La Chiesa vuole le quote-preti: le tonache straniere sono troppe

Presenti in 160 diocesi su 226. Il documento dei vescovi: "Sono una risorsa  ma anche un problema"

In Italia un sacerdote su tre è straniero. Un dato significativo che inizia a «preoccupare» la Chiesa. Preoccupazione non è forse il termine più idoneo, ma certo in Vaticano la questione non viene sottovalutata. E per comprenderlo basta leggere con attenzione alcuni passaggi-chiave di una circolare del segretario generale della Cei giunta sul tavolo di tutte le diocesi. Quella di Padova, ad esempio, in un articolo pubblicato sul suo sito, sintetizza al meglio le contraddizioni che questa sorta di immigrazione ecclesiastica sta determinando nelle nostre comunità cristiane: «Preti stranieri, risorsa e problema per la Chiesa italiana - si legge nella rubrica «Pastorale» a firma di don Mauro Pizzighini -. Risorsa, perché essi arricchiscono la pastorale del nostro Paese come frutto di scambio tra Chiese sorelle, e problema, per la difficoltà di ambientamento e inculturazione che si portano dietro». «Inculturazione». Un termine difficile che molti parrocchiano traducono - semplificando - in «mancanza di dialogo», «incomprensione», «difficoltà nell'instaurare un proficuo percorso di fede». Può accadere infatti che dai Paesi del Terzo Mondo arrivino preti e suore che, per problemi di lingua e cultura, abbiano problemi nell'approcciare il vissuto religioso della loro nuova realtà apostolica. Lì dove a celebrare messa è un religioso straniero spesso il flusso dei fedeli risulta in lento ma costante calo; non si tratta ovviamente di «razzismo», anche perché, in alcuni casi, i preti «extracomunitari» vengono profondamente amati dai loro parrocchiani. Ma può accadere anche il contrario, soprattutto se il trend dei presbiteri «globalizzati» rischia di divenire quantitativamente sempre più significitivo, snaturando vecchi equilibri. E i dati ufficiali sembrano andare esattamente in questa direzione. Le cifre fornite dalla Conferenza Episcopale parlano di oltre tremila presbiteri stranieri attualmente in servizio pastorale presso le diocesi italiane e posti in carico all'Istituto per il sostentamento per il clero. Altri numeri che possono aiutarci a capire meglio il fenomeno: le diocesi interessate alle convenzioni con sacerdoti stranieri sono circa 160 su un totale di 226, quindi ben più della metà; senza contare che questa statistica non include quelli che sono presenti in Italia unicamente per motivi di studio. La circolare dei vescovi ricorda inoltre come il «44% dei religiosi in servizio nel nostro Paese provenga dall'Africa, il 22% dall'Europa, il 20% dall'America Latina e il 14% dall'Asia-Oceania». Nel quinquennio 2005-2010 - riporta ancora lo screening della diocesi padovana - il numero dei preti stranieri è aumentato complessivamente del 28,3% (oggi siamo n oltre il 30% ndr)». Le regioni che hanno più del 12% dei preti stranieri sono il Lazio, l'Abruzzo, il Molise, l'Umbria e la Tiscana; la quota minore - tra l'1 e il 2% - si trova invece in Lombardia e Veneto, benché anche non manchino i segnali di un'inversione di marcia. La circolare dello scorso 15 marzo, a firma del segretario generale Cei, mons. Mariano Crociata, tenta di fare un po' d'ordine nell'ambiente dei preti «globetrotter»: «La missione pastorale del sacerdote accolto per una comunità etnica dev'essere definita in modo puntuale, evitando il rischio di un impegno occasionale o limitato a una sorta di fenomeno rinnovato di clerici vagantes, che curino soltanto l'aspetto celebrativo e sacramentale dei connazionali, a scapito di un cammino di evangelizzazione e di iniziazione cristiana». «Un monito - è la conclusione tratta dalla diocesi di Padova - per non colmare automaticamente la crisi di vocazioni e l'assenza di preti italiani con la presenza di preti stranieri».

Commenti
Ritratto di Ausonio

Ausonio

Sab, 18/01/2014 - 08:59

teneteveli tutti. Tanto la Chiesa è morta. Per fortuna. L'Europa torni alle sue vere origini: Grecia e Roma.

goorka

Sab, 18/01/2014 - 09:28

Napoleone disse al Consalvi: «Eminenza, voi sapete che io non conosco ostacoli. Posso distruggere chi voglio, uomini, cose , istituzioni. E se domani mi proponessi di distruggere la Chiesa? Ditemi quel che avverrebbe. Dite …» A cui il Consalvi, senza scomporsi, rispose: “Maestà, disse, fareste una fatica inutile. Sareste vinto. Non siamo riusciti noi, noi preti, noi cristiani, con le nostre debolezze, con le nostre infedeltà, a distruggere la Chiesa! E vorreste riuscirci voi?»

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afrikakorps

Sab, 18/01/2014 - 10:06

Ah il calo delle vocazioni!!! come se i preti diventassero tali per vocazione e non per necessita; Come in Italia nei decenni/secoli passati ed ora nel terzo mondo: strano ma i preti hanno sempre mangiato la carne quando il popolino faceva la fame; avevano una casa quando il popolino viveva i tuguri al freddo; e ti credo che ormai la maggioranza è straniera: probabilmente i preti europei sono tutti scandinavi, olandesi etc

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illuso

Sab, 18/01/2014 - 10:07

Per goorka: Egregio, lo scrivo con dispiacere, non so se l'istituzione chiesa sopravviverà, ho molti dubbi, le chiese sono deserte, forse i cristiani stanno creandosi un credo personale. Il giorno dell'Epifania, come è mia consuetudine, mi sono recato alla messa solenne in basilica di San Marco. Hanno una corale incredibile, bene, sono rimasto fino alla fine della messa per ascoltarla...perchè durante l'omelia del Patriarca incentrata sui nostri fratelli musulmani me ne sarei andato di corsa. Buona giornata a lei.

Paul Vara

Sab, 18/01/2014 - 10:37

Per la Chiesa, come per ristoranti e manovalanza si ricorre agli stranieri per fare il lavoro che gli Italiani non vogliono più fare.

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rosario.francalanza

Sab, 18/01/2014 - 11:17

L'atteggiamento della Chiesa di fronte al sacerdote 'immigrato' si riflette anche alle alte gerarchie. P. es. perchè, fino adesso, non vi sono stati segretari di Stato africani o asiatici, così come Capi del S. Uffizio o Prefetti di Propaganda (beh, visto l'argomento, almeno Dias era indiano)? Mi si dirà che ci vuole tempo, ma Rugambwa (il primo cardinale africano) fu ordinato tale già nel 1959. Ovviamente non è il razzismo. E' qualcosa di 'sfuggente' che non riusciamo a percepire? Però deve esere qualcosa di sostanziale se vale anche per livelli così alti e non solo per le parrocchie!

Ritratto di ALESSANDRO DI PROSPERO

ALESSANDRO DI P...

Sab, 18/01/2014 - 11:17

La Chiesa Italiana bussa e chiede Euro allo Stato laico Italiano, In primis, potrei subito rispondere :Bene, se li fazzia dare dai sui fedeli abbienti frequentatori e credenti come, peraltro, avviene da sempre (Oltre a quelli dello stesso stato...). Non si direbbe proprio poi che le Chiese Italiane mostrino segni di decadimento o di povertà. In Italia non c'à Chiesa che non sia "lussuosa" , moderna ed attrezzata di tutte le tecniche attuali e di conforto. Così anche i vari palazzi ecclesiastici e conventi vari. Ai miei tempi invece, entrare in Inverno in una Chiesa si correva il rischio di congelarsi ed anche il Parroco,con abiti consunti pure e poco mangiare, in sofferenza certa, svolgeva pienamente il suo Ministaro. E' vero che la modernità, ha cambiato ogni cosa ma è anche vero che la Chiesa è simbolo di povertà,di carità e di amore per il prossimo più abbisognevole,

leserin

Sab, 18/01/2014 - 11:48

Adesso mi aspetto che qualche Magistrato apra un fascicolo per incitazione all'odio razziale.

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stenos

Sab, 18/01/2014 - 11:58

Strano, pensavo che eravamo tutti fratelli.

RAmen

Sab, 18/01/2014 - 14:32

abolizione 8/1000-alle 10 religioni---ognuno se le paghi con i propri soldi---il 30/100 preti cattolici&stranieri..perchè devono essere pagati dallo stato/italiano???? li paghi il vaticano

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oldpeterjazz

Sab, 18/01/2014 - 15:23

Qualunque persona di media cultura scientifica sa che questa Chiesa (la Chiesa Cristiana ) è sopravvissuta fino ad oggi , e per qualche decennio ancora, solamente grazie alla ingnoranza delle masse. Una Chiesa che affronta l'affascinante problema del Mistero con dogmi, fantasiose storielle evangeliche, magiche apparizioni e lacrime di statuine non può - e non deve - avere un futuro in una Umanità già intenta ad esplorare la Creazione delle Creazioni che è il Cosmo. E' dunque meglio per tutti che i preti stranieri restino a casa loro, e i preti nostrani che vadano - finalmente - a lavorare.

LONGOBARD

Sab, 18/01/2014 - 16:23

Donne preti e buoi dei paesi tuoi.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Sab, 18/01/2014 - 18:34

Gent. @oldpeterjazz: non ha idea di quanto 'lavorino' i sacerdoti. Sicuramente molto di più di tanti cosiddetti 'lavoratori' che fregano solo lo stipendio!

killkoms

Sab, 18/01/2014 - 19:30

c'è una soluzione a costo zero per avere buoni sacerdoti nazionali: promuovere i diaconi!uomini di 50/60 anni,economicamente indipendenti poichè già fruitori di stipendio o pensione,che integrerebbero i sacerdoti ordinari senza dover ricorrere agli "ausiliari"stranieri!solo che tale proposta non andrà mai avanti per la meschinità del clero regolare,che teme che la gente li apprezzi più di loro!d'alronde,presso i "fratelli maggiori" ebrei,il sacerdozio era aperto a tutti(eccezion fatta per le cariche di sommo sacerdote e collaterali che richiedevano studi e intrighi specifici),e tutti a turno officiavano presso il tempio!