Ecco perché è giusto legalizzare la poligamia

Pacs, Dico e regolamentazione delle coppie di fatto nascondono grandi ipocrisie. Ma se fossero il grimaldello per importare i valori dell'islam? 

Il mariage pour tous (matrimonio per tutti) e/o i «pacs» o «dico», concepiti per regolamentare le coppie di fatto, vorrebbero eliminare un problema; ma potrebbero rischiare di aprirne -in prospettiva- un altro. Il lodevole evidente intento è porre fine alle odiose discriminazioni contro le unioni omosessuali; ma, almeno in lungo periodo, si potrebbero così innescare rivendicazioni omologhe a favore della famiglia poligamica; o comunque di quella da ménage a trois (o… a beaucoup), poligamica o poliandrica, etero o omo che sia. Certo, il primo problema sembra meritevole ed urgente, ed il secondo odioso e già giustiziato dalla nostra cultura e storia. Ma la globalizzazione è anche culturale, in un occidente sempre più pluriculturale e plurietnico, e soprattutto in un Sud Europa pressato dalla immigrazione e dalla contiguità geografica con il continente africano. Dove in alcuni paesi sopravvive una orrenda criminalizzazione della omosessualità, con la raccapricciante previsione del delitto di «sodomia» punito con la frusta o con la morte (Uganda, Nigeria…). Dove, per contro, in non pochi paesi, la poligamia è favorita, o comunque legalizzata, o quanto meno praticata o tollerata.

Mettiamoci allora nei panni dei milioni di nuovi europei, non pochi dei quali provenienti da culture che stigmatizzano l'omosessualità come «contro natura» (grottesco errore dal quale ci siamo da non troppo tempo emendati) e praticano o non disapprovano una poligamia che ha solida tradizione anche biblica. Noi vogliamo «integrarli», ma senza distruggere le loro radici. Costoro, così, anche quando provenienti da quei contesti, debbono adeguarsi sia al dogma monogamico, sia al ripudio d'ogni omofobia. Ma, a questo punto, anche un islamico culturalmente laicizzato e relativista, posto di fronte ai pacs o al mariage pour tous, potrebbe prevedibilmente chiedersi: se il mariage (o il patto di convivenza) diventa pour tous, eliminando le discriminazioni per sesso, perché allora resta limitato solo alle «coppie», mantenendo invece la discriminazione per numero? Perché tous deve essere solo duale e non anche plurale? Il nostro relativismo potrebbe anche farci comprendere (ma non necessariamente scusare) che egli possa - e voglia - rivendicare che, se cade una discriminazione, dovrebbe cadere anche l'altra. Certo, noi sentiamo sulla pelle la prima, mentre siamo lontani dal percepire e concepire la seconda. Che ci sembra anche puzzare di sessismo, visto che molte sono le unioni poligamiche e quasi nulle quelle poliandriche o… poliomo.

Non dimentichiamo però che, in Italia o in Francia, le «famiglie di fatto» poligamiche sono già una realtà. Che a noi forse ripugna. Ma, qualcuno potrebbe dire, chi siamo noi per impedire a ciascuno di vivere -quando senza costrizione- secondo il proprio sentire? Non possiamo, né noi, né loro, equivocare fra natura e cultura. Ed è rovinoso il frequente argomento che bolla come «contro natura» la poligamia, così riesumando a torto il tristo cavallo di battaglia degli omofobi, e dimenticando che la frequenza statistica di pulsioni e comportamenti fedifraghi rivela la specie dell'homo sapiens come non strettamente monogamica (l'esempio dato da capi di stato antichi e recenti, da Cleopatra ad Hollande, docet!). La disciplina prossima ventura delle unioni di fatto rischia dunque d'essere, in prospettiva, il cavallo di Troia per rivendicare la legalizzazione di unioni anche poligamiche? Potrà sembrarci retrogrado ed antistorico, ma non sarà facile, in lungo periodo, negarne la estensione alle tante famiglie poligamiche immigrate, le quali volessero essere da noi giuridicamente regolate, almeno, come «famiglie di fatto». Il problema è già seriamente avvertito in qualche paese occidentale (ad esempio il Canada). Mentre i nostri giudici, oltre ovviamente a non ritenere bigamo il poligamo regolarmente pluriconiugato all'estero, cominciano a discutere circa la rilevanza dello status di coniuge per le mogli del poligamo sia pure a molto limitati fini, quali filiazione e ricongiungimenti. Per ora, applicando una legge del '98, negano il ricongiungimento familiare con il coniuge «regolarmente soggiornante con altro coniuge nel territorio nazionale». Ma fino a quando? E, comunque, non rileva quale moglie sia stata sposata per prima, ma quale per prima sia venuta in Italia!

Commenti

TONI-GARATTI

Dom, 02/02/2014 - 09:35

Mi sembra giusto. A questo punto non ci dovrebbero essere limiti, sia donne che uomini potrebbero avere più mariti o mogli, che cinema!!!

Ritratto di stenos

stenos

Dom, 02/02/2014 - 09:58

Ok, legalizziamo la poligamia, poi aboliamo il reato di pedofilia, avanti così, che avremo un futuro.

jakc67

Dom, 02/02/2014 - 10:04

la poligamia "legalizzata" porterebbe i costi previdenziali a lievitare, ma se tenuto adeguatamente da conto questo problema ben venga, oltre ad essere un diritto quello di potersi scegliere la tipologia familiare sarebbe utile ad incrementare la natalità... basta che poi non cominciamo a menarla per il fatto che i "ricchi" potranno permettersi più mogli dei "poveri"...

rossini

Dom, 02/02/2014 - 10:07

Poligamia? Vade retro! Ci pensate dover pagare gli alimenti a 4-5 ex?

angelomaria

Dom, 02/02/2014 - 10:22

non trovate altre scuse per chi ha questr usanze non esiste perche non andate daloro poi ridiamo !!!bigamia punibile per legge e quella divina ma dimnticavo siamo nelle mani sbagliate!!!

angelomaria

Dom, 02/02/2014 - 10:24

ITALIA regolr italiane daloro non fanno sconti!!!e#ora che si chiarisca !!

Ritratto di Manieri

Manieri

Dom, 02/02/2014 - 10:24

E dagli con questo "eliminiamo le ipocrisie". Allora eliminiamo anche l'ipocrisia del far finta che l'islam non prescriva di picchiare le mogli, che siano una o più, e legalizziamo anche questa pratica.

NORMAL

Dom, 02/02/2014 - 10:25

^=^=^

Ritratto di saròfranco

saròfranco

Dom, 02/02/2014 - 10:30

Il ragionamento non fa una piega! Non è democratico né progressista impedire ai beduini che ci onorano della loro presenza in casa nostra di conservare la loro cultura e le loro tradizioni, poligamia compresa. Anzi, come stiamo rinunciando ai nostri simboli, abolendo crocifissi e presepe, dovremmo, per non turbarli, adottare anche noi questa pratica. In attesa di valutare la presenza tra noi di antropofagi o di tagliatori di teste: non vorremo mica discriminarli?

Ritratto di saròfranco

saròfranco

Dom, 02/02/2014 - 10:33

Avendo più mogli avremo anche più suocere. Ma con più mogli aumenta la possibilità che almeno una non abbia il mal di testa.

Aam31

Dom, 02/02/2014 - 10:34

La cosa più importante che i poligami mantengano la famiglia da soli, non con contributi statali (tasse e trattenute varie che pesano sulle spalle dei contribuenti,(non casualmente, in maggioranza operai e impiegati).

chiara 2

Dom, 02/02/2014 - 10:53

Ma certo! Poi, visto che esistono anche i pedofili legalizziamo anche la pedofilia. Poi esistono i pervertiti che "amano" gli animali? Ok, allora legalizziamone i matrimoni no?! Poi, visto che ci siamo legalizziamo: omicidio, violenza sessuale, ecc. MAMMA CHE IGNOBILE FUTURO CI ATTENDE

Ritratto di Memphis35

Anonimo (non verificato)

Ritratto di fabiobonari

fabiobonari

Dom, 02/02/2014 - 11:11

Ma non è più semplice abolire il matrimonio?

Ritratto di Omar El Mukhtar

Omar El Mukhtar

Dom, 02/02/2014 - 11:52

chiara 2 sta pure tranquilla. Nessun futuro può essere tanto orribile quanto il recente passato berlusconiano!

blues188

Dom, 02/02/2014 - 11:59

Il cronista si è bevuto il cervello. Perché, se è convinto di quanto scrive, non porta in casa sua un altro uomo che scopi sua moglie e lui serve il the dopo il dolce fatto? E poi, se io allora volessi sposare il mio cavallo (posto che io ce l'abbia) perché non farlo convivere con la mia famiglia?

Ritratto di Montagner

Montagner

Dom, 02/02/2014 - 12:32

GENOCIDIO e IDENTITA’ Dall’articolo si evince che, probabilmente, è in atto uno strisciante “genocidio” nei confronti delle popolazioni europee. Si prefigura l’idea di un’europa alla Kalergi: senza identità, con popolazioni succubi e controllate da pochi. Quale migliore grimaldello se non l’uso di popolazioni che, determinate, spargano il seme dell’islam? I “buonisti”, sempre pronti a giustificare ogni popolazione, si dimenticano di proteggere la propria. Ci si salva salvaguardando la nostra identità di popolo. L’IDENTITA’ consiste nel modo d'essere di un popolo, ovvero nel prodotto delle sue tradizioni, dei suoi costumi, della sua storia, della sua religione, della sua cultura. L'identità si impronta a vari livelli: dalla famiglia, al comune, alla regione, alla nazione, fino all'ambito della propria civiltà. Ogni identità ha davanti a sé tre strade: rinunciare a sé stessa, trasformarsi in integralismo, restare sé stessa. Seguendo le prime due strade trascende nella ideologia, seguendo l'ultima si preserva.

ferrante

Dom, 02/02/2014 - 12:35

un passo in avanti nella direzione del Califfato di Gorgonzola. Buona Domenica

andrea.canevari

Dom, 02/02/2014 - 12:35

La famiglia é un marito ed una moglie. I figli devono avere un padre ed una madre. E BASTA ! Basta con ibridi e surrogati. Froci, lesbiche e transessuali vari, maniaci sessuali e patiti delle orge possono fare quello che vogliono, ma non devono avere alcuna possibilitá di creare figli in laboratorio o adottare bambini. Stesso dicasi delle strutture poligame che volete far passare come segno dei tempi. A proposito di ibridi e surrogati, ormai con L'Unitá e Repubblica non c'é piú differenza sui valori. Questo Giornale, a parte un paio di illuminati, forse tre, é ormai appiattito sul conformismo del politically correct ben radicato nel campo del piú ipocrita radical shic. Non esiste piú destra e sinistra, non esiste piú la famiglia, la religione la patria. Esiste solo l'europa delle banche e un grande mercato di consumatori dell'effimero. E questo giornale, di tutt'altra tradizione, soprattutto l'edizione online online, con culi e tette, sangue e violenza sempre in prima pagina, ne é un egregio megafono. Una torre di Babele. E giú a dire che che ormai ci siamo "emendati dal definire l'omosessualitá contro natura". Ruffolo io e con me decine di migliaia di vostri lettori, non ci siamo emendati da un bel niente ! E sono orgoglioso di definire l'omosessualitá una mera scelta, spesso una scorciatoia contro natura mentre la famiglia è l'impresa piú ardua, con i bastoni tra le ruote che ci mettono i pensatori contemporanei come lei.

squalotigre

Dom, 02/02/2014 - 12:47

saròfranco- sono perfettamente d'accordo con lei. Non bisogna turbare coloro che hanno una cultura diversa dalla nostra. Anzi rinunciamo alla nostra ed abbracciamo la loro così non faremo arrabbiare la nostra ministra per l'integrazione Cosa sono queste chiese? Sostituiamole con moschee che sono più tondeggianti e più gradevoli per l'ambiente (saranno così accontentati anche gli ambientalisti). Poi quest'uomo appeso ad una croce può disturbare gli animi sensibili dei nostri migranti. Aboliamo tutti i crocefissi e incoraggiamo tutti i presidi a redarguire (alcuni lo fanno già) tutti coloro che si ostinano a portare quelle collanine con la croce. Poi c'è il cannibalismo che non bisogna assolutamente combattere. Chi siamo noi per stigmatizzare coloro che si nutrono della prelibata carne umana? E' così ricca di proteine! Per la droga libera, l'eutanasia e l'aborto abbiamo già provveduto o siamo sulla buona strada.

Ritratto di Montagner

Montagner

Dom, 02/02/2014 - 12:48

GENOCIDIO e IDENTITA’ Dall’articolo si evince che, probabilmente, è in atto uno strisciante “genocidio” nei confronti delle popolazioni europee. Si prefigura l’idea di un’europa alla Kalergi: senza identità, con popolazioni succubi e controllate da pochi. Quale migliore grimaldello se non l’uso di popolazioni che, determinate, spargano il seme dell’islam? I “buonisti”, sempre pronti a giustificare ogni popolazione, si dimenticano di proteggere la propria. Ci si salva salvaguardando la nostra identità di popolo. L’IDENTITA’ consiste nel modo d'essere di un popolo, ovvero nel prodotto delle sue tradizioni, dei suoi costumi, della sua storia, della sua religione, della sua cultura. L'identità si impronta a vari livelli: dalla famiglia, al comune, alla regione, alla nazione, fino all'ambito della propria civiltà. Ogni identità ha davanti a sé tre strade: rinunciare a sé stessa, trasformarsi in integralismo, restare sé stessa. Seguendo le prime due strade trascende nella ideologia, seguendo l'ultima si preserva.

Ritratto di Mario Galaverna

Anonimo (non verificato)

agosvac

Dom, 02/02/2014 - 13:11

Se si va indietro nel tempo, molto indietro, si vede che la poligamia era molto diffusa in molti paesi. Il motivo era del tutto logico: quando c'è una grossa mortalità infantile è ovvio che avere molti figli contribuisce ad averne diversi sani ed attivi. Questo contribuiva ad aiutare la famiglia, allora patriarcale, nel mantenere le proprio ricchezze. Molti figli=molta forza lavoro. Col tempo fino ad arrivare ai giorni nostri la poligamia non ha più senso anzi è controproducente perchè molti figli= molte spese. E chi si potrebbe permettere nell'epoca moderna, nei paesi industrializzati di avere simili spese??? La poliandria, al contrario, non fu mai molto diffusa perchè non contribuiva ad avere molti figli visto che una sola donna con molti mariti sempre gli stessi figli potrebbe fare, mica di più!!! Diciamo che oggi come oggi sia la poligamia sia la poliandria sarebbero solo ed esclusivamente o appannaggio di pochi ricchi( la poligamia) oppure semplice piacere sessuale.

Ritratto di Montagner

Montagner

Dom, 02/02/2014 - 13:18

GENOCIDIO e IDENTITA’ Dall’articolo si evince che, probabilmente, è in atto uno strisciante “genocidio” nei confronti delle popolazioni europee. Si prefigura l’idea di un’europa alla Kalergi: senza identità, con popolazioni succubi e controllate da pochi. Quale migliore grimaldello se non l’uso di popolazioni che, determinate, spargano il seme dell’islam? I “buonisti”, sempre pronti a giustificare ogni popolazione, si dimenticano di proteggere la propria. Ci si salva salvaguardando la nostra identità di popolo. L’IDENTITA’ consiste nel modo d'essere di un popolo, ovvero nel prodotto delle sue tradizioni, dei suoi costumi, della sua storia, della sua religione, della sua cultura. L'identità si impronta a vari livelli: dalla famiglia, al comune, alla regione, alla nazione, fino all'ambito della propria civiltà. Ogni identità ha davanti a sé tre strade: rinunciare a sé stessa, trasformarsi in integralismo, restare sé stessa. Seguendo le prime due strade trascende nella ideologia, seguendo l'ultima si preserva.

bezzecca

Dom, 02/02/2014 - 13:19

In quasi tutti i Paesi musulmani la poligamia è vietata per legge . Inoltre molti giovani musulmani non possono neppure sposarsi e mettere su famiglia perche' non hanno un lavoro oppure non guadagnano abbastanza . Sono costretti a stare a casa con i genitori e magari sentirsi dare dei " bamboccioni " dai politici locali

migrante

Dom, 02/02/2014 - 13:31

piu`che un sospetto e`una certezza il fatto che tutti questi "tarli", dai matrimoni omo al femminicidio, siano finalizzati a preparare il terreno al futuro multiculturale e multiraziale che ci attende...non c'e` spazio per intraprendere dissertazioni su quanto sia giusta o meno la "via", faccio solo una considerazione su di un "errore di fondo" rilevato nell'articolo...la "poligamia" non e` "contronatura", se c'e` una unione "rara" in Natura, questa e` la "monogamia"..anche la "sodomia" e` presente in Natura...l'unica cosa che in Natura non trova spazio, se non a seguito di "disfunzione", e` l'omosessualita` !!! Non esiste animale che si "invaghisca" di un simile del proprio sesso e che instauri con esso una "relazione di coppia" !!!esiste l'animale che a causa di disfunzioni non riconosce i "segnali" dell'accoppiamento, esistono animali che "saltuariamente" possono praticare la "sodomia", in primis i cani...(sara` un caso che sono i piu` stretti "amici" dell'uomo ?) se per questo i cani sono adusi anche a tentare "l'accoppiameno" con le gambe del padrone o del tavolo...si puo` dire che quindi anche il "feticismo" e` naturale ? oppure la "zoofilia" ?...dai, smettiamola con le bischerate !!!

chiara 2

Dom, 02/02/2014 - 13:46

INOLTRE, dovrebbero essere i monogami a pagare per questi debosciati poligamici e le loro 40 inutili mogli?

clamajo

Dom, 02/02/2014 - 14:01

...importare i "valori" dell' islam?...mah...li vedete voi eh?...

fisis

Dom, 02/02/2014 - 14:18

Un bell'agomento di discussione per il liberalismo: conciliare e tollerare la libertà e le pulsioni del singolo, quando queste non danneggino l'altro, con le regole che garantiscano un buon funzionamento della società. Io penso che lo Stato liberale non dovrebbe semplicemente intromettersi (ma la storia recente giudiziaria italiana, con le intercettazioni fin nelle camere da letto, dimostra purtroppo il contrario) nella maniera più assoluta nella vita privata delle persone, libere di vivere quindi con uno o più individui consenzienti, anche di sesso eterogeneo. Ma, d'altro canto, lo stato dovrebbe affermare il principio che un bambino abbia diritto alla presenza di un padre e una madre e, quindi, di riflesso, in mancanza di quelli naturali, a una figura femminile e maschile.

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Dom, 02/02/2014 - 14:20

Femministe disperatamente cercansi. O, quantomeno, ciò che di loro resta. Foss'anche qualche brandello tissutale utilizzabile ai fini di un processo di clonazione.

Ritratto di Markos

Markos

Dom, 02/02/2014 - 14:35

Omar El Mukhtar - ma perche' non te ne vai a fare la cacca nel sahara

Raoul Pontalti

Dom, 02/02/2014 - 14:53

Dissento dal tono dell'articolo, in quanto anziché porre l'accento sul significato aberrante del "riconoscimento" civile che non sia quella tra un uomo e una donna vuole ridicolizzare una religione che invece tiene come sacra la famiglia. La religione islamica, nata in un contesto storico-ambientale particolare come quello dei beduini del deserto, ammette la poliginia solo in casi particolari e con regole ben precise e storicamente ebbe il significato di restringere l'applicazione di un istituto preislamico e tipico di società sviluppatesi in contesti ambientali difficili. Al giorno d'oggi alcuni paesi islamici non ammettono la poliginia (Turchia, Tunisia ad es.), altri la regolano rigidamente (Marocco, Algeria, etc), in altri vigono persino norme curiose (vedasi il matrimonio a tempo in Iran...), ma in ogni caso il matrimonio è un istituto serio e in caso di poliginia tutte le mogli hanno uguali diritti, devono aver espresso consenso al matrimonio del marito con altre donne (e per contro al primo matrimonio la sposa può nel contratto nuziale inserire la clausola che non vuole "convivere" con eventuali altre mogli e in questo caso al marito è preclusa la poliginia), etc.. La dissoluzione dell'istituto matrimoniale prefigurata da certo pensiero debole che confonde l'unione matrimoniale con una generica intesa di sentimenti non ha nulla a che vedere dunque con la poliginia islamica, bensì con la depravazione pura e semplice: si potranno concettualmente ammettere unioni incestuose (perché taluno non potrebbe amare anche sessualmente, e vedersi riconosciuto il diritto ad ostentare siffatta relazione, la sorella, il fratello o la madre?), con animali (zoofilia) e persino con cadaveri (con contratto stipulato viventi entrambi i contraenti con cui si autorizza l'utilizzo post mortem del cadavere anche a fini sessuali). L'unione poligamica prefigurata dalla "zoccola etica" (vedansi altri articoli apparsi su questo giornale) con più uomini e più donne che in pratica fanno gli scambisti non è nemmeno la degenerazione massima cui si perviene seguendo certo pensiero debole. Tutto si può concepire, ma almeno si eviti di smarronare confondendo il sacro con il profano, il serio con il ridicolo, come si è voluto fare con il matrimonio di rito islamico che rimane invece serissimo e da cui scaturiscono precisi doveri morali e legali tra i coniugi.

Ritratto di gian td5

gian td5

Dom, 02/02/2014 - 16:03

Ruffolo, ma quando ha scritto questo articolo pensava di farlo stampare su Repubblica? Lì le porcate che ha scritto sono ben accette.

ferry1

Dom, 02/02/2014 - 16:38

bezzecca può essere che nei loro paesi islamici ci sia un freno alla poligamia e addirittura al matrimonio per motivi economici.Ma in Italia queste remore possono saltare,come già avviene per alcune etnie,in quanto abbiamo uno stato sociale che va incontro ai bisogni dei più deboli specie se minorenni.Tutto ciò se per un Italiano la difesa dei più deboli è bassa sicuramente risulta estremamente appetibile per coloro che attualmente non si possono permettere la poligamia o addirittura il matrimonio.In sostanza una massa di poveri nullafacenti pretenderà che lo Stato mantenga e curi i loro figli.Chi sarà chiamato a pagare?

Ritratto di Montagner

Montagner

Dom, 02/02/2014 - 16:40

Il nichilismo sta raggiungendo il massimo del suo splendore: la volontà del nulla è un orientamento filosofico che nega l'esistenza di valori sviluppatisi con l’uomo e di realtà comunemente ammesse. Negare tutto e il contrario di tutto significa distruggere la nostra storia e preparare il terreno perché il potere di pochi si manifesti sulla massa. E allora quale migliore idea se non quella di distruggere il concetto di “famiglia” minandola nei suoi elementi, cardini fondamentali: dal genitore che diventa un numero (genitore 1 e genitore 2) quale fosse un asessuato, alla poligamia (forse lo strumento più maschilista che riporta indietro nel tempo le lotte, sacrosante, fatte dalle donne), alle leggi, a mio parere, astruse dove la VIOLENZA viene incasellata a secondo se involga “femminicidio” e/o “omofobia” (dimenticandosi il principio base che la violenza subita, come tale, vale per tutti). E’ negato il fondamento base (nucleo) che costituisce una società, la famiglia appunto; lo si spinge agli assurdi così da minare l’identità culturale di un popolo. Il dramma è che questo pensiero è sostenuto dai cosiddetti “politicamente corretti” ove attraverso una forma di conformismo linguistico, autoreferenziale, manifesta una sorta di pensiero unico che limita la libertà d'espressione oltreché una forma d’ipocrisia istituzionale, che si limita a cambiare la "forma", cioè le parole, senza intervenire sostanzialmente sul problema. Dio ci liberi da questi pseudo pensatori del nulla.

Ritratto di falconfab

falconfab

Dom, 02/02/2014 - 17:19

Giustissimo. Una sola domanda, a cosa serve il matrimonio? Perché non lo aboliamo? Anzi, aboliamo la famiglia, i figli li facciamo con gli uteri in affitto, li facciamo crescere da asili di stato e restiamo teenager fino a 80 anni quando, senza coniuge, figli, fretelli o nipoti, potremo essere soppressi in modo da non gravare sui costi sociali. Vedo un futuro molto, molto roseo, ricco di amore e soddisfazione.

Ritratto di falconfab

Anonimo (non verificato)

linoalo1

Lun, 03/02/2014 - 08:53

Ecco un altro grosso problema che ci porta l'immigrazione!!E poi,il Papa ed il mondo ecclesiastico ci prega di accogliere gli immigrati!Oltre a costarci un occhio della testa,vorrebbero anche insegnarci come vivere!Evviva!!Ma non ci bastavano i Comunitari come insegnanti?Lino.

Ritratto di franco-a-trier_DE

franco-a-trier_DE

Lun, 03/02/2014 - 09:11

bezzecca come voi in Italia bamboccioni che vi fate mantenere dai genitori

max.cerri.79

Lun, 03/02/2014 - 11:39

Ma vi rendete conto che state discutendo sui vaneggiamenti di un pseudogiornalista che ha scritto la prima cazzata che gli è passata per la testa, tanto per riempire lo spazio?