"Il bonus di Renzi? È incostituzionale"

Giampiero Samorì, leader dei Moderati in rivoluzione, esponente di FI e candidato azzurro alle elezioni europee, non crede alla riduzione delle tasse annunciata dal premier Renzi

Giampiero Samorì, leader dei Moderati in rivoluzione, esponente di Forza Italia e candidato azzurro alle elezioni europee, non crede alla riduzione delle tasse annunciata dal premier Renzi. Gli 80 euro sono una regalìa elettorale destinata a esaurirsi. Le riforme del governo, non sono niente rispetto a quello che servirebbe al paese: tagli strutturali delle imposte, credito a imprese e famiglie, un piano per la riqualificazione edilizia e uno per i beni culturali.

Proprio non crede agli 80 euro in busta paga?
«Di per sé, fosse una misura strutturale che riguarda redditi inferiori, sarebbe una cosa importante. Ottanta euro per chi ne guadagna 1.200 sono la spesa di una settimana. Il problema è che la misura del governo, per come è costruita, è l’esatta replica dei pacchi Eca».
Prego?
«Ente comunale di assistenza. Tanto tempo fa, quando si avvicianavano le elezioni mandavano pacchi ai poveri che poi davano il voto a l’uno o all’altro partito. Gli ottanta euro si sono trasformati in una presa in giro, vista la comcomitanza delle elezioni e poi l’introduzione di costi che pesano sulle stesse fasce di redditi a cui andranno. Si aumentano del 4% i pedaggi autostradali, aumenta la benzina. Anche l’aumento dell’imposizione sulle rendite finanzaire che non fa differenza tra gli importi, penalizza i meno benestanti. Tutti questi cosi resteranno anche quando la misura degli ottanta euro non sarà reiterata».
Quindi lei dà per scontato che il bonus tra un po’ non ci sarà più?
«Impossibile sia confermato. È incostituzionale visto che si riferisce solo ad alcune categorie di reddito. Il bonus lascia soperti proprio quelli che hanno retribuzioni più basse quindi viene meno principio ugualianza. Una soglia massima si, ma una minima è impossibile».
Quindi cosa servirebbe sul fisco?
«Riduzioni strutturali dell’Irpef, integrazione per i redditi minimi. Il governo ha preferito puntare su quelli intermedi per una semplice manovra elettorale. Sono 10 milioni contro 5 milioni di incapienti».
Altre riforme necessarie?
«In primo luogo il credito bancario. Con il consenso criminale delle nostre burocrazie abbiano approvato in Europa una serie di normative che ignorano la natura della nostra economia. Il nostro tessuto produttivo è fatto di piccole e medie imprese e abbiamo creato un sistema di erogazione del credito che premia le aziende strutturate e grandi. Il risultato è che le nostre Pmi sono in via di estinzione».
Sul credito lei ha fatto una battaglia sulla Bce. È ancora valida?
«Certo. La Bce ha erogato 130 miliardi alle banche italiane, praticamente a tasso zero e senza un vincolo di destinazione formale. Le banche hanno tesaurizzato tutti questi soldi, investendoli in titoli di Stato. Così hanno risanato i loro asfittici bilanci lucrando sulla differenza, ma in questo modo all’economia reale non è arrivato nulla. Anzi, sono stati ridotti gli affidamenti. Bisognava destinare almeno il 50% dei soldi della Bce al credito per l’economia reale».
A questo punto è ancora possibile?
«Io propongo due alternative: o la Bce impone alle banche in sede di rinnovo di questi fidi che almeno il 50 per cento vada a incrementare il credito a famiglie e imprese, oppure bisogna costruire una banca pubblica italiana che abbia come unica funzione quella di erogare finanziare famiglie e imprese».
Altre proposte europee? 
«Destinare tutti i fondi stuturali a intervenit unici specifici. Innazitutto la demolizione del patrimonio immobiliare obsoleto e la sua riqualificazione. Così si può fare ripartire l’edilizia e favorire la nascita di aziende di eccellenza che poi possono operare nei mercati internazionali. Allo stesso modo bisogna riqualificare il patrimonio culturale, storico e artisico. Sono le uniche cose che gli altri non ci possono rubare. Poi la formazione».
Il premier Renzi punta molto sul piano per le scuole...
«Più che investire sui plessi, bisognerebbe investire sui processi di formazione delle future generazioni. Un investimento a lungo termine, ma è fondamentale. Se e quanto saremo ricchi in futuro lo decidiamo oggi con gli investimenti sulla formazione».

Commenti

puntoebasta

Sab, 03/05/2014 - 13:32

Ogni volta che ascolto o leggo Samorì non posso che condividerne analisi e soluzioni. Mi piace ! Forza Italia dovrebbe consentirgli più spazio nel partito e un ruolo importante negli Organi decisionali. Purtroppo ha poco spazio sui media. Al Giornale consiglierei di ospitarlo con una certa frequenza. E' una persona che, mi risulta, ha un curriculum di vita importante e una esperienza che gli elettori sicuramente apprezzerebbero in misura sicuramente superiore alle modeste qualità e attitudini di tanti altri personaggi sulla ribalta della politica, delle televisioni e dei giornali (compresi quelli di centrodestra). Lo avrei sicuramente votato se fossi stato elettore della circoscrizione in cui si presenta.

Ritratto di Adriano Romaldi

Adriano Romaldi

Sab, 03/05/2014 - 17:57

G.le Samori non ci conosciamo ma le sue parole sono di buon senso e spero con tutto il cuore che lei possa attuare almeno una parte di ciò che dice; finanziare le piccole Imprese e le famiglie è un obiettivo importante e necessario per crescere veramente come Società. Lei, quando sarà in Europa, faccia in modo che i Nos. giovani, che non sono solo quelli che non hanno superato i 29 anni ma, soprattutto, quelli che le Nos. Leggi, dopo aver imparato il mestiere in una Soc. si vedono licenziati per far posto ad altri più giovani per il solo fatto che detassano i contributi. Questo è un obiettivo di solidarietà e non bisogna lasciare che le Nos. capacità si perdano poi perché la Legge favorisce questa dispersione. Si ricordi e ricordiamolo tutti, quando un Fume si divide in tanti rami infine finisce che si secca. Shalom

Ritratto di RoseLyn

RoseLyn

Dom, 04/05/2014 - 12:32

Appunto. Detto da Lei è molto più chiaro, lo pensiamo in molti che si tratti di una specie di elemosina mal distribuita e per giunta incostituzionale e con fini elettorali. Gli stipendi bassi vanno aumentati con gli sgravi fiscali strutturali, ammesso che questo stato sappia cosa vuol dire. Come la mettiamo con l'immigrazione selvaggia? Se mi arriva una risposta valida potrei anche aderire all'associazione come la chiama Lei. Grazie.