Evaso un serial killer in permesso-premio: è armato e pericoloso

Ha preso in ostaggio un passante e poi si è dileguato. Le parole choc  del direttore del carcere di Genova: "Non sapevo fosse un assassino"

Genova - Facce tese, sguardi torvi verso chi si avvicina, nervosismo e insofferenza verso chi non si conosce. Non è stata una normale giornata pre-natalizia a Genova e il carattere chiuso dei genovesi non c'entra nulla. In giro c'è un serial killer, armato e pazzo e nessuno in città si sente tranquillo. Bartolomeo Gagliano, 55 anni, un lungo curriculum criminale alle spalle tra cui spiccano tre omicidi e un tentato omicidio è scappato chissà dove. A nulla sono serviti sino ad ora controlli e posti di blocco.
L'uomo ha approfittato di un permesso premio, il secondo dopo quello di cui ha goduto a novembre; 48 ore di libertà in cui è andato dalla madre a Savona e si è fatto visitare dal centro di salute mentale. Alle 9 di martedì mattina sarebbe dovuto rientrare in carcere ma ha cambiato i suoi piani. Per quasi 24 ore si è nascosto poi ieri mattina alle 6, sempre a Savona, ha puntato una pistola contro un panettiere che stava ultimando le consegne e lo ha obbligato a condurlo in auto sino a Genova. Qui ha fatto scendere l'ostaggio e si è dileguato. «È armato e pericoloso», fanno sapere dalla polizia che sta dando vita a una vera e propria caccia all'uomo. «Non era un detenuto pericoloso. Doveva scontare ancora un anno soltanto, non c'erano motivi di pensare che non ritornasse in carcere», ha detto il direttore del carcere di Marassi Salvatore Mazzeo. Gagliano era infatti detenuto «solo» per furto e rapina e il suo passato da pluriomicida era completamente ignorato. In quanto assolto dall'accusa di omicidio per totale vizio di mente i tre omicidi commessi, incredibile ma vero, non appaiono tra le condanne subite perché, di fatto, non sono condanne effettive. Eppure la carriera criminale di Gagliano fa venire i brividi. E tra un indulto, nel 2006, le fughe dagli ospedali e l'ultima «impresa», ha sempre fatto dentro e fuori dalle sue detenzioni, mostrando all'occorrenza un carattere violento: durante un interrogatorio prese a testate i mobili dell'ufficio del magistrato. Il suo «curriculum» inizia nel 1981: uccise a pietrate la prostituta Paolina Fedi, che minacciava di rivelare la loro relazione alla sua promessa sposa. Condannato a 10 anni di carcere gli fu però riconosciuta l'infermità mentale. Da quel momento diede vita a una serie interminabile di fughe dai nosocomi psichiatrici, macchiandosi di reati vari tra cui rapina, spaccio di droga e sequestro di persone. Fin quando proprio in un istituto psichiatrico conobbe Francesco Sedda con cui stipulò un patto criminale. Loro stessi si ribattezzarono «compagni di sangue». L'11 gennaio 1989 i due riuscirono ad evadere e poco dopo uccisero Nahir Rodriguez, un transessuale uruguayano. Poi Francesco Panizzi, tossicodipendente travestito conosciuto come «Vanessa». La loro ultima vittima fu Laura Baldi, prostituta che miracolosamente riuscì a salvarsi e a descrivere alla polizia i suoi aggressori. Di lì a poco Gagliano venne fermato a un posto di blocco e nuovamente arrestato. Stesso destino per il complice che morì nel 1994. Gagliano riuscì però più volte a scappare dall'istituto psichiatrico per poi finire in carcere nel 2008, arrestato per diverse rapine a negozi e uffici postali nel Savonese tra il 2005 e il 2006. Fino a ieri e all'ultima fuga. Ora a coordinare le indagini il pm Alberto Landolfi che arrestò Gagliano già una volta.

Commenti

igiornalaio

Gio, 19/12/2013 - 09:27

In Italia ormai si è abituati a tutto: in un paese dove non funziona niente o quasi... Forse funziona meglio "l'ingiustizia"!!!

killkoms

Gio, 19/12/2013 - 11:30

l'ipocrisia della giustizia italiana!scomodano la corte"feriale"per fottere berlusconi,e poi un direttore di penitenziario non sà nemmeno per cosa sono reclusi i condannati che custodisce!