Flick: urgente la riforma del settore penale nel diritto fallimentare

L'ex Guardasigilli e presidente emerito della Consulta racconta delle difficoltà nel salvataggio del San Raffaele. Lucio Ghia, con Fausto Severini condirettore del "Trattato sulle procedure concorsuali": "Troppe piccole e medie imprese vengono sacrificate per i tempi molto lunghi"

Si attende, ed è urgente, la riforma del settore penale fallimentare, mentre quello civile è già stato da tempo riordinato. Lo ha detto Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Corte Costituzionale ed exministro della Giustizia, al convegno nell'aula magna della Corte di Cassazione sul tema: «Reati fallimentari e adempimenti fiscali».
All'incontro per la presentazione del sesto volume del «Trattato delle procedure concorsuali» ( Utet), Flick ha parlato della sua ultima esperienza per il salvataggio del San Raffaele di Milano, nella veste di presidente del consiglio di amministrazione. Soprattutto, degli ostacoli incontrati per arrivare solo poche settimane fa all'omologa del concordato preventivo della Fondazione Monte Tabor
«Nonostante le difficoltà applicative- ha detto, con una certa amarezza- anche delle cattive leggi possono portare a dei risultati positivi per il salvataggio delle imprese. In questo caso, ci siamo riusciti in nove mesi».
Il problema, ha spiegato l'avvocato Lucio Ghia (con Fausto Severini condirettore del «Trattato») è che «molto spesso tutte le risorse vengono impiegate per salvare le grandi imprese, mentre le piccole e le medie così importanti per il nostro Paese, vengono sacrificate». La crisi di queste imprese non si risolve, secondo Ghia, anche perchè i beni rimangono congelati sul mercato per troppo tempo a causa delle lunghe e complicate procedure fallimentari e alla fine le società non riescono a ritornare in gioco.
Nel «Trattato» gli autori indicano appunto gli obiettivi da raggiungere nei vari settori, in modo da stimolare il legislatore a completare la sua opera nel settore fallimentare.
Al convegno, apertosi con il saluto del Primo Presidente della Cassazione Ernesto Lupo e presieduto dal magistrato Carlo Piccininni, si è parlato anche di Equitalia e di Agenzia delle Entrate.
In particolare, il tema è stato affrontato dal professor Franco Paparella, straordinario di Diritto Tributario all'Università del Salento, che nella sua relazione ha sottolineato le difficoltà applicative della normativa tributaria in ambito fallimentare, mancando una disciplina organica, facendo un excursus storico dagli anni Settanta ad oggi.
Sono anche intervenuti all'incontro il consigliere del Csm Aniello Nappi, il procuratore aggiunto di Roma Giancarlo Capaldo, il capo dell'Ufficio Legislativo Finanze al ministero dell'Economia Italo Volpe, l'ordinario di Diritto commerciale all'Università «Federico II» di Napoli Astolfo Di Amato, l'ordinario di Diritto penale all'Università di Foggia Adelmo Manna, l'associato di Diritto tributario all'università di Salerno Claudio Preziosi, l'aggregato di Diritto penale e Diritto penale dell'economia all'Università di Camerino Ugo Pioletti e il commercialista e curatore fallimentare Lodovico Zocca.