«Disastro doloso» Accuse choc dei pm contro Big Pharma

TorinoAvrebbero messo in pericolo la salute di un numero indeterminato di pazienti. Pazienti che negli anni non avrebbero avuto modo di curarsi perché il farmaco che avrebbero dovuto assumere costava troppo. Questa l'accusa che la procura di Torino contesta ai vertici di Novartis e Roche in relazione alla vendita dei due farmaci equivalenti, Lucentis e Avastin.
Il farmaco Lucentis prodotto dalla Novartis è destinato a combattere la maculopatia senile, malattia che è la principale causa di cecità negli ultra 65enni: il prezzo della cura base di Lucentis è di circa 700 euro. Il farmaco Avastin, realizzato dalla ditta Roche per patologie oncologiche, considerato da studi internazionali equivalente, costa solo 10 euro. Ma su questo farmaco meno costoso è stato gettato un allarme ingiustificato, in relazione agli effetti collaterali, e a tutt'oggi gli oculisti non possono utilizzarlo perché l'Aifa non ha dato il permesso. Il pm Raffaele Guariniello nei giorni scorsi ha iscritto sul registro degli indagati i nomi dei vertici delle due case farmaceutiche, Novartis e Roche: manager che si sono succeduti dal 2007 al 2012. I reati contestati sono: disastro doloso, lo stesso che venne contestato ai manager Eternit per la strage d'amianto, e associazione a delinquere finalizzata alla truffa e all'aggiotaggio. Il magistrato ha disposto due consulenze, una per i profili economici e la seconda per i profili legati alla salute pubblica. L'indagine è partita tra la fine del 2012 e l'inizio del 2013, quando i carabinieri dei Nas identificarono alcune farmacie che, per ovviare all'aumento dei costi per i pazienti, suddividevano il contenuto dei flaconi dell'Avastin, registrato solo per le terapie oncologiche, in piccole dosi adatte all'uso oftalmico, quindi ad essere iniettate per via intravitreale. Indagando sul perché del comportamento dei farmacisti sarebbe quindi emerso lo scandalo di Big Pharma. Un nuovo impulso all'inchiesta è poi arrivato nel dicembre del 2013 quando la Società Oftalmologica Italiana ha dato incarico all'avvocato torinese Riccardo Salomone di presentare un esposto alle procure di Roma e Torino per la vendita dei due farmaci equivalenti. L'associazione a delinquere, in questo caso finalizzata alla truffa, si concretizzerebbe proprio con il rialzo o ribasso fraudolento di prezzi e quindi a seguire l'aggiotaggio.
Secondo la denuncia della Soi, il servizio sanitario nazionale, in un solo anno, avrebbe avuto un aggravio delle spese sanitarie con un maggior costo di 400 milioni di euro. In ultimo, la multa di 180 milioni di euro comminata ai colossi del farmaco Roche e Novartis, colpevoli per l'Antitrust di aver fatto cartello per promuovere il carissimo Lucentis ai danni dell'equivalente Avastin. A sostegno di questa tesi ci sono diverse e-mail tra i vertici delle due Big Pharma nelle quali si spiega l'equivalenza del farmaco e si consiglia ad amici e parenti di usare quello meno caro. Consiglio invece sarebbe stato taciuto alle migliaia di malati sconosciuti. Sulla base di queste lettere anche la procura di Roma ha aperto un'inchiesta e a sua volta ipotizza i reati di truffa e aggiotaggio.