Schettino: "Dovranno tutti chiedermi scusa"

Il comandante della Concordia parla di prove e carte nascoste. E sulla telefonata del capo della Capitaneria...

«Salve, sono Francesco Schettino, quello della Concordia. Dovete starmi a sentire perché si è superato il limite...». Quale sia il limite, il comandante della nave affondata al Giglio, lo spiega immediatamente al Giornale. «Sul mio conto ormai leggo solo indecenti falsità. Ci sono prove, allegate all'inchiesta, che raccontano completamente un'altra storia e dimostrano come il sottoscritto non sia capitan codardo».
Non faccia la vittima, comandante...
«Non ci penso proprio anche perché le vere vittime sono altre. Ma non accetto più di essere massacrato con menzogne infamanti. E siccome hanno parlato tutti e in tanti hanno distorto la realtà, adesso parlerò io. Sto scrivendo un libro, e senza fare sconti a nessuno tirerò fuori ciò che non vogliono venga alla luce».
Di cosa parla?
«Le prove snobbate, le carte nascoste, le registrazioni integrali divulgate in modo volutamente parziale o capzioso come quella del “Torni a bordo, cazzo!”. Nessuno ha fatto caso che quel celebre file audio venne fatto uscire proprio in coincidenza con la decisione del gip sul mio arresto. Una decisione che, in ambienti giornalistici e giudiziari, si diceva potesse non essere così scontata come invece invocava l'opinione pubblica. Nonostante la gogna mediatica rischiavo di non essere arrestato poiché non potevo certo reiterare il reato con la nave incagliata al Giglio, oppure scappare all'estero senza documenti e inseguito dalle televisioni di tutto il mondo, o ancora inquinare prove che non potevo avere a disposizione. E qui, se mi permettete, andiamo a un'altra vittima di quella tragedia: il capitano Gregorio De Falco, l'eroe, quello della telefonata».
Comandante, ma che cosa sta dicendo? De Falco una vittima?
«È una vittima perché è finito in terribile gioco più grande di lui e ha provato a “giocare“ in modo non corretto. Infatti non essendo presente sul posto e, quindi, non avendo il polso della situazione, non è stato in grado di sfruttare a dovere gli unici “strumenti” che, in quel momento, aveva a disposizione: i miei occhi e la mia competenza. Ri-ascoltate quella telefonata: io cerco di rassicurarlo, e non si è mai visto un naufrago che prova a calmare il suo soccorritore tentando di fargli capire che cosa fare. Quella telefonata peraltro non ha cambiato di una virgola il corso degli eventi. Anzi, se devo dirla tutta, mi sembra assai sospetta».
Perché sospetta?
«Chi va per mare sa che le comunicazioni di emergenza sono registrate, non c'era alcun bisogno di rimarcarlo e scandirlo con quel tono minaccioso, quasi a imperitura memoria. Il tempo correva veloce, la gente rischiava la vita, io cercavo di fare il massimo. E quello che fa? Anziché coordinarsi con il comando generale della capitaneria di porto di Roma, col quale avevo in precedenza e senza alcuna difficoltà e animosità concordato le modalità di soccorso, minaccia di mandarmi in galera. Difatti De Falco esordisce dicendo che chiamerà il “procuratore cazzo” anteponendo così l'attività investigativa/giudiziaria a quella dei soccorsi. Chissà forse ha fatto questo perché De Falco è anche avvocato...».
Tensione comprensibile, in quel contesto...
«Ah sì? Ma voi lo sapete che questa telefonata arriva praticamente a cose fatte, finite, all'1.42 di notte, dopo che già c'erano stati ben 12 contatti, assolutamente tranquilli e propositivi con altri suoi colleghi, avvenuti tra le ore 22.14 e le 00.34 per la predisposizione dell'evacuazione della nave che alla fine ha permesso di salvare più di 4mila persone?».
Facile parlare per lei che, in quel momento, era all'asciutto su uno scoglio...
«Ma sì, facciamo ancora dell'ironia. Bisognerebbe capire com'è che ci sono finito su quello scoglio e perché non sono più stato in grado di avvicinarmi alla nave. La realtà era che a un certo punto ero riuscito a salire a bordo di gommoncino di soccorso di un traghetto che partecipava agli aiuti affinché mi trasportasse verso il lato emerso della Concordia. Se non sono riuscito a risalire è perché abbiamo iniziato a imbarcare acqua e così siamo stati costretti a tornare indietro, al porto, alle 3 di mattina».
Senta torniamo a De Falco, lei ha detto...
«(ci interrompe). Io dico che se finisco in un mare di guai è anche per la telefonata che l'ufficiale eroe fa al magistrato in cui ipotizza che io volessi rubare la scatola nera per sottrarla ai pm. Una accusa che farà il giro del mondo, e che successivamente, con una breve nota all'autorità giudiziaria lo stesso De Falco si rimangerà platealmente il giorno del mio interrogatorio ammettendo che, nella concitazione degli eventi, avrebbe fatto erroneamente intendere al procuratore che fossi stato sorpreso a prelevare il Vdr».
Resta però sempre da spiegare l'abbandono nave...
«Quando la Concordia ha iniziato a ribaltarsi sul lato destro, mi sono ritrovato con il pavimento ruotato di 90 gradi. Non potevamo più camminare, non c'erano più appigli e qualcuno meno agile di me è finito fuori bordo. Eppure, nonostante l'acqua avesse ormai allagato il ponte, ho continuato ad aiutare i passeggeri a salire sulle ultime scialuppe che facevano la spola, su mia indicazione, con la terraferma. Solo che l'esplosione dei finestroni dei ponti sottostanti e l'inondazione che n'è seguita hanno provocato il repentino ribaltamento della nave che si è trovata così a intrappolare una scialuppa con i bracci di ferro delle gru. Per di più, il guidatore, preso dal panico, era andato completamente nel pallone. A quel punto, in precario equilibrio, potevo scegliere di morire da stupido schiacciato dalla nave a venti metri dalla riva, oppure aggrapparmi alla lancia per prendere il posto del manovratore in preda al panico e tentare di mettere al sicuro decine e di persone. Ho scelto la seconda strada, e ho dato anche un cazzotto al guidatore della lancia che si era paralizzato dalla paura ed ho condotto in salvo tante persone. Ci sono decine di testimonianze che lo confermano».
È tutto quello che ha da dire?
«Tutto? Siamo solo all'inizio. C'è da parlare del vergognoso gossip pruriginoso che tanto ha interessato i media, delle manovre disperate per portare la nave a incagliarsi sugli scogli (lì c'è la prova della scatola nera, non si scappa), dei rapporti con i vertici della Costa, delle schede telefoniche comprate per concordare versioni a me sfavorevoli, degli inchini, del bluff delle ancore usate come freno. Presto tirerò fuori verità sconvolgenti. E allora chi mi avrà denigrato dovrà chiedere scusa non a me ma ai familiari delle vittime e alla opinione pubblica che è stata truffata con informazioni false e depistanti».

Commenti

giuseppe.galiano

Ven, 16/11/2012 - 08:26

Verità sconvolgenti da una innocua e spensierata crociera finita male per colpa (del fato? iceberg? balena bianca?)oppure computer di bordo impazzito? pilota rincoglionito? ma il capitano non è l'unico e solo responsabile di quel particolare mondo racchiuso in uno bellissimo scafo chiamato nave?

guidode.zolt

Ven, 16/11/2012 - 08:44

Schettino puo' aspirare ad una poltrona in politica in compagnia di fini...

swiller

Ven, 16/11/2012 - 08:50

A parole il coraggio non gli manca, ma solo a parole.

Ritratto di Cinghiale

Cinghiale

Ven, 16/11/2012 - 09:20

Schettino vai di persona a ricevere le scuse di chi è morto per colpa tua.

Ritratto di PAYBACK59

PAYBACK59

Ven, 16/11/2012 - 09:21

E INTANTO SCRIVE UN LIBRO........AH GIA E PERCHE' PROPRIO UN LIBRO ??? E CHE PER SAPERE LA "SUA " DI VERITA' BISOGNA PURE PAGARE ??????????????????????

MEFEL68

Ven, 16/11/2012 - 09:35

Peccato che i morti non potranno farlo.

Ritratto di rapax

rapax

Ven, 16/11/2012 - 09:41

mettiamo subito in chiaro che Schettino ha abbandonato la nave, punto e lo ha ammesso nonostante ci fossero ancora parecchi passeggeri all'interno bisognosi d'aiuto..questa è la vergogna maggiore, poi gli errori anche se cretini ci posso stare..basta cercare di rimediare. la questione Defalco è il tipico esempio di "marziano" statale..chi è che deve far rispettare le norme..come non avvicinarsi alla costa a fare i "fanfaroni"?? dove stava la capitaneria di porto..quando queste fanfaronate venivano fatte continuamente e si fanno ANCORA ADESSO?? poi è facile fare gli inflessibili..gli "integerrimi" seduti in scrivania..

Ritratto di marino.birocco

marino.birocco

Ven, 16/11/2012 - 09:42

Ma perchè continuate a dare retta a un pagliaccio del genere , l'unica cosa che quel signore deve fare è starsene zitto e passare qualche anno in galera.

Ritratto di Bartuldin

Bartuldin

Ven, 16/11/2012 - 09:46

Ma torna a bordo e restaci, ca...o !!!!

Ritratto di MIKI59

MIKI59

Ven, 16/11/2012 - 10:01

Schettino, non ti sembra di esagerare ora?

alberto_his

Ven, 16/11/2012 - 10:07

Che parli; qualcosa di sconvolgente dovrà pure dirlo per uscire da una situazione senza scampo.

linoalo1

Ven, 16/11/2012 - 10:09

Purtroppo Schettino deve esseere il capro espiatorio e,le molte opinioni contro di lui,lo dimostrano.Purtroppo,l'gnoranza della gente,è talmente invasiva,che, se anche riultasse che Schettino non ha nessuna colpa,ormai è stato bollato come unico reponsabile.E niente e nessunolo toglierà dalla testa dei soliti ignorantoni,abituati a credere solo a chi la racconta meglio e senza dovere mai far l'immane sforzo di ragionare con la propria testa(meno male !).Lino.

Ritratto di Senior

Senior

Ven, 16/11/2012 - 10:32

Ritengo antipatico dare consigli, quindi mi astengo dal farli, però un invito lo posso fare: "esimio comandante, se veramente crede di dover ricevere delle scuse, vada di persona, dove sono affogate le vittime di del suo inappuntabile comando, e pretenda da loro le scuse. Per farlo ci vada personalmente seguendo lo stesso itinerario, si affoghi nelle acque nei pressi del relitto della magnifica nave, improvvidamente affidatale, evada a ricevere le scuse che lei pretende di ricevere. senior

Ritratto di lettore57

lettore57

Ven, 16/11/2012 - 10:35

premetto che Schettino, per quanto mi riguarda e per quel che ho potuto capire, ha tantissime colpe e dovrà pagarle ma non sono certo solo le sue Se è vero, come pare sia, che la Costa sapeva che da sempre si faceva l'inchino perchè lo ha sempre permesso? Se è vero che quell'urlatore di Defalco aveva tutti gli strumenti per sapere, con una tolleranza di un metro, dove si trova una nava che naviga nel Tirreno, perche non ha mai fatto nulla per tutte le volte che l'inchino è stato fatto? Perchè la prima telefonata di soccorso è arrivata tramite un passeggero che ha chiamato a casa ? Morale fatta 100 la colpa: Schettino 51%, Costa 25% e Defalco / Capitaneria 24%. Smettiamola di fare come San Damiano che tirava il sasso e poi nascondeva la mano :)

marcello. marilli

Ven, 16/11/2012 - 10:40

ma ci fa o ci è questo bullo di periferia napoletana ?

Ritratto di MIKI59

MIKI59

Ven, 16/11/2012 - 10:42

Lino, è vero quello che dici, che Schettino sarà il capro espiatorio di questa brutta faccenda, ma è pur vero, che Schettino era al momento il comandante della nave, e quindi aveva tutte le responsabilità del caso, di cui dovrà rispondere, anche se l'armatore gli aveva ordinato di fare il cosiddetto "inchino". Se è vero che questi "inchini" venivano fatti regolarmente, si deve comunque mettere sul tavolo che ci sarebbe stato il giorno che sarebbe andata a finire male, come è avvenuto. Quindi, un comandante, può anche rifiutare di eseguire un ordine dell'armatore, sulla SUA nave, in quanto è il comandante, e solo il comandante ad essere responsabile di quanto accade.

marcello. marilli

Ven, 16/11/2012 - 10:44

linolao , ma sta scherzando con le sue affermazioni ? anche parlando al condizionale come fa lei vorrebbe forse mettere in dubbio la responsabilità del comandante (?) in questa vicenda ? non si può giustificare una simile sciagurata manovra con relativo vigliacco comportamento

Ritratto di Luponero

Luponero

Ven, 16/11/2012 - 10:49

Quando si racconta una storia si semplifica sempre. Sicuramente Schettino ha le sue ragioni e la telefonata famosa in cui in un balbettante napoletano si impappina, da una visione dei fatti sicuramente parziale. Quando due parti discutono e litigano ho imparato che non c'è mai uno che ha assolutamente ragione e uno che ha assolutamente torto. I traghetti passavano spesso su quel percorso e la capitaneria lo sapeva, ma tollerava. Come mai? Se schettino parla di 12 contatti precedenti, sicuramente dice il vero visto che sono registrati e sicuramente dice il vero anche quando de Falco fa il grande sapendo di essere registrato. Veramente vien da dire chi è senza peccato scagli la prima pietra. Sicuramente schettino poteva fare di meglio, c'era il tempo di salvare tutti i passeggeri. Sicuramente le procedure di emergenza non sono state eseguite a dovere e non solo per colpa di schettino. La nostra attitudine a trovare una soluzione semplificata e un capro espiatorio ci fanno puntare il dito su schettino, ma la responsabilità dell'orribile tragedia dovrebbero spartirsela in parecchi, ciascuno con le proprie colpe, dagli armatori che hanno la pretesa di avvicinarsi troppo spesso alle coste, dal personale di bordo schettino compreso che probabilmente esegue le simulazioni di emergenza con sufficienza, dalla capitaneria di porto che per prassi consolidata tollera il passaggio della nave a bordo costa, e mettiamoci pure de Falco che un po' per emergenza ma un po' anche per protagonismo (forse, ma non posso entrare nella testa di de Falco) fa il grande con il debole e poi ci ripensa e fugge dai media e dichiara di non voler fare l'eroe. Certo appioppare tutte le colpe a schettino manipolando qua e là l'informazione fa molto ma molto comodo, ma al banchetto delle responsabilità ci sono alcuni assenti illustri.

guidode.zolt

Ven, 16/11/2012 - 11:07

Certo...! soprattutto la Società di Navigazione...per aver creduto che tu fossi un Comandante capace...!

eovero

Ven, 16/11/2012 - 11:14

la schifezza non ha fine!!!!!!!!!!!!!! ma buttatelo

Ritratto di pietrom

pietrom

Ven, 16/11/2012 - 11:20

Schettino come comandante della nave si deve assumere tutte le responsabilita' dell'accaduto. Pero' non ci si deve fermare a Schettino. I vertici della compagnia Costa sapevano esattamente quello che Schettino faceva, come e dove navigava, metro per metro (grazie al satellite). Quindi sapevano che si inchinava sistematicamente vicino agli scogli, erano al corrente dei rischi e potevano vietare tali manovre.

Ritratto di cartastraccia

cartastraccia

Ven, 16/11/2012 - 11:21

sta' a vedere che anche nel caso di schettino le toghe rosse si sono scatenate inutilmente....

mario.de.franco

Ven, 16/11/2012 - 11:24

Qualcuno dica a questo personaggio che lui era IL COMANDANTE DI UNA NAVE CON OLTRE 5000 PERSONE A BORDO. Punto

Ritratto di blackcat51

blackcat51

Ven, 16/11/2012 - 11:26

ai ragione scusa caro schettino per essere cosi deficente

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Ven, 16/11/2012 - 11:28

Mister Schettino potrebbe inchinarsi sulle tombe, per mettervi gigli e altri fiori, in omaggio ai 32 che hanno perso la vita per il suo folle "inchino" all'isola del Giglio.

Ritratto di Alberto43

Alberto43

Ven, 16/11/2012 - 11:29

Che il maggior colpevole di questa tragedia sia Schettino è ormai assodato, ma che altri colpevoli la stiano facendo franca grazie al parafulmini Schettino è una vergogna!

Ritratto di cartastraccia

cartastraccia

Ven, 16/11/2012 - 11:33

gia che c'era poteva dire che la nave e' stata affondata da berlusconi... tanto, gira e rigira, quando metti di mezzo dei magistrati salta sempre fuori... (..ihihihihihihih..)

alfa553

Ven, 16/11/2012 - 12:46

Fate pure pubblicita a questo mascalzone. Un comandante non lascia mai la nave IN NESSUN CASO, fino a che la nave non è vuota. Ha studiato poco o non ha fatto il militare in marina.bastialita dice!!!

Ritratto di Jerry 52

Jerry 52

Ven, 16/11/2012 - 12:58

Sentire DeFalco urlare così con una persona in difficoltà...mi era sembrato eccessivo Ho prestato soccorso in mare gli unici che urlavano erano i ragazzi in mare al buio Chi dava indicazioni a noi soccoritori e a quelli che il guaio lo avevano cercato ci rassicurava con calma e senza mai alzare la voce certamente non eravamo in 4000 Poi Schettino ha tante colpe Lui era IL COMANDANTE...non era li di passaggio

Ritratto di fask

fask

Ven, 16/11/2012 - 13:03

Schettino è indifendibile e non dovrebbe parlare se non al processo ma che dire della Capitaneria di Porto che per anni ha fatto finta di non vedere tutti quegli "inchini" all'isola?

mbotawy'

Ven, 16/11/2012 - 13:05

Solo e solamente in Italia succedono queste commedie, anche se purtroppo sono costate decine di vite innocenti, e la perdita di una nave.

meloni.bruno@ya...

Ven, 16/11/2012 - 13:39

In un paese normale caro schettino saresti rimasto a marcire in galera che è già un privileggio a tuo favore per quello che hai combinato!siccome questo non è un paese normale perchè ha giocato in tuo favore avendo avuto le spalle coperte perchè avrei mandato in galera anche chi ti dava le bustarelle per poter avvicinarti,addirittura negli scogli!

Ritratto di Gigliese

Gigliese

Ven, 16/11/2012 - 13:52

Da ex uff.radiotelegrafista di navi mercantili dico che: (avendo percorso gli Oceani su navi) che gli ordini del COMANDANTE non si discutono ma si eseguono, dunque non scarichi sul timoniere o su altri colpe soltanto sue.

Rossil

Ven, 16/11/2012 - 13:59

Dai Schetti... continua cosi che oltre la pensione ti fanno anche senatore a vita!!

a.zoin

Ven, 16/11/2012 - 14:11

Come fà ad avere prove nascoste??? Se le è portate via dalla CONCORDIA ??? O sono ancora sott`acqua ??? Lo stipendio da >>>CAPITANO

Ritratto di stock47

stock47

Ven, 16/11/2012 - 14:16

L'avevo già detto che dare la colpa a qualcuno, basandosi solo su pregiudizi e campagne mediatiche atte solo a vendere giornali e a dare lavoro ai giornalisti, era profondamente sbagliato. Bisogna conoscere i fatti prima di parlare a vanvera e accusare altrettanto a vanvera. Già da questo poco che Schettino ha rivelato si scopre un'altra verità. Eppure c'è gente che pervicacemente si afferra alla colpevolezza di Schettino senza nemmeno volere sentire ragioni e fatti diversi. Fa bene Schettino a scrivere un libro sui fatti che hanno riguardato la Concordia, sapremo la sua versione e anche quella dei giudici che non potranno non prenderne atto, a meno di non essere anche loro infognati nel pregiudizio mediatico.

angelal82

Ven, 16/11/2012 - 14:33

Anche se fosse tutto vero (e non lo sapremo mai con certezza), rimane il fatto che ci sono state delle vittime e di questo bisogna dare spiegazioni. E, purtroppo per Schettino, ancora non siamo al punto di poter dare la colpa al mare, al vento e alle tempeste...Qualcuno ha sbagliato, qualcuno deve pagare e mi sembra che il comandate fosse lui in quel momento e su quella nave. Se ci sarà giustizia per le povere vittime, possiamo contare sul fatto che avrà tanto tempo per scrivere il suo libricino...!

RenzoTra

Ven, 16/11/2012 - 14:54

Stock 84 tu avevi detto che schettino non c'entra niente? Pensavo fosse sfigato solo schettino, mi sbagliavo. Pregiudizi, e campagne mediatiche? Non ci sono da altri fatti da conoscere per incolpare o meno schettino il fatto e' uno. La nave e' andata a sbattere e sono morte tante persone. Il comandante della nave era tale schettino. Parla di salvataggio di 4000 persone. E' fuso.

Ritratto di stock47

stock47

Ven, 16/11/2012 - 15:03

angelal82 il comandante si prende le responsabilità che gli competono ma non le responsabilità altrui. Le ricordo che la Concordia non era di proprietà di Schettino, personale, condizioni della nave e delle attrezzature a sua disposizione sono tutte responsabilità dell'armatore, così come gli ordini a cui costringeva il comandante ad eseguire, se voleva rimanere un comandante. Stessa cosa per la capitaneria di porto che ha l'obbligo di controllare e impedire gli "inchini", avendo a sua disposizione per farlo sia i radar che i GPS della nave che gli indicano dove si trova in rotta in qualsiasi momento se ne voglia accertare. Visto che tali inchini erano tranquillamente permessi, senza che la capitaneria di porto sia mai intervenuta e quindi autorizzando implicitamente l'armatore a costringere i loro capitani a farli, come si fa a dire che la responsabilità è del comandante? In quanto all'ipotetico abbandono della nave da parte del comandante, Schettino ha spiegato perché è avvenuto, a meno che lei non pensi che Schettino fosse l'uomo ragno, come gli si può imputare una cosa simile?

ESILIATO

Ven, 16/11/2012 - 15:28

DIECI GIRI DI CHIGLIA ecco cosa si merita il cosi detto Comandante Schettino,insulto alle tradizioni della marineria italiana. Non giochiamo a scaricabarile,lui e non l'armatore e'responsabile della nave e della navigazione; non era soddisfatto dalla sicurezza della barca....non doveva salpare.

Ritratto di nontelomandoadiretelodico

nontelomandoadi...

Ven, 16/11/2012 - 15:31

come NO !?, magari una bella medaglia alla tua cialtroneria, vergogna mai un pensiero per i morti annegati.

Ritratto di stock47

stock47

Ven, 16/11/2012 - 15:34

RenzoTra, l'incidente in sè non indica che ne sia il comandante il colpevole per forza. Un incidente può avere molte cause e concause, soprattutto con una nave complessa come la Concordia, oppure crede che fosse una barchetta? La Concordia era ben più complessa di un Boeing 747 e Schettino non era il solo a farla andare in navigazione, doveva affidarsi a uomini e macchine che lui non aveva scelto o acquistato. Inoltre si dice "comandante" ma per esserlo veramente dovrebbe essere il proprietario della nave, quindi di fatto non "comandava" un bel niente perché il vero "comandante" è l'armatore. Schettino era, di fatto,solo il Comandante in "seconda". Dulcis in fundo, nessuno finora sa cosa sia veramente accaduto, tranne costruzioni di comodo o mediatiche che lasciano il tempo che trovano.

glicineverdemela

Ven, 16/11/2012 - 15:38

Il comandante ha ragione. Ha sbagliato a portare la nave vicino agli scogli diventando artefice di un disastro, ma per il resto .....le verità sono altre rispetto a quelle che la maggior parte dei giornali ci hanno propinato. Prima di fare certi commenti documentatevi.....vi accorgerete che i testimoni di cui parla il comandante ci sono e hanno raccontato ciò che lui dice adesso fin da subito. Il trattamento mediatico riservato a Schettinò é indegno di un paese che vuole dirsi civile....... Spero di leggere presto il libro per conoscere anche la sua versione dei fatti.

Ritratto di stock47

stock47

Ven, 16/11/2012 - 15:42

ESILIATO, una nave più grande di una portaerei lei pensa che sia controllabile da un solo uomo prima di partire da un porto? Diavolo! Lei fa di Schettino un superuomo, un super comandante, peccato che sia una persona del tutto normale.

Ritratto di stock47

stock47

Ven, 16/11/2012 - 15:52

Molti hanno dimenticato l'incidente del Titanic e il perché avvenne. Non fu colpa del comandante ma del rappresentante dell'armatore che obbligò il comandante, ORDINANDOGLIELO, a tenere una velocità massima al fine di battere il record di traversata dell'Atlantico. Fu così che andarono a sbattere contro l'iceberg. Il comandante della Concordia aveva l'ordine dell'armatore di fare gli inchini. Praticamente è la stessa situazione di cui sopra. Il "comandante", quello vero, è quello che ha la proprietà della nave e che deve obbedire solo a sè stesso.

Ritratto di uccellino44

uccellino44

Ven, 16/11/2012 - 16:22

Quest'uomo o è un egocentrico, opportunista, facciatosta, ipocrita e senza cuore oppure è un pazzo! Comandante (speriamo ex a vita!) Schettino lei deve spiegare perchè, con un bestione da 90 mila tonnellate, navigava a 150 metri dalla riva, perchè ha ritenuto indispensabile "l'inchino", perchè ospitava in sala comando una signorina "estranea" all'ambiente, perchè un ufficiale subalterno non capiva i suoi ordini e soprattutto perchè sono morte 37 persone!! Dice di averne salvate un migliaio? Però ne ha uccise 37 perdio!! Lo vuole capire? La nave non era efficiente al 100%? Prima di partire un vero comandante lo fa presente a chi di dovere ed in caso di nessun intervento rifiuta il comando, anche a costo di perdere il posto! Questo fa un vero comandante! Schettino,sono sempre pochi, ma le auguro 30 anni di galera!

raffy50

Ven, 16/11/2012 - 16:29

Finalmente il Comandante Schettino inizia a dire la sua. Negli ultimi mesi tutti hano espresso opinioni e finalmente sapremo la storia non detta. Sara' quella la verita'? Io credo che Schettino proporra' quello che veramente accadde prima e dopo il disastro. La sua versione sara' basata su fatti che avranno il loro riscontro nelle varie registrazioni telefoniche e il VDR. Se il libro uscira' io lo compro senza esitazione.

Ritratto di fask

fask

Ven, 16/11/2012 - 16:31

@stock47: si, si...anche Hitler comandava i suoi, che quindi risultano ai suoi occhi innocenti.

barbanera

Ven, 16/11/2012 - 16:48

Fermi,fermi,ho capito tutto.State a sentire a me.Il comandante(?) schettino è un eroe.La nave è affondata per colpa dello scoglio che si è mosso dal suo posto ed è andato incontro alla nave.Lo scoglio ha fatto ciò,per ordine del comandante De Falco che ha sempre sognato di fare l'attore mentre i suoi genitori l'hanno costretto a entrare in marina.I morti ci sono stati perchè ipnotizzati dalla bravura di schettino,non sono riusciti a nuotare a stile libero.Fidatevi,è così.Io so che schettino sarà assolto e guadagnerà un sacco di soldi scrivendo le sue memorie in dialetto napoletano.Iammebelle.

barbanera

Ven, 16/11/2012 - 16:54

@stock47.Dì la verità,sei schettino.

Ritratto di Manieri

Manieri

Ven, 16/11/2012 - 17:32

A schettì, scusaci assaie de tutte. Tu sie no buono uaglione e tieni no granne curaggie. Vabbuò và. Cià, cià.

Ritratto di stock47

stock47

Ven, 16/11/2012 - 18:11

barbanera e fask non c'è bisogno d'essere Schettino per far notare delle semplici verità, a solo lume di naso e di logica. Invece voi date per scontato quello che nemmeno conoscete e limitandovi a presumere in base a pregiudizi e prese di posizioni che non hanno senso alcuno, tranne la vostra condanna a priori.

ritardo53

Ven, 16/11/2012 - 19:11

Schettino cerca sicuramente di arrampicarsi sugli specchi, ma volendo bene fare tutte del considerazioni del caso dobbiamo anche ammettere delle attenuanti che di certo non giustifichino l´operato del comandante, detto ció possiamo fare degli esempi: Se un camionista non fa tutto il possibile per soddisfare le esigenze mette a repentaglio la sua esistenza, per cui la mancanza dei giusti controlli istituzionali fa si che il piú debole deve per forza commettere delle azioni che contrastano con le regole. Per cui i primi a rispondere dovrebbero essere: L´armatore, la capitaneria e tutti quelli preposti alle osservanze delle regole. Mettiamo caso che la capitaneria fosse a conoscenza di queste manovre non ammesse dalle regole marinare e ne avesse omesso i provvedimenti contro l´armatore, si é macchiato nel caso specifico, di concorso in omicidio volontario (dico volontario). Chiediamoci adesso se Schettino si fosse rifiutato di effettuare tali avvicinamenti alla costa, cosa sarebbe successo? Risposta: Avanti un altro.

Ritratto di AK1RA

AK1RA

Ven, 16/11/2012 - 19:18

Io Costa Crocere metto nelle mani di un emerito deficente quattrocentomilioni di nave più turisti!!!!!!!! Allora sono io Armatore ad essere un emerito imbecille. Schettino ha sbagliato, ha sbagliato facendo quello che gli diceva L'armatore, passaggi vicino ad isole, con tanto di salme di saluto del sindaco in alcuni casi. Si ha sbagliato, ma come mai le Capitanerie di porto non hanno mai segnalato con dei rapporti e multe quei passagi cosi vicini e non regolamantari. Ripeto, Schettini avrà sbagliato, ma non è l'unico. Lui sara il Capro espiatorio, quello che pagherà le colpe anche non sue.

Ritratto di deliziosagrc

deliziosagrc

Ven, 16/11/2012 - 19:31

Schettino non è scusabile ma un bersaglio troppo facile. Com'è che non vedo mai tutta questa animosità verso il rom ubriaco che falcia il pedone??!!

mariolino50

Ven, 16/11/2012 - 20:39

uccellino44 Se qualcuno si prova a fare come dice lei, ovvero contrastare l'armatore ossia il padrone della nave, pensa che poi qualcun altro lo prenda a lavorare, forse a lucidare il ponte, q

mariolino50

Ven, 16/11/2012 - 20:43

uccellino44 Chi facesse come dice lei, e forse si vede al cinema, sulle navi non ci sale più, forse nemmeno come passeggero, il comandante comanda ma il padrone comanda di più, è cosi in mare e in terra, specialmente quando ci sono grossi interessi dietro, non contano i regolamenti di altri tempi, conta la realtà, se sbagli poi sono cazzi tuoi, ma se non ubbidisci sei finito prima.

@ollel63

Ven, 16/11/2012 - 20:51

Quanti scrittori, che nulla sanno di di navi, di mare, di scienze nautiche, di diritto della navigazione, strafalcionano da queste parti! E non conoscono neppure i fatti! Acc.! Scrivono per sentimento antitutto e tutti, formati all'università della cialtroneria! Questa sì, vanta numerosi iscritti e sostenitori!

ro.sy

Ven, 16/11/2012 - 20:59

io dico che è logico che ognuno di noi si sia commosso per la morte dei passeggeri o almeno si sono commossi coloro che hanno un cuore, coloro quindi che possono provare delle emozioni riguardo anche a persone praticamente sconosciute...ma come fanno allora queste stesse persone contemporaneamente a dimostrarsi così sprezzanti della vita altrui ,diventando i carnefici mediatici di un essere umano quali è il signor Schettino ,mettendolo praticamente alla gogna dicendo qualsiasi cattiveria?Nessun beneficio del dubbio ,senza nessuna sentenza,( se non quella mediatica)solo il gusto di voler provare "odio" verso qualcuno che non si è neanche mai conosciuto,di cui fino a prova contraria,non si hanno fatti veramente chiari..dimostrando così di non essere poi quelle tanto brave persone compassionevoli addolorate per i lutti altrui, per i lutti dei nostri fratelli, visto che non hanno scrupoli ad uccidere loro stessi, con parole veramente troppo pesanti ,un uomo ,e credo la sua famiglia,..altri loro fratelli .!!. ma tanto che importa ...Io credo che questa è la solita vecchia storia del pesce grande che mangia il pesce piccolo e anche se così non fosse ,consiglierei veramente ,almeno a tutti coloro che sono cristiani ,che se hanno scelto di vivere secondo quel credo ,allora dovrebbero fare un passo indietro con la loro pietra stretta nel pugno ,perché quel credo non insegna ad odiare né a giudicare il prossimo né tanto meno a lapidarlo...peggio ancora se lo si fa nascondendosi dietro il diritto di opinione...e ciò che ha scatenato questa faccenda, appunto nell'opinione pubblica e proprio la prova di quanto ci si sta allontanando dal Signore ...e proprio questo sta contribuendo a mandare a rotoli questo paese che si definisce cattolico.. ,dove la gente la domenica va in chesa a battersi sul petto e poi....

Ritratto di pinox

pinox

Ven, 16/11/2012 - 21:58

schettino, la colpa non è tua, ma di chi ti ha dichiarato idoneo a comandare una nave da crocera.

doctor64

Ven, 16/11/2012 - 22:19

sono d'accordo con mariolino50,la penso esattamente così!!e devo dire che ro.sy secondo me ha detto proprio una cosa giustissima mai menzionata fra i fiumi di parole spese su questo fatto di cronaca.A volte non ci si rende conto che l'animosità ,spesso gratuita e fuori luogo,ci spinge ad esagerare con le ingiurie facendoci così allontanare da quelli che dovrebbero essere i nostri propositi cristiani

Ritratto di franco@Trier

franco@Trier

Ven, 16/11/2012 - 23:09

linoalo 1 ti faccio presente che skettino era il comandante della nave ogni commento e' superfluo se capisci altrimenti taci.

ESILIATO

Ven, 16/11/2012 - 23:24

Mettiamo le cose in chiaro una volta per tutte. Armatore e' un nome di una entita che finanzia l'impresa; il managment e' quello che esegue ed e' responsabile delle operazioni. Dare la colpa all'armatore e come dire che se una macchina Fiat ha un incidente per l'incompetenza del guidatore o per un guasto meccanico la rrsponsabilita e' della famiglia Agnelli e degli altri azionisti. Chiarificato questo invece sarebbe interessante scoprire chi e' il responsabile del personale navigante e vedere i rapporti tra lui e Schettino. Le promozioni nella marina mercantile avvengono nel seguente modo : il Comandante segnala all'ufficio personale navigante il nome del candidato alla promozione di grado con i motivi e meriti che giustificano detta promozione. Ora si e' sempre saputo che la penisola Sorrentina ha sempre protetto e tenuto di cura i suoi figli. Andiamo a vedere chi e perche a promosso tale Schettino in quel posto di responsabilita; quello e' il vero responsabile e non l'Armatore che con investimenti suoi crea posti di lavoro.

SERGIO.COSTIERA

Ven, 16/11/2012 - 23:29

L’ex comandante Schettino si attende delle scuse. Può darsi che gli siano dovute. Però dovrebbe spiegare alcune cose in merito agli eventi che hanno determinato il naufragio della Costa Concordia. Prima di tutto vien fatto di osservare come sia approssimativa la valutazione che l’ex comandante sembra avere degli angoli, quando nel corso dell’articolo dichiara “Quando la Concordia ha iniziato a ribaltarsi sul lato destro, mi sono ritrovato con il pavimento ruotato di 90 gradi………,” quando tutte le immagini che si sono viste sul naufragio ritraggono la nave coricata solo nella fase finale con un’inclinazione che si può stimare su una settantina di gradi, fortemente si ma non a 90 gradi (che sarebbe un angolo retto con i ponti in esatta posizione verticale). E se quella è la posizione finale, quando la Concordia ha iniziato a ribaltarsi non poteva essere altro che inferiore, sia pure in uno stato di estremo pericolo. Per un professionista del mare che dovrebbe aver dimestichezza con la trigonometria la cosa sembrerebbe almeno un po’ imbarazzante. Ci si domanda: 1) Come mai navigava alla velocità di 17 nodi, nell’oscurità, in prossimità di un porto anche se piccolo, in una zona con fondale roccioso e con la presenza di scogli affioranti, ad una distanza di meno di un quarto di miglio dalla costa; 2) Quali cautele aveva adottato in una tale situazione. Quali segnali dava l’ecoscandaglio? 3) Come mai ha dato l’ordine di quella intempestiva, improvvida e fatale accostata a dritta, che ha causato la devastante collisione con gli scogli sulla fiancata di sinistra della nave, la quale stava ancora fortunatamente evitando l’impatto con la scogliera, perché altrimenti la collisione sarebbe già avvenuta direttamente con la parte prodiera, il che non era avvenuto. 4) Aveva tenuto conto che con l’accostata sulla dritta, per un bestione di oltre 100 mila tonnellate e quasi trecento metri di lunghezza, la parte poppiera si sarebbe fatalmente spostata lateralmente sulla sinistra per l’effetto dell’azione del timone, andando a collidere con la scogliera, che lo scafo stava sfiorando appena a qualche metro di distanza, causando il fatale squarcio di una settantina di metri sul bagnasciuga, che ha portato al naufragio. 5) Come mai non ha poi osservato la precisa norma del Codice della navigazione (Art. 303, c. 2), che impone al comandante di lasciare per ultimo la nave dopo l’ordine di abbandono e non ha seguito l’ordine della Capitaneria di Porto di Livorno con il famoso “torni a bordo c..zz..”. Quando la pubblica opinione avrà ricevuto delle fondate e esaurienti risposte in proposito si potrà parlare di scuse. Prima è prematuro.

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Sab, 17/11/2012 - 01:34

L'ultimo atto necessario per questo individuo sarebbe una sana cura psichiatrica. A pensarci bene però potrebbe essere una manovra per farsi giudicare insano di mente e cavarsela. OPPURE E' COSI' ABIETTO DA SFRUTTARE LA NOTORIETA' OTTENUTA CON 32 MORTI PER FARE I SOLDI CON UN LIBRO.

Bocca della Verità

Sab, 17/11/2012 - 02:49

In mezzo al bla bla generale dico solo: basterebbe interrogare colui(coloro) che ricopriva(no) il ruolo di comandante PRIMA di costui per sapere perchè abbia(no) rinunciato. Comunque il rischio di perdere il posto non attenua minimamente la responsabilità di quanto successo. Forse è stato scelto proprio perchè disposto a fare cose improprie (gli "inchini"). La responsabilità dell' armatore e/o l' eventuale coinvolgimento della capitaneria sono capitoli totalmente a parte e costituiscono correità da valutare singolarmente, in maniera indipendente. Comunque nessuno sconto può essere fatto a chi è al comando e produce oltre agli ingenti danni materiali soprattutto perdite di vite umane. È stato condannato il direttore di questo giornale per una cosa fatta da altri perchè "responsabile" (alias comandante della testata di turno) senza che ci fossero feriti o morti ma solo un "offeso". E qui ci sarebbero dubbi circa le responsabilità del personaggio per le disastrose e letali conseguenze di una pratica scorretta, attivamente comandata ?

bilancino

Sab, 17/11/2012 - 04:25

Che farmaci usa per dire "...mi dovranno chiedere scusa...": amfetamine a palla !

Ritratto di abj14

abj14

Sab, 17/11/2012 - 12:13

Ho letto sinora tante, ma tante di quelle fregnacce, specie su dettagli tecnici del tipo "perché 2 dei 4 radar erano in avaria ?" – "non è il Comandante che ha assunto l'equipaggio (sì, come ai tempi dei pirati, andava in bettola e arruolava a tavolino 2.000 persone )" – "La Capitaneria doveva impedire" – etc etc (vero stock47 & Co.?). Da quando è successo il disastro, solo ora vedo il lettore SERGIO.COSTIERA 16/11 23:29 che tocca i punti fondamentali con spiegazioni pertinenti. Avevo fatto analoghe osservazioni da subito; il 18 gennaio scrissi "È evidente che Schettino non è stato all'altezza della situazione già dall'inizio quando ha ordinato di virare a dritta mandando così il fianco sinistro della parte poppiera della nave a strusciare contro gli scogli (se continuava dritto non succedeva niente, prova ne è che metà nave, compresa l'aletta antirollio che pur sporge di qualche metro dalla fiancata, è rimasta intatta). La nave quando vira bruscamente si comporta al contrario di una vettura, in una prima fase la prua resta sulla stessa direzione e la poppa si allarga verso la parte opposta - in pratica, come fa Pluto nelle curve a forte velocità ( si impara, o si imparava, già al 3° anno Istituto Nautico) - Per non parlare della baggianata detta da Schettino alla sua 1a intervista televisiva a caldo "c'era uno scoglio non segnato sulla carta" (o qualcosa di simile). È una boiata che neppure un Allievo Ufficiale al suo 1° imbarco avrebbe osato dire ancorché traumatizzato dal fatto. – In merito alla mancata interdizione della Capitaneria di passare così vicini alla costa: è evidente che troppi fanno vibrare le corde vocali, o la tastiera, blaterando di cose che non conoscono. La Capitaneria non può vietare un beato cactus almeno che non trattasi di zone ufficialmente delimitate, o regolamentate come lo Stretto di Messina (alla stregua di La Manica – Gibilterra, etc). Mi fermo qui, penso che basti (per il momento).

mariolino50

Sab, 17/11/2012 - 12:46

ESILIATO Il parallelo con le automi sembra fuori campo, per me l'armatore è il padrone della società o il ceo come si chiamano ora, è lui che decide cosa e come devono agire i sottoposti, in teoria il codice della navigazione darebbe poteri al comandante di rifutare i "consigli" e fare come gli pare, provi a farlo in qualsiasi posto di lavoro e vedrà quanto ci durà, forse non dovrebbe ma è così.

ro.sy

Sab, 17/11/2012 - 17:46

a SERGIO.COSTIERA ma quanto ti applichi ...volevi fare l'avvocato ,o non so l'investigatore..e allora vai và, vai dal pubblico ministero che quello ti ascolta ...potresti essere di grande aiuto..uno come te è impagabile! stanno aspettando proprio te con la tua ricostruzione dei fatti ..volpino!

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Dom, 18/11/2012 - 00:56

@glicineverdemela Le raccomando urgentemente la stessa cura che ho consigliato a quell'enorme FANFARONE CHE HA PROVOCATO LA MORTE DI 32 PERSONE.

Giovannidiverde

Dom, 18/11/2012 - 23:51

Schettino, ma ci fai o ci sei? de Falco ha tentato in tutti i modi di darti una scossa e richiamarti alle tue responsabilità. Tu invece te ne sei andato. Se vero è che non potevi ritornare sulla nave, almeno potevi rimanere in zona, anzichè andartene in albergo. Dovevi stare lì ed aiutare gli operatori del soccorso. Loro la nave non la conoscevano. Potevi dar loro informazioni utili. Invece sei andato in albergo-. La gente moriva sulla tua nave e te ne sei andato in albergo. Ah, un'alra cosa....dov'è il tuo computer portatile???