Bertone nei guai per un «prestito»

RomaNuova bufera sul cardinale Tarcisio Bertone, ex segretario di Stato Vaticano. Dopo la notizia diffusa da alcuni organi di informazione relativa a un superattico di cui disporrebbe il porporato piemontese, ieri un altro fulmine si è abbattuto sull'ex braccio destro di Benedetto XVI.
Secondo quanto riferito dal quotidiano tedesco Bild, infatti, sarebbero in corso degli accertamenti per malversazione a carico di Bertone che avrebbe sottratto 15 milioni dai conti bancari del Vaticano a vantaggio della Lux Vide, società tv fondata dall'ex presidente della Rai, Ettore Bernabei, amico dello stesso porporato. Il prestito sarebbe avvenuto, scrive la Bild, «con l'opposizione della banca vaticana», lo Ior, e «su pressione di Tarcisio Bertone».
Ad avviare l'inchiesta sarebbe stata l'Aif, l'Autorità vaticana di informazione finanziaria che proprio due giorni fa ha presentato il Vaticano il rapporto annuale del 2013. Quello di Bertone, dunque, rientrerebbe in uno dei 202 casi di operazioni finanziarie sospette, ma non tra i cinque casi trasmessi al Promotore di giustizia vaticana, e dunque non con caratteristiche penali. La Bild sostiene inoltre che vi sarebbero accertamenti in corso in merito alla compravendita sotto costo di immobili di proprietà della Santa Sede.
Immediata la replica del porporato: «Non c'è alcun problema riguardo a questa operazione effettuata con tutta regolarità», ha dichiarato Bertone. «L'operazione è stata approvata dal consiglio di sovrintendenza dello Ior il 4 dicembre 2013. Non c'è alcuna rilevanza penale». L'ex segretario di Stato ha attaccato i mass media: «C'è molta invenzione da parte della stampa, io sono più citato di altri cardinali. Non riesco a capire il perché di questi attacchi. Sono in sintonia con il Papa, mi sento tranquillo». A smentire la notizia della Bild ci pensa anche il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi: «Non vi è in corso alcuna indagine di carattere penale da parte della magistratura vaticana a carico del cardinale Bertone», ha precisato il gesuita. Per il corrispondente della Bild, invece, irregolarità sui conti vaticani da parte del porporato «ci sono state eccome». Secondo la ricostruzione del giornale tedesco, infatti, in seguito alle pressioni del porporato la Lux Vide avrebbe ricevuto sostegno finanziario con operazioni su obbligazioni convertibili. Ma la stessa società televisiva smentisce: «Nel rispetto del contratto di finanziamento - precisano Luca e Matilde Bernabei - abbiamo rimborsato un prestito obbligazionario con azioni Lux al valore stimato da una perizia di Deloitte. L'organismo che ha erogato il prestito ci ha poi comunicato che le azioni Lux sarebbero state trasferite ad una Fondazione di diritto vaticano». Il giallo tuttavia resta. Sostenuto da un forte scontro tra il direttore dell'Aif, Renè Brulhart e il cardinale Bertone che inizialmente avrebbe voluto lo stesso Brulhart a capo dell'Autorità vaticana. Per poi ritrovarsi isolato in seguito a scontri interni.