Bocciato lo Ior «Scarsa vigilanza antiriciclaggio»

La Santa Sede è stata «rimandata» nell'esame di trasparenza finanziaria effettuata da Moneyval, l'authority europea antiriciclaggio. Dal report valutativo, diffuso ieri, emerge che su 45 linee-guida di settore, il Vaticano è risultato inadempiente in tutto o in parte per 23 (il 51%), mentre per 22 (49%) è stata riscontrata una sostanziale adeguatezza.
«Si raccomanda che l'Istituto per le Opere di Religione (Ior, la banca vaticana) sia sottoposto alla vigilanza di un supervisore indipendente», si legge nel documento che, inoltre, ha sollecitato una legge che stabilisca chi ha diritto a un conto presso lo Ior e ha giudicato «incerte» le capacità dell'Autorità di informazione finanziaria, istituita allo scopo di sanzionare il riciclaggio. La «pagella» di Moneyval fa tornare alla memoria la defenestrazione di Ettore Gotti Tedeschi, l'ex numero uno dello Ior, che ha motivato il suo licenziamento con una certa riluttanza della Segreteria di Stato ad attenersi alla disciplina internazionale antiriciclaggio. Circostanza smentita da monsignor Ettore Balestrero, capo delegazione vaticana a Moneyval. «L'uscita di Gotti Tedeschi non ha avuto alcuna influenza sul processo di valutazione di Moneyval». Il sottosegretario ai Rapporti con gli Stati ha, inoltre, promesso che il Vaticano farà i compiti a casa e «rafforzerà il sistema antiriciclaggio». Ma sul supervisore indipendente allo Ior non s'è sbilanciato: «È un suggerimento e non una necessità, c'è già la commissione cardinalizia».