Le cose? Costano poco. Ma il prezzo è ingiusto

Libri, caffè, jeans. Hanno una spesa molto inferiore rispetto alla tariffa del mercato. E la pizza? Ha un ricarico del 490%

Siamo circondati. Da costi gonfiati e conti che non tornano. Le nostre tasche si svuotano anche e soprattutto per le nostre più care abitudini. Che diventano, così, carissime. Seguiteci in questa carrellata.

Meno di un minuto per berlo e almeno un euro (se abitate nel nord Italia), oramai, per togliersi lo sfizio. Di un caffè (non sempre buonissimo, peraltro) al bar. Costo reale di quella nostra dolcissima o amarissima tazzina con cui apriamo la giornata? Non più di 20 centesimi. Come, molto onestamente, ha ammesso poco tempo fa a Verona il proprietario del centralissimo «Come Sinatra Caffè» che ha scelto di andare controcorrente proponendo il caffè a 50 centesimi. Un successone: i clienti, sono aumentati, e i conti tornano, comunque. Eccome: «Noi il caffè lo compriamo a 25 euro al chilo, il che significa un costo di 20 centesimi a tazzina. Pur tenendo conto delle spese, quindi, un guadagno riusciamo ad averlo». Capito il messaggio?

Dal caffè agli sfizi modaioli. Il massimo del must? Un iPhone per esempio. Ecco dunque la bella domanda: quanto costa realmente l'iPhone 5? La risposta ci arriva da un team multinazionale di esperti che è riuscito ad individuare il costo delle componenti sviluppate dal fornitore ufficiale di Apple, la multinazionale cinese Foxconn. Analizzando solo i componenti principali, possiamo dunque arrivare a dire con una certa attendibilità che: il processore costa 14 euro, la memoria flash (di base 16GB) 8 euro, così come la Ram. Le componenti più costose sono lo schermo (34 euro), le varie antenne radio e wireless (31 euro) e le componenti elettromeccaniche (30 euro). Totale? Euro 155 netti a dispositivo, a cui vanno aggiunti i 5 euro di costi di assemblaggio e i 5 euro di spedizione internazionale per un totale di 165 euro per ogni iPhone 5 assemblato. Gli esperti del team non hanno preso in considerazione il costo della scocca in alluminio, così come le tasse imposte dai vari Paesi per l'import/export, le tasse sul valore aggiunto e sulla rivendita, (almeno 150 euro in più al valore netto di fabbrica, ma dipende dal Paese). Resta il fatto che, pur considerando questi extra, un prezzo più equo per questo must non dovrebbe superare i 350 euro. Cifra che permetterebbe comunque di contare su un buon utile (almeno 100 euro su ogni device, se non di più).

E la pizza? Altra beneamata dagli italiani e non solo dagli italiani, disposti spesso a svuotare il portafoglio (in alcuni locali, denunce alle varie associazioni dei consumatori alla mano, una margherita arriva a costare anche 12 euro). Il prodotto tipico per eccellenza del nostro bel Paese ci riserva ricarichi stratosferici, che arrivano, tenetevi forte, al 490 per cento. Basta analizzare i costi degli ingredienti classici della pizza margherita: acqua, farina, lievito, sale, pomodoro, mozzarella, basilico, olio di oliva. Prendiamone una dal peso medio di 210 grammi . Impasto per il disco (acqua, farina, lievito, sale) :0,14 euro per grammi 180; pomodoro 0,10 euro per grammi 75; mozzarella. 0,60 euro per grammi 70; basilico 0,20 euro per grammi 10; olio di oliva 0,06 euro per grammi 15. Totale? 1,1 euro. Vero, verissimo una pizza costa 1,1 euro ma viene fatta pagare mediamente 6,5 euro con un ricarico del 490 per cento. E se invece dell'olio di oliva ci si mette l'olio di semi vari, e se invece del pomodoro sanmarzano c'è la passata surgelata di pomodoro, e se invece della mozzarella fiordilatte la caseina reidratata, beh, allora oltre che è essere una pizza mediocre, il ricarico aumenta ancora di più senza dimenticare poi che il peso della pizza subisce una diminuzione durante la cottura per l'evaporazione dell'acqua.

E la cultura quanto ci costa? Quanto costa stampare un libro? Certo c'è libro e libro e tiratura e tiratura e non si può generalizzare ma un campione base: senza prestampa, solo un controllo sul testo, senza copertina separata, costo dei macchinari e con una tiratura di 2000 copie e di 500 pagine un libro ha un costo unitario: di 2,65 euro che moltiplicato fa 5309,55. Tutto ciò che si aggiungerà, cioè il costo spesso impegnativo che si vede in libreria è dovuto a scelte di marketing, pubblicità, etc della casa editrice. A questo punto infiliamoci un paio di jeans e teniamoci le tasche vuote perché anche il capo di più complessa realizzazione non arriva a costare oltre i 30, 40 euro (salvo si utilizzino materiali pregiati per confezionarlo) e la quasi totalità dei costi di una azienda di moda sono diretti al mantenimento dell'immagine del marchio.

Non esiste un prezzo giusto per un jeans di marca, ma per farsi un'idea basti dire che qualche giorno un camion di jeans firmati ma falsi è stato bloccato alla frontiera con la Svizzera. Prezzo: 80 centesimi al paio.

E l'auto? A parte i costi di gestione e mantenimento giusto che si sappia che per tutte le auto europee ci sono tipo sei soli tipi di disegno standard di struttura telaio. Per le utilitarie ce n'è un paio, uno per berline e station wagon, uno per le «corte» due porte, uno per i gipponi, uno per i furgoncini e i veicoli commerciali. Tanto che recentemente su un blog di autosupporter qualcuno ha tirato le somme per noi: se un'auto costa 1200 euro tra plastica e alluminio, ecco che di listino si vende quell'auto a 12.000 euro. Basta moltiplicare per 10, quindi. E uscire dal concessionario in fretta prima di arrabbiarsi.

Commenti

cgf

Lun, 15/07/2013 - 10:28

NON

Ritratto di andrea78andrea

andrea78andrea

Lun, 15/07/2013 - 10:31

Benissimo, io il caffè lo faccio pagare 20 cent,però non fatemi pagare le tasse e datemi una casa popolare con bollette pagate dal comune.

marcomasiero

Lun, 15/07/2013 - 10:32

l' articolo non ha senso ! tralasciando il personale, non basta conteggiare un tanto al chilo, (sbagliando), il costo delle componenti ! in produzione l' ideazione, la progettazione, la distribuzione, la garanzia etc... hanno i loro costi non indifferenti; nella commercializzazione affitti, energia, etc... pure incidono non poco.

Ritratto di mortimermouse

mortimermouse

Lun, 15/07/2013 - 10:33

perchè si parla di questo? perchè se l'iva dovesse essere aumentata (come incredibilmente sperano, quei comunisti mafiosi a digiuno di economia...) da 21 a 22 %, quei prodotti come i caffè, i pantaloni, le pizze costerebbero uno sproposito, mentre l'aumento dello stipendio medio di un lavoratore è quasi fermo ! come pensano, questi intelligentoni comunisti, di affermare che è NECESSARIO aumentare l'iva? :-) è evidente, oltre che chiaro persino a un contuso di cervello, che i comunisti mafiosi NON sanno fare la matematica, l'economia e nemmeno la politica !! :-)

Ritratto di Destrimane

Destrimane

Lun, 15/07/2013 - 10:38

il regime di tasso di cambio fisso: chi ha deciso di aderire a tutto questo dovrebbe essere arrestato e processato per tradimento della nazione http://www.repubblica.it/online/speciale/risultati/tab/tab.html

ale76

Lun, 15/07/2013 - 10:38

Ed i quotidiani? Ve li siete scordati? Volutamente, immagino. Prendete anche le sovvenzioni pubbliche. I bar, i produttori di jeans ed i pizzaioli non li prendono. Che coraggio che avete!

Pitocco

Lun, 15/07/2013 - 10:39

Il senso di quest'articolo non lo capisco, anche perché dovrebbe tener conto della furbata dell'euro che passando dalla lira ci ha viusta taglia del 50% il valore del nostro denaro(in lire), quindi quegli aumenti considerati vanno riallineati alla fregatura europea e solo allora, forse, i conti tornano. Gli italiani, per giunta, essendo un cangiante agglomerato di individui senza spina dorsale non hanno nessuna capacità di saper far valere i loro diritti e tanto meno protestare per una pizza rincarata al 490%.

cgf

Lun, 15/07/2013 - 10:42

NON è corretto come è impostato l'articolo, a Verona in 'quel' bar non andrò mai a prendere un caffè (o altro) per fare un caffè, a parte che con le miscele di caffè che si trova oggi non bastano più i 6-7 grammi per fare un buon caffè, il costo della macchina? la muntenzione? a gas non è più possibile installarle, solo elettriche, idea di quanto incide in bolletta anche per le ore in cui il caffè non si fa? Il costo dello smartphone tiene conto solo ed esclusivamente del costo puro, quello di ricerca e sviluppo? TUTTI siamo capaci di progettare e far funzionare uno smartphone al PRIMO colpo? Invece di 'appiattire' verso il basso perché non facciamo paragoni dei prezzi sullo stesso prodotto? venerdì ho trovato la stampante multifunzione laser colori blabla a 405 euro sul sito.it e 306 euro la stessa identica stampante sul sito.fr. La stessa multinazionale che vende lo stesso prodotto a circa il 25% in Francia. NB la multinazionale fa capo ad una società italo-xxxxxxxx (non francese)!! Non solo la benzina, anche fare la spesa costa meno in Francia o Germania, non solo la spesa, in Germania l'anno scorso ho preso una multa per divieto di sosta perché il muso era fuori dalla riga ma 'loro' sono tedeschi, quindi tutta la macchina era in divieto si sosta ed ho dovuto pagare 12 euro, e le avevano aumentate da poco! Perché trovo la frutta/verdura italiana all'estero a meno di quella che pago alla COOP? queste sono domande da fare, sparare sul pianista serve solo a criminalizzare chi investe.

titina

Lun, 15/07/2013 - 10:43

Io che ho la responsabilità dell'economia di casa me ne accorsi subito dei prezzi ingiusti, al tempo dell'ingresso dell'euro. Non credo che i giornalisti non se ne siano accorti prima, mi chiedo perchè non l'hanno detto prima e magari invitato la gente a fare lo sciopero degli acquisti ( come faccio io da allora). Forse non saremmo a questo punto: prezzi aumentati di troppo e che continuano ad aumentare di 200/300 lire per volta e stipendi e pensioni che sono rimasti gli stessi, di conseguenza continua diminuzione dei consumi.

pagano2010

Lun, 15/07/2013 - 10:46

Scusate redazione ma siete diventati dei comunisti? il prezzo come si sa lo fa il mercato, si delocalizza la produzione dove i costi sono più bassi e si vende al massimo prezzo che il mercato (il consumatore) è disponibile a spendere! Stop questo è il ns modello economico: il capitalismo! Se poi vogliamo aprire un dibatto sulla sua efficienza, questa è un'altra storia: il capitalismo senza asimmetria informativa (produzione - consumo) e inefficienza del mercato (capacità di alcuni agenti economici a influenzare il prezzo)non esisterebbe!

aredo

Lun, 15/07/2013 - 10:48

Che gli iPhone abbiano un alto ricarico è giusto quanto ovvio. Le CPU, i processori di Intel come di AMD lo sapete che costano prodotto finito tra 10 e 50euro ? I modelli da 50euro sono poi quelli venduti per i server, come Intel Xeon ed AMD Opteron che hanno prezzi anche da 3000-4000euro. Non fate di tutta un'erba un fascio! E' vero che Apple fa pagare molto l'hardware MA il costo dell'hardware include la massima qualità del prodotto, assistenza di qualità e poi ampia scelta di app, musica e video a bassissimo costo sul negozio online. Ed Apple di norma fornisce aggiornamenti software iOS per 3-4 anni ad ogni dispositivo. Di contro, i dispositivi Android, smartphone e tablet, sono invece di bassa qualità, regna il caos senza un vero standard, bassa qualità delle app acquistabili, molteplicità di negozi online non unificati, alto rischio di virus. Oltre il fatto che sono quasi tutti di plastica economica ed il produttore ricarica molto e dopo 6-12 mesi non fa più aggiornamenti software se li fa. Gli Android che hanno vetro ed alluminio invece della plastica per i componenti costano quanto un prodotto Apple quando escono sul mercato. (e non censurate questo messaggio. grazie!)

eso71

Lun, 15/07/2013 - 10:50

Ma che calcoli campati in aria sono? Vengono calcolati i costi di gestione di un esercizio? Affitto, personale, bollette, manutenzione macchinari, tasse, ecc..ecc.. Dietro ad una tazzina di caffè sono da calcolare tutti questi costi.

Ritratto di Feyerabend

Feyerabend

Lun, 15/07/2013 - 10:53

Come sempre siamo di fronte alla solita disinformazione. Come si fa a mettere nello stesso calderone un prodotto (Jeans o smartfone e un servizio come il caffe' al bar. Mi spieghi il sig. Villa perche' in tutta Europa la tazzina di caffe' al bar costa dal 50 al 500% in piu' che in Italia. Con questa logica perche' gli editori non vendono i quotidiani con un prezzo vicino a quello della carta con cui vengono stampati? E si che i giornali godono di ricchi contributi, mentre i bar non mi risulta.

Ritratto di frank.

frank.

Lun, 15/07/2013 - 10:53

Redazione, io posso anche essere d'accordo con il vostro articolo, però mi sarei aspettato di leggerlo sull'unità e non sul giornale. La tanto sbandierata libertà di impresa e di fare i prezzi che ognuno vuole dove la mettiamo?

gisimagu

Lun, 15/07/2013 - 10:56

Prima di fare i conti in tasca ai commercianti, che ne hanno da pagare fra tasse, affitti, adeguamenti a leggi inutili come quella della sicurezza...700€ per un po' di fotocopie!!!! iniziamo a togliere i mega stipendi a manager, manager statali, etcetc, quelli si che sgonfiano i portafogli agli italiani!!

Massìno

Lun, 15/07/2013 - 10:59

Si chiama libero mercato, domanda/offeta. O al Giornale siete improvvisamente diventati comunisti?

titina

Lun, 15/07/2013 - 11:00

x Destrimane. però bisogna tenere presente quante lire valevano le valute straniere all'epoca. Per esempio il franco francese valeva più di trecento lire, quindi moltiplica trecento per 6,5 e vedi che siamo là.

ro.di.mento

Lun, 15/07/2013 - 11:09

dobbiamo prendercela con i nostri connazionali! a partire da quelli che hanno voluto la moneta unica e quindi un 50% di svalutazione. poi i nostri connazionali invece di aiutarci ci vessano come fa lo stato. basta che i soldi entrino nelle loro tasche. non dico che siano tutti così beninteso, ma nella stragrande maggioranza si. ci vogliamo proprio male.

Ritratto di leopardi50

leopardi50

Lun, 15/07/2013 - 11:09

I jeans, il caffè, lo smartphone ed altri prodotti provengono da paesi dove c'è lo sfruttamento del lavoro e spesso anche di quello minorile; mentre la pizza e gli altri prodotti "confezionati" in Italia sono appannaggio dei "dracula" locali.

Azzurro Azzurro

Lun, 15/07/2013 - 11:09

Il prezzo al pubblico di un prodotto risulta dal costo industriale moltiplicato per 4, per farla semplice. Prendiamo il caffe': 21 cent per la materia prima e il costo dell'acqua calda? E il costo di lavare le tazzine? E il costo dello zuchero? E il costo del dipendente che lo serve? E l'affito dei locali? E la pulizia degli stessi? E l'iva e le tasse? Per me quel bar citato sta lavorando in perdita

zagor

Lun, 15/07/2013 - 11:10

Quanto costa in realtà questo quotidiano? Quanto percepite dallo stato? Quanto percepite dalla pubblicità? Tutti i locali dove lavorate e viene prodotto il suddetto sono vostri o pagate un'affitto? Sarebbe bello avere una risposta a quanto sopra esposto.

Rooster69

Lun, 15/07/2013 - 11:10

Non avete più nulla da dire.....

PaK8.8

Lun, 15/07/2013 - 11:10

Questo articolo non ha senso. Qui sto al 90% coi soliti commentatori "comunisti", che ancora non si sono fatti sentire ma avrebbero tutto il diritto di fare sfracelli. Qui non si parla di nozioni base d'economia, ma di buon senso. Tra parentesi: posso fare uno strappo per l'iphone, che mai avro', e comunque equivalenti scrondi a 135 euro si trovano, se non si va troppo per il sottile. Rimuovetelo, è una vergogna.

marco75_

Lun, 15/07/2013 - 11:12

Premetto che sono un vostro lettore; ma seguendo il vostro ragionamento, un giornale, la cui carta e inchiostro costerà al massimo 10 centesimi, e che viene venduto a 1.5E avrebbe un ricarico di 1500% ???

gardim

Lun, 15/07/2013 - 11:12

Ma che articolo è? Lo smartphone Apple costa troppo? Ti obbliga qualcuno a comprarlo? Compra quello di altre marche che hanno prezzi molto più onesti. E comunque quando si compra un jeans o uno smartphone di "marca" si paga appunto la marca. Chi compra un prodotto marchiato sa che andrà a spendere più soldi di quello che il prodotto realmente vale. Se si vuole spendere meno ci sono i jeans del discount o del mercato, così come non ti impone il dottore di prendere il caffè o il cappuccino al bar.

Ritratto di spectrum

spectrum

Lun, 15/07/2013 - 11:13

"Quando anche il cittadino ruba ed e' disonesto" e parla male dei politici,a va a vedere i loro rimborsi spese anche sulle bottigliette di minerale. Potrebbe essere un altro titolo valido.

gisimagu

Lun, 15/07/2013 - 11:16

fra parentesi,oltre tasse , etc etc come dicevo prima , c'è il personale, le tasse su di esso,un pochino di rischio di impresa, e poi come diceva Il signor Berlusconi un po' di anni fa, se al cliente non va bene cambia negozio!!Comunque i problemi sono altri, come al solito si cerca sempre di deviare dalla questione sostanziale, abbiamo una miriade di politici pagati abbondantemente, che non fanno il proprio mestiere e lo si vede, se no non saremmo in queste condizioni, che pesano sulle nostre tasche, 0 prodotto spesa tanta... e non iniziamo da li a rompere le scatole???no, assolutamente, si vede la pizza , il caffè, i jeans...ZERO fanno ZERO i nostri politici , per migliorare la situazione e il signore guarda il commerciante, che purtroppo deve lavorare il triplo di tanta gente per poi sentirsi dare del ladro!

pintoi

Lun, 15/07/2013 - 11:20

Articolo banale ... non si affrontano i reali costi SBAGLIATI che ci circondano ! Il caffè costa 90 cent ? Tolti tutti i costi e tasse quanto resta al barista ? 20 cent a tazzina ? Se fa 1000 caffè al giorno l'utile è di 200 Euro, una miseria per questo tipo di attività ! Parlare invece delle assicurazioni auto, tassi banche, finanziarie, telefoniche, carburanti auto/casa, bollo auto, parcelle professionisti, etc etc ????

Ritratto di Giovanni da Udine

Giovanni da Udine

Lun, 15/07/2013 - 11:21

Egregio Sig. Villa mi consenta di entrare nel merito solo del costo del caffè da Lei esposto per osservare che il suo calcolo è privo di fondamento. Se il costo di 1 Kg di caffè da bar può variare da 25 a 38 €/Kg e per una tazzina ne servono 7,5 g, il puro costo di caffè per tazzina varia dai 19 ai 29 cent. Tenga conto che il caffè da bar viene fornito in grani e quindi va macinato. Tenga inoltre conto che le macchine da caffè da bar devono rimanere accese in continuazione (24 h/24) per mantenere la pressione dell'acqua e - per loro natura - hanno un alto consumo di energia elettrica. Tenga infine conto che per servire un caffè il tempo impiegato dal cameriere varia dal mezzo minuto al minuto a seconda che venga servito al banco o al tavolo. Solo tenendo conto del costo del banconiere (lo pagherà almeno 20 €/h ?) bisogna aggiungere altri 17-32 cent. a tazzina. Infine bisogna lavare la tazzina, il piattino e il cucchiaino. Ovviamente la lavabicchieri consuma pure quella energia elettrica. Infine bisognerebbe spalmare su ogni caffè il costo delle spese fisse del locale, cosa impossibile da fare in quanto variabili per ogni singola situazione. Tenendo conto, sia pur in maniera non esattamente quantificabile, dei costi di energia elettrica per macinacaffè, macchina per l'espresso, lavabicchieri e delle spese fisse, il costo minimo di una tazzina di caffè varia tra i 50 ed i 65 cent. La prossima volta si informi meglio prima si sparare c...avolate.

baio57

Lun, 15/07/2013 - 11:23

Articolo fuorviante .Il costo del lavoro e le tasse non li contate ? I prezzi sono talmente gonfiati che chiudono centinaia di attività al giorno ..... Talvolta i vostri articoli non li capisco proprio ,tanto sono superficiali .

davidebravo

Lun, 15/07/2013 - 11:29

Come fatto notare da altri l'articolo è un brodo misto di semplificazioni azzardate e schiaffi al libero mercato. Potrei aspettarmelo da due clienti di un bar di periferia, magari un po' alticci, o da qualche comunista nostalgico. Non sul Giornale che dovrebbe avere ben chiaro come funziona un'impresa e quali sono i costi reali.

Ritratto di centocinque

centocinque

Lun, 15/07/2013 - 11:30

E icosti di ingegnerizzazione? e gli ammortamenti degli impianti? e le tasse e gli stipendi? e le immobilizzazioni? ecc. ecc. ecc. Anche se non mancano scandalosi esempi di pura speculazione, l'articolo a mio parere è totalmente fuorviante.

Ritratto di MIKI59

MIKI59

Lun, 15/07/2013 - 11:32

Finalmente ve ne accorgete?

Caravaggio73

Lun, 15/07/2013 - 11:35

Capisco semplificare, ma non bisogna esagerare. 1. Costo del lavoro? 2. costo dell'energia? 3. costo del trasposto? 4. tasse? Tra gli ingredienti del costo di una margherita mettiamoci tutto, non solo quelli alimentari. In Francia una Margherita costa dagli 11 ai 14 euro (non scherzo..) e infatti conviene mangiare una bistecca a pari prezzo.

schiacciarayban

Lun, 15/07/2013 - 11:38

Facendo l'editore rispondo per i libri. Credo che il giornalista in questione sia totalmente incompetente e l'articolo sia quasi ridicolo. Il costo del libro è fatto di stampa, royalties all'autore, promozione e distribusione e mille altre voci. Senza entrare nel dettagli posso dire, senza possibilità di smentita, che se il costo industriale di un libro è per esempio 2 euro, il prezzo deve essere almeno 12 altrimenti l'editore può anche chiudere.Fatto 100 il prezzo del libro, il 15% è il costo industriale, 6% royalties all'autore. il 65% è promozione, distribuzione e sconto al libraio. Avanza il 14%%, di cui se va bene il 10% è il margine dell'editore. Penso che per altri settori il discorso sia simile. Quindi, prima di scrivere idiozie, per favore informatevi!

Cesare46

Lun, 15/07/2013 - 11:38

Quella del caffà a 0.50 la trovo una cazzata gigantesca. Vediamo i conti: 0.20 materia prima, 0.30 il ricarico = 0.50- sul ricarico di 0.30 dovrebbe pagarci le tasse e i balzelli vari 45%, (e dico poco)Rimangono 0.16 cent. Il personale, Siae se ha TV o radio, formazione se ha il personale, qualche assicurazione, tovaglie e tovaglioli, tassa sulle insegne, rifiuti, IMU, affitto e altri balzelli. NON SONO BARISTA SONO ARTGIANO TESSILE, SE IL BARISTA CHE VI HA DATO I "NUMERI" ESISTE LO PRENDO COME SOCIO ....DOVREBBE ESSERE UN BENEFATTORE.

Giacinto49

Lun, 15/07/2013 - 11:39

Il problema non è tanto nei ricarichi ma negli aumenti ingiustificati e senza controllo. Oggi i nodi vengono al pettine.

libertyfighter2

Lun, 15/07/2013 - 11:43

ECONOMIA, lezione numero 0. Il COSTO di un bene e il suo PREZZO DI MERCATO sono due cose diverse. Il COSTO di un bene incide sul SE UN BENE viene prodotto o meno, non primariamente sul suo valore, che viene determinato dalla curva di domanda offerta. LEGGERE SIMILI STRON...TE su un giornale che pretende di distinguersi dal socialismo reale e dalla negligenza economica propria della nomenklatura italiana è deprimente.

shellenberg

Lun, 15/07/2013 - 11:47

Dunque non so per il resto m, ma questi sono i costi di Margherita e Caffe ESCLUDENDO TASSE E AMMORTAMENTI ED ALTRI COSTI VARI: Margherita tra farina acqua lievito ecc. 250 gr.= 0,15 €, Pomodoro 80/100 gr. 0,14 €(media), fior di latte(che la mozzarella sulla pizza non ci va) 100 gr.= 1,13 € olio e basilico circa 0,25 € TOTALE= 1,67 x 450 grammi che una volta cotti diventano 320. Poi c'è la legna il pizzaiolo ecc... Caffe 15€Kg.(che 25 sono una ladrata)fa 0,11 € a tazza + gas e corrente x 24 ore +zucchero e latte altri 0,10 € media =0,21 a tazza + lavatazze depurazione ec.. senza contare, appunto altri costi ed ammortamenti. MA CHE CAVOLO STAI A DIRE?

coanmarc

Lun, 15/07/2013 - 11:48

Per quanto riguarda prodotti che contengono tecnologia si tenga presente il costo della ricerca. Dietro a device dal prezzo di costo di 100€ ci sono dei componenti che non sono piovuti dal cielo nei magazzini. Che poi il prezzo sia alto, vero, ma ogni volta che si parla di tecnologia si da per scontato che esista, quei poveri deficienti che fanno ricerca sono a costo zero.

Cesare46

Lun, 15/07/2013 - 11:51

Sono daccordo per il ricarico esagerato per i Jeans, ma ho dei dubbi sui costi. non esagerate nello scrivere cazzate. Anche se fossero di provenienza cinese non costerebbero 80 centesimi. Vi faccio un piccolo esempio, per confezionare un Jeans in Italia occorrono da 15 a 45 minuti,(dipende dal modello) forse ci vuole anche il tessuto mt. 1.20 / 1.50 macchinari e altre spesucce ? Consiglierei di verificare i dati prima di scrivere cazzate. CONSIGLIEREI ANCHE DI COMPRARE ITALIANO, COMPRARE MENO MA ITALIANO. se non compriamo Italiano i nostri figli dovranno andare a lavorare in Cina per 100 dollari al mese.

Ritratto di Cardanus

Cardanus

Lun, 15/07/2013 - 11:57

Jeans sono il mio lavoro. Un metro di denim cinese scadente costa 2 euro. Ci vuole almeno un metro per un paio di jeans, poi c'e' la confezione, il lavaggio e la distribuzione. Lascio all'intelligenza dei lettori capire se si stanno dicendo cose sensate qui.

Mario-64

Lun, 15/07/2013 - 11:57

Pizza margherita 12 euro? E dove ,da Cartier?? Dalle mie parti in molti locali non si paga il coperto ,il altri ti regalano la bibita ,bisogna solo scegliere i posti giusti. E' il consumatore che deve orientare la domanda .

blackbird

Lun, 15/07/2013 - 12:08

E se il cliente si macchia la camicia, scivola e si rompe una gamba o prende un pugno da due che litigano, chi paga? L'assicurazione del barista, ovvio! Quindi si devon aggiungere costi occulti quali l'HACCP, il corso antiinfortunistico di un dipendente, il corso antiincedio, la progettazione e verifica della sicurezza, il bollo sui frigoriferi, sul televisore, ecc. ecc. Guardate i prezzi di Ryanair e vedrete quanto costa realmente un viaggio aereo, poi ci aggiungete le tasse, l'assicurazione annullamento (parte a carico della compagnia) le spese amministrative e il saldo raddoppia! Molte delle spese occulte che paghiamo sono "conquiste" delle associazioni dei consumatori!

BlackMen

Lun, 15/07/2013 - 12:17

Mario-64: non c'è bisogno di andare da Cartier...faccia un saltino a Roma

Franco Ruggieri

Lun, 15/07/2013 - 12:19

Scusate, ma nessun oggetto o servizio ha un valore intrinseco, bensì quello che gli attribuisce il mercato. Se trovo abbastanza gente a pagare una pizza 250 euro, q

BlackMen

Lun, 15/07/2013 - 12:19

Mandate la Signora Villa a studiare un pò di economia. Dilettanti!

Cesare46

Lun, 15/07/2013 - 12:20

Ill.mo Sig. Gabriele Villa, Sono un artigiano tessile con 10 dipendenti, Dopo quello cha ha scritto e sicuramente non ha riletto, Le offro gratuitamente la mia attività comprensiva di macchinari e personale. Le chiedo solo l'affitto dei locali. Così potrà confezionare Jeans a 0.80 e guadagnare una paccata di soldi. MA MI FACCIA IL PIACERE

Ritratto di frank.

frank.

Lun, 15/07/2013 - 12:26

L'articolo mi ricorda un pò quei clienti che davanti ad un progetto da consegnare in Comune ogni tanto mi dicono: ma architetto...così tanto per un disegnino e qualche foglio compilato? La mia risposta classica: beh, se è capace a farselo da solo faccia pure...

Azzurro Azzurro

Lun, 15/07/2013 - 12:29

Mario-64 Sono d'accordo. Nelle pizzerie che frequento io, pizza al prosciutto cotto e birra media pago dai 9 ai 10 euro. Mi sembra molto onesto

aredo

Lun, 15/07/2013 - 12:30

A parte i prodotti tecnologici... il resto delle considerazioni sono giustissime. I rincari su prodotti a bassissima ingegnerizzazione come gli abiti che i produttori fanno fare da indiani e cinesi a pochi centesimi e rivendono a decine e centinaia di euro sono uno scandalo assoluto. Così come il costo di una pizza, che molte pizzerie fanno pagare anche 10euro o più una margherita, che a loro potrà costare da 30 a 50 centesimi.

Azzurro Azzurro

Lun, 15/07/2013 - 12:33

Ma se i costi sono gonfiati, come mai sono spariti i tascabili da 6 euro, che compravo spesso, ve ne siete accorti? Evidentemente non ci stavano dentro...

cgf

Lun, 15/07/2013 - 12:42

NB ad 80 centesimi si trovano FOB, quindi devi portarli qui, pagare l'IVA, sdoganarli i jeans fallati (una gamba più lunga/grossa dell'altra), per avere un minimo di qualità, sempre FOB non costano meno di 2USD se fatti in Bangladesh o Cambogia, anche 5 USD se fatti in India con cotone indiano, fatti in China una via di mezzo. Prezzi minimi per avere un minimo di qualità e che non perdano colore, leggi macchiano il resto, già al primo lavaggio. Poi, se vogliamo addentrarci nel mondo del fake c'è di tutto e di più, scarpe di marca vendute qui a 200+ euro si trovano imitate alla perfezione a meno di 20 USD, peccato che ti 'macellanno' il piede in poco tempo senza contare le macchie permanenti sulla pelle per via delle sostanze usate per 'ammorbidire' la pelle(?). Provoco, perché non compriamo direttamente a km 0 così paghiamo meno, salvo poi a pagare dazi e balzelli imposti dalla CEE? come? usa google e cerca alibaba, ti sia apre un mondo.

Ritratto di leopardi50

leopardi50

Lun, 15/07/2013 - 12:46

@ BlackMen - Ho vissuto anch'io a Roma e le posso dire che andare in pizzeria lì e come farsi rapinare. Nella mia città da anni acquisto la pizza da asporto e la mangio a casa perchè non sopportovo la puzza di fumo nei locali e la confusione. Il suo prezzo? Margherita € 2,50.

cgf

Lun, 15/07/2013 - 12:48

@blackbird il paragone con Ryanair ci sta come i fagioli a merenda, 'quella' compagnia vola su aeroporti dove le tasse sono più basse, sopratutto la mattina presto e la sera tardi perché costano ancora meno!! In più vogliamo mettere i costi di competenza della compagnia pagati da..... per esempio TUTTI i cittadini di [ad esempio] Bologna pagano una loro quota a Ryanair anche senza volare!! lo sapeva? ci sono tante altre le cose che non sa... s'informi.

Azzurro Azzurro

Lun, 15/07/2013 - 12:50

aredo Devi essere molto ricco se paghi una margherita 10 euro. Io che sono povero, piu' di 5 non la pago. Anzi pizza al prosciutto e birra media spendo da 9 ai 10 euro, oltre non mi posso permettere. Sono contento per te :)

titina

Lun, 15/07/2013 - 12:52

frank.Libero di stabilire i prezzi e i cittadini sono liberi di NON COMPRARE, però poi non vi lamentate quando fallirete tutti: noi compriamo dai cinesi.

benny.manocchia

Lun, 15/07/2013 - 12:59

Scelte obbligate? Dal caffe' all'auto? Le donne che fanno la spesa potrebbero puntare il dito sull'olio,frutta,verdura,pesce,carne ecc. Un italiano in USA

SAMMYDAVIS

Lun, 15/07/2013 - 13:26

La stupidita' di questo articolo non la si puo' commentare. Non si tengono conto di A) costi di gestione B) tasse - specialmente da noi dove solo l'IVA porta via piu' di 1/5 del prezzo C) costo di marketing, etc. Chi ha scritto dovrebbe rifare un corso di economia. E" ovvio che tutti ne beneficierebbero da costi piu' bassi se ci fosse piu' consumo causato, ovviamente, da una economia migliore e soprattutto una pressione fiscale piu' bassa...

Agostinob

Lun, 15/07/2013 - 13:40

Egregio Dr. Villa, ho letto dapprima con curiosità eppoi con sorpresa questo Suo articolo. Credo che il caldo le abbia dato alla testa. E' forse il peggior pezzo che abbia mai letto su il Giornale e mi meraviglio che prima della stampa qualcuno di buon senso non abbia cercato di farLe capire che cavolata avesse mai scritto. Non sono negoziante, non sono ristoratore, non produco jeans ne automobili ma mi sento preso in giro ugualmente perchè qualcuno ha cercato di vendermi una patacca. Se non si sanno le cose; se non si ha la capacità di analizzare tutti i costi che stanno dietro a ciò che acquistiamo, forse è meglio parlare di cose che si conoscono. Si farebbe meno brutta figura. D'ora in poi quando vedrò la Sua firma, mi farò una risata e di questo La ringrazio. Ma come si fa ad analizzare i prodotti prendendo come costo esclusivamente le parti usate. Facciamo l'esempio che appare qui più eclatante: la pizza. Per sminuire i costi Lei parla di acqua, farina, pomodoro ecc...ecc... Beh? Ed il personale; gli affitti; le tasse locali, quelle statali, la luce, il riscaldamento, la legna da ardere, le assicurazioni, il commercialista, gli anticipi delle tasse e chi più ne ha più ne metta... Ma dai, su, sia serio. Se vuole fare un articolo, si metta prima all'ombra, poi eviti di bere e dopo faccia leggere a qualcuno che ne sa qualcosa, ciò che ha scritto per evitare la figuraccia che ha fatto. Vede, questi articoli fanno più male che bene perchè danno un'idea deviata della relatà delle cose. Possono esserci settori i cui margini sono più alti che in altri ma occorrerebbe allora analizzarli bene con dati veri alla mano e non per "sentito dire". I bar, oggi, riescono a sopravvivere per le colazioni del mattino ed in qualche caso per gli aperitivi serali. Tolto questo, un bar muore. E' ovvio, anche se a noi consumatori dà fastidio, che il barista debba cercare di far quadrare i conti su quanto vende, perchè su quanto non vende, non guadagna. Premesso che il caffè a 0,90 forse lo trova solo Lei. Io lo pago 1,20 e quindi nella mia città dovrebbero essere ancor più ladri. Al di là di questo, nessuno ci obbliga a nulla. Se non ci va di bere un caffè o di mangiare una pizza al prezzo che vengono vendute, poco male. Stiamocene a casa. Ma evitiamo di fare i moralisti con le tasche degli altri. Proprio un pessimo articolo che non fa onore al Giornale; figuriamoci a Lei.

mares57

Lun, 15/07/2013 - 14:10

Non è la materia prima che costa! E' il contorno che costa tantissimo in Italia! Fate una buona volta anche il conto del contorno di tasse tassine personale affitti lievitati con l'IMU ecc. ecc. ecc. Guardate io ho avuto molti anni fa un esercizio commerciale e so di che parlo. Ho lavorato come dipendente e se tornassi indietro non mi sognerei più di fare l'imprenditrice.

schiacciarayban

Lun, 15/07/2013 - 14:14

Non so da dove venga questo sig, Villa ma ha scritto veramente una marea di scemenze. Se io potessi vendere un libro a 5 euro invece che a 10 crede che non lo farei? Ne venderei probabilmente 5 volte tanti, ma evidentemente non è possibile come ho spiegato in un post precedente. Devo dire che raramente ho letto un articolo peggiore e fuorviante, degno della Pravda nei tempi più cupi del comunismo.

Agostinob

Lun, 15/07/2013 - 14:25

Qualcuno mi conosce, molti altri no. Alcune volte ed in alcuni momenti, ho partecipato in questi spazi, dicendo la mia su cose che sapevo e di cui potevo quindi parlare. Non sono di sinistra e se faccio questa premessa, è per dire che, malgrado le mie idee, se ci sono cose non carine da dire, le dico anche se magari tiro in ballo un Governo in cui è sciaguratamente coinvolta anche la destra. Dunque: quest'articolo di Villa, articolo idiota che viene probabilmente da una velina emessa da una agenzia stampa il cui compito è dare qualcosa da dire ai giornali, è pari pari e simile ad altri apparsi su altri quotidiani. Dopo aver letto questo mi sono rifiutato di leggerne altri ma i titoli ed i sottotitoli dimostrano che la stupidità non è mai proprietà di uno o di pochi. Se ci sono, dunque, cose anche non belle da dire, le dico perchè è giusto che si sappia come il popolo sia guidato e trattato. Vi è in ballo un aumento iva che, malgrado Berlusconi non voglia, si farà. Eco allora che occorre far si che questo aumento non arrivi totalmente al consumo. Come dire: il Governo porta a casa soldi ma vuole che i cittadini non abbiano a rimetterci. Ed allora? Allora si inizia con una serie di striscianti "soffiate" attraverso le agenzie fino a quando si trovano i polli come Villa che, certi di fare bella figura, colgono la palla al balzo e preparano subito un bell'articolo su coloro che potrebbero guadagnare anche vendendo a prezzi più bassi, insinuando (non è la prima volta e non sarà l'ultima) che costoro siano tutti una massa di ladri. Basta così. Il terrero è preparato. Tra qualche giorno, uscirà ancora qualcosa per aumentare questa tensione e per far crescere nella gente la sensazione che non è giusto che i negozianti o gli artigiani o i commercianti vendano a margini così alti. In questo modo, si spera o si cercherà di far si che l'aumento dell'iva venga da queste categorie assorbito e pagato riducendo i loro margini, per non far brutta figura. Ci sarà senz'altro qualcuno che gratuitamente o no, presenterà un cartello con scritto "qui, nessun aumento. L'iva la paghiamo noi e non la riversiamo". Ecco, dirà la gente. Questo si che è onesto. Ecco, dirà il Governo. Qualcuno ci casca sempre. Qualche coglione l'abbiamo trovato. Tutto sommato, l'1% verrà digerito ed allora, dopo questo primo tentativo, si aprirà la strada ad un'altra tassa. Peccato che a farsi infinocchiare e cadere in questo tranello sia anche il Dr. Villa che, invece di scrivere questo articolo, avrebbe potuto, dopo aver riflettuto un pò, farne un altro sul perchè oggi vengono diramate queste idiozie. Sarebbe stato meglio.

fabio tincati

Lun, 15/07/2013 - 14:37

credo che certo Villa questa mattina abbia pubblicato una cosa scritta dopo una triste domenica,faccia come Napolitano s'indigni e scriva meno fesserie,tanto la frittata l'avete già fatta

gianluca.torino

Lun, 15/07/2013 - 14:50

Bell'articolo, molto interessante. Ma il genio che ha spresso tanto sapere ha mai analizzato i consti industriali delle cose? Per fare un caffè c'è necessità di un locale attrezzato(voce di costo), di una macchina del caffè(voce di costo), elettricità(voce di costo), caffè(voce di costo), acqua(voce di costo) e in fine del personale per farlo. Ora immagino che tutto questo sia stato tralasciato ma fanno parte del costo finale del prodotto. Certo che se si analizza le sole materie prime è facile fare questo articolo. Complimenti.

Ritratto di Italia vera

Italia vera

Lun, 15/07/2013 - 15:04

mi scusi sig. Villa ma che articolo da bar è questo, degno di pomeriggio cinque!!! io ho avuto una pizzeria a Milano sui navigli, aldilà dei prodotti freschi buoni costosi, su una pizza incide il costo della legna (visto che non eravamo dei kebabbari), il costo del pizzaiolo assunto ed in regola (visto che non eravamo cinesi), il costo del locale affitto, luce e aria condizionata/riscaldamento, solo di affitto erano 12000 al mese! poi ci sono le tasse visto che le pagavamo (perchè non eravamo disonesti), poi ci sono le spese di manutenzione della macchina che impasta, del forno, del sistema di areazione.... come vede non basta calcolare i costi di farina acqua e sale, serve ragionare... la margherita la vendevo a 6,00 € poi abbassata a 5,00 € l'acqua 1,50 € ed il coperto 2,00 € infatti poi ho chiuso!!!!

Antonio43

Lun, 15/07/2013 - 15:07

Villa, ma che conti fai? Manco un luigipiso ci sarebbe mai arrivato! Ma c'accucchie!

piero1952

Lun, 15/07/2013 - 16:53

Fermo restando gli strafalcioni fatti dall'articolista, noto con piacere che su alcuni argomenti l'accordo è bipartizan...E le cose per le quali varrebbe la pena essere molto incaxxati sono invece altre, per esempio l'acqua, se alla coop 2 litri di naturale costano 19 €cent, spiegateni perchè 1/2 litro di naturale all'aereoporto di xxx costa da 1,20€ a 1,80€? a Madrid, per esempio, la bottiglia da 750cc di Lizaran costa 3,25€!!! a volte è piu conveniente comprare una bibita gassata che l'acqua...se consideriamo che l'acqua è INDISPENSABILE e la bibita o la birra o gli alcolici, no, qui ci sarebbero tutti i motivi per farsi sentire...

Bogus456

Lun, 15/07/2013 - 17:29

PROVATE A LEGGERE Titolo Volevo solo vendere la pizza. Le disavventure di un piccolo imprenditore Dove è più facile aprire un'impresa? In un paese dove si possono fare affari con relativa semplicità. Nella classifica della Banca Mondiale, l'Italia è all'820° posto, dopo il Kazakhistan, la Serbia, la Giordania e la Colombia. Merito della nostra infernale burocrazia. Un giornalista prova a diventare imprenditore. Segue i corsi di primo soccorso, quello antincendio, quello sulla prevenzione degli infortuni. Frequenta commercialisti e avvocati. Informa le "lavoratrici gestanti" dei rischi che corrono - ma solo quelle "di età superiore ad anni 15". E poi c'è l'Asl con tutti i regolamenti sull'igiene e l'obbligo di installare e numerare le trappole per topi (non basta il topicida vogliono fare una statistica?). C'è persino il decalogo che insegna quando bisogna lavarsi le mani. Compra centinaia di marche da bollo, compila (e paga) un'infinità di bollettini postali. Sei mesi dopo e con centomila euro di meno, apre finalmente l'attività: un piccolo negozio di pizza d'asporto. Ma a quel punto si trova a dover fare i conti con i cosiddetti "lavoratori" e con i sindacati. Dopo due anni infernali, chiuderà bottega. L'eccessiva rigidità nei rapporti di lavoro porta a un eccesso di flessibilità? Le leggi troppo restrittive spingono inevitabilmente verso l'economia sommersa e il lavoro nero? Sono i temi di discussione in questi mesi caldi, mentre si parla di riforma della Legge Biagi. Quello di Gigi Furini non è un trattato di economia del lavoro. È il resoconto di due anni impossibili...