In caso di condanna tutto fermo fino all'autunno

L'ordine di arresto scatterebbe dopo il 15 ottobre. L'esecuzione della pena può venir posticipata anche di un anno

Milano - Potrebbe, nella più diluita delle ipotesi, passare quasi un anno prima che Silvio Berlusconi conosca davvero le conseguenze concrete di una sua condanna nel processo per i diritti tv. Anche se la Cassazione oggi o domani dovesse confermare le sentenze milanesi che gli hanno inflitto quattro anni di carcere per frode fiscale, lo scenario di un Cavaliere che bussa alle porte del carcere resta assai improbabile. E anche eventi meno traumatici, come gli arresti domiciliari o l'affidamento ai servizi sociali sono di là da venire, affidati ai tempi lunghi della giustizia. Una condanna di Berlusconi, insomma, avrebbe immediati effetti sulla scena politica: ma la politica rischia poi di dover convivere a lungo con una situazione in cui il destino dell'ex premier resterebbe sospeso.

Ecco, passaggio per passaggio, cosa potrebbe accadere se - a conclusione dell'udienza che si apre stamane - la Cassazione respingesse il ricorso di Berlusconi contro la condanna per i diritti tv. Trattandosi di una condanna a meno di cinque anni di carcere, il dispositivo verrebbe trasmesso a Milano per via ordinaria, senza urgenza, e già questo potrebbe impiegare più di una settimana. A Milano il fascicolo approderebbe all'ufficio esecuzione della Procura della Repubblica, che farebbe partire immediatamente per Arcore (con l'eco mediatica che si può immaginare) l'ordine di carcerazione di Berlusconi: accompagnato però, visto che tre anni di pena sono coperti dall'indulto, da un decreto che sospende la pena per dare modo all'imputato di chiedere misure alternative al carcere. Per esercitare questo diritto il codice dà tempo trenta giorni, che però inizieranno a decorrere solo dal 16 settembre, quando finirà la sospensione feriale dei termini, ovvero le lunghe vacanze della giustizia.

Fino al 15 ottobre, dunque, non accadrà nulla. Dopodiché, se Berlusconi non avrà chiesto alcun tipo di beneficio, potrebbe scattare l'ordine di arresto: ma la Procura, come già nel caso del direttore del Giornale Alessandro Sallusti, potrebbe decidere di destinare il Cavaliere agli arresti domiciliari anziché a San Vittore in base al cosiddetto «decreto svuotacarceri». Se invece Berlusconi dovesse chiedere i domiciliari o l'affidamento in prova, la Procura trasmetterebbe la sua richiesta al tribunale di Sorveglianza. Dove però il fascicolo, a meno di improbabili corsie preferenziali, finirebbe nel mucchio dei cosiddetti «liberi sospesi», che hanno una lista d'attesa interminabile perché si dà la precedenza alle richieste di chi è in carcere. Mediamente, il tempo di valutazione delle richieste dei «liberi sospesi» si aggira sui sei mesi, ma di recente alcune udienze sono già state fissate a metà 2014.

Commenti

buri

Mar, 30/07/2013 - 10:54

Una furbata per evitare di essere accusati di aver destabilizzato il paese e raggiungere comunque l'obiettivo prestabilito, ossia eliminare Berlusconi dalla politica, sperando che il tempo possa attenuare la polemiche e consolidare il potere delle magistratura che mira a tenere sotto tutela la politica

Giorgio Rubiu

Mar, 30/07/2013 - 17:07

Sentenze incerte e tempi lunghi certi. La sola cosa sicura è che, comunque vada, tra vent'anni si parlerà ancora di Berlusconi e del berlusconismo mentre, tra qualche anno, Bersani, la Bindi e compagnia cantante saranno finiti nel dimenticatoio delle nullità. Che è poi quello che sono e sono sempre stati