La beffa delle partite Iva: non possono ammalarsi

I lavoratori autonomi versano 128 milioni per l'assistenza medica e ne ricevono 53. E sulle pensioni va ancora peggio: pagano 7 miliardi e incassano solo 500 milioni 

In tanti si nascondono, perché, in Italia, un libero professionista che si ammala mette a rischio gli affari presenti e futuri. Altri non sanno nemmeno di avere un qualche accenno di diritto e vanno avanti come hanno sempre fatto, senza contare su tutele e aiuti dallo Stato. Pagano i contributi per l'assistenza, ma al momento del bisogno non provano nemmeno a incassare le prestazioni minime che gli spetterebbero: indennità, congedi parentali, assegni familiari, malattia ospedalizzata e domiciliare.
Le partite Iva, gli autonomi iscritti alla gestione separata dell'Inps, ci sono abituati. Sanno di essere considerati lavoratori di serie B da politica e istituzioni. L'esclusione (forse temporanea) dal bonus fiscale del governo Renzi non li ha sorpresi più di tanto. Semmai è l'idea di un welfare a loro dedicato ad apparirgli una stramberia.
Peccato che il conto dello Stato sociale made in Italy, una Cinquecento con consumi da Ferrari, lo debbano comunque pagare. Ad accorgersi della fregatura l'Associazione dei consulenti del terziario avanzato. I contributi per l'assistenza portano alle casse Inps poco più di 128 milioni di euro, «ben più del doppio dei 53 milioni che ci vengono restituiti!», scrive Anna Soru di Acta in un'analisi intitolata: «L'Inps lucra anche sulle nostre prestazioni assistenziali». In sostanza si sta replicando, in piccolo, quello che succede già da anni per le pensioni: gli autonomi iscritti all'Inps pagano più di sette miliardi in contributi e ricevono assegni per poco più di 500 milioni.
È vero che per l'assistenza si parla di cifre basse; il contributo è lo 0,72% del reddito, ma «ci viene restituito (comprendendo tutte le prestazioni, ndr) solo il 41% di ciò che versiamo e quindi ci sono spazi per migliorare». In realtà migliorare le prestazioni è un'utopia. L'attivo della gestione separata serve a coprire i buchi delle altre gestioni, comprese quelle dei lavoratori subordinati. E, visto lo stato dei conti della previdenza, la situazione rimarrà questa. A crescere sarà semmai l'aliquota: dal 27,7% al 33% nel giro di quattro anni.
A rompere il silenzio, oltre all'analisi Acta, alcune testimonianze che spuntano qua e là. La più significativa è sicuramente quella di Daniela Fregosi, consulente aziendale grossetana, diventata la portabandiera delle partite Iva che si ammalano. Nel luglio 2013, a 45 anni, si è scoperta un tumore al seno. «I primi mesi li ho passati a piangere e disperarmi», ha raccontato alla presentazione di un'iniziativa della Cisl sui diritti dei precari e degli autonomi con il segretario Raffaele Bonanni.
Dopo la disperazione, la rabbia, quando ha scoperto che, a fronte di più di 75mila euro versati alla gestione separata dell'Inps dal '97, per la sua malattia le riconoscevano un'elemosina: «Un massimo di 61 giorni di malattia all'anno, in cui ho percepito 13 euro al giorno. Un tumore non è un'influenza e con 61 giorni non ci fai niente». Stesse malattie dei lavoratori dipendenti, diritti molto diversi.
Dalla rabbia, la Fregosi è passata all'azione. «Visto che da 22 anni faccio lavoro autonomo e sono abituata a prendere l'iniziativa, ho aperto un blog, Afrodite K. Nato per scherzo, in pochi mesi ha registrato 60mila accessi. Ho cominciato a denunciare quello che mi accadeva e a dare informazioni di servizio». La protesta è sfociata in una petizione (fino ad oggi 37mila firme) per dare agli autonomi gli stessi diritti dei dipendenti e un'azione di disobbedienza civile. Quando a dicembre le è arrivata una rata Inps da 3.000 euro, non l'ha pagata. «Io ho deciso di non pagare, ma molti non lo fanno perché non hanno soldi». E restano in silenzio.

Commenti
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mortimermouse

Lun, 28/04/2014 - 08:56

voglio proprio leggere i commenti dei sinistronzi su questo articolo. sono sicuro, scriveranno cose ridicole, patetiche, ipocrite :-)

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barbara.2000

Lun, 28/04/2014 - 09:02

essendo stata autonoma , credo ch , poi abolito quando è entrata in vigore una nuova tassa l'irap . a cosa serviva ? a pagare la malattia ai dipendenti , e più stavano ammalati e più diritti avevano . noi autonomi non ci ammaliamo perché non abbiamo tempo , tutto lì . un mio cliente siè fatto male sul lavoro , una gomma di un tir , sapete la misura , gli è scoppiata in faccia . portato all'ospedale in situazione comatosa . appena si è rpreso lo hanno mandato a casa , dopo essersi accertati che era autonomo . intanto si era aperta la pratica all'inail . dopo giorni lo chiamano per un controllo . gli hanno concesso due mesi . ma il signore stava male , la botta che aveva preso alla testa lo aveva messo in stato di quasi coma . se fosse stato un dipendente , che non paga l'inail , ma lo paga solo ildatore di lavoro o l'autonomo per se stesso , poteva stare in malattia anche un anno . . ho visto gente , ragazzi , che si fratturavano mignolo della mano stare in inail 8 mesi . sono le regole da cambiare .

vince50

Lun, 28/04/2014 - 10:20

Le regole in italia non cambieranno mai,per la semplice ragione che non cambierà chi dovrebbe cambiarle.Chi ha la "bruttissima" e malsana abitudine di lavorare e/o di creare posti lavoro,non ha ancora capito che l'italia non è il posto adatto.

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CADAQUES

Lun, 28/04/2014 - 10:22

In Italia le attivitá promosse dalla intelligenza che é la capacitá di creare valore e benessere per se e per gli altri devono morire... A trionfare deve essere la demente ferocia dello stato burocratico pappone e il suo inquestionabile totalitarismo... In questo Paese di ottusi servi vigliacchi repressi c´é ancora molto che deve essere distrutto... Una storia di demenza esemplare in tutto il mondo quella di questa scoria di Paese.

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WjnnEx

Lun, 28/04/2014 - 10:49

È vero che per l'assistenza si parla di cifre basse; il contributo è lo 0,72% del reddito, La risposta è nella domanda: i dipendenti pagano l'8% (OTTOPERCENTO)e soprattutto TUTTE LE TASSE... Se consideriamo che un orefice o un dentista dischiarano 12.000,00euro di reddito all'anno...poveri tapini, fossi in loro andrei a pulire i cessi, si guadagna di più...

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Roberto53

Lun, 28/04/2014 - 11:04

Sbaglio o il welfare, INPS compreso, è sempre stato affidato ai sindacati (protettori di fannulloni, assenteisti e vari altri del tipo)? E quando la destra era al potere, soprattutto grazie al sostegno dei lavoratori autonomi, che ha fatto per cambiare l'andazzo?

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dbell56

Lun, 28/04/2014 - 11:35

WjnnEx, come si vede che campi di demagogia un tanto al chilo. Fammi un favore, vai dal tuo commercialista e chiedigli quanto paga un lavoratore autonomo (artigiano, commerciante e senza cassa) solo di INPS, dopo che per il fisco sia risultato ovviamente congruo! Rimarrai sicuramente sorpreso ed indignato per il furto legalizzato cui è soggetto in genere il popolo delle partite IVA e a quel punto, penserai che anche loro sono tuoi fratelli nella disgrazia causata da questa tragedia economica tutta italiana per colpa di uno stato solo autoreferenziale e che se ne fotte allegramente della sorte di milioni di suoi cittadini.

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gianniverde

Lun, 28/04/2014 - 12:21

WjnnEx una volta sono stato dalla tua parte ma oggi mi accorgo che stai facendo raccolta di fuffa e non sei per niente leale.Ti piace sparare nel mucchio e poi ti vanti di avere una buona mira.Informati e poi parla con cognizione di causa,altrimenti fai la fine di chi IGNORA.

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WjnnEx

Lun, 28/04/2014 - 18:11

gianniverde Sono molto informato, in quanto contitolare di una Snc,dopo 40 anni di lavoro dipendente. Non voglio assolutamente sparare nel mucchio, riferisco esattamente i risultati annuali delle dichiarazioni dei redditi. Cordiali saluti anche a te.

Ritratto di WjnnEx

WjnnEx

Lun, 28/04/2014 - 18:15

dbell56 valga per te la stessa risposta data a gianniverde. Cordiali saluti.