DIBATTITO Sono peggio le corna o la noia?

Nella vita di coppia l’infedeltà è una sciagura, ma anche il noioso tran
tran relazionale non scherza... Il dibattito avviato ieri sul <em>Giornale</em> dalla <strong><a href="/cronache/vita_coppia_sono_peggio_corna_o_noia/infedelta-crisi_coppia-tradimento-vita_coppia/12-09-2011/articolo-id=545297-page=0-comments=1#commenta" target="_blank">lettera di Osvaldo A.</a></strong> ha entusiasmato i lettori, che ci hanno inviato decine di messaggi. Pubblichiamo quelli più interessanti ma il dibattito va avanti. Lasciate un <strong>commento</strong> all'articolo o mandateci un'e-mail: <strong><a href="mailto:direttoreweb@ilgiornale.it" target="_blank">direttoreweb@ilgiornale.it</a></strong>

Nella vita di coppia l’infedeltà è una sciagura, ma anche il noioso tran tran relazionale non scherza... Il dibattito avviato ieri sul nostro Giornale dalla lettera di Osvaldo A. ha entusiasmato i lettori, che ci hanno scritto a loro volta decine di lettere. C’è chi giudica le corna come il peggiore dei mali e chi invece vede nel «grigiore» di coppia la vera tomba dell’amore. Il dibattito continua anche oggi. Le email inviate al nostro sito verranno pubblicate anche domani sull’edizione cartacea del Giornale. 

Ma per l’adrenalina vale la pena rischiare?
Buon pomeriggio, stamani insieme al mio consueto caf­fè h­o letto l'articolo pubblicato sul vo­stro quotidiano. Lo trovo una descri­zi­one realistica e drammatica dei rap­porti di coppia dei nostri giorni. Ho un folto gruppo di amici, con cui spes­so mi confronto e ognuno di noi, nel proprio piccolo, soffre dei 'disturbi di coppia' che vengono così ben de­scritti in quelle righe. Perché non si riesce a reggere un rapporto per così dire normale, fatto di piccole cose e di quotidianità senza ritrovarsi a so­gnare e a attuare trasgressioni ed eva­sioni? Qual è la ricetta per portare avanti la coppia senza ricorrere a vie di fuga al limite del tollerabile e ritro­varsi immancabilmente con un pu­gno di mosche in mano? La mia per­sonale esperienza mi ha portato a cre­dere che tra uomo e donna non ci sia modo di trovare un compromesso, perché è proprio di compromessi che si tratta. Inutile nascondersi die­tro un dito! Il grande amore e la pas­sione svaniscono dopo un annetto di convivenza, al massimo due nei casi più fortunati. Però, secondo logica, passato questo periodo idilliaco ini­ziale, si dovrebbe essere creata una si­tuazione di intimità, rispetto, stima e quant'altro, che dovrebbe agire da deterrente allo svolazzare di fiore in fiore come api impazzite. Siamo obiettivi, anche con l'eventuale nuo­va conquista l'iter sarebbe il medesi­mo! Sono la prima che adora la sensa­zione dell'adrenalina che sale al solo pensiero di poter evadere dal consue­to quotidiano. Però sono anche la pri­ma che si domanda se ne vale vera­mente la pena. Sul momento, la novi­tà sembra bellissima e senza difetti ma, dopo poco, non diventa anche quella parte della routine? Io non so proprio trovare una soluzione, so­prattutto data la mia situazione (so­no una 33enne divorziata da poco più di un anno) credo, però, che se si riesce a trovare un partner all'altez­za, sarebbe meglio pensarci bene pri­ma di rischiare di perderlo per una scappatella dettata da un momento di noia. Forse bisognerebbe riuscire ad accettare che nella coppia, come in ogni altro aspetto della vita, non so­no sempre e costantemente fuochi d'artificio... Cordialmente saluto
Antonella B.

Cerchiamo anche le nostre colpe
Gentile Osvaldo, mi chiamo Paola e sono una ragazza di 28 anni che convive con il suo ragazzo da 2 anni ed è prossima al matrimo­nio… Leggere la Sua lettera mi ha la­sciato una certa tristezza e molto vuo­to per la sua attuale situazione. Io pen­so che la vita frenetica a cui siamo sot­toposti per il lavoro e per fare qualsiasi cosa non aiuti i rapporti di coppia ma spesso li porti molto lentamente a lo­gorarli in quanto siamo sempre più concentrati su noi stessi e non sulle persone che stanno vicino a noi! Una cosa che ho imparato dopo 11 anni che sono con il mio ragazzo è quella di parlare, discutere se necessario e cer­care di capire quello che la persona che ti sta vicino ha bisogno… È diffici­le, lo so, ma molto spesso bisogna ave­re la capacità di farlo se AMI la persona che hai vicino a te! Io penso che prima di tutto Lei debba capire se questo suo attuale rapporto le interessa ancora oppure ha già superato la soglia del “non ritorno”.Nel caso in cui Lei sia an­cora interessato a salvare il rapporto provi a chiedere a Sua moglie il motivo per cui Lei le risponde male per cose banali; provi a farle capire come si sen­te e che non riesce a capire perché lo faccia! Le consiglio di far capire a Sua moglie il fatto che lei non conoscendo Le persone del Suo ufficio fa fatica a comprendere i problemi che le espo­ne, se non capisce in alternativa provi a fare la stessa cosa con Lei per farLe ca­pire cosa vuol dire! ( condivido comun­que co­n Lei che sia inopportuno parla­re di lavoro a casa). Io ed il mio ragazzo parliamo a volte di lavoro ma tenden­zialmente cerchiamo di evitarlo, per­ché altrimenti nei pochi momenti in cui siamo noi due, rischiamo di rovi­narci quelle poche ore di serenità ed in­timità. La sera parliamo di amici, delle feste che vorremmo organizzare con i nostri amici, a volte parliamo anche dei problemi di alcuni amici per capi­re cosa pensiamo a vicenda e per non commettere gli stessi errori. Per quan­to attiene l’abbigliamento di Sua mo­glie, Le faccia notare come potrebbe camminare meglio ed essere più sen­suale se camminasse con tacchi meno alti, le faccia capire come le piace di più, magari dicendole qualcosa di cari­no! Inoltre, molto spesso quello che manca in una coppia è il romantici­smo… provi a sorprendere Sua mo­glie, provi a prendere un’ora di per­messo andare a casa sua e prepararle una cenetta romantica… Il mio ragaz­zo l’ha fatto e le assicuro che la sera quando sono tornata a casa e ho visto la sala con le luci soffuse e le pietanze servite mi sono semi commossa … Cer­chi di essere propositivo, provi ad orga­nizzare qualche cena con amici, un’uscita al cinema (senza litigare), provi a condividere una passione con Sua moglie, uno sport, l’arte, la lettu­ra, i viaggi,la musica, insomma se l’ha scelta qualcosa che l’ha colpita in pas­sato ci sarà? Provi a ripensare al moti­vo per cui il vostro rapporto è declina­to… provi a trovare le sue “colpe”e cer­chi di far capire anche alla sua compa­gna come mai siete arrivati all’attuale situazione, penso che anche sua mo­glie si renda conto della situazione ma forse nessuno di voi due vuole affron­tare il discorso. La convivenza o il ma­trimonio per me non distruggono un rapporto anzi, lo rafforzano fino a quando entrambi s'impegnano, ri­spettandosi e volendosi bene. Non pensi che il mio rapporto sia idilliaco, anch'io ho alcune incomprensioni con il mio ragazzo ma il rispetto, la gio­ia di condividere alcune situazioni e l'amore che ho nei suoi confronti mi fanno superare molte cose. Capisco che mantenere una rapporto vivo non sia semplice ma se vuole vivere provi a farlo almeno per se stesso. Un’ultima cosa, i soldi vanno e vengono, ma la Sua vita è unica e non torna più,l’infeli­cità rendi più poveri della vera pover­tà! Mi auguro che Lei trovi la Sua felici­tà... In bocca al lupo!
Paola L.

La vita di coppia non è un posto fisso
Certo, se la vita di coppia è vissuta con lo stesso spirito di come si vive la vita del dipendente, nel senso dispregiati­vo del termine, allora non solo diventa una noia, ma una prigione. Quando uno fa un investimento, deve pensare ai pro e ai contro e a quanto deve vigila­re affinché l’investimento renda. Se uno si sposa senza fare questi conti, si ritrova ad essere perdente dopo poco tempo.L’ardore sessuale finisce inevi­tabilmente presto e si creano le scuse e gli alibi per trovare complicità altrove. Io non sono sposato e me ne vanto, nel senso che saprei anche come investire le mie qualità in un rapporto di cop­pia, ma non ho trovato materia prima giusta: solo merce scadente. Non per egoismo o perché mosso dal motto: ba­sto a me stesso. Non ho trovato da fare l’investimento giusto e ringrazio an­che chi mi ha incontrato, di non aver­mi turlupinato facendomi vedere oro al posto di ferro. Vedere cammello, poi vedere soldi, non so se si dice così; io credo che l’errore è fare un investi­mento, costi quel che costi; ma il matri­monio non è l’assalto alla fortezza del tiranno, per cui anche se muori, sei co­munque un eroe. Il matrimonio è una scelta definitiva; se non credi questo, tutti i matrimoni finiranno in noia, odio e rancori e tradimenti. Nel matri­monio ci si scambia tali confidenze, per cui può solo finire bene, perché se finisce male, diventi stupido se le hai fatte e poi è fallito lo scopo. I giovani non sono preparati, sfido, come lo pos­sono essere se anche solo nel lavoro cercano solo ciò che li solletica dal punto di vista venale? Senza sacrifici non si ottiene nulla. Così come nello studio e nel lavoro, anche in una unio­ne di intenti, come il matrimonio, falli­sce sempre chi è: parent del laurà belè che fai. Meglio soli che male accompa­gnati. Auguroni a tutti i cornuti.
Mario Ghiringhelli

Se invito a cena l’amante di mia moglie
Signor Direttore, buongiorno. Premetto che sono ancora spo­sato. Ho 54 anni e due figli. De­vo ammettere che il mio rapporto era diventato un tantino difficile e, di questo, mi assumo le mie buone responsabilità. Se il tempo e l’abitu­dine erano la causa principale, certo non giustificavano gli scambi di opi­nione dai toni troppo alti. Mia mo­glie ha mantenuto un rapporto di la­voro part­time e questo le ha consen­tito di avere del tempo da dedicare ai figli. La libertà di movimento poteva essere un’arma a doppio taglio, ma così non è stato. Almeno fino a 7 anni fa. Quando mio figlio ha accettato di «provare» un’esperienza musicale, accompagnando una sua amichetta alla lezione di pianoforte. Inizial­mente le lezioni avvenivano con una frequenza bisettimanale. Dopo il primo anno di apprendimento, l’insegnante di musica coinvolse an­che mia moglie nello studio dello spartito con l’intento di renderla mu­sicalmente edotta per seguire il fi­glio anche a casa. Successivamente questo percorso culturale si è trasfor­mato per me in un periodo di soffe­renza interiore. Inizialmente ho tro­vato telefonate e sms sul telefonino in quantità sospetta. Ho poi bleffato dicendo che preferivo separarmi ma sapere per primo. Con mia gran­de sorpresa mia moglie mi confessò di questo amore che lei definiva pla­tonico, arrivando a farmi leggere una lettera d’amore ricevuta.Quella spedita l’avevo letta in anteprima, dopo aver perquisito con attenzione il suo comodino. Ora, sarà che mia moglie non mi ha mai scritto lettere nemmeno da fidanzata, ma ho capi­to c­he questa storia è per lei molto im­portante. A dire il vero l’unica.La so­la difficoltà, se così posso dire, è la dif­ferenza d’età: lei 54 e lui 73!!! Quasi vent’anni.Ho trascorso qualche me­se con un vuoto dentro di me e un pensiero di vendetta. Ora, per fortu­na, tutto si è sistemato. Mio figlio ha imparato a suonare, mia moglie sen­te sempre telefonicamente il suo amato e, quando può, lo abbraccia e sbaciucchia sulle guance. In quanto a me,ho capito che l’amore non è un documento da firmare e da conside­­rare eterno: sono arrivato al punto di andare a prenderlo in macchina e dargli un passaggio fino a casa no­stra, per la cena. Per tutti è un cono­scente che ci trova simpatici. Mia moglie è contenta e io sopravvivo.
Francesco L.

Anche domani i migliori commenti arrivati al sito in merito al dibattito su "peggio le corna o la noia?" saranno pubblicati su "Il Giornale".