Ecco il nuovo papà: affettuoso e presente ma ancora severo

Con l'esperienza, hanno scelto la via di mezzo. Nè autoritari, ne amici. Sarebbero così i padri di nuova generazione, più equilibrati perchè hanno ormai scartato il modello padre-padrone dei loro nonni, ma hanno anche imparato a sbarazzarsi dei tentativi maldestri e sopravvalutati di fare l'amico. Sarebbero così i padri di oggi, ancora in cerca di una identità difinita, ma in via di forte miglioramento. Si impegnano di più i papà moderni. Si chiama necessità molte volte, perchè sempre più spesso la mamma è al lavoro. Sempre più coinvolti, coccole e pannolini compresi, anche se ancora si aspettano che sia la mamma a fare più sacrifici nella conciliazione famiglia-lavoro. È quanto emerso dal sondaggio condotto da Eurispes per nostrofiglio.it e Focus, a cui hanno risposto 2.292 persone. Restano delle differenze di genere in famiglia, un esempio su tutti: quando si tratta di fare delle rinunce sul lavoro è ancora la donna a fare maggiori sacrifici. Anche sul piano della comprensione e sull'educazione gli uomini hanno qualche incertezza tra un atteggiamento autoritario e uno amichevole. E se per la maggioranza del campione un padre dovrebbe essere amico dei figli (60,6%), per il 51,3% dovrebbe dare uno schiaffo, in certe occasioni. Una cosa su tutte però è cambiata in modo più netto, sostanziale. Si sentono padri da subito, che coincide con la notizia della gravidanza. Merito certo del dispiegamento di padri in prima fila nei corsi pre parto a imparare respirazioni zen e massaggi rilassanti.
Restano dei punti su cui il padre modello dovrebbe ancora lavorare, in particolare sulla capacità di avere un dialogo aperto con i figli, mentre sul fronte dell'accudimento molti stereotipi sembrano superati. Per la quasi totalità degli intervistati è del tutto normale che un padre dia da mangiare ai figli (91,5%), legga o racconti loro favole. Solo una minoranza ritiene lo svolgimento di queste attività «a volte necessario», mentre è minima la quota di chi lo giudica inopportuno.
C'e` anche chi non ha vissuto in modo idilliaco la nascita dei figli: succede a 3 coppie su 10, che nelle risposte rivelano anche di avere sofferto in termini di difficoltà nel coltivare il rapporto a due e di avere sperimentato un aumento del nervosismo per i troppi, nuovi impegni. Le coppie italiane hanno ancora un record negativo rispetto ai colleghi europei: secondo una recente classifica i nostri uomini dedicano ai figli 38 minuti al giorno (le mamme quasi 5 ore). I papà si stanno avvicinando sempre più ai loro figli. Lo provano i sondaggi e lo dicono le mamme. La rivoluzione nelle nostre case parte proprio da qui. A crescere i figli nel nostro Paese sono ancora le madri, ma qualcosa si muove. Abbiamo fatto progressi rispetto a quanto accadeva tempo fa, quando agli uomini non era neppure dato sparecchiare la tavola. Emancipati a furia di riempire lavastovigli e lavatrici, oggi i maschi italiani hanno finalmente allargato i loro orizzonti. Le donne da un lato, hanno abdicato - a volte a fatica- al ruolo mamma-centrico. Oggi delegano, regalano fiducia ai compagni e gli affidano compiti delicati. E così li vedi cambiare tutine, somministrare pranzi, merende e cene, passeggiare furiosamente al parco per far addormentare il bebè, intervenire per i compiti, sedersi in prima fila alle lezioni di pattinaggio e godersi finalmente lo spettacolo di quella bimbetta in pista che si sforza sì a fare piroette ma ancora di più si sbraccia per farti ciao ciao con la manina. Ed eccola lì, la ricompensa più grande.