Fare il lavoro immaginato da bambini Ci riesce solo un italiano su dieciTra fantasia e realtà

Aver raggiunto 200 milioni di contatti non è solo un grande vantaggio dal punto di vista del marketing, ma anche da quello dell'analisi sociale. È il colosso californiano Linkedin ad aver realizzato uno studio per cercare di comprendere il grado di soddisfazione lavorativa dei professionisti italiani. Secondo la ricerca del più grande network professionale del mondo, solo il 10,5% degli italiani è riuscito a trovare il lavoro che sognava da bambino, contro il 55,7% che ha rinunciato al suo sogno. Non necessariamente per sconfitta, intendiamoci, in alcuni casi anche per un inevitabile cambiamento di ambizioni. Il 9% dei professionisti italiani presenti su Linkedin sognava di fare l'ingegnere, l'8,2% lo scienziato, il 7,4% il medico. Il 6,3% dei lavoratori italiani desiderava diventare un insegnante, il 5,8% il pilota di aerei o elicotteri, il 3,4% l'atleta professionista. Il 3,2% sognava una carriera da scrittore o giornalista, il 3,2% da avvocato, il 2,9% da artista e il 2,9% da astronauta. Inevitabile qualche diversità fra i maschi e le femmine: queste ultime infatti fin dall'infanzia erano più portate in campo artistico e culturale (il 12,5% voleva fare l'insegnante, il 6,2% la scrittrice o la giornalista, il 6,2% la stilista o la designer). Ma lo studio ha analizzato anche gli stati stranieri: i professionisti statunitensi presenti su Linkedin hanno dichiarato che l'insegnamento era la principale prerogativa per il loro futuro. Quelli tedeschi invece hanno dichiarato una particolare predisposizione per le materie scientifiche, quelli sudafricani e neozelandesi per la maggior parte si vedevano medici affermati. In India, in Svezia, a Singapore, in Brasile, in Indonesia e negli Emirati Arabi il sogno era diventare ingegneri. Gli olandesi, i francesi, gli austriaci e gli svizzeri invece volavano alto: piloti di elicotteri.