Gli autonomisti di Bolzano si fanno pagare i sex toys

Volevano portare il rigore di marca tedesca in consiglio provinciale. Ma pure loro, a quanto pare, spendevano allegramente i soldi del contribuente italiano. I duri e puri di Freiheitlichen sono nel mirino della procura di Bolzano che ha aperto un'inchiesta sulle spese dei consiglieri e ha sequestrato i bilanci dei gruppi. La pietra dello scandalo è uno scontrino da 64,92 euro rilasciato da un sexy shop di Bolzano per l'acquisto di un vibratore e due gadget erotici. La cifra è modesta, quasi un insulto rispetto alle migliaia e migliaia di euro sperperati nel Paese, dalla Lombardia alla Sicilia, per comprare un po' d tutto: creme solari, bottiglie pregiate, vestiti, tablet, libri. Con i soldi dei cittadini il ceto politico regionale, del Nord, del Centro e del Sud, di destra, di centro e di sinistra, ha finanziato la qualunque: spostamenti in auto, feste di matrimonio e perfino un passaggio rapido-rapido, da mezzo euro, in un bagno pubblico. Mancava però il vibratore e nel saccheggio vandalico di ristoranti, alberghi, agenzie di viaggio, macellerie e gelaterie, nessuno aveva pensato di far pagare al popolo desideri e fantasie hard. Ora questa lacuna è colmata: ci hanno pensato gli allievi altoatesini, ma loro preferiscono considerarsi sudtirolesi, di Jörg Haider, che alle ultime elezioni provinciali hanno raggiunto il 18 per cento e conquistato sei poltrone in consiglio. Questo pezzo della destra di lingua tedesca è rimasto impigliato in un vibratore e i Freiheitlichen fanno un po' la figura dei Fiorito e della cricca dei suoi amici scrocconi, anche se portano cognomi impronunciabili per noi figli di Dante e ci trasmettono quasi automaticamente un'idea di severità e integrità.
Le indagini e le inchieste del quotidiano l'Alto Adige stanno svelando una realtà non proprio immune da tentazioni e scivoloni. Anche a Bolzano e Trento, come nel resto d'Italia, la casta si è costruita un lussuoso salvadanaio e l'ha riempito con i più sfacciati privilegi. I consiglieri regionali si sono inventati un sistema pensionistico strepitoso con buonuscite inimmaginabili, addirittura lunari, per l'uomo della strada: un milione di euro e pure di più. Cifre sbalorditive. Attenzione: a questo banchetto hanno partecipato tutti, anche le formazioni che a parole tuonano contro Roma ladrona e lottano per la secessione e l'indipendenza. Urlano contro l'Italia ma sotto sotto si sono adeguate ai vellutati meccanismi messi in moto nei Palazzi della capitale.
L'Alto Adige come un Piemonte o un Abruzzo qualunque. Ecco il vibratore e una spruzzata hard nell'incredibile album della politica tricolore. Ora le pensioni d'oro, con tanto di sontuosi assegni di reversibilità per le vedove, mettono in imbarazzo la Regione che poi è la somma dei due consigli provinciali. Ma come se non bastasse i Freiheitlichen ricamano e cavillano sull'infortunio: la consigliera Ulli Mair prova a giustificare il vibratore parlando di «regalo burla a un collega mattacchione»; il capogruppo Pius Leitner parla invece di «notizia distorta» e minaccia querele. Insomma, la toppa è peggiore del buco. L'inchiesta va avanti: chissà che non arrivi un altro colpo al mito della frontiera.

Commenti

killkoms

Mer, 12/03/2014 - 15:53

i "puri e duri" dell'autonomia!