Dimmi che mancia lasci e ti dirò che ospite sei (tamarro o gran signore)

In teoria quando lasciamo una mancia siamo più generosi degli americani, perché da noi non è obbligatoria, e camerieri, facchini e tassisti, hanno uno stipendio decente. Ecco perché negli Stati Uniti in questi giorni fa scandalo la decisione di alcuni ristoranti di abolirla, per non creare malumori tra clienti e camerieri, però così i camerieri saranno incazzati sempre, di default.
In ogni caso, forse perché hanno letto Beppe Severgnini, gli italiani sanno che a New York è bene portarsi una calcolatrice e dare la cifra giusta, almeno il 20 percento, per evitare discussioni, se non peggio: alcuni sprovveduti sono stati menati e senza parlare l'inglese ancora devono capire perché.
In Francia si chiama pourboire, per bere, era l'equivalente di un bicchiere di vino, come in Germania Trinkgeld, e qui si diceva «le offro un caffè» (sebbene mancia derivi dal francese manche, ma se lo dite in Francia non vi capisce nessuno). Comunque sia da noi è lasciata all'istinto. Un istinto tra l'altro analizzato dai neurobiologi: fa parte delle stesse strutture cerebrali in cui si è sviluppata la morale sociale. Cosa c'entra con la morale? C'entra, in quanto spesso il do ut des non è sempre evidente, come il grooming per lo scimpanzé: sono comportamenti apparentemente altruistici e capaci di regolare la convivenza di specie. Cioè: ha senso spulciare uno scimpanzé senza essere certi di essere ricambiati? Idem per la mancia: conviene lasciarla in un ristorante in cui siamo certi di non tornare più? Il nostro istinto animale ci dice di sì, per ragioni vecchie milioni di anni. Alla lunga conviene, se non a noi agli altri, che da un'altra parte siamo noi.
Con il risultato che in Italia è un casino, e se negli Usa pensano di abolirla, da noi dovremmo renderla obbligatoria, per non arrovellarci troppo. In albergo, per esempio, specie se di lusso, non si sa mai quanto lasciare perché sono abituati agli stranieri e finisci per esagerare, per non fare la figura dell'italiano, facendo la figura del burino.
Non si lascia nei ristoranti a conduzione familiare, nei quali devi scervellarti per capire se quella che ti ha servito era la proprietaria, che si offende se la lasci, oppure la cameriera, che si offende se non la lasci. Di questi tempi poi, con la crisi, dare la mancia scoccia pure, molti guadagnano meno del cameriere e un romano pensa subito: stikazzi.
Il vero modello americano di lavoratori sottopagati sono i pizza boys: ti arrivano alla porta questi ragazzetti sdruciti e bagnati come pulcini, perché fuori pioveva pure, magari fanno questo lavoro mentre studiano all'università, poverini, e qualsiasi cifra gli lasci ti sembra una miseria, chiudi la porta con il senso di colpa e la margherita ti rimane sullo stomaco. A me poi viene in mente regolarmente Peter Parker e quindi mi sembra di non aver lasciato la mancia a Spiderman, un crimine contro l'umanità.
È un bel problema anche quando ti innamori della cameriera, e io non c'è ristorante o albergo dove non mi innamori di qualcuna, specie se somiglia a Selvaggia Lucarelli: ho provato, di volta in volta, a alzare la mancia e hanno cominciato a guardarmi male, come se stessi cercando di corromperle, e in effetti è così. Ho sofferto tantissimo per la vicenda di Dominique Strauss-Kahn, secondo me l'equivoco era sorto su una questione di mancia: lui pensava fosse incluso tutto, lei era una stronza.
A Milano la mancia è un gesto opzionale da signori, e sono abbastanza signori perfino i tassisti, non ti rintronano di chiacchiere sulla loro visione del mondo tassistocentrica. Al contrario dei tassisti romani: lì speri che il tassametro arrivi a destinazione a cifra tonda, altrimenti scatta l'attesa in cui tu aspetti il resto e loro traccheggiano frugando in angoli bui del cruscotto, fissandoti dallo specchietto retrovisore, aspettando di tenersi il resto. In pratica se gli hai dato 20 euro e la corsa è di 15,20 sono quasi cinque euro. Se invece la corsa è 19,50 dirgli di tenere il resto è un'elemosina non gradita. A Napoli lasciarla è ancora segno di nobile signorilità partenopea, chi non la lascia è solo perché prima di sedersi al ristorante gli hanno scippato il portafoglio.