La freccia di Cupido scocca con il sesso o con un farmaco oncologico Lo rivela un test sui piccoli roditori

Due anni fa il neuroscienziato Thomas Insel e i suoi colleghi della Emory University scoprirono che il legame di coppia monogamo obbedisce agli stessi circuiti cerebrali della ricompensa che sono responsabili della dipendenza dalle droghe. Alla base delle sue ricerche erano le arvicole della prateria, una specie di roditori in cui le coppie restano insieme per tutta la vita. Ora, studiando gli stessi piccoli animali, Mohamed Kabbaj, della Florida State University, ha appurato (l'articolo è pubblicato sulla rivista Nature Neuroscience) che la formazione di un legame di coppia fedele passa attraverso cambiamenti a livello del Dna che aumentano l'attività di due geni chiave per i comportamenti di unione e fedeltà. E che questi mutamenti agiscono esattamente come la classica «freccia di Cupido», portando cioè all'instaurarsi di un solido rapporto di coppia. È l'accoppiamento a far scoccare la scintilla dell'amore, ma gli scienziati sono riusciti a indurre l'innamoramento somministrando alle arvicole delle praterie un farmaco oncologico che causa gli stessi cambiamenti a livello del Dna, detti epigenetici, che avvengono in natura. La particolarità dell'arvicola consiste nella sua tendenza a instaurare rapporti monogamici e duraturi e famiglie con la spartizione dei compiti di accudimento della prole. Questo studio, secondo gli autori, suggerisce che questi farmaci potrebbero divenire potenziali cure per trattare disturbi della sfera relazionale e sociale come nell'autismo e nella schizofrenia.