Il fumo «cambia verso» E ora la cannabis torna una droga leggera

RomaIl governo Renzi «cambia verso» anche sulla cannabis. Dopo l'affondamento della «Fini-Giovanardi» da parte della Consulta, un decreto legge del ministero della Salute - pubblicato ieri in Gazzetta ufficiale, e dunque già in vigore - torna a derubricare l'hashish e la marijuana tra le droghe «leggere».
La nuova normativa, in pratica, ridisegna e riorganizza le tabelle delle sostanze «stupefacenti o psicotrope» sottoposte alla vigilanza e al controllo del ministero della Salute. Nella prima tabella vi sono le cosiddette droghe «pesanti», e tra queste eroina, cocaina, allucinogeni e amfetamine, oltre ai cannabinoidi sintetici. Nella seconda, invece, vanno indicati «cannabis indica e i prodotti da essa ottenuti». Sono comprese le sostanze sia in forma di foglie e infiorescenza che di olio o resina, dunque sia l'«erba», la marijuana, che l'hashish. Le altre tabelle previste dal decreto sono invece dedicate ai barbiturici e a medicinali a forte rischio di dipendenza per chi li assume.
Torna dunque la distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti, e il decreto in vigore da ieri arriva ad appena due settimane di distanza da un'altra decisione-chiave del Consiglio dei ministri. Che a inizio mese non ha voluto impugnare la legge regionale varata dall'Abruzzo che prevede la possibilità per i medici del Servizio sanitario regionale di prescrivere farmaci a base di cannabis per finalità terapeutiche.
Quella scelta del nuovo governo aveva segnato una decisa discontinuità con gli ultimi esecutivi, fino a quello guidato dall'ex premier Mario Monti, che avevano sempre deciso di impugnare tutte le leggi regionali tese a disciplinare le modalità di utilizzo terapeutico della cannabis. La legge abruzzese, tra l'altro, è considerata particolarmente liberale, prevedendo la possibilità di utilizzare i medicinali cannabinoidi, erogati gratuitamente, non solo in ospedale ma anche in casa propria, «su prescrizione del medico di medicina generale, con oneri a carico del Ssr, sulla base del piano terapeutico redatto dal medico specialista che ha in cura il paziente».
Il nuovo testo, aveva spiegato il ministro Beatrice Lorenzin dopo l'approvazione in Consiglio dei ministri del decreto pubblicato ieri in Gazzetta ufficiale, è «un atto d'urgenza» dovuto al «vuoto normativo» seguito alla sentenza della Consulta sulla Fini-Giovanardi, la cui decadenza avrebbe dunque costretto l'esecutivo «a intervenire per il ripristino delle tabelle sulle sostanze stupefacenti» per evitare la mancata regolamentazione di «circa 500 nuove droghe e sostanze sintetiche». Creando, come detto, anche una nuova tabella ad hoc per marijuana e hashish. Ma secondo il ministro, il decreto affronta il tema solo «dal punto di vista sanitario», rimettendo al Parlamento «il tema politico».
Resta il dato della separazione tra stupefacenti leggeri e pesanti, destinato prevedibilmente a sollevare reazioni di segno opposto e polemiche.
Proprio ieri il movimento genitori Moige aveva rivolto una petizione al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, per sottolineare, aveva spiegato la presidente Maria Rita Minuzzi, l'«urgenza e l'importanza di non ritornare alla falsa distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti, e dichiarare - definitivamente - la cannabis una droga come le altre».