La crisi economica impazza: dilagano i prodotti cinesi contraffatti

Sequestrati 7 milioni di oggetti tra calze, cosmetici e giocattoli destinati a invadere il mercato italiano

La crisi economica in Italia ha un solo vincitore: il traffico di prodotti contraffatti. Si trova di tutto, dalle borse firmate alle false scarpe griffate fino alla merce più semplice, come calze, cosmetici, profumi e sciarpe, tutte squisitamente finte. Ma si può anche incappare pericolosamente nei giocattoli costruiti senza rispettare i vincoli minimi di sicurezza. Proprio per questo bisogna stare più che mai attenti e non lasciarsi conquistare dalle occasioni. Lo sanno bene gli uomini della guardia di finanza che in questo periodo estivo hanno stretto ancora di più le maglie della sicurezza. Ieri i finanzieri del Comando Provinciale della capitale hanno effettuato un maxi sequestro di sei milioni e settecentomila prodotti cinesi contraffatti, che non rispondevano agli standard di sicurezza, denunciando quindici persone.
I militari, infatti, hanno scoperto due importanti centri di stoccaggio e smistamento merci: uno dove c'erano quattro milioni di cosmetici in gran parte pericolosi per la salute e l'altro con oltre due milioni e mezzo di paia di calze «Pompea» contraffatte.
Tutti capi destinati a partire alla volta delle altre città italiane per invadere il mercato. L'attenzione degli investigatori si è fermata per prima in un capannone, in via Prenestina, dove c'era un continuo andirivieni di stranieri e di autoveicoli. Inizialmente i militari hanno pensato si trattasse di un centro di smercio di abbigliamento. Ma, approfittando dell'arrivo di un grosso articolato con targa lituana, i finanzieri sono intervenuti per controllare il contenuto sia del mezzo che del magazzino, trovando circa 1.500 «scatoloni» contenenti oltre 2 milioni e mezzo di paia di calze recanti i loghi appunto della «Pompea», azienda nazionale leader del settore dell'intimo.
I successivi accertamenti hanno consentito di verificare non solo l'illecita riproduzione del marchio ma anche dei più importanti brevetti industriali dell'azienda, tra cui quello denominato «no stress», riportato regolarmente sulle calze.
La merce, proveniente dalla Cina, era giunta nel nostro paese dopo essere stata sdoganata in Gran Bretagna e aver attraversato alcuni Paesi comunitari senza dare troppo nell'occhio. Probabilmente era destinata all'intero mercato nazionale, dove sarebbe stata collocata a un prezzo nettamente inferiore rispetto a quello dei prodotti originali. Gli investigatori stimano, «a livello prudenziale», che il valore delle calze sequestrate ammonti a non meno di 4 milioni di euro.
Il responsabile di tutta questa organizzazione era un imprenditore cinese, di 49 anni, attivo nel settore della commercializzazione di accessori di abbigliamento, che è stato denunciato a piede libero per detenzione e commercializzazione di oggetti con marchio falso.
Nel secondo intervento, attuato nella stessa area di via Prenestina, le fiamme gialle del II Gruppo hanno scoperto quasi quattro milioni fra cosmetici, prodotti per la cura della persona, materiale scolastico e articoli per la casa, non conformi alla normativa vigente in tema di sicurezza.
Gli oggetti sequestrati, in gran parte destinati ai bambini, erano tutti privi delle prescritte etichettature di sicurezza, delle istruzioni d'uso e della composizione chimica. Numerose sono le confezioni di prodotti decorativi per la pelle e le unghie composti da colle di origine sospetta e, addirittura, in uno dei magazzini, erano conservati cosmetici contenenti ioni metallici (nichel piombo e cromo-esavalente), riconosciuti pericolosi per la salute.

Commenti
Ritratto di Zagovian

Zagovian

Mar, 23/07/2013 - 18:05

E come la mettiamo con tante,tante Ditte Italiane,che importano da Cina,diversi prodotti,imballati addirittura in imballi "originali" con la scritta "Made in Italy"....Questi non sono Cinesi,sono Italiani,che fregano Italiani!

marcosol

Mar, 23/07/2013 - 18:16

la colpa è dei cinesi o degli italiani che li comprano?

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Goldglimmer

Mar, 23/07/2013 - 18:36

Tutta roba che sappiamo benissimo produrre da noi.......ma grazie al cosidetto "libero mercato" e la globalisazione oggi siamo costretti a comprare cinese mentre a noi manca il lavoro. Per pagare le nostre pensioni facciamo venire i gli stranieri a lavorare e così precariare i lavoratori italiani. Tutto un paradosso. Avanti con PDL e PD che non cambieranno mai niente.

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pravda99

Mar, 23/07/2013 - 18:40

I Cinesi sono solo gli intermediari, proprio come i "vucumpra'". Il terminal e chi di fatto trae i benefici sono le organizzazioni di trafficanti italiani.

swiller

Mar, 23/07/2013 - 18:48

Dov'è il problema basta mettere dei dazi adeguati, ma lo stato se ne frega neanche sia complice.

st.it

Mar, 23/07/2013 - 18:56

E' questa la capacità di un governo di risollevare i problemi che un fisco fin troppo esoso ha creato? Le liberalizzazioni dell'ormai invisibile monti hanno sortito serrate di massa delle aziende italiane a vantaggio del pullulare di esercizi commerciali cinesi, che ci stanno invadendo con le loro mercanzie contraffatte e tossiche , nonché spesso anche di contrabbando; sfido che vogliono staccare lo scontrino: ci stanno usando come un immenso depuratore di soldi.... però non si deve dire , facciamo proprio schifo!!!!!

ZIPPITA

Mar, 23/07/2013 - 19:00

Ma non erano dei bravi commercianti che lavoravano come matti 20 ore al giorno con paghe ridotte e si accontentavano??? E rubano, rubano, rubano e gli onesti commercianti per colpa loro hanno dovuto chiudere......Ecco cosa fanno i cinesi a casa nostra con il benestare dei nostri stimati Sindaci (Pisapia in testa): DELINQUONO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

fermamarina

Mar, 23/07/2013 - 19:59

Da almeno vent'anni è iniziata l'invasione silenziosa, e nessuno, nè sindacati nè le varie confraternite umanitarie si sono accorte, (ma guarda caso!) di ciò che avveniva nelle città (incominciando da Prato, ancora provincia di Firenze) delle aziende abusive con lavoratori e lavoratrici anche minorenni lasciati a lavorare in condizioni disumane. Così come non si accorgono dei container che arrivano pieni delle merci di cui sopra... Al povero co...one italiano che vuol fare qualcosa in proprio, rischiando "del suo", senza chiedere soldi a nessuno, gli vengono a contare anche i peli nel...l'uovo! E soprattutto mi meraviglio di quegli italiani che continuano a dare addosso agli imprenditori italiani...roba da non credere!

fermamarina

Mar, 23/07/2013 - 19:59

Da almeno vent'anni è iniziata l'invasione silenziosa, e nessuno, nè sindacati nè le varie confraternite umanitarie si sono accorte, (ma guarda caso!) di ciò che avveniva nelle città (incominciando da Prato, ancora provincia di Firenze) delle aziende abusive con lavoratori e lavoratrici anche minorenni lasciati a lavorare in condizioni disumane. Così come non si accorgono dei container che arrivano pieni delle merci di cui sopra... Al povero co...one italiano che vuol fare qualcosa in proprio, rischiando "del suo", senza chiedere soldi a nessuno, gli vengono a contare anche i peli nel...l'uovo! E soprattutto mi meraviglio di quegli italiani che continuano a dare addosso agli imprenditori italiani...roba da non credere!

gi.lit

Mar, 23/07/2013 - 20:46

Fermamarina. D'accordo su tutto, aggiungendo però che i governi di centrodestra non hanno fatto nulla per fermare questa invasione. In compenso, il Cav, ha ora lanciato un'idea davvero geniale: torniamo a Forza Italia. E ciò a riprova che costui è lontano anni luce dai veri problemi del Paese. Saluti.

venessia

Mar, 23/07/2013 - 21:37

lavoro con i cinesi,mi sembrano persone oneste e simpatiche,e soprattutto precisi nei pagamenti delle fatture, ma smettetela di rompere i cosidetti è tutta invidia,presunzione e supponenza italica

vince50

Mar, 23/07/2013 - 21:43

Come al solito imbocchiamo sempre la strada sbagliata,anche se apparentemente più semplice incolpando gli altri.La colpa non è ne dei cinesi ne di nessun'altro,ma piuttosto del nostro comportamento senza dignità ne tanto meno di sano spirito nazionalistico.Se l'Italia è allo sfascio e ridicolizzata da tutti non possiamo accusare nessuno se non noi stessi,una manica di opportunisti e banderuole al vento.

SteveCanelli

Mar, 23/07/2013 - 22:05

No problem in Italia non vanno più in galera manco gli stupratori di gruppo figurìiamoci i falsificatori di calze. Al massimo fanno licenziare degli operai ma tanto i giudici lo stipendio (bello grosso) lo prendono lo stesso

Ritratto di Dragon_Lord

Dragon_Lord

Mar, 23/07/2013 - 23:16

TANTO SICURAMENTE LA RESTITUISCONO AI PROPRIETARI DI NASCOSTO LA MERCE SEQUESTRATA, NON FANNO MAI VEDERE DOVE E COME LA DISTRUGGONO, VOI LO AVETE MAI SAPUTO O VISTO ? SERVE SOLO PER ZUCCHERARE IL POPOLO BUE CHE COMPRA DALCINESE LA BETTERIA A 1 EURO MENTRE SU EBAY LA TOVERESTI A 15 CENTESIMI

External

Mar, 23/07/2013 - 23:45

Non per fare di tutta l'erba un fascio, ma dove ci sono cinesi qualche irregolarità la trovano, sempre se la vanno a cercare. Perchè è più facile entrare in un negozio di italiani che in uno di cinesi, gli unici che hanno il coraggio sono quelli di striscia la notizia e le iene.

Ritratto di marco peroni

marco peroni

Mer, 24/07/2013 - 06:19

il problema!!!!! a qualcuno fa comodo avere i cinesi vergogna italia , e europa, quando arrivano i kontaner dall' asia dovrebbero aprirli tutti , ma forse ci saranno doganieri e finanzieri che prendono le mazzette per chiudere un occhio e' cosi che va !!!! e intanto l'italia va sempre piu' giu'. vergogna ,ma l'italiano quando comincera' a ribellarsi ??? marco p

blues188

Mer, 24/07/2013 - 08:48

fermamarina, ma perché non si meraviglia anche dei troppi impiegati statali, dei troppi forestali, dei troppi di tutto che lo Stato ha assunto e che ora deve mantenere a spese dei contribuenti? Non le pare che sia lì il nodo di tutti i problemi? Se le spese sono troppe come pensare di abbattere il debito italico? I cinesi ci vendono porcherie, d'accordo, ma gli impresari italiani non hanno modo di poter lavorare e chi compra è costretto a guardare ai cinesi perché non ha più soldi.

fermamarina

Mer, 24/07/2013 - 12:23

blues188,se vogliamo metterla su questo, allora, più che dei forestali e degli statali, che comunque, fanno parte di una istituzione legittima, mi meraviglio dei baracconi inutili, di quegli enti inutili, non legittimati, poltronifici per politici o ex politicanti, utili per mantenere stipendi da dirigenti e per coltivarsi l'orticello di voti...questi sono i primi parassiti che nessuno vuol vedere (e ce ne sono a centinaia!)

Ritratto di ASPIDE 007

ASPIDE 007

Mer, 24/07/2013 - 12:54

...I Paesi dell'Unione Europea in generale, in particolare l'Italia, può essere definita, senz'ombra di dubbio, una "discarica indifferenziata", che tutti, extracomunitari e non, possono riempire con le loro schifezze. Analogamente accade per i criminali. Succederà che il giorno in cui la "discarica" sarà colma di rifiuti, tutti se ne andranno con i loro utili ed a noi rimarrà da smaltire la "sbornia".