franco from Treviri : visto che siamo ( o almeno sono .. LOL moderators perdonate la fissa ) in tema di aviazione militare .. ti ricordo anche l'immortale commento fatto a proposito del FW 190 D9 " langnase " ( codice alleato : FW 190 Dora 9 " longnose " , con ogni probabilità il miglior " piston engine fighter " della WW II : " too little , too late " ..LOL LOL LOL

untergas

Sab, 22/03/2014 - 11:01

@ Klotz1960. Noi stiamo stiamo procedendo da tempo(in modo molto defilato), verso l'autonomia integrale. L'Euregio tirolese è già una realtà

Klotz1960

Sab, 22/03/2014 - 11:02

Agh.. a dir la verita' io aspettavo il Polenta e Osei della Findus.

Pelle68

Sab, 22/03/2014 - 11:06

L'ignoranza di quelli che sottovalutano il referendum o plebiscito ( la sostanza non cambia), non sanno che si votava anche in gazebo, in molti comuni oppure che come ho fatto io, col mio tablet ho fatto votare decine di " non tecnologici " che col loro documento in mano volevano farlo. Quando ci sarà il referendum definitivo i si stravinceranno, tutte quelle zecche che ancora vorrebbero mungere il Veneto ed altre regioni che sarebbero virtuose senza i parassiti ( tipo l' amministrazione di Roma ) inizino a tremare, condividano le loro poche risorse con i turisti di " mare nostrum " e restino a fare da servitori alla culona ma non ci rompano più i coglioni.

Ritratto di albauno

albauno

Sab, 22/03/2014 - 11:10

E' vergognoso dare tanto spazio ad una bufala come quella del sondaggio (online). Quante persone non hanno votato? e poi che attendibilità v'è? Stiamo dando un grande assist al PD

Ritratto di albauno

albauno

Sab, 22/03/2014 - 11:16

Stiamo toccando il fondo del ridicolo. E si spaccia questo sondaggio come referendum istituzionale. Ma mi faccia il piace! Tra giorno indirò un sondaggio onlne per l'indipendenza dell'isola d'Elba, e poi quella dell'isola di Montecristo! Ma per una volta facciamo i seri!

Anonimo (non verificato)

Ritratto di luigipiso

luigipiso

Sab, 22/03/2014 - 11:44

Ma i promotori hanno spiegato le ragioni, e sopratutto le conseguenze economiche, di una secessione. Si stamperanno i loro soldi sulla carta igienica? Ma che cialtroni....!!!

Anonimo (non verificato)

Mario-64

Sab, 22/03/2014 - 12:15

Il referendum "on-line" e' una buffonata ,e' chiaro che in tempo di crisi la gente protesta. Che tasse e burocrazia siano troppe e' altrettanto chiaro ,ma non c'e' bisogno di tornare ai ducati e alle signorie .

biricc

Sab, 22/03/2014 - 12:23

Antares46. lasciali perdere, a furia di vivere di stipendio statale hanno perso ogni cognizione di tempo e di spazio.

gpetricich

Sab, 22/03/2014 - 12:26

andrea626390 Qualsiasi posto dove andare a parare è meglio di quello attuale.

gcf48

Sab, 22/03/2014 - 12:32

piuttosto che veneto libero, lombardia libera ecc. non sarebbe meglio ESPELLERE alcune regioni? non faccio nomi ma sono un po' a sud. A parte gli scherzi vorrei ricordare che l'idea di cavour era di una italia federativa composta da tre stati. nord, centro, sud. E' sul federalismo vero, alla svizzera, che bisogna puntare.

gcf48

Sab, 22/03/2014 - 12:32

piuttosto che veneto libero, lombardia libera ecc. non sarebbe meglio ESPELLERE alcune regioni? non faccio nomi ma sono un po' a sud. A parte gli scherzi vorrei ricordare che l'idea di cavour era di una italia federativa composta da tre stati. nord, centro, sud. E' sul federalismo vero, alla svizzera, che bisogna puntare.

migrante

Sab, 22/03/2014 - 12:33

il Veneto motore economico al quale i "ladroni" succhiano il sangue...e come sarebbero diventati 'sto "motore" ?... Hanno investito gli sghei dei bisnonni e siccome erano "geneticamente" abilissimi si son sviluppati ?...macche`...polentoni con le pezze al sedere si son per anni sparpagliati in giro per il Mondo peggio dei Nigeriani, almeno quelli che non morivan di fame o di pellagra, poi furon ripresi per i capelli dal Duce che con guerra del grano, bonifiche, infrastutture li rimise un po` in sesto...poi venne la guerra e dopo di nuovo le pezze al culo e le valige di cartone..fino agli anni '70, quando la politica industriale del governo ladrone romano, e non li sghei dei bisnonni, diedero il via alla trasformazione...adesso dicon di aver le tasche piene di Roma...appunto...adesso che hanno "le tasche piene" !!!

Ritratto di rapax

rapax

Sab, 22/03/2014 - 12:49

MA alla fine non e' che sara' un referendum sulla secessione da campania, calabria e sicilia?? Eh eh e poi scusate l'emilia e la toscana COMUNISTE? Dove le mettiamo?? Date retta senza cancellare i COMUNISTI hai voglia di essere indipendente..facciamo una secessione dal comunismo...che e' meglio

dave_d

Sab, 22/03/2014 - 12:56

I russi: nazione di ubriaconi, cafoni e turbolenti, e come se non bastasse, con la mania della grandezza. Non c'è da stupirsi che in passato hanno adottato la più imbecille delle ideologie. Dai tempi degli zar non fanno altro che provocare sofferenze alle nazioni vicine. Prima le invadono, poi le "russificano" (decimando la popolazione locale, tagliandoli completamente le forniture alimentari fino a ridurre la povera gente allo stato di cannibalismo, deportandoli, piantando al loro posto popolazione russa). E adesso fanno dei referendum "democratici", e guarda caso i russi sono in maggioranza. Il responsabile per la russificazione della Moldavia è stato il “grande” Gorbaciov. Qualcuno dovrebbe andare a chiederli cosa faceva in quel periodo.

Tergestinus.

Sab, 22/03/2014 - 12:58

L'articolo è completamente sbagliato. Come si fa a parlare di "crisi degli stati nazionali", quando i movimenti separatisti menzionati sono proprio espressione di una nazione? Si parla di Fiandre, che sono la parte del Belgio in cui si parla olandese e non francese, quindi sono un'altra nazione rispetto ai belgi di lingua francese; si parla di Scozia, che è una delle nazionalità che convivono nel Regno Unito, dove non si parla l'inglese (lingua germanica) ma lo scozzese (lingua celtica); si parla di Catalogna, che è una delle nazionalità che compongono il Regno di Spagna, dove si parla catalano è non spagnolo. Atro che "crisi", direi piuttosto che questa l'epoca in cui il concetto di nazione si afferma fino in fondo, e che invece la crisi è quella degli stati plurinazionali, alcuni dei quali nati a tavolino alla fine delle guerre mondiali (Cecoslovacchia, Jugoslavia). L'identità nazionale non è mai stata affermata in maniera altrettanto decisa. In questo panorama l'Italia è semmai l'eccezione, l'unica nazione europea a cui non interessa avere forma di stato. Quanto a "untergas", parla di cose che non conosce, parla di un Trieste "invasa" e violentata" dall'Italia. Ma per favore! I Triestini dell'aquila bicipite che favoriva gli slavi e umiliava gli italiani non ne potevano più da decenni, l'ingresso delle truppe italiane fu salutato con giubilo generale. L'austronostalgismo oggi tanto in voga è nato negli anni Settanta-Ottanta, man mano cioè che morivano coloro che sotto l'Austria avevano vissuto davvero.

biricc

Sab, 22/03/2014 - 13:03

Luigipiso, E' questo il bello, non c'è nulla da spiegare, noi Veneti sopportiamo da decenni le amene spiegazioni dei vari governi romani che hanno avuto l'unico esito di dissanguarci a dovere.

Ritratto di marforio

marforio

Sab, 22/03/2014 - 13:10

Rivoglio il mio stato della Chiesa.Dove stranieri e burini saranno rimandati a casa.Se possibile per molti poPoli pirla , perche non per noi. Ci riprendiamo l Urbe facendola rivivere per noi romani .Che sogno non avere piu ministeri, presidenti e tutti i parlamentari in mezzo a noi. FUORI I BARBARI DA ROMA.

Ritratto di marforio

marforio

Sab, 22/03/2014 - 13:22

bIRIC-La repubblica di venezia e' finita con napoleone.Dopo di cio dalla prima guerra mondiale si e dissanguata di persone finite molte a lavorare in svizzera o germania fino agli anni 60. Ricordo il Vento di Mariano Rumor che approfittava della cassa del mezzogiorno.Lo chiamavano la Sicilia del nord.Solo che in Sicilia mangiava la mafia un pozzo senza fondo.Voi altri vi siete rimboccate le mani e vi ritrovate ora ad essere una regione abbastanza autónoma, ma strozzata dalla inettitudine dei nostri ladripoli .Ma non credo che la seccessione porti a qualcosa di miglioramenti.Si debe combattere uniti il governo centrale , dove si annidano intrallazzatori ,faccendieri , ladri disonesti .Solo cosi rimanendo uniti saremo di nuovo una grande nazione.Mandando in esilio re,ministri e ladri vari.Perche questi tutto fanno ma meno il bene del popolo Italiano.

dani88

Sab, 22/03/2014 - 13:28

Tutti i non veneti non hanno nessun diritto di commentare questa notizia, visto che probabilmente non conoscono la storia del Veneto, i suoi abitanti e come e da quanto è nata questa iniziativa di referendum (di certo non da una settimana). Andate a commentare altri articoli ma non questo, altrimenti dimostrate solo la vostra ignoranza, oltre che una buona dose di invidia per una regione da sempre locomotiva di questo zimbello di paese, con un PIL equiparabile a quello della Baviera e un livello di sviluppo delle aziende e della capacità produttiva che un italico qualsiasi non può proprio concepire. Ignoranza, invidia e complessi di inferiorità che stanno dimostrando anche quei politici parassiti italici che in televisione parlano di "pagliacciata", i pagliacci siete voi, esseri geneticamente inferiori che non riuscite neanche ad amministrare una città e togliere la spazzatura dalle vostre strade. Noi non abbiamo mai avuto nulla a che fare con voi, come modo di vedere le cose mi sento molto più vicino ad uno svedese, norvegese, olandese, tedesco ecc rispetto ad un qualsiasi italico. E con questo referendum abbiamo deciso di diventare uno Stato sovrano, la costituzione europea prevede l'autodeterminazione dei popoli e da oggi lotteremo ogni giorno affinchè questa volontà venga rispettata.

pier47

Sab, 22/03/2014 - 13:36

buongiorno, leggendo un pò di commenti,deduco che qualcosa i veneti faranno.Molta gente NON HA CAPITO,(non c'è da meravigliarsi), che questo referendum,anzi consultazione sarebbe più giusto,NON HA valore giuridico ma è servito,per ora, a smuovere le acque,è stato lanciato un sasso nello stagno italiano.Dietro,sicuramente,c'è la Lombardia,che ha mandato in avanscoperta il Veneto.Adesso si vedrà,tra poco ci sono le elezioni europee che qualcosa diranno. In più,chi commenta in modo sarcastico e ci ride sopra è il più co.......di tutti perchè dimostra di sottovaluture il sentire dei veneti,stanchi,come i lombardi,di provvedere al sostentamento del centro-sud comprensivo di romaladronacapitaledeifallimenti. Io arriverei anche alla guerra civile se fosse il caso. saluti

igiulp

Sab, 22/03/2014 - 13:47

Benissimo hanno fatto i veneti ma, visto che non riusciranno ad avere l'indipendenza per i motivi che si conoscono, si punterà ad avere tre o più macroregioni autonome, dove ognuno si prenderà le proprie responsabilità e Roma (spogliata di tutti i suoi privilegi) starà a guardare. Lombardia svegliati !!!

Elisadaltlt

Sab, 22/03/2014 - 13:48

mi chiedo come mai nessun giornale nazionale parla dell'indipendenza che viene negata al territorio libero di trirste! è da qualche anno che si è formato un movimento che chiede la restituzione dell'indipendenza di un territorio che sarebbe dovuto essere AMMINISTRATO dall'italia, ma che l'italia ha fatto suo senza alcun diritto, mandando a rotoli la sua economia, quando avrebbe dovuto fare esattamente il contrario e facendo pagare tasse su tasse, quando non aveva e non ha alcun diritto di prendersi i nostri soldi!!! ridateci trieste!!!!

Raoul Pontalti

Sab, 22/03/2014 - 13:59

Forza buffoni, ora comunicate a ONU, UE e NATO (a Roma non serve, ci pensa l'ONU)l'avvenuta indipendenza, contrattare con l'UE l'adesione e con la NATO la copertura difensiva (sennò basta un gruppetto di qaidisti a creare problemi), predisponete la moneta, le frontiere e le dogane. Poi vediamo quanto durate...P.S. naturalmente dovete lasciare immediatamente andare i comuni che hanno già votato la secessione dal Veneto per unirsi a TAA e FVG e quelli che lo vorranno nel nome dell'autodeterminazione dei popoli, delle comunità, dei quartieri, dei condominii....State affondando dopo aver vissuto al di sopra dei propri mezzi con la tolleranza anche di Roma e avere ignobilmente saccheggiato il vostro territorio, state perdendo pezzi e tocchi col secessionismo comunale periferico, e pateticamente rilanciate con la secessione dall'Italia: alienati in fuga dalla realtà e dalle proprie responsabilità. Ancor più patetici quei “camerati” veneti che mi davano dell'antipatriota, dell'antinazionale, nemico dell'onor patrio e dei suoi simboli tra cui la divisa (e naturalmente gli immancabili eroi fulgidi esempi di virtù nazionali: i marò) ora in fregola secessionistica come le bestie i cui sentimenti sono dominati dagli ormoni e non dall'intelletto: patetici al cubo.

Ritratto di danutaki

danutaki

Sab, 22/03/2014 - 14:01

Aridatece er Papa nostro ....!!! @luigipiso....lasci stare...non è per lei ....lunedi tornerà alla sua scrivania e saluterà come al solito con reverenza il suo Capo (calabrese ??) Buon fine settimana !!

Ritratto di gianniverde

gianniverde

Sab, 22/03/2014 - 14:24

Raoul ha ragione ci sono dei buffoni che non si accorgono nemmeno di esserlo dall'alto della loro altezzosità e postano su questo sito invece di rivolgersi ai giornali meridionali.

untergas

Sab, 22/03/2014 - 14:24

@ Tegerstinus. Caro signore sarà lei che parla di ciò che non conosce. Per fortuna, da tirolese, so bene per i racconti diretti dei miei nonni cosa fu l'invasione italiana. Lasci perdere va là... che è meglio.

Ritratto di rapax

rapax

Sab, 22/03/2014 - 18:01

Ma voi pensate che i veneti(che sono italiani anche nel profondo fatevene una ragione) scendano in piazza incazzati come gli ucraini??? Eh eh vi spiego come andrebbe, se dovesse succedere......eeee, lo stato vigliacco non avrebbe le palle per mandare i "carri armati" li manderebbe pero' con mandato Ue..sicuro.

metallian75

Sab, 22/03/2014 - 19:26

@tergestinus: Ci sarà pur un motivo perché a Trieste ancora adesso si dice "Verfluchtes das Boot", lasciami indovinare i tuoi avi sono arrivati a Trieste sull'audace? si erano molto felici dell'arrivo degli italiani, soprattutto a San Giacomo quando arrivarono quelli infami della brigata sassari. continua pure a studiare la storia di Trieste mediante documentari dell'istituto luce...

Raoul Pontalti

Sab, 22/03/2014 - 19:57

untergas l'invasione italiana se la comperò Cecco Beppe. Voi crucchi dell'Alto Adige dovete sempre ringraziare l'Italia che anche durante il Fascismo ha rispettato le tradizioni e gli istituti locali (ricordiamo il catasto austriaco e il maso chiuso) e dopo le opzioni ha riaccolto gli optanti espatriati e non ha attuato le pulizie etniche che hanno comportato l'espulsione delle popolazioni germaniche da Prussia Orientale, Memelland, Prussia Occidentale, Pomerania, Alta e Bassa Slesia, Slesia austriaca, Sudeti, Brandeburgo a oriente dell'Oder (Ostbrandenburg), Posnania, e la cacciata dei Tedeschi del Banato, di Transilvania, di Bessarabia, di Moldavia, di Crimea, di Slovacchia (Karpatendeutsche), di Galizia, del Baltico (tra le due guerre), di Dobrugia (Dobrudschadeutsche), di Finlandia, di Jugoslavia, del Caucaso (Kaukasiendeutsche), di Volinia, del Volga (Wolgadeutsche), del Mar Nero (Schwarzmeerdeutsche), d'Ungheria, etc. e aggiungo per la singolarità del caso (e la bestialità commessa dai Sovietici) i Wolfskinder, ossia gli orfani, per eventi bellici o per morte dei genitori impiegati come lavoratori forzati dai sovietici, della Prussia orientale erranti nei boschi e che si trasferirono o furono portati in Lituania e in Bielorussa a lavorare come schiavi. L'Italia è la Nazione che meglio si è comportata con la propria minoranza tedesca, infinitamente meglio di come si comportò l'Austria nei confronti della minoranza italiana. Caro untergas certe fregnacce le puoi raccontare a chi la storia della nostra regione non la conosce ma non a me che sono trentino e con un minimo di conoscenza storica.

untergas

Dom, 23/03/2014 - 19:08

@ Raoul Pontalti. Lei non sa, non conosce, ignora e, per sovrapprezzo insulta. Lei è trentino come il sottoscritto è marocchino. Lei non solo insulta, ma tradisce la verità sproloquiando del rispetto dei fascisti sulle terre conquistate. Si vergogni!

Ritratto di rapax

rapax

Dom, 23/03/2014 - 19:33

Raoul Pontalti per una volta concordo appieno

untergas

Dom, 23/03/2014 - 21:46

@ Raoul Pontalti. Fortemente dubbioso che fosse trentino per le insulsaggini profferite, sono andato a verificare. Lei è effettivamente di Trento(non so se importato o indigeno, non ha importanza). La cosa che mi era sfuggita - e che mi è poi stata chiara leggendo il suo curriculum - è che Lei potesse essere un epigono di quella famigerata "legione trentina" che infiniti addusse dolori ai trentini tirolesi nel primo dopoguerra. Un branco di violenti nazionalisti dediti al picchiare, minacciare, denunciare con false accuse(come fu per mio nonno solo perché non intendeva esporre per forza la bandiera dei vincitori), chiunque non si adeguasse ai nuovi conquistatori: dei bei fascisti, insomma. Complimenti!