La galera per i giornalisti? Una follia del codice Rocco

Le norme sulla diffamazione sono quelle ideate nel Ventennio fascista. Nel mondo 146 reporter reclusi: nessuno nelle democrazie occidentali

Roma - Ruanda, Iran, Vietnam, Burundi, Corea del Nord, Turkmenistan, Sudan, Laos, Siria, e altri regimi. Sono 146 i giornalisti imprigionati nel mondo (dato raccolto da «Reporter sans Frontieres»), ma neanche uno tra le democrazie occidentali, in cui rientra anche l'Italia. Che però, nel suo codice penale, prevede la galera per i reati a mezzo stampa, dunque per i giornalisti. Un retaggio del passato, uno dei tanti del codice penale introdotto nel 1930 da Alfredo Rocco, ministro della Giustizia del governo Mussolini ed ispiratore delle leggi speciali dette «fascistissime». Il codice è stato ritoccato più volte ma resta ancora l'impianto base del sistema penale italiano, specie nell'impostazione sui reati di opinione e contro lo Stato che risente della filosofia autoritaria nella quale è stato concepito. Il cattolico Pinto, estensore dell'omonima legge sul risarcimento per l'eccessiva durata del processo, definì il codice penale Rocco «incompatibile, in tanti casi, con la democrazia», Violante ha parlato di «residuo di un'epoca totalitaria», il giurista Rodotà di un «prodotto della cultura autoritaria paradossalmente sopravissuto».
Prendiamo l'articolo che riguarda la diffamazione a mezzo stampa, il 595, quello applicato a Sallusti. Prevede la reclusione «da sei mesi a tre anni». Originariamente - spiega il vicepresidente del Csm, Vietti - il codice Rocco prevedeva l'applicazione o della pena detentiva oppure di quella pecuniaria, mentre il cumulo di entrambe arriva nel 1948. Ma non basta, la pena è aumentata «se l'offesa è recata a un Corpo politico, amministrativo o giudiziario, o ad una sua rappresentanza o ad una autorità costituita in collegio». Una misura sproporzionata, in ogni caso, rispetto alla diffamazione, sostiene il penalista Ennio Amodio. Per questo tipo di reato meglio sarebbe tornare «ad una giuria mista popolare o ad un collegio di giudici di pace», «per recuperare l'equilibrio» e dare anche «una maggior garanzia per l'imputato, perché il giudice quando avverte che l'attacco è all'ordine della sua categoria, va con mano pesante».
Il codice però si preoccupa più dell'integrità dello Stato che delle garanzie dell'imputato («garantismo inquisitorio» lo chiama Amodio). C'è persino il reato di «disfattismo economico» (art. 267), fortunatamente limitato a periodi di guerra, e solo fino a qualche anno fa i reati di «Associazione antinazionale», «Propaganda ed apologia antinazionale», «Illecita partecipazione ad associazioni aventi carattere internazionale». Il libro II del codice penale (Rocco) si apre sui «delitti contro la personalità dello Stato». Qui sono intervenute una serie di modifiche soltanto nel 2006, quando ministro della Giustizia era il leghista Castelli («abbiamo alzato il tasso di democrazia del Paese»). I reati vengono definiti in modo più preciso, le pene alleggerite. Ma rimane l'impostazione da Ventennio del codice. Ad esempio il reato di «Vilipendio alla nazione italiana», fino al 2006 punito con la prigione fino a tre anni, modificato in multa fino a 5mila euro. Se qualcuno «vilipende la bandiera nazionale o un altro emblema dello Stato» non rischia più tre anni di galera, ma bensì (nel nuovo art. 292) una multa che può arrivare a 10mila euro. Resta, nel nostro codice penale, che «chiunque pubblicamente e intenzionalmente distrugge, deteriora, imbratta la bandiera nazionale o un altro emblema dello Stato è punito con la reclusione fino a due anni». Ed è incredibile come fino a qualche anno fa si rischiasse un anno di carcere se sorpresi semplicemente a «far risalire al presidente della Repubblica il biasimo o la responsabilità degli atti del Governo» (articolo 279, abrogato). È invece in vigore l'articolo che prevede non più il carcere ma 5mila euro di multa per «chiunque offende l'onore o il prestigio di un corpo politico, amministrativo o giudiziario, o di una rappresentanza di esso». Stessa punizione per chi pubblicamente vilipende la Repubblica, il Parlamento, il Governo, o la Corte costituzionale, l'Esercito o l'ordine giudiziario in generale (multa da 1 a 5mila euro). Chiunque, poi, offende l'onore o il prestigio del Presidente della Repubblica è punito con la reclusione da uno a cinque anni. L'«oltraggio al pubblico ufficiale» è stato abrogato ma poi reintrodotto (art. 341 bis), e così, chi in luogo pubblico offende l'onore e il prestigio di un pubblico ufficiale, è punito con la galera, fino a tre anni. A meno che l'imputato non risarcisca il pubblico ufficiale o, addirittura, il suo «ente di appartenenza».

Commenti
Ritratto di marforio

marforio

Ven, 28/09/2012 - 08:50

Ci sarebbe da dire , con queste leggi in funzione saremmo tutti bene omale da chiudere in prigione.Bananarepublik , non esistono nenache piu in sudamerica.Effettivamente noi lo siamo.

Ritratto di gzorzi

gzorzi

Ven, 28/09/2012 - 09:04

E' più grave che un pirata della strada non vada in carcere a vita.

Ritratto di wilfredoc47

wilfredoc47

Ven, 28/09/2012 - 09:07

In mancanza di una regolare abrogazione o adeguamento delle norme, non esiste il semplice comune buon senso? Se non ricordo male, nel Regno Unito è ad oggi in vigore una norma che prevede la decollazione per alcuni comportamenti riscontrati tra i membri della Royal Family, Principe Carlo in primis. Non mi risulta l'intervento di qualche solerte giudice a sollecitarne l'applicazione. Nemmeno del più bieco repubblicano. Ma forse ciò è dovuto al ben noto sense of humour di quel popolo. In Italia l'affinità tra corpi istituzionali e cittadini ce la sognamo, vicenda dreyfuss-cocilovo-sallusti. Chiacchiere, chiacchiere ed ancora chiacchiere. Quelle sì! Saluti

gher

Ven, 28/09/2012 - 09:08

veramente assurdo che si applica una legge repressiva del fascismo. i giudici fanno acrobazie nell'interpretare certe leggi con i clandestini ma quando serve il buon senso... e poi abbiamo gente che gira in auto piena di alcol e droghe, ammazza che capita e dopo due mesi è già libera

eri75

Ven, 28/09/2012 - 09:18

Piove, governo ladro! ....OOOPPS! :-D

Ritratto di Situation

Situation

Ven, 28/09/2012 - 09:23

...ma guarda che "assist" facile facile per i komunisti: ora il Sallustri è stato maciullato dal solito togame rosso per colpa del fascistissimo Codice Rocco e naturalmente di una dx assassina, stragista, delle multinazionali delle armi, antipalestinese, filoisraeliana e chi più ne ha più ne metta. Bersani ne sarà contento.

Duka

Ven, 28/09/2012 - 09:24

Sarà pure una follia del codice Rocco ma i veri autentici fuori di testa li abbiamo a montecitorio dove, per esempio, ancora non si sono accorti che siamo gravati da un balzello altrimenti chiamato accise che riguarda la guerra d'Ethiopia. Purtroppo il paese sopporta una classe dirigente incapace, fannullona, ignorante buona solo per vergognose truffe ai danni dei cittadini.

vacabundo

Ven, 28/09/2012 - 09:27

Sig.Severino e cosa ne dice della follia fascista dei metodi sui fallimenti?Esseri viventi ridotti a niente.Me lo spieghi lei, sig. Ministra.Lei fà parte del governo, andate anche a rivedere queste maledette norme e leggi da ridurre a larve esseri che incappano nei fallimenti sopratutto per le banche le queli sono aiutate e le famiglie del fallito sono distrutte.Lei, stà amministrando anche una giustizia antica,barbara e crudele,poco decorosa per la democrazia.

Ritratto di 02121940

02121940

Ven, 28/09/2012 - 09:41

Giudico la nostra Costituzione pessima nell’articolazione dello Stato, cominciando dalla figura del P/te della Repubblica fino alla “concezione” di un Parlamento bicamerale, per non parlare delle Regioni, ma ottima nei principi, derivati dall’elaborazione illuministica. All’articolo 21 la Costituzione recita: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.» In questo diritto di manifestare il proprio pensiero non c’é anche la libertà di criticare le sentenze dei giudici?

abocca55

Ven, 28/09/2012 - 09:42

In Italia si legifera velocemente solo a favore degli animali.

Cassandraprof

Ven, 28/09/2012 - 09:48

FINALMENTE VI SIETE ACCORTI CHE ABBIAMO UN CODICE PENALE FASCISTA!!!!!! DA DITTATURA!!!!! COME NELL' EX URSS O CCCP DOVE STALIN AVEVA MODIFICATO (ANCHE PUTIN) IL CODICE PENALE PER USARE I MAGISTRATI A SUO PIACIMENTO!!!!!! USARE LA MAGISTRATURA A SUO PIACIMENTO..... MI VIENE IN MENTE CHE IN ITALIA C' E' UN PSEUDOPARTITO DI SINISTRA CHE ...... "COCCOLA" I MAGISTRATI PER POTERLI USARE PER CERCARE DI ANDARE AL POTERE!!!!! L' ITALIA E' UNA PSEUDODEMOCRAZIA GRAZIE PROPRIO AL SISTEMA GIUDIZIARIO E FISCALE CHE ABBIAMO. E' UN REGIME DI CLERICO-FASCISTA SUPER RETROGADRO E NEPOTISTA. PER QUESTO GRILLO HA SUCCESSO.

Ritratto di 02121940

02121940

Ven, 28/09/2012 - 09:52

Vedo la fotografia del Ministro della Giustizia Severino che ho ragione di ritenere, salvo possibile errore, che sia una degna persona. Mi domando se non si vergogni di rivestire talvolta i panni del Ministro dell'ingiustizia e se accetti con filosofica pazienza le molte storture nell'operato dei magistrati ovvero se si stia muovendo per cercare di porvi un rimedio.

vince50_19

Ven, 28/09/2012 - 10:13

"Ministro", secondo Lei chi dovrebbe metterci la classica pezza, almeno da oltre mezzo secolo? Certe dichiarazioni così autolesioniste è meglio non farle, semmai applicarsi - in perfetto silenzio - per un rapidissimo correttivo ad una disposizione da paese in cui la democrazia è sventolata ai quattro venti. A chiacchiere, però..

Massimo Bocci

Ven, 28/09/2012 - 10:38

Certo delle norme fasciste di 82 anni fa, mantenute perché funzionali al nuovo regime comunista 47, un regime di giovani (allora) che ci voleva condurre nel paradiso Bolscevico, poi visto che si rubava di più a fare I ladri Italia e dato che gli hanno abbattuto il muro, hanno preferito puntare su dove un regime ( lo avevano già consolidato) era stabile e redditizio Italia, difendendolo per 65 anni da ogni attacco liberale di democrazia VERA!!! Non vorrete uccidere un regime STABILE di LADRI!!!! Ora che dopo il muro e'arrivato il sostituto EURO...Crucco.

chiara2012

Ven, 28/09/2012 - 10:56

ma rodotà parlava di sallusti,in quanto nipote di un gerarca?feltri può riaprire paese sera,e vaneggiare colà,di libertà.e violante,che conosce bene la filosofia del gulag,vi dovrebbe spedire lì-a leggere il codice rocco,ma quello vero, non il dc.

thepaul

Ven, 28/09/2012 - 12:10

«chiunque pubblicamente e intenzionalmente distrugge, deteriora, imbratta la bandiera nazionale o un altro emblema dello Stato è punito con la reclusione fino a due anni» Ma allora i leghisti, quando hanno bruciato la bandiera? Comunque, in questo caso, scusatemi, non mi sembra in pericolo la libertà di stampa. Nel mondo occidentale, libertà di stampa significa poter esprimere il proprio pensiero in maniera libera. Se però, nell'esporre il mio pensiero, io OFFENDO un terzo, sono passibile di reato. Se io scrivo, ad esempio, che Monti è un farabutto, lui potrebbe denunciarmi per diffamazione. Se io invece scrivo, che Monti sta affamando un paese e si sta, quindi, comportando male, non lo sto offendendo. Il confine è molto labile, ma ovviamente, in questo caso, siccome c'è di mezzo Sallusti, tutti a difenderlo. Però, quando Travaglio è stato condannato per un episodio simile (comunque meno grave) tutti a scagliarsi contro Travaglio e a nessuno è venuto in mente di difendere la libertà di stampa. Doppiopesismo allo stato puro...

chiara2012

Ven, 28/09/2012 - 12:16

Comunque, per dovere di cronaca, dovreste almeno precisare, nel vostro assolo antifascista, che gli INCRIMINATI art. 57-58 bis del codice penale Rocco sono stati INTERAMENTE RISCRITTI E IN PARTE AGGIUNTI (come molti altri articoli del codice) DA UNA LEGGE, DEMOCRATICA E REPUBBLICANA (!!!), DEL 1958 (precisamente L. 4 marzo 1958, n. 127)!!!! se non sbaglio il fascismo era già finito da più di dieci anni... Al di là di ogni valutazione sul fatto, almeno dovreste informarvi e informare i lettori in maniera precisa.

maubol@libero.it

Ven, 28/09/2012 - 12:28

Però, siamo un paese che avanza, moderno. siamo l'italia dei cachi!

Ritratto di KATYN1943

KATYN1943

Ven, 28/09/2012 - 12:46

Palleggiarsi fra il Monti si e il Monti no, la sinistra o la destra.... quando a capo dell' Italia c'è una magistratura stalinista, che manco l' Ockrana, la Stasi, hanno mai fatto un lavoro inquisitorio così sopraffino e cassatorio!!!C'è da rimanere basiti!! Ed io da innocente vecchietta di periferia credevo ancora di vivere in un paese dove la democrazia la facesse ancora da padrona da padrona!!! Maremma sgattaiolata, bisogna stare attenti a quello che si dice e a quello che si fa, altrimenti..........portateci le arance a Sollicciano. Ora, se chiudiamo la bocca alla stampa siamo definitivamente finiti, lo sfascio è completo!! Io lo ricordo il '68, questi sudici ragazzi eskimati, con il 36 a forza......ed ora.......ora sarebbero la giustizia del MIO PAESE???? Misericordia divina in che mani siamo finiti!!!!

sergio_mig

Ven, 28/09/2012 - 12:48

La REPUBBLICA ITALIANA ha dichiarato FUORILEGGE IL FASCISMO e tutto ciò che lo rappresenta tant'è che è' un reato per la legge italiana, quindi i magistrati che giudicano le persone con il codice Rocco commettono, a mio avviso, un gravissimo reato e per questo dovrebbero essere perseguiti. Siamo nella più totale illegalità. Stessa cosa riguarda il processo indiziario che è' stato abolito ma si continua ad applicarlo nei processi, alla faccia della giustizia!

sergio_mig

Ven, 28/09/2012 - 12:48

La REPUBBLICA ITALIANA ha dichiarato FUORILEGGE IL FASCISMO e tutto ciò che lo rappresenta tant'è che è' un reato per la legge italiana, quindi i magistrati che giudicano le persone con il codice Rocco commettono, a mio avviso, un gravissimo reato e per questo dovrebbero essere perseguiti. Siamo nella più totale illegalità. Stessa cosa riguarda il processo indiziario che è' stato abolito ma si continua ad applicarlo nei processi, alla faccia della giustizia!

ilPavo

Ven, 28/09/2012 - 12:50

Annoveriamo e prendiamo atto di un'altra inefficienza della politica se è sopravvissuto ancora il codice Rocco. Forse una revisione organica di tutti i codici sarebbe auspicabile per eliminare tutti questi refusi di epoche passate.

Nadia Vouch

Ven, 28/09/2012 - 13:14

Un giornalista, uno scrittore, hanno come primario veicolo di espressione lo scritto. Se poi pensiamo anche al fatto che "le parole volano e i scritti restano", per chi utilizza i secondi non c'è possibilità di discolpa. Anche quando le parole, espresse in un contesto, nel senso globale di un discorso, vengono estrapolate per essere giudicate offensive, quando invece, se legate all'espresssione d'insieme, non lo sono. Isolare le singole espressioni grammaticali, è qualcosa che può trasformare qualunque discorso in qualcosa di offensivo. Dipende anche dal modo di esprimersi che una persona ha, dai vocaboli di cui dispone. Accade invece che offese, anche pesanti, se sono solo pronunciate, devono essere sentite da altri e poi bisogna provare dove, a che ora, come esattamente, chi c'era e chi non c'era, e possono contare persino le posture corporali di chi pronuncia le frasi. Per cui, toricamente, a parole si può essere malmenati: basta che la parola non sia scritta. Oggi, con internet, non basterebbero milioni di prigioni per carcerare chi si esprime in modo non adeguato verso altri. Nel Codice Rocco c'era sicuramente un contenuto intimidatorio verso la libera espressione delle persone. Tale cosa va abolita adesso in uno Stato moderno e civile.

sergio_mig

Ven, 28/09/2012 - 13:34

È cosa dire quando magistrati pur sapendo che le Prove sono state Falsificate fingono di non sapere per salvare la faccia a pubblici funzionari e distruggono la vita di un cittadino e la sua famiglia?

sergio_mig

Ven, 28/09/2012 - 13:34

È cosa dire quando magistrati pur sapendo che le Prove sono state Falsificate fingono di non sapere per salvare la faccia a pubblici funzionari e distruggono la vita di un cittadino e la sua famiglia?

sergio_mig

Ven, 28/09/2012 - 13:34

È cosa dire quando magistrati pur sapendo che le Prove sono state Falsificate fingono di non sapere per salvare la faccia a pubblici funzionari e distruggono la vita di un cittadino e la sua famiglia?

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Ven, 28/09/2012 - 13:47

A questo giornale-on-line scrivono anche tanti bambini di sinistra e se si dovessero denunciare tutti per le loro asinerie, altro che Poggio Reale... Per fortuna "Raglio d'asino non va al cielo".

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Ven, 28/09/2012 - 13:52

A questo giornale-on-line scrivono anche tanti bambini di sinistra e se si dovessero denunciare tutti per le loro asinerie, altro che Poggio Reale... Per fortuna "Raglio d'asino non va al cielo"... Colgo l'occasione per ringraziare chi fa da filtro giacchè a volte anch'io allargo la bocca e di conseguenza calco la penna. Saluti ai sinistri. Specialmente a quelli che stanno per cambiare idea e rientrano sulla giusta e retta via.

Ritratto di antonio vivaldi

antonio vivaldi

Ven, 28/09/2012 - 14:12

Gianfranco Robe... Ecco a lei uno di quelli che ha cambiato idea. Ebbene si, ho cambiato idea qualche anno fà quando vantavo di essere un elettore di Berlusconi, del PDL. Poi invece informandomi bene, capisca bene, ho scritto: Informandomi bene, ho capito. Ho capito che quella persona a cui avevo dato il mio voto era un danno per il paese. Oggi per fortuna le persone come me aumentano a vista d'occhio, eccezzione fatta per quelli come lei, rimasti ancora al medioevo, con termini come: Sinistroidi, i sinistri, komunisti (mi raccomando la ''K'') ecc.. Il filtro che dice lei, occorre farlo altrimenti voi stesssi un giorno potreste svegliarvi ed accorgervi che siete tutti qui, i portabandiera del PDL, vi contate.

Nadia Vouch

Ven, 28/09/2012 - 14:25

C'è anche un ulteriore stile di esprimersi, che si riscontra spesso sia negli scritti che nel modo di parlare di alcune persone. E' lo stile "dico non dico". Della serie: "Ci siamo capiti...vero?" Personalmente, lo trovo angosciante. Perché è secondo me assimilabile alla censura della parola e del pensiero. E' davvero qualcosa che si presta a qualunque interpretazione, ma che non spiega, non apre confronti, non fa evolvere le menti attraverso il reciproco comunicare con i propri simili. Può essere profondamente offesivo, eppure inattaccabile. Quindi, a mio avviso, negativo. Invece, nel caso dei giornalisti, si dovrebbe apprezzare quando qualcuno, dimostrando coraggio e buona fede, esprime chiaramente le proprie opinioni e, se si deve rivolgere a qualcuno in particolare, lo nomina. Il "dico non dico" e le metaforiche strizzatine d'occhio sono altrimenti solo un sistema per sopravvivere. Un egoismo. La cultura e l'amore verso il prossimo non sono solo sopravvivenza.

agosvac

Ven, 28/09/2012 - 14:26

Ma, scusate, se è vero, come è vero che il fascismo è finito, come mai nel nostro codice ci sono ancora leggi di origine fasciste? E se queste leggi ad applicarle sono solo i magistrati, o almeno alcuni di essi, come mai non sono sotto indagine per apologia del fascismo???

michetta

Ven, 28/09/2012 - 15:18

Quando, tempo addietro, si vociferava sulla decisione della Cassazione che sarebbe arrivata da un momento all'altro, dissi che il signor Sallusti avrebbe vinto in quanto nessuna Cssazione l'avrebbe mai condannato. Ecco, io mi riferivo proprio a questo che oggi pubblicate. Una legge che fu creata apposta nel periodo fascistoide. Non poteva e puo' essere accettata una soluzione quale quella appunto presa a posteriori dalla Cassazione, sulla base di quella legge. Essa e' per natura di oggi, sbagliata. La stragrande maggioranza del Paese e tutta l'Europa, compresa Strasburgo, ha strabuzzato gli occhi e chiesto a gran voce di eliminare questa storpiatura, che non si sa' bene, come possa essere ancora in piedi e soprattutto come ci si possa servire di essa (a proprio comodo). Vero Calderoli? Visto che hai cassato tante leggi, questa l'avevi dimenticata? Forse ne te ne fregava niente. Ma, lasciamo perdere! Ora, come dicono i mammasantissima impiegati della P.A., ci sono 29 giorni per modificare ed aggiustare e cambiare e sostituire ed eliminare.....Che Paese! E che gente ci governa e ci ha governato! E che giudici ci giudicano! A proposito....un bel colpo di mano, come si dovrebbe, da parte del Popolo Sovrano, per mettere a posto un po' tutto, no ?

adriano1

Ven, 28/09/2012 - 15:31

Ha ragione " gher" con il suo breve inciso , dove spiega come con certe categorie di delinquanti o di clandestini la legge sia impotente . Quelle che accadono, sono cose che non si sa se dire se siano comiche o terrificanti. Sono lo specchio di un Paese che é nato sulle baionette e sulla frode, dove la sua classe dirigente pretende con la forza e l'intimidazione quel rispetto che non sa guadagnarsi con il comportamento. Negli USA é permesso persino bruciare la propria bandiera, non parliamo poi del diritto di critica verso il Presidente che é non solo liberissimo ma caustico e senza alcun basto! Ma anche il giornalismo ha il suo scheletro nell'armadio e questo si chiama Ordine dei Giornalisti. Ideato dal fascismo e in particolare da Mussolini che di giornalisti se ne intendeva, serviva a fare piegare la schiena per accedervi e lavorare. Ma ora questa porcata continua imperterrita e miete sempre vittime ; nessuno dei gazzettieri di destra e di sinistra ne vuole in realtà l'abolizione con la conseguente liberalizzazione della professione dove il più bravo prevalga, senza essere ammanicato con una qualsivoglia consorteria.La questione degli Ordini, dei Collegi e delle varie conventicole é intoccabile : ricordiamoci che persino "Il Giornale" difendeva le prerogative dei tassisti, mentre magari allo stesso tempo faceva il liberista con la faccia feroce verso i diritti dell'operaio lavoratore dipendente . Non va bene non é serio!Vedremo in quale posizione verrà posta l'Italia nelle statistiche internazionali sulla libertà personale e di stampa !Italia "patria del diritto e tomba della giustizia" ; si faccia piazza pulita di tutti questi codici e si ritorni al Diritto Romano oppure si applichi la "Case Law" anglosassone!

Ritratto di BALLARO'

BALLARO'

Ven, 28/09/2012 - 16:04

Cambiate pure sta legge. Prima però un po' d'aria fresca non ci starebbe male per un personaggio del genere.

macchiapam

Ven, 28/09/2012 - 16:10

La galera per i giornalisti non è affatto una follia, se si pensa all'eccezionale gravità del danno che possono provocare, oggi ancor più di ieri, difficilmente rimediabile con rettifiche o risarcimenti. Ed è significativo che l'intera casta dei media, compresi i più accaniti avversari di Sallusti, vedi Travaglio, si siano schierati a suo favore nella condanna di una legge che è in vigore da sempre e che i giornalisti non possono ignorare. Piuttosto: come mai tutti hanno taciuto durante i molti anni nei quali Berlusconi, primo ministro, è stato oggetto di ingiurie, diffamazioni e vilipendi? Ci sono diffamati di serie A e altri di B?

Ritratto di Ausonio

Ausonio

Ven, 28/09/2012 - 16:29

SCIACQUATEVI bene la bocca prima di parlare del giurista Alfredo Rocco. E comunque quella legge è del 1948.

Ritratto di mark 61

mark 61

Ven, 28/09/2012 - 16:36

e BASTA non fara un giorno di prigione tranquilli non è successo nulla serve solo al giornalismo x non parlare di altre cose piu gravi

chiara2012

Ven, 28/09/2012 - 17:51

ausonio,le sono grata per aver sottolineato il fatto.l'ho scritto 5 ore fa,ma ,sebbene pubblicato,è caduto nel vuoto cosmico.la legge è fascista e il fatto che sia del48 e preveda un accanimento maggiore della vecchia stesura del ROCCO,e se volete ve lo spiego,non conta,perchè disturba il coro antifascista.un altro residuo del fascismo,sono della compagnia dei nipoti di gerarca,la saluta e ,già che ci sono, saluto anche Sallusti,che ha sbagliato a non infilarsi trai rossi,se voleva viver tranquillo.

Cosean

Ven, 28/09/2012 - 18:28

Suvvia! La galera serve per impedire la diffamazione a pagamento! Altrimenti i potenti diventeranno sempre più potenti. Non continuate a commentare senza capirne le conseguenze. In fondo, molto probabilmente anche voi appartenete alla classe media e mi sembra impossibile che i vostri interlocutori siano sempre più indigenti di voi. (A meno che vi piaccia perdere)

Ritratto di alenovelli

alenovelli

Ven, 28/09/2012 - 18:32

Ma smettetela camerati che meta' dei vostri sono nostalgici del fascismo...troppo comoda lamentarsi quando le leggi del regime totalitario che a voi piace tanto vi si ripercuotono contro...e poi quando le leggi sono ad personam, vengono approvate in men che non si dica (la Cirami fu approvata in 109 giorni, la legge sulle rogatorie in 93, il lodo Schifani in 69, il lodo Alfano in 24 giorni).

Ritratto di alenovelli

alenovelli

Ven, 28/09/2012 - 18:37

E' incredibile la quantita' di castronerie che si leggono su questo forum, frutto di vent'anni di minuzioso lavaggio del cervello e ribaltamento sistematico della realta'. Cari destricoli lo sappiamo che il berlusconismo vi ha insegnato a usare la coerenza come puro optional da applicare un tanto a chilo in base alla notizia della giornata, ma rileggetevi per capire quanto siate ridicoli a rigirare la frittata tutte le volte solo per pura convenienza. Ci risentiamo alle prossime elezioni.

vince50_19

Ven, 28/09/2012 - 23:39

ALENOVELLI - Ven, 28/09/2012 - 18:37 - IL SUO COMMENTO, INVECE, PERFETTAMENTE FUORI TEMA E SENZA L'ALITO DI UNA SPIEGAZIONE ALLE SUE TESI ARLECCHINESCHE (COME SEMPRE RIFIATARE E' UNA SUA SPECIALITA'), BRILLA DI "VIVIDA INTELLIGENZA.." DORMA SERENO E A LUNGO: NE HA BISOGNO!

Ritratto di 02121940

02121940

Sab, 29/09/2012 - 11:40

Non ha senso criminalizzare la norma fascista, ma poi confermata dalla democrazia, né ha senso dire che i magistrati hanno applicato la legge. Il fatto è che i magistrati hanno VOLUTO applicare la pena detentiva, quella che responsabilmente il primo giudice non aveva preso in considerazione, per un fatto che a mio modesto avviso non era neppure reato (Art. 21 della Costituzione). Il tutto in una vicenda in cui emergono congrui risarcimenti del “danno” e l’offerta terminale di ritirare la denunzia dietro il pagamento di un altro lucroso risarcimento. Nella vicenda chi ne esce meglio è Sallusti, la vera vittima, che si è preso sulle spalle anche le responsabilità di Farina, squallidamente emerso nella vicenda solo grazie a Feltri.

Ritratto di 02121940

02121940

Sab, 29/09/2012 - 14:06

Rip1- Non ha senso criminalizzare la norma fascista, ma poi CONFERMATA dalla democrazia, né ha senso dire che i magistrati hanno applicato la legge. Il fatto è che i magistrati hanno VOLUTO applicare la pena detentiva, quella che responsabilmente il primo giudice non aveva preso in considerazione, per un fatto che a mio modesto avviso non era neppure reato (Art. 21 della Costituzione). Il tutto in una vicenda in cui emergono congrui risarcimenti del “danno” e l’offerta terminale di ritirare la denunzia dietro il pagamento di un altro lucroso risarcimento. Nella vicenda chi ne esce meglio è Sallusti, la vera vittima, che si è preso sulle spalle anche le responsabilità di Farina, squallidamente emerso nella vicenda solo grazie a Feltri