Il ciclone fa 16 morti L'isola devastata: un miliardo di danni

La tempesta "Cleopatra" distrugge case e strade, quasi 3mila gli sfollati Il governo stanzia 20 milioni di euro. Papa Francesco commosso

Il ponte crollato sulla provinciale Oliena-Dorgali

Roma - Strade cancellate di colpo, ponti spazzati via, abitazioni sott'acqua e lacrime, tante lacrime. Il ciclone Cleopatra, con i suoi temporali fortissimi, ha piegato la Sardegna, portando un'ondata di morte e distruzione. La bomba d'acqua, che lunedì si è abbattuta sull'est dell'isola, in particolare nel cono Olbia-Torpé, ha causato 16 vittime e almeno un disperso accertato.
È stata Olbia a pagare il prezzo più caro: Bruno Fiore, 68 anni, la moglie Sebastiana Brundu e la consuocera Maria Loriga sono morti nel crollo di un ponte a Monte Pino, mentre a Raica hanno perso la vita Francesco Mazzoccu e suo figlio di 3 anni. Nel triste elenco compaiono anche Patrizia Corona e la figlia Morgana mentre in via Lazio è deceduta Anna Ragnedda, 83 anni e in via Romania Maria Massa. Ad Arzachena, invece, Isael Passoni e i figli Weriston e Laine Kellen, insieme alla madre sono annegati nel loro seminterrato, sommerso da tre metri d'acqua. A Nuoro, poi, è deceduto il poliziotto Luca Tanzi, a Torpè Giuseppina Franco e a Onanì è stato trovato il corpo di Giuseppe Farrè, trascinato via dalla furia di un torrente. Maria Frigiolini, invece, è stata ritrovata a Torpè e Vannina Figus, 64 anni, è rimasta intrappolata nel suo scantinato a Uras. Purtroppo potrebbe allungarsi ancora il bilancio fatto dal capo della protezione civile Franco Gabrielli, che coordina la macchina dei soccorsi, particolarmente impegnativi a Olbia e in tutta la Gallura, sulla costa centro-orientale, nel Nuorese e nel Campidano. Sono queste le aree più flagellate dall'eccezionale maltempo, che in 24 ore ha scaricato sull'isola un quantitativo di pioggia pari a quello che si registra in sei mesi in Italia.
Duemilasettecento gli sfollati, molti dei quali hanno dormito in hotel e strutture messe a disposizione dai comuni mentre 10.500 è il numero delle utenze staccate. Il ministro dell'Ambiente Giorgio Orlando ha parlato di oltre 600 interventi dei vigili del fuoco, attivi con 430 unità. Sorvegliate speciali le dighe di Maccheronis e il fiume Cedrino, mentre restano chiuse molte scuole e la viabilità è interrotta in alcune zone per allagamenti e frane. Solo in mattinata è stato riaperto l'aeroporto di Olbia. Nessuna tregua, invece, fino a sera per protezione civile, forestale, carabinieri, polizia, gdf, 118 e volontari, affiancati dalla Brigata Sassari: hanno soccorso centinaia di persone arrampicate sui tetti e sugli alberi per sfuggire alle acque. Per la Coldiretti i danni sono già di un miliardo di euro.
Ieri il ministro della Difesa Mario Mauro e il presidente del consiglio Enrico Letta hanno raggiunto il governatore Ugo Cappellacci, mentre il presidente Giorgio Napolitano seguiva da Roma l'evolversi della situazione. Il governo ieri ha decretato lo stato di emergenza e il Consiglio dei ministri ha già stanziato 20 milioni di euro per gli interventi, che si aggiungono ai 5 milioni deliberati dalla Giunta sarda. Aiuti sono attesi anche dall'Unione europea. Le polemiche su presunti ritardi, invece, sono arrivate puntuali, da parte del Mg5 e di molti cittadini. Ma Gabrielli ha respinto le critiche: «Il sistema di allertamento ha fatto il suo dovere, è stato un evento eccezionale, chi ha lanciato false accuse ne risponderà». Papa Francesco ieri si è detto vicino alle famiglie delle vittime, per un'emergenza che non è ancora cessata. E la Protezione civile ha emesso una nuova allerta per le prossime 24 ore, con previsioni di elevata criticità per rischio idrogeologico nel Campidano, in Gallura, Iglesiente e nei bacini Flumendosa Flumineddu, Montevecchio Pischilappiu e Tirso.

Commenti
Ritratto di wilfredoc47

wilfredoc47

Mer, 20/11/2013 - 10:16

A cornice preponderante della tragedia che quasi passa in second'ordine, le chiacchiere imperversano in tv. Degrado del territorio, cementificazione, manutenzione ed altro vengono scoperte "dopo" il compiersi dell'inevitabile. Chiacchiere spesso a vanvera o per luoghi comuni propinate come vangelo da pseudo esperti. Vedo quello che è successo dove abito e lo rapporto al territorio nazionale: in quarant'anni si è passati da un'economia prevalentemente agricola all'abbandono dei campi e della loro cura. Quelli che prima potevano essere danni affrontabili sono diventati pericoli mortali che troppo spesso fanno il loro corso. Naturalmente la responsabilità è sempre del vicino, normale atteggiamento oggigiorno agevolato da una classe dirigente ottusa ed inetta a partire dagli amministratori locali e su su fino al vertice. Penso che si sia al redde rationem: non c'è più nessun margine che ci garantisca una pur minima protezione dagli eventi atmosferici. Sempre tenendo presente che la natura non perdona e quando decide di picchiare è inarrestabile, considerazione che non deve essere giustificazione alle mancanze o, peggio, alle scelleratezze dell'uomo. Le chiacchiere uccidono due volte chi è stato colpito dalla tragedia. Saluti

Rossana Rossi

Mer, 20/11/2013 - 10:22

Ma i nostri politici (a tutti i livelli) sono troppo impegnati a seguir poltrone e a guardar nelle mutande di Berlusconi........

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Mer, 20/11/2013 - 11:16

le chiacchiere sono la specialità del Paese.