Dalla famiglia alla politica, i voti di Barbara

Espansiva e «alla mano», dicono di lei, ma mai che Barbara Berlusconi si faccia beccare in castagna con un commento a caldo, una dichiarazione di giornata magari piccata, scendendo nell'arena di quel chiacchiericcio che nell'Italia dei pettegoli accomuna manager e politici. Se provi a intervistarla, lei risponde: volentieri, ma parlo solo del Milan. E invece adesso eccola, la figlia del Cavaliere, a tutto campo. Sarà che dall'economia alla politica al calcio, in questa fase di caos totale ha un senso che la figlia dell'ex premier e membro del Cda del Milan dica la sua. O sarà che i gialli sulla sua famiglia e sui progetti futuri del capofamiglia si accavallano.
Comunque eccola. Ha scelto Sette del Corriere della Sera, in edicola domani, per raccontarsi. E per prendere il coraggio a due mani, forse quattro, per dire la sua non solo sulla politica, ma persino sul governo di papà Silvio, al quale non riserva troppe lusinghe. Tanto per cominciare, segnala Barbara che sì, il governo di papà, che lei chiama «il governo Berlusconi», da osservatrice esterna, «ha certamente il merito di aver inventato il bipolarismo e di aver svecchiato il linguaggio paludato della politica», e però: «Non ha centrato altri obiettivi come ridurre il debito pubblico e fare la riforma istituzionale». Ecco perché, rivela, Silvio vorrebbe tornare in campo: «Dal presidenzialismo al debito pubblico, mio padre ha lasciato troppe cose in sospeso - riassume l'intervista il Corriere.it - per questo sta valutando di ricandidarsi. E il giudizio su di lui lo daranno solo gli elettori».
Quanto al dibattito dilagante sul nuovismo in politica, Barbara, classe 1984, sarà pure giovane, ma dei giovani diffida. Il segretario del Pdl, per dire: «Da Angelino Alfano mi aspettavo un po' più di coraggio e di modernità, più idee e meno riunioni di partito», affonda. Non va meglio, a suo parere, sull'altro fronte: Matteo Renzi «mi ha deluso. Commette un errore strategico. Non dovrebbe puntare alla guida del Pd ma del Paese». Quanto ai programmi, Barbara rivendica una posizione di apertura sulle questioni etiche, ma mette alcuni paletti: su matrimoni gay e pacs si dice «d'accordo». Ma è «contraria all'adozione per gli omosessuali: certe scelte le trovo non naturali».
Ce n'è anche per Mario Monti, «un tecnico che si preparava da tempo a fare il politico», e per il suo esecutivo di professori. Barbara giudica buone alcune riforme strutturali, come quella delle pensioni. Ma considera «troppo timida» la spending review.
E poi ecco i gialli. Il rapporto fra papà Silvio e mamma Veronica Lario ha tenuto banco tutta l'estate, tanto da costringere i legali dei due coniugi a fare una nota congiunta per dire che sì, il riavvicinamento c'è stato, ma non ha a che fare con la vita di coppia. «I rapporti fra i miei genitori sono più distesi: sono tornati a rivedersi soprattutto per stare con i nipotini, sono legatissimi a loro» spiega la primogenita, che poi aggiunge una nota sulla sorella Marina, nata dal primo matrimonio del Cavaliere: «Andiamo d'accordo, parliamo tantissimo. Poi, come in tutte le famiglie, spesso si hanno idee diverse dovute alle età diverse». L'altro mistero, nei mesi scorsi, era stato quello della cessione di Thiago Silva. Rivela Barbara che «mio padre e Adriano Galliani avevano deciso di tenere Thiago. Poi il Paris Saint Germain ha avanzato per entrambi i giocatori, anche per Ibra, un'offerta irrinunciabile».
L'unico capitolo che non affronta, è quello della sua storia Alejandro Pato: «Ho letto molte ricostruzioni fantasiose, ma è la mia vita privata». Almeno su questo, i gossippari possono continuare a scatenarsi.