Brucia Cinecittà, vanno in fumo le scenografie di Fellini

Nella notte fra mercoledì e giovedì un incendio ha parzialmente distrutto le scenografie dello Studio 5 di Cinecittà. I vigili del fuoco sono intervenuti nell'area intorno all'una con cinque automezzi, in seguito alla segnalazione di una colonna di fumo. Le fiamme - secondo quanto si è appreso - sono state domate dopo oltre quattro ore. Nello Studio 5, che con i suoi 3.200 metri quadri e gli oltre 14 metri di altezza è il teatro di posa più grande d'Europa sono stati girati i film di Federico Fellini e registrate numerose trasmissioni tv della Rai e di Mediaset. Il teatro - secondo quanto riferito su twitter da Cinecittà si Mostra - è stato «solo lievemente danneggiato dall'incendio» e al più presto «sarà reso nuovamente agibile».
Oltre ai danni, l'episodio ha anche provocato numerose reazioni politiche perché in questi giorni Cinecittà è occupata dai dipendenti, che protestano contro il Comune di Roma che sta per dare il via a quello che ritengono un piano di cementificazione dell'area e di ridimensionamento delle strutture produttive. «Non ci siamo accorti di nulla al presidio. Stavamo dormendo. Poi la mattina abbiamo letto la notizia e abbiamo saputo cosa era successo». Così i lavoratori degli Studios che stanno protestando da diversi giorni a Cinecittà dove è divampato l'incendio. «Lo studio 5 è proprio al centro di Cinecittà - hanno aggiunto -, e probabilmente il fumo è stato spinto in una direzione diversa da quella dove stiamo noi, ovvero l'ingresso sulla Tuscolana. Siamo lontani da lì. Per questo non ci siamo accorti di niente».
E se il segretario della Slc-Cgil di Roma, Fabrizio Micarelli, ha detto che «al 90% i vigili del fuoco escludono l'ipotesi dolosa», il deputato romano del Pd Roberto Morassut, primo firmatario nei giorni scorsi di una mozione parlamentare bipartisan per la tutela dei Cinecittà Studios, ha definito «singolare» la tempistica dell'incendio. Dal canto suo, il responsabile Cultura di Sel Lazio, Massimo Cervellini» ha dichiarato che «far intendere, come hanno fatto alcuni organi di informazione, che potrebbe trattarsi di un incendio appiccato dai lavoratori, è semplicemente offensivo».