Così il super-ospite può diventare un buon affareil retroscena »

MilanoNessun comizio ai vecchietti. «Nell'ambito della Sacra Famiglia non potrà fare campagna elettorale né Silvio Berlusconi né nessun altro. Saremo inflessibili contro qualunque attività di tipo politico. Specialmente durante il mese di maggio non saranno permessi banchetti, dichiarazioni, comizi o quant'altro. Al di fuori delle nostre strutture Silvio Berlusconi potrà fare ciò che vuole, ma non sono previsti momenti di propaganda all'interno». Parola di Paolo Pigni, direttore della Sacra Famiglia.
Detta così, sembra una pietra tombale sulle previsioni secondo cui alla fine anche l'affidamento ai servizi sociali si sarebbe trasformato, nelle mani del Cavaliere, nell'ennesimo superspot politico-elettorale. Ieri, presentando alla stampa gli accordi presi martedì con Berlusconi, i vertici della fondazione mettono in chiaro che gli spazi di agibilità politica per l'ex presidente del Consiglio saranno ridotti allo zero. Eppure alcuni segnali fanno capire che la visibilità mediatica del Cavaliere, anche durante le quattro ore a Cesano Boscone, potrebbe restare alta.
I primi a non disdegnare il clamore mediatico intorno alla presenza di Berlusconi sono apparsi, d'altronde, i vertici della struttura. A partire dalla decisione di rivelare urbi et orbi, in conferenza stampa, fino ai dettagli più minuti degli accordi presi con l'ex premier, il direttore generale Paolo Pigni e i suoi colleghi hanno dimostrato di tenere in encombiabile considerazione le esigenze dei media. Si sarebbero potuti trincerare dietro i «no comment», tenere le troupe e i cronisti ad infradiciarsi sul marciapiede. Ma per una struttura costosa come la Sacra Famiglia, che campa di convenzioni pubbliche ma anche di generosità private, avere Berlusconi come ospite è una occasione irripetibile per farsi conoscere. Il presidente, don Enzo Barbante, che è un prete manager pratico di bilanci quanto di sacre scritture, ne ha evidentemente preso atto. Così via a cartelle stampa, slide, accrediti, centro stampa operativo tutti i venerdì. Mano pesante per chi viola le regole e la privacy dei pazienti, e una denuncia è già partita contro una emittente; ma porte aperte, fin sulla soglia del «San Pietro», il reparto degli alzheimeriani, per chi vorrà raccontare le ore di Silvio in quel di Cesano Boscone.
Si tratta solo di quattro ore alla settimana, è vero. Ma nella rigida divisione dei tempi imposta al Cavaliere dal tribunale di sorveglianza, sarà l'unico punto fermo. Ogni giovedì sera entro le 23 Berlusconi dovrà essere di ritorno nella villa di Arcore, la mattina dopo alle 9,45 entrerà alla Sacra Famiglia, in un prevedibile (almeno le prime volte) ginepraio di taccuini e telecamere. La scorta dovrà lasciarlo sulla soglia del San Pietro, e i cronisti ancora prima. «E non prendete in affitto i balconi vicini perché sarebbero soldi sprecati», avvisano i vertici. Ma all'uscita, nessuno potrà impedire a Berlusconi di raccontare la sua nuova vita. E, soprattutto, dentro il reparto non ci saranno solo i pazienti ma anche i volontari, il personale, i familiari. Per il primo selfie di un paziente con il Cavaliere in versione scodellatore, insomma, è probabilmente solo questione di tempo. E se a quel punto qualcuno invocherà la par condicio, dovrà accomodarsi anche lui tra i vecchietti con l'Alzheimer.

Commenti

cast49

Ven, 02/05/2014 - 11:11

Berlusconi non merita tutte queste ristrettezze, gli permetteranno di andare al cesso? B. è il politico più onesto, gli altri, specialmente i komunisti, non lo sono, anche se hanno dalla loro i magistrati con i quali fanno comunella e nascondono le loro malefatte.